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Lettere dal carcere (1926-1937)

2 volumi

Di

Editore: Sellerio (La nuova diagonale, 14 )

4.3
(510)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 888 | Formato: Cofanetto | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8838911762 | Isbn-13: 9788838911767 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Antonio A. Santucci

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Political

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Descrizione del libro
Contiene:
I volume: lettere 1926-1930
II volume: lettere 1931-1937
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  • 5

    come Pollicino

    nell'epoca dei Berlusconi e dei Renzi è facile smarrire la strada della razionalità , del concetto di giusto e della appartenenza di classe , perdersi in una inestricabile selva di promesse ,effetti speciali e parole prive di contatto col reale.... allora occorre fare il percorso a ritroso seguen ...continua

    nell'epoca dei Berlusconi e dei Renzi è facile smarrire la strada della razionalità , del concetto di giusto e della appartenenza di classe , perdersi in una inestricabile selva di promesse ,effetti speciali e parole prive di contatto col reale.... allora occorre fare il percorso a ritroso seguendo i "sassolini" libri che ci riportano fuori dal virtuale verso il concreto della vita.
    Gramsci è uno di questi fari che ci aiuta a mantenere l'orientamento altri prima e dopo di lui hanno sparso i preziosi sassolini che sta a noi ritrovare

    ha scritto il 

  • 3

    Che stupido...

    ...!
    Durante lo scorrere di questa lettura ( dalle grandi mie aspettative ), venivo percependo un pò di noia e delusione. Ci ho messo un pò a capire che non avrei trovato nessun approfondimento politico, nessuna analisi sul fascismo ecc... come avrei potuto ? Era in galera.
    Già: la ce ...continua

    ...!
    Durante lo scorrere di questa lettura ( dalle grandi mie aspettative ), venivo percependo un pò di noia e delusione. Ci ho messo un pò a capire che non avrei trovato nessun approfondimento politico, nessuna analisi sul fascismo ecc... come avrei potuto ? Era in galera.
    Già: la censura. Non credo ci abbia provato, ma ad ogni modo non sarebbe passato nulla all'esterno.
    Quindi rimangono epistole private, familiari,sullo stato della sua salute fisica e mentale e pochissimo di più.
    Anche con questa amputazione però, la statura dell'uomo viene fuori tanto più prepotente quanto umile e ordinario è il suo modo di descrivere stati d'animo, situazioni, ricordi, speranze.

    ha scritto il 

  • 5

    E' sempre buona norma astenersi dal commentare i grandi capolavori. Si finirebbe per aggiungere una voce da dilettante, basata su qualche impressione fugace, alla mole di scritti critici che su quel capolavoro si sono accumulati nel corso degli anni. Si finirebbe, inoltre, per sovrapporre, alla s ...continua

    E' sempre buona norma astenersi dal commentare i grandi capolavori. Si finirebbe per aggiungere una voce da dilettante, basata su qualche impressione fugace, alla mole di scritti critici che su quel capolavoro si sono accumulati nel corso degli anni. Si finirebbe, inoltre, per sovrapporre, alla stregua di un rumore molesto, una voce, flebile per forza di cose, alla grandezza del libro e del suo autore. A questa linea mi sono sempre attenuto scrupolosamente.
    Le lettere dal carcere appartengono a questo genere di libri. L'emozione che la lettura provoca, tuttavia, mi induce ad una deroga, sia pur contenuta, a questa regola. Per notare quanto segue. C'e' un piano che domina ed e', per forza di cose, quello privato, popolato dalle preoccupazioni di Gramsci, da qualche sua sfuriata contro questo o quel comportamento dei suoi familiari, dalle sue amarezze, dalle conidizioni di salute fisica e psichica, in costante peggioramento nel corso dei lunghi e penosi anni del carcere. Ma poi c'e' un piano diverso, quello dell'uomo e dell'intellettuale che non rinuncia mai a voler conoscere e sapere: che fa una lunga lista di libri e di riviste che vuole che gli siano mandati; che fa piani di ricerca, che sfoceranno poi nei Quaderni; che si lascia andare, nel contesto di una lettera familiare, a piccole perle di riflessioni sui campi piu' vari; che non si stanca di chiedere ai suoi interlocutori notizie sulla loro vita reale, sui loro interessi, sugli sviluppi della vita civile e sociale di quegli anni (pur stando attento a non esprimere mai giudizi di tipo politico che ricadrebbero sotto la mannaia del censore fascista); e di impartire consigli di rigore intellettuale e morale.

    ha scritto il 

  • 5

    Il fatto che io, individuo libero, sano e non vincolato dalle quattro piatte mura di una cella, sia più volte andato a rileggermi passaggi dalle Lettere che Gramsci scrisse ai familiari, in cui li rincuora e li motiva a non perdersi d'animo nelle lotte di tutti i giorni contro la noia, l'insoddis ...continua

    Il fatto che io, individuo libero, sano e non vincolato dalle quattro piatte mura di una cella, sia più volte andato a rileggermi passaggi dalle Lettere che Gramsci scrisse ai familiari, in cui li rincuora e li motiva a non perdersi d'animo nelle lotte di tutti i giorni contro la noia, l'insoddisfazione, la nostalgia, il dolore, la malattia, la condanna del tempo che passa, basterebbe nemmeno a suggerire una briciolina di quanto questo testo sia uno scrigno di irripetibile umanità, e la forza che riesce a ispirare.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettere dal carcere di Antonio Gramsci

    Le lettere di Gramsci alla famiglia mentre era tenuto carcerato da Mussolini.
    Con il carcere non gli hanno tolto solo la libertà di camminare per le strade, ma anche la libertà di scrivere e di leggere. Per lui gli ideali non sono qualcosa per cui votare, per lui gli ideali erano qualcos
    ...continua

    Le lettere di Gramsci alla famiglia mentre era tenuto carcerato da Mussolini.
    Con il carcere non gli hanno tolto solo la libertà di camminare per le strade, ma anche la libertà di scrivere e di leggere. Per lui gli ideali non sono qualcosa per cui votare, per lui gli ideali erano qualcosa per cui morire, e purtroppo, è andata così.
    Nelle sue lettere, se spulcerete tra elenchi di libri, di medicine e di discorsi basati sul niente troverete un grand'uomo, che non può parlare di ciò che ama liberamente perché costretto dalla censura, ma che lascia trapelare la sua altezza morale proprio da ciò che non dice, non parla di quanto gli costi fisicamente la prigione, elenca le sue malattie e i disagi e poi aggiunge: si ma non sto così male.
    Lotta costantemente per mantenere il suo pensiero lucido, le malattie lo logorano e lui sa che basterebbe chiedere la grazia e probabilmente Mussolini l'avrebbe liberato, bastava piegarsi, bastava non parlare più di comunismo, bastava iscriversi al partito Fascista, ma piuttosto che piegarsi, anche solo un pochino, decide di rimanere in carcere fino alla morte, sgridando anche chi chiede grazia per lui.

    Dovete leggerlo perchè da un uomo così si deve succhiare tutto il coraggio morale che si può.

    RECENSIONE A CURA DI ELLE

    Passa a trovarci!!
    www.ilclubdellibro.it

    ha scritto il 

  • 5

    Ho ripreso questo volume (la mia edizione è del 1978, quando, cioè, avevo diciassette anni!), perché cercavo una delle ultime lettere che Gramsci scrisse al figlio Delio e in cui gli parlava del senso della storia: «Io penso che la storia ti piace, come piaceva a me quando avevo la tua età, perch ...continua

    Ho ripreso questo volume (la mia edizione è del 1978, quando, cioè, avevo diciassette anni!), perché cercavo una delle ultime lettere che Gramsci scrisse al figlio Delio e in cui gli parlava del senso della storia: «Io penso che la storia ti piace, come piaceva a me quando avevo la tua età, perché riguarda gli uomini viventi e tutto ciò che riguarda gli uomini, quanti più uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto si uniscono tra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi non può non piacerti più di ogni altra cosa». Straordinario!
    E così ho pensato bene di rileggere questa scelta curata a suo tempo da Paolo Spriano. Aveva ragione Italo Calvino: questo libro ha l’ampiezza del libro di memorie e del romanzo. Emozionano ancora le pagine in cui il prigioniero racconta dei passerotti che frequentano la sua cella o della rosa che ha piantato a Turi. Lucidità, curiosità intellettuale verso ogni manifestazione del mondo e della vita, ricchezza culturale... Quando il pubblico ministero Isgrò, nella sua requisitoria al processo romano del 1928, da cui Gramsci sarebbe uscito con una condanna a venti anni, quattro mesi e cinque giorni, affermò che «Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare», mostrò tutta la miopia e l’ottusità del fascismo. Ed anche il suo essere predestinato ad una sconfitta definitiva da parte della storia. Quel cervello sarebbe diventato uno dei più importanti punti di riferimento culturali del Novecento.

    ha scritto il 

  • 0

    La grammatica cinese

    il mio stato d'animo è tale che se fossi condannato a morte continuerei
    a essere tranquillo e anche la sera prima dell'esecuzione magari studierei
    una lezione di lingua cinese

    19 dicembre 1929

    ha scritto il 

  • 4

    Ho pensato che sarebbe stato interessante ed istruttivo leggere cosa aveva scritto un politico del livello di Gramsci in quella terribile situazione ( ho capito dopo che gli scritti politici sono altri).
    Una persona per la quale il giudice, dopo la condanna a 20 anni di carcere solo per ...continua

    Ho pensato che sarebbe stato interessante ed istruttivo leggere cosa aveva scritto un politico del livello di Gramsci in quella terribile situazione ( ho capito dopo che gli scritti politici sono altri).
    Una persona per la quale il giudice, dopo la condanna a 20 anni di carcere solo per avere una ideologia politica “diversa” dal regime, sembra abbia detto “20 anni dovrebbero bastare per spegnere un cervello”.
    Per il suo cervello forse sarebbe stato così ma il fisico già minato dall'infanzia non riuscì a superare i 10 anni e morì all'ospedale dove era stato trasferito dal carcere.
    Sono lettere scritte da un uomo alla sua famiglia d'origine in Sardegna (mamma, fratelli e sorelle), alla moglie (anche lei in precarie condizioni di salute) rientrata in Russia presso i propri genitori, alla cognata e a qualche amico. Nessun riferimento politico, né racconti di vita carceraria. Solo attraverso alcune frasi si percepisce la mancanza di ogni libertà, anche banale perchè tutto andava richiesto persino lo scrivere un diario (Gramsci preferì studiare e scrivere dei quaderni divisi per argomenti) o ricevere alcuni libri e riviste, o essere visitato da un medico di propria fiducia essendo la salute sempre più precaria.. Era permesso scrivere lettere solo due volte al mese.
    Si era veramente tagliati fuori dal mondo. E per Gramsci lo fu veramente in modo pesantissimo perchè avendo i propri cari lontani non riuscì più a incontrare né madre, né moglie e nemmeno i figli, che vedeva crescere attraverso le fotografie. Solo il fratello Carlo lo visitò qualche volta e la sorella della moglie, la cognata Tatiana, ebbe modo, vivendo in Italia, di fargli parecchie visite.
    Pensando a questa triste situazione causata da una ingiusta condanna e proseguendo nella lettura delle lettere sono arrivata a percepire il dolore fisico che piano piano si impadronisce di Gramsci, non riesce più a scrivere di argomenti vari ma inizia a parlare della sua debolezza, dei suoi dolori sempre più forti e si sente che anche la mente comincia ad essere vinta dal male. Lui stesso lo scrive e a questo punto mi è subentrata una profonda tristezza e una forte commozione. Non aveva fatto nulla, anzi aveva tanta voglia di aiutare l'Italia con tutte le poche forze fisiche che aveva ed è stato praticamente eliminato, solo la forza interiore lo ha aiutato a tentare di continuare a vivere.
    Riporto alcune lettere che, dal mio punto di vista, sono significative per tentare di conoscere l'uomo Gramsci .
    1)Il suo pensiero circa un ricorso che il suo avvocato voleva fare : 5 dicembre 1930 (alla cognata Tatiana) In quanto alla domanda di revisione poiché è già stata fatta da un condannato, non occorre che io la faccia..........Il nostro processo, è stato squisitamente politico, quindi anche il ricorso sarà accolto o rigettato per motivi politici e non per motivi giuridici formali...... Come ti ho detto, il processo era politico, ossia, come disse il procuratore militare e come ripete la sentenza, noi fummo condannati per «mero pericolo», perché avremmo potuto commettere tutti i reati contemplati nel codice: che li avessimo o no commessi era cosa secondaria. Dunque lascia perdere la quistione del ricorso,...... io almeno non ci ho mai pensato e tanto meno ci penso oggi............ Carissima, ti auguro le buone feste e ti abbraccio teneramente Antonio
    2)Il suo affetto per la madre : 15 giugno 1931 Carissima mamma,.......tu non puoi immaginare quante cose io ricordo in cui tu appari sempre come una forza benefica e piena di tenerezza per noi. Se ci pensi bene tutte le quistioni dell'anima e dell'immortalità dell'anima e del paradiso e dell'inferno non sono poi in fondo che un modo di evadere questo semplice fatto: che ogni nostra azione si trasmette negli altri secondo il suo valore, di bene e di male, passa di padre in figlio, da una generazione all'altra in un movimento perpetuo. Poiché tutti i ricordi che noi abbiamo di te sono di bontà e di forza e tu hai dato le tue forze per tirarci su, ciò significa che tu sei già da allora, nell'unico paradiso reale che esista, che per una madre penso sia il cuore dei propri figli. Vedi cosa ti ho scritto?.....Ti abbraccio teneramente con tutti di casa Antonio
    3)I suoi sensi di colpa verso la moglie : 11 aprile 1932 Cara Iulca,……. adesso credo di essere anch’io, almeno in parte, responsabile di queste tue condizioni, perché nel passato, inconsapevolmente, mi divertivo a stuzzicarti e a provocarti, credendo di ottenere così di meglio conoscerti. Ho cominciato nel 1922, poco dopo che ci eravamo conosciuti e ti ho fatto piangere, in un modo così stupido che solo adesso ne sento tutto il rimorso, perché solo ora capisco che non si trattava di una cosa superficiale, ma che per te aveva una maggiore importanza di quanto io pensassi: e non ho avuto il coraggio di asciugarti le lacrime come pure mi sentivo spinto a fare, perché ti volevo bene ed è vero che certe cattiverie si fanno solo a chi si vuol bene. Carissima ti stringo forte. Antonio
    4)La sua forza interiore : 25 gennaio 1933 Cara Julca, …….. In verità io mi trovo in questa situazione da molti anni, fin dallo stesso 1926, subito dopo il mio arresto, da quando la mia esistenza è stata, bruscamente e con non poca brutalità, costretta in una direzione data da forze esterne e i limiti della mia libertà sono stati ristretti alla vita interiore e la volontà è diventata solo volontà di resistere.

    ha scritto il 

  • 2

    Va bene, sono arrivato a circa un quarto del libro e mi sono arreso. Delusione, tanta. Mi aspettavo tutt'altro genere di volume. Certo di trovarvi scritti prodotti da Gramsci nel periodo carcerario facenti riferimento alle sue idee e teorie, alle impressioni sul fascismo, mi sono quasi subito res ...continua

    Va bene, sono arrivato a circa un quarto del libro e mi sono arreso. Delusione, tanta. Mi aspettavo tutt'altro genere di volume. Certo di trovarvi scritti prodotti da Gramsci nel periodo carcerario facenti riferimento alle sue idee e teorie, alle impressioni sul fascismo, mi sono quasi subito reso conto che il materiale epistolare ivi collezionato era ben lontano dalle mie aspettative. Le lettere gramsciane sono una toccante testimonianza personale della vita carceraria del politico comunista. Ma sono per l'appunto qualcosa di personale: in esse vi si trova quella corrispondenza familiare che non ha molto da dire a quanti non ne siano intimamente toccati. Nelle sue lettere Gramsci enumera le riviste ricevute, la tipologia di vita trascorsa in cella, le modalità di trasferimento da un carcere all'altro, le sue condizioni psicofisiche, le lamentele per la poca corrispondenza inviatagli dai parenti, l'ansia di non ricevere abbastanza notizie ecc. Materiale interessante dal punto di vista biografico, ma di scarso valore se mossi dalla volontà di scoprire più a fondo il pensiero gramsciano.

    ha scritto il 

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