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Lettere contro la guerra

By Tiziano Terzani

(532)

| Others | 9788850217137

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Book Description

Il volume raccoglie una serie di lettere inedite e alcune comparse sul "Corriere della Sera". Con queste corrispondenze - da Kabul, Peshawar, Quetta, ma anche da Orsigna, Firenze, Delhi e dal suo rifugio sull'Himalaya - Tiziano Terzani comincia un pe Continue

Il volume raccoglie una serie di lettere inedite e alcune comparse sul "Corriere della Sera". Con queste corrispondenze - da Kabul, Peshawar, Quetta, ma anche da Orsigna, Firenze, Delhi e dal suo rifugio sull'Himalaya - Tiziano Terzani comincia un pellegrinaggio di pace tra Oriente e Occidente. Secondo l'autore infatti "non basta comprendere il dramma del mondo musulmano nel suo confronto con la modernità, il ruolo dell'Islam come ideologia antiglobalizzazione, la necessità da parte dell'Occidente di evitare una guerra di religione", bisogna soprattutto capire, convincersi, credere che l'unica via d'uscita possibile dall'odio, dalla discriminazione, dal dolore è la non-violenza.

198 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    all'indomani dell'11/09/2001

    quanta lucidità e assunzione di responsabilità, quanta umanità nelle sue lettere, quanta voglia di comprendere e non assecondare i codazzi dei troppi che salirono e salgono sul carro della cuccagna guerrafondaia

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    Acetico Glaciale said on Aug 27, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Scritto e pubblicato nel 2002.
    Oggi avrebbe dovuto ormai essere un libro datato.
    Invece, purtroppo, è attualissimo.

    p.s. Il 5 agosto per La Repubblica, Adriano Sofri ha scritto un coinvolgente pezzo sulla (non) vita disperante dei palestinesi. Ce l ...(continue)

    Scritto e pubblicato nel 2002.
    Oggi avrebbe dovuto ormai essere un libro datato.
    Invece, purtroppo, è attualissimo.

    p.s. Il 5 agosto per La Repubblica, Adriano Sofri ha scritto un coinvolgente pezzo sulla (non) vita disperante dei palestinesi. Ce l'ha fatta sentire a fior di pelle descrivendo le miserevoli condizioni dello zoo di Gaza.
    Stimo da molti anni la dignita', l'impegno, il coraggio e l'onestà intellettuale di Sofri. Dal 5 agosto la stima è leggermente scemata perché in quell'articolo non c'è neppure un cenno al fatto che un suo collega, ben 13 anni fa, di una terra diversa ma ugualmente disgraziata, rintraccio' i segni della follia della guerra in uno zoo:

    "Uno dei momenti che non dimenticherò di questi giorni a Kabul è stata la visita allo zoo [...] la collezione più patetica e misera di animali che uno possa immaginarsi: un piccolo orso col naso scortecciato e purulento, un vecchio leone orbo che non sta più sulle gambe e a cui è morta di recente la leonessa, un cerbiatto, una civetta, due aquile spennacchiate e tanti conigli e piccioni. Durante le battaglie [...] lo zoo e' stato per un po' linea di fronte; ci sono cadute sopra bombe e missili e molte gabbie si sono sfasciate permettendo a vari animali di scappare. I lupi non sono stati così fortunati e in una gabbia puzzolentissima, senza acqua, dove un guardiano butta una volta al giorno degli avanzi di carne, ne sono rimasti due vecchi esemplari.
    Sono lì da anni: soli, prigionieri, chiusi nello stesso spazio. Si conoscono bene, eppure strisciano in continuazione, guardinghi, contro le pareti ormai lustre e la rete tutta rabberciata e, incrociandosi, ogni volta ringhiano, si mostrano i denti e si aggrediscono, aizzati da una piccola folla di uomini che forse s'illudono di essere diversi e non si rendono conto di essere, anche loro, nella gabbia dell'esistenza solo per morirci".

    LETTERA DA KABUL, 19 dicembre 2001

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    tessa said on Aug 10, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Le parole non servono

    Le parole che usa Terzani in questo libro, poco da fare, o le senti tue oppure non le capirai mai. Le parole, le classiche recensioni non servono...

    "In tutta la storia ci sono sempre state delle guerre. Per cui continueranno ad esserci ", si dice. ...(continue)

    Le parole che usa Terzani in questo libro, poco da fare, o le senti tue oppure non le capirai mai. Le parole, le classiche recensioni non servono...

    "In tutta la storia ci sono sempre state delle guerre. Per cui continueranno ad esserci ", si dice. "Ma perché ripetere la vecchia storia? Perché non cercare di cominciarne una nuova?" rispose Gandhi a chi gli faceva questa solita, banale obbiezione.

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    Timoria Vendikattivan said on Jul 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mentre leggevo i tanti fatti e informazioni interessanti riportati, alternati però alle numerose raccomandazioni, suggerimenti, giudizi, “che p - - - -”! mi usciva spontaneo, “ma perché?”
    Facendomi aiutare da Wittgenstein, eh eh: forse perchè la m ...(continue)

    Mentre leggevo i tanti fatti e informazioni interessanti riportati, alternati però alle numerose raccomandazioni, suggerimenti, giudizi, “che p - - - -”! mi usciva spontaneo, “ma perché?”
    Facendomi aiutare da Wittgenstein, eh eh: forse perchè la morale è veramente inesprimibile, o si rischia di essere pedanti e retorici.

    Infatti Wittgenstein scrisse:
    … "quando non si studia di esprimere l'inesprimibile, allora niente va perduto. Ma l'inesprimibile sarà -inesprimibilmente- contenuto in ciò che si è espresso!”.

    Quindi la miglior via per spiegare l'idea, può essere quella di raccontare in modo particolareggiato alcuni episodi esplicativi... i fatti conterranno l'inesprimibile!

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    maria said on Jun 29, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Guarda un filo d'erba al vento e sentiti come lui. Ti passerà anche la rabbia.

    Ci vorrebbero molte più persone come lei, sig. Terzani.
    Moolte.

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    CaRoL said on Apr 7, 2014 | Add your feedback

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