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Lettere dal carcere

By Antonio Gramsci

(24)

| Paperback | 9788862110785

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45 Reviews

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    Che stupido...

    ...!
    Durante lo scorrere di questa lettura ( dalle grandi mie aspettative ), venivo percependo un pò di noia e delusione. Ci ho messo un pò a capire che non avrei trovato nessun approfondimento politico, nessuna analisi sul fascismo ecc... come avrei ...(continue)

    ...!
    Durante lo scorrere di questa lettura ( dalle grandi mie aspettative ), venivo percependo un pò di noia e delusione. Ci ho messo un pò a capire che non avrei trovato nessun approfondimento politico, nessuna analisi sul fascismo ecc... come avrei potuto ? Era in galera.
    Già: la censura. Non credo ci abbia provato, ma ad ogni modo non sarebbe passato nulla all'esterno.
    Quindi rimangono epistole private, familiari,sullo stato della sua salute fisica e mentale e pochissimo di più.
    Anche con questa amputazione però, la statura dell'uomo viene fuori tanto più prepotente quanto umile e ordinario è il suo modo di descrivere stati d'animo, situazioni, ricordi, speranze.

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    Jacobass2006 said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    E' sempre buona norma astenersi dal commentare i grandi capolavori. Si finirebbe per aggiungere una voce da dilettante, basata su qualche impressione fugace, alla mole di scritti critici che su quel capolavoro si sono accumulati nel corso degli anni. ...(continue)

    E' sempre buona norma astenersi dal commentare i grandi capolavori. Si finirebbe per aggiungere una voce da dilettante, basata su qualche impressione fugace, alla mole di scritti critici che su quel capolavoro si sono accumulati nel corso degli anni. Si finirebbe, inoltre, per sovrapporre, alla stregua di un rumore molesto, una voce, flebile per forza di cose, alla grandezza del libro e del suo autore. A questa linea mi sono sempre attenuto scrupolosamente.
    Le lettere dal carcere appartengono a questo genere di libri. L'emozione che la lettura provoca, tuttavia, mi induce ad una deroga, sia pur contenuta, a questa regola. Per notare quanto segue. C'e' un piano che domina ed e', per forza di cose, quello privato, popolato dalle preoccupazioni di Gramsci, da qualche sua sfuriata contro questo o quel comportamento dei suoi familiari, dalle sue amarezze, dalle conidizioni di salute fisica e psichica, in costante peggioramento nel corso dei lunghi e penosi anni del carcere. Ma poi c'e' un piano diverso, quello dell'uomo e dell'intellettuale che non rinuncia mai a voler conoscere e sapere: che fa una lunga lista di libri e di riviste che vuole che gli siano mandati; che fa piani di ricerca, che sfoceranno poi nei Quaderni; che si lascia andare, nel contesto di una lettera familiare, a piccole perle di riflessioni sui campi piu' vari; che non si stanca di chiedere ai suoi interlocutori notizie sulla loro vita reale, sui loro interessi, sugli sviluppi della vita civile e sociale di quegli anni (pur stando attento a non esprimere mai giudizi di tipo politico che ricadrebbero sotto la mannaia del censore fascista); e di impartire consigli di rigore intellettuale e morale.

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    Giulio said on Nov 3, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Credo di essere semplicemente un uomo medio, che ha le sue convinzioni profonde, e che non le baratta per niente al mondo."

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    Shambhala said on Jun 25, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il fatto che io, individuo libero, sano e non vincolato dalle quattro piatte mura di una cella, sia più volte andato a rileggermi passaggi dalle Lettere che Gramsci scrisse ai familiari, in cui li rincuora e li motiva a non perdersi d'animo nelle lot ...(continue)

    Il fatto che io, individuo libero, sano e non vincolato dalle quattro piatte mura di una cella, sia più volte andato a rileggermi passaggi dalle Lettere che Gramsci scrisse ai familiari, in cui li rincuora e li motiva a non perdersi d'animo nelle lotte di tutti i giorni contro la noia, l'insoddisfazione, la nostalgia, il dolore, la malattia, la condanna del tempo che passa, basterebbe nemmeno a suggerire una briciolina di quanto questo testo sia uno scrigno di irripetibile umanità, e la forza che riesce a ispirare.

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    Simone said on May 16, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lettere dal carcere di Antonio Gramsci

    Le lettere di Gramsci alla famiglia mentre era tenuto carcerato da Mussolini.
    Con il carcere non gli hanno tolto solo la libertà di camminare per le strade, ma anche la libertà di scrivere e di leggere. Per lui gli ideali non sono qualcosa per cu
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    Le lettere di Gramsci alla famiglia mentre era tenuto carcerato da Mussolini.
    Con il carcere non gli hanno tolto solo la libertà di camminare per le strade, ma anche la libertà di scrivere e di leggere. Per lui gli ideali non sono qualcosa per cui votare, per lui gli ideali erano qualcosa per cui morire, e purtroppo, è andata così.
    Nelle sue lettere, se spulcerete tra elenchi di libri, di medicine e di discorsi basati sul niente troverete un grand'uomo, che non può parlare di ciò che ama liberamente perché costretto dalla censura, ma che lascia trapelare la sua altezza morale proprio da ciò che non dice, non parla di quanto gli costi fisicamente la prigione, elenca le sue malattie e i disagi e poi aggiunge: si ma non sto così male.
    Lotta costantemente per mantenere il suo pensiero lucido, le malattie lo logorano e lui sa che basterebbe chiedere la grazia e probabilmente Mussolini l'avrebbe liberato, bastava piegarsi, bastava non parlare più di comunismo, bastava iscriversi al partito Fascista, ma piuttosto che piegarsi, anche solo un pochino, decide di rimanere in carcere fino alla morte, sgridando anche chi chiede grazia per lui.

    Dovete leggerlo perchè da un uomo così si deve succhiare tutto il coraggio morale che si può.

    RECENSIONE A CURA DI ELLE

    Passa a trovarci!!
    www.ilclubdellibro.it

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    Il Club del Libro said on Apr 5, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho ripreso questo volume (la mia edizione è del 1978, quando, cioè, avevo diciassette anni!), perché cercavo una delle ultime lettere che Gramsci scrisse al figlio Delio e in cui gli parlava del senso della storia: «Io penso che la storia ti piace, c ...(continue)

    Ho ripreso questo volume (la mia edizione è del 1978, quando, cioè, avevo diciassette anni!), perché cercavo una delle ultime lettere che Gramsci scrisse al figlio Delio e in cui gli parlava del senso della storia: «Io penso che la storia ti piace, come piaceva a me quando avevo la tua età, perché riguarda gli uomini viventi e tutto ciò che riguarda gli uomini, quanti più uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto si uniscono tra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi non può non piacerti più di ogni altra cosa». Straordinario!
    E così ho pensato bene di rileggere questa scelta curata a suo tempo da Paolo Spriano. Aveva ragione Italo Calvino: questo libro ha l’ampiezza del libro di memorie e del romanzo. Emozionano ancora le pagine in cui il prigioniero racconta dei passerotti che frequentano la sua cella o della rosa che ha piantato a Turi. Lucidità, curiosità intellettuale verso ogni manifestazione del mondo e della vita, ricchezza culturale... Quando il pubblico ministero Isgrò, nella sua requisitoria al processo romano del 1928, da cui Gramsci sarebbe uscito con una condanna a venti anni, quattro mesi e cinque giorni, affermò che «Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare», mostrò tutta la miopia e l’ottusità del fascismo. Ed anche il suo essere predestinato ad una sconfitta definitiva da parte della storia. Quel cervello sarebbe diventato uno dei più importanti punti di riferimento culturali del Novecento.

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    Jakobvongunten said on Mar 10, 2013 | Add your feedback

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