Lettere a un giovane poeta

Lettere a una giovane signora - Su Dio

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca Adelphi, 110)

4.0
(414)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845904415 | Isbn-13: 9788845904417 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Leone Traverso

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

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Descrizione del libro
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  • 3

    Le "Lettere ad un giovane poeta" costituiscono la parte più interessante della raccolta.
    Consigli inattuali ("Cercate la profondità delle cose, fin laggiù l'ironia non scende mai";")
    Consigli irritua ...continua

    Le "Lettere ad un giovane poeta" costituiscono la parte più interessante della raccolta.
    Consigli inattuali ("Cercate la profondità delle cose, fin laggiù l'ironia non scende mai";")
    Consigli irrituali (""Leggete il meno possibile scritti di critica estetica, sono o opinioni faziose ...o abili giochi di parole")
    Canto della solitudine, dell 'assoluto del tempo, il valore del lavoro di maturare.
    Da leggere ai giovani, nelle classi.

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro è diviso in tre parti: le lettere a un giovane poeta (lo scrittore Franz Kappus), le lettere a una giovane signora e la lettera sull'esistenza di Dio.
    Le prime sono un capolavoro! In esse Ril ...continua

    Il libro è diviso in tre parti: le lettere a un giovane poeta (lo scrittore Franz Kappus), le lettere a una giovane signora e la lettera sull'esistenza di Dio.
    Le prime sono un capolavoro! In esse Rilke spiega in modo semplice e spontaneo al suo giovane amico tutta la sua poetica. Un poeta, per essere tale, deve vivere profondamente e in maniera feconda la sua solitudine, perché solo raccogliendosi in se stesso riuscirà ad attingere all'esperienza della vita, che poi metterà in versi.
    L’opera d’arte è una creatura a sé, che vive una vita autonoma.
    Non contano tanto i sentimenti, che vanno e vengono e che sono alla portata di tutti, anche degli spiriti più grevi. Quello che conta è la consapevolezza della propria esistenza.
    Le altre lettere, quelle a una giovane signora e quella sull'esistenza di Dio, sono molto più criptiche e oscure. Secondo me all'interno ci sono troppi riferimenti impliciti che il lettore non riesce a cogliere, per cui è difficile seguire un filo logico. Io, appena lette, le ho subito dimenticate. Non c'è niente da fare, non si fissano nella mente.
    Le lettere a un giovane poeta, invece, quelle no. Quelle sono una vera opera d’arte, giustamente considerate una sorta di breviario negli anni passati, da rileggere ogni volta che ci interroghiamo sul senso della poesia.

    ha scritto il 

  • 4

    "Poco noi sappiamo, ma che ci dobbiamo tenere al difficile è una certezza che non ci abbandonerà; è bene essere soli perché la solitudine è difficile; che alcuna cosa sia difficile dev'essere una ragi ...continua

    "Poco noi sappiamo, ma che ci dobbiamo tenere al difficile è una certezza che non ci abbandonerà; è bene essere soli perché la solitudine è difficile; che alcuna cosa sia difficile dev'essere una ragione di più per attuarla. Anche amare è bene: ché l'amore è difficile."
    (pagina 48)

    ha scritto il 

  • 3

    Nessuno vi può aiutare. Penetrate in voi stessi.

    Un breviario spirituale, uno strumento di giardinaggio interiore in risposta al continuo alternarsi delle stagioni dell’io, ora floride, ora cadenti. Chinarsi, con cura meditativa, ad annaffiare i ger ...continua

    Un breviario spirituale, uno strumento di giardinaggio interiore in risposta al continuo alternarsi delle stagioni dell’io, ora floride, ora cadenti. Chinarsi, con cura meditativa, ad annaffiare i germogli della nostra coscienza, inseguendo la pienezza di una solitudine feconda, solo rifugio dove poter nutrire, e così affinare, le perturbazioni dello spirito, sempre afflitto da incertezze.

    Che accade? E che siamo noi in questo accadere?

    ha scritto il 

  • 5

    “Soprattutto chiedetevi, nell’ora più silenziosa della notte: devo scrivere?"

    Franz Kappus è un giovane non ancora ventenne, combattuto tra l’aspirazione poetica e la prospettiva di una carriera militare. E’ nel 1902 che spedisce la sua prima lettera a Rainer Maria Rilke, poeta ...continua

    Franz Kappus è un giovane non ancora ventenne, combattuto tra l’aspirazione poetica e la prospettiva di una carriera militare. E’ nel 1902 che spedisce la sua prima lettera a Rainer Maria Rilke, poeta altrettanto giovane ma già affermato, per avere un giudizio sincero e disinteressato sulle sue poesie. Passano molte settimane prima che Kappus riceva una risposta ,ma quella lettera dal francobollo timbrato Parigi avrebbe cambiato la sua vita e dato inizio a una fitta corrispondenza che sarebbe durata fino al 1908. Benché nel libro si leggano solo le lettere rilkiane, “lettere a un giovane poeta” è un dialogo, uno scambio di battute fra due uomini dall’animo affine. In esse il poeta rivela la sua visione della scrittura, della vocazione, del talento. Ma non credete che Rilke si fermi qui: egli ci racconta con parole lievi e dolci ma altrettanto decise cosa sia il destino, la solitudine, la bellezza, l’amore. Al primo interrogativo che Kappus gli pone risponde: “Soprattutto chiedetevi, nell’ora più silenziosa della notte: devo scrivere? Scavate dentro di voi per una risponda profonda. E se la risposta sarà affermativa, allora la vostra vita deve diventare un segno e una testimonianza di questa esigenza, anche nelle ore più indifferenti e infelici.” L’invito del poeta è quindi quello indagare profondamente nella nostra interiorità, di accettare il destino e imparare a gestirlo, di essere pazienti e non avere paura, “Come un albero che affronta i temporali estivi con sicurezza e senza la minima paura che l’estate possa non arrivare. Arriva. Ma arriva solo per coloro che hanno pazienza, che stanno in piedi come se l’eternità si estendesse davanti a loro, nella sua smisurata e immobile vastità.” Questo piccolo libro è, a mio parere, una delle più grandi odi alla vita nella storia della letteratura. Rilke, attraverso queste dieci lettere, ci sprona ad amare la quotidianità, a sopportare le solitudine, le sofferenze, la sorte avversa, ci esorta a cambiare il nostro sguardo, perché se non riusciamo a intravedere la bellezza e la luce della nostra vita siamo noi gli unici colpevoli: “Se la vostra giornata vi sembra povera, non accusatela. Accusate voi stessi di non essere abbastanza poeti per chiamare a voi le sue ricchezze.”

    https://uraganoelettrico.wordpress.com/2013/05/29/lettere-a-un-giovane-poeta-rainer-maria-rilke/

    ha scritto il 

  • 0

    Ci vuol passione...

    Insomma... richiede calma, passione poetica-filosofica, per non limitarsi alla bellezza di alcuni passaggi e non molto più.
    Non è nelle mie corde al momento, quindi capisco che può piacere ma non mi h ...continua

    Insomma... richiede calma, passione poetica-filosofica, per non limitarsi alla bellezza di alcuni passaggi e non molto più.
    Non è nelle mie corde al momento, quindi capisco che può piacere ma non mi ha preso.
    Rinuncio al voto... per ciò che è stato per me gli darei solo due stelline, ma lo riterrei un voto troppo soggettivo e quindi non lo indico sulla scheda-libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Poeti & solitudine

    Siamo tutti quel poeta a cui scrive, siamo tutti destinati a quella solitudine che si traduce in indipendenza e coraggio. Rilke lo sa e incoraggia il poeta a non aver paura.
    Non ci sono critiche ma ri ...continua

    Siamo tutti quel poeta a cui scrive, siamo tutti destinati a quella solitudine che si traduce in indipendenza e coraggio. Rilke lo sa e incoraggia il poeta a non aver paura.
    Non ci sono critiche ma ringraziamenti.

    ha scritto il 

  • 4

    Ma dove son finiti questi uomini, questi raffinati pensatori e poeti, questi cercatori di senso così ricchi di valori da non aver alcun bisogno, per diventare immortali, di cercare a forza fosse anche ...continua

    Ma dove son finiti questi uomini, questi raffinati pensatori e poeti, questi cercatori di senso così ricchi di valori da non aver alcun bisogno, per diventare immortali, di cercare a forza fosse anche l'autopubblicazione in cambio di un filamento temporaneo di notorietà?
    Poche righe e ti riportano l'anima a casa.

    ha scritto il 

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