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Lettere contro la guerra

Di

Editore: Tea

4.3
(1938)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 181 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8850217137 | Isbn-13: 9788850217137 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico

Genere: History , Political , Travel

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Descrizione del libro
Il volume raccoglie una serie di lettere inedite e alcune comparse sul "Corriere della Sera". Con queste corrispondenze - da Kabul, Peshawar, Quetta, ma anche da Orsigna, Firenze, Delhi e dal suo rifugio sull'Himalaya - Tiziano Terzani comincia un pellegrinaggio di pace tra Oriente e Occidente. Secondo l'autore infatti "non basta comprendere il dramma del mondo musulmano nel suo confronto con la modernità, il ruolo dell'Islam come ideologia antiglobalizzazione, la necessità da parte dell'Occidente di evitare una guerra di religione", bisogna soprattutto capire, convincersi, credere che l'unica via d'uscita possibile dall'odio, dalla discriminazione, dal dolore è la non-violenza.
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  • 4

    Il nostro di ora e' un momento di straordinaria importanza. L'orrore indicibile e' appena cominciato, ma e' ancora possibile fermarlo facendo di questo momento una grande occasione di ripensamento. E' ...continua

    Il nostro di ora e' un momento di straordinaria importanza. L'orrore indicibile e' appena cominciato, ma e' ancora possibile fermarlo facendo di questo momento una grande occasione di ripensamento. E' un momento anche di enorme responsabilità perchè certe concitate parole, pronunciate dalle lingue sciolte, servono solo a risvegliare i nostri istinti più bassi, ad aizzare la bestia dell'odio che dorme in ognuno di noi ed a provocare quella cecità delle passioni che rende pensabile ogni misfatto e permette, a noi come ai nostri nemici, il suicidarsi e l'uccidere. "Conquistare le passioni mi pare di gran lunga più difficile che conquistare il mondo con la forza delle armi. Ho ancora un difficile cammino dinanzi a me", scriveva nel 1925 quella bell'anima di Gandhi. Ed aggiungeva: "Finchè l'uomo non si metterà di sua volontà all'ultimo posto fra le altre creature sulla terra, non ci sara' per lui alcuna salvezza".

    E tu, Oriana, mettendoti al primo posto di questa crociata contro tutti quelli che non sono come te o che ti sono antipatici, credi davvero di offrirci salvezza? La salvezza non e' nella tua rabbia accalorata, ne' nella calcolata campagna militare chiamata, tanto per rendercela piu' accettabile, "Liberta' duratura".

    O tu pensi davvero che la violenza sia il miglior modo per sconfiggere la violenza? Da che mondo e' mondo non c'e' stata ancora la guerra che ha messo fine a tutte le guerre. Non lo sara' nemmeno questa.

    Quel che ci sta succedendo e' nuovo. Il mondo ci sta cambiando attorno. Cambiamo allora il nostro modo di pensare, il nostro modo di stare al mondo. E una grande occasione. Non perdiamola: rimettiamo in discussione tutto, immaginiamoci un futuro diverso da quello che ci illudevamo d'aver davanti prima dell'11 settembre e soprattutto non arrendiamoci alla inevitabilità di nulla, tanto meno all'inevitabilità della guerra come strumento di giustizia o semplicemente di vendetta.

    ha scritto il 

  • 4

    «Lettere contro la guerra è un libro scritto da Tiziano Terzani, giornalista e scrittore, che raccoglie alcune delle sue lettere pubblicate sul Corriere della sera all'indomani dell'11 settembre 2001, ...continua

    «Lettere contro la guerra è un libro scritto da Tiziano Terzani, giornalista e scrittore, che raccoglie alcune delle sue lettere pubblicate sul Corriere della sera all'indomani dell'11 settembre 2001, in risposta anche alla lettera di Oriana Fallaci "La rabbia e l'orgoglio" sullo stesso drammatico evento pubblicata sullo stesso quotidiano il 29 settembre.
    La prima riflessione che apre il libro è, paradossalmente, sull'eccezionale opportunità che un evento terribile ed epocale qual è l'11 settembre, offre a noi occidentali di ripensare il nostro futuro, partendo dall'analisi del nostro presente e della necessità di farlo con empatia, cioè vedere la questione anche dal punto di vista altrui. Perché questa è la chiave della comprensione senza la quale non può esserci giudizio, né rabbia né orgoglio».
    Avevo avuto già modo di leggere Terzani, e mi aveva favorevolmente colpito, ma ho avuto modo anche di leggere la Fallaci e non mi son sentito di rigettare completamente le sue idee. Ciò a cui Terzani esorta, è l’empatia, l’animo sensibile verso l’altro, la capacità di aprirsi all’altro senza giudizi preconcetti.
    Una lettura che credo serva, per almeno un’idea delle due visioni contrapposte. Io non sto né con Oriana né con Tiziano, credo nella comprensione dell’altro, ma credo anche che non ci si debba far allo stesso tempo sopraffare dall’altro.

    ha scritto il 

  • 0

    Una grande mente Terzani! Un libro che infonde speranza e determinazione al cambiamento! Un invito alla riscoperta di se stessi e del mondo, inteso come vita, natura e pacifica convivenza. Mi ha lasci ...continua

    Una grande mente Terzani! Un libro che infonde speranza e determinazione al cambiamento! Un invito alla riscoperta di se stessi e del mondo, inteso come vita, natura e pacifica convivenza. Mi ha lasciata senza parole.

    ha scritto il 

  • 5

    all'indomani dell'11/09/2001

    quanta lucidità e assunzione di responsabilità, quanta umanità nelle sue lettere, quanta voglia di comprendere e non assecondare i codazzi dei troppi che salirono e salgono sul carro della cuccagna gu ...continua

    quanta lucidità e assunzione di responsabilità, quanta umanità nelle sue lettere, quanta voglia di comprendere e non assecondare i codazzi dei troppi che salirono e salgono sul carro della cuccagna guerrafondaia

    ha scritto il 

  • 5

    Scritto e pubblicato nel 2002.
    Oggi avrebbe dovuto ormai essere un libro datato.
    Invece, purtroppo, è attualissimo.

    p.s. Il 5 agosto per La Repubblica, Adriano Sofri ha scritto un coinvolgente pezzo ...continua

    Scritto e pubblicato nel 2002.
    Oggi avrebbe dovuto ormai essere un libro datato.
    Invece, purtroppo, è attualissimo.

    p.s. Il 5 agosto per La Repubblica, Adriano Sofri ha scritto un coinvolgente pezzo sulla (non) vita disperante dei palestinesi. Ce l'ha fatta sentire a fior di pelle descrivendo le miserevoli condizioni dello zoo di Gaza.
    Stimo da molti anni la dignita', l'impegno, il coraggio e l'onestà intellettuale di Sofri. Dal 5 agosto la stima è leggermente scemata perché in quell'articolo non c'è neppure un cenno al fatto che un suo collega, ben 13 anni fa, di una terra diversa ma ugualmente disgraziata, rintraccio' i segni della follia della guerra in uno zoo:

    "Uno dei momenti che non dimenticherò di questi giorni a Kabul è stata la visita allo zoo [...] la collezione più patetica e misera di animali che uno possa immaginarsi: un piccolo orso col naso scortecciato e purulento, un vecchio leone orbo che non sta più sulle gambe e a cui è morta di recente la leonessa, un cerbiatto, una civetta, due aquile spennacchiate e tanti conigli e piccioni. Durante le battaglie [...] lo zoo e' stato per un po' linea di fronte; ci sono cadute sopra bombe e missili e molte gabbie si sono sfasciate permettendo a vari animali di scappare. I lupi non sono stati così fortunati e in una gabbia puzzolentissima, senza acqua, dove un guardiano butta una volta al giorno degli avanzi di carne, ne sono rimasti due vecchi esemplari.
    Sono lì da anni: soli, prigionieri, chiusi nello stesso spazio. Si conoscono bene, eppure strisciano in continuazione, guardinghi, contro le pareti ormai lustre e la rete tutta rabberciata e, incrociandosi, ogni volta ringhiano, si mostrano i denti e si aggrediscono, aizzati da una piccola folla di uomini che forse s'illudono di essere diversi e non si rendono conto di essere, anche loro, nella gabbia dell'esistenza solo per morirci".

    LETTERA DA KABUL, 19 dicembre 2001

    ha scritto il 

  • 5

    Le parole non servono

    Le parole che usa Terzani in questo libro, poco da fare, o le senti tue oppure non le capirai mai. Le parole, le classiche recensioni non servono...

    "In tutta la storia ci sono sempre state delle guer ...continua

    Le parole che usa Terzani in questo libro, poco da fare, o le senti tue oppure non le capirai mai. Le parole, le classiche recensioni non servono...

    "In tutta la storia ci sono sempre state delle guerre. Per cui continueranno ad esserci ", si dice. "Ma perché ripetere la vecchia storia? Perché non cercare di cominciarne una nuova?" rispose Gandhi a chi gli faceva questa solita, banale obbiezione.

    ha scritto il 

  • 3

    Mentre leggevo i tanti fatti e informazioni interessanti riportati, alternati però alle numerose raccomandazioni, suggerimenti, giudizi, “che p - - - -”! mi usciva spontaneo, “ma perché?”
    Facendomi ...continua

    Mentre leggevo i tanti fatti e informazioni interessanti riportati, alternati però alle numerose raccomandazioni, suggerimenti, giudizi, “che p - - - -”! mi usciva spontaneo, “ma perché?”
    Facendomi aiutare da Wittgenstein, eh eh: forse perchè la morale è veramente inesprimibile, o si rischia di essere pedanti e retorici.

    Infatti Wittgenstein scrisse:
    … "quando non si studia di esprimere l'inesprimibile, allora niente va perduto. Ma l'inesprimibile sarà -inesprimibilmente- contenuto in ciò che si è espresso!”.

    Quindi la miglior via per spiegare l'idea, può essere quella di raccontare in modo particolareggiato alcuni episodi esplicativi... i fatti conterranno l'inesprimibile!

    ha scritto il 

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