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Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana

8 settembre 1943-25 aprile 1945

Di

Editore: Einaudi

4.5
(342)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 356 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806178865 | Isbn-13: 9788806178864 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Giovanni Pirelli , Piero Malvezzi ; Contributi: Gustavo Zagrebelsky ; Prefazione: Enzo Enriques Agnoletti

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: History , Non-fiction , Political

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Descrizione del libro
Centododici partigiani e patrioti vengono catturati dai tedeschi o fascisti egià sanno (o presumono) che saranno "giustiziati", cioè uccisi dal plotone di esecuzione e dalle torture che verranno loro inflitte. Scrivono ai familiari,alla madre, alla moglie, alla fidanzata, ai compagni di studio, di lavoro, di vita. Appartengono alle realtà sociali e culturali più diverse, sono stati presi (e saranno soppressi) nei luoghi e nelle condizioni più disparate. Tutti vivono, per la prima e ultima volta, l'atroce esperienza di "un tempo breve eppure spaventosamente lungo, in cui si toglie all'uomo il suo più intimo bene, la speranza", e in cui sono costretti, in preda allo smarrimento e all'angoscia, a "dare ordine" al proprio destino e al proprio animo.
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  • 5

    Testo fondamentale sul tema della Resistenza italiana. Per comprendere meglio il valore morale dei partigiani in contrapposizione alla "belva nazifascista" (come viene definita da molti autori delle lettere). E' un contatto diretto con coloro che hanno dato la vita per un'idea di giustizia e libe ...continua

    Testo fondamentale sul tema della Resistenza italiana. Per comprendere meglio il valore morale dei partigiani in contrapposizione alla "belva nazifascista" (come viene definita da molti autori delle lettere). E' un contatto diretto con coloro che hanno dato la vita per un'idea di giustizia e libertà. La maggior parte dei condannati a morte aveva tra i 18 e i 25 anni.

    ha scritto il 

  • 5

    Qui non c'è da commentare, c'è soltanto da cavarsi il cappello e stare in silenzio. Sono ultime parole, sono sacre.
    Questo è un libro che deve restare per sempre. Un libro che va letto, e poi riletto, e riletto ai figli e ai nipoti perché imparino e capiscano.
    C'è amarezza in queste p ...continua

    Qui non c'è da commentare, c'è soltanto da cavarsi il cappello e stare in silenzio. Sono ultime parole, sono sacre.
    Questo è un libro che deve restare per sempre. Un libro che va letto, e poi riletto, e riletto ai figli e ai nipoti perché imparino e capiscano.
    C'è amarezza in queste pagine, ma è l'amarezza di un lettore che pensa a come siamo ridotti. Dei partigiani qui uccisi traspare il coraggio, ma anche, talvolta, la paura e la grande umanità. Tutti salutano la madre, il padre, la moglie o i figli chi ne ha. Qualcuno scrive ai compagni, agli amici, li invita ad andare avanti nel nome dell'Italia libera. Chi chiede vendetta, chi perdona. Tutti vanno incontro alla morte a testa alta, consapevoli che il loro sacrificio si compie nel nome di un bene più grande, quello della Libertà.
    Spicca, con mia grande tenerezza, il giovanissimo di cui non ricordo il nome ma che, in punto di morte, non ha avuto il cuore di dire ai suoi genitori che stavano per fucilarlo. Spicca Josef, con la sua straziante lettera alla fidanzata e le sue righe di diario. Spiccano tutti, per un verso o per l'altro. Voci di uomini e ragazzi, molti adolescenti o poco più, che al loro ideale hanno consacrato la vita. (I soli, dice Fenoglio, che possano considerarsi veri partigiani.)
    Sono voci di uomini diversi, con esperienze diverse, di ceti sociali differenti: sono tutti uniti nel nome dell'ideale, quell'ideale che supera la morte e che, speravano, sarebbe passato alle generazioni successive. Hanno lottato per la felicità e il futuro di tutti, DI NOI.
    Una raccolta di eccezionale valore, che scava dentro, che rimesta i visceri. A fine lettura ci si chiede se ancora esista qualcuno che sarebbe in grado di compiere un tale sacrificio. Ci si guarda attorno in quest'Italia desolata e ci si chiede per che cosa hanno combattuto queste persone. Per che cosa sono morte. Se mai si tornerà a risorgere. E bisogna aver fiducia, sì, come la avevano loro. E Resistere, sempre.
    Cito, a memoria, il passo che mi è rimasto più impresso e che considero un vero testamento. Sono le parole di un partigiano diciottenne, Giordano Cavestro:

    "Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l'idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella. Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile. Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care. La mia giovinezza è spezzata, ma sono sicuro che servirà da esempio. Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà."

    P.S. Su Wikipedia ci sono pagine dedicate ad alcuni di loro, qualcuna con foto. Andate a vederle mentre leggete, guardateli negli occhi.

    ha scritto il 

  • 5

    DI FRONTE ALLA MORTE PER MANO NEMICA UOMINI E DONNE ITALIANE DIMOSTRANO IL LORO VALORE MORALE SPIRITUALE E PATRIOTTICO CON IL LORO ATTACCAMENTO ALLA NOSTRA CARA PATRIA
    COMMUOVENTE E FORTIFICANTE PER CHI CREDE NEL VALORE DELLA VITA DELL'ONORE DELLA FAMIGLIA DELLA PATRIA

    ha scritto il 

  • 5

    A futura memoria

    Quando si cammina bisogna sempre posare i piedi con attenzione. Lo feci quando lessi la prima volta queste lettere. Ancora non era luce, ma sopra di me era un agitarsi di ombre perché il tempo aveva cessato di essere. Avevano sfondato una porta per entrare. Mi assalirono, chiedendo permesso. E pe ...continua

    Quando si cammina bisogna sempre posare i piedi con attenzione. Lo feci quando lessi la prima volta queste lettere. Ancora non era luce, ma sopra di me era un agitarsi di ombre perché il tempo aveva cessato di essere. Avevano sfondato una porta per entrare. Mi assalirono, chiedendo permesso. E per il vero non feci nulla, le storie che raccontarono erano le mie vene, il mio sangue scorreva ogni pagina era il sangue versato la nostra felicità. Che era mia.
    Mi svegliai credo, fu allora che mi svegliai. Non sono sicuro che lo feci, perché venne un altro tempo. Da allora pensai a quei condannati, tutte le volte che qualcuno vuole sbarrare la porta a qualcuno. Il sole era uscito bello. A futura memoria.

    ha scritto il 

  • 0

    Quando un'unica grande questione pubblica si intreccia a tante piccole, enormi, questioni private.
    Lettura emotivamente intensa e umanamente dolorosissima.
    Ciò che lascia, alla fine, è comunque un forte senso di amaro in bocca.
    Questi uomini hanno sacrificato le loro vite nella ...continua

    Quando un'unica grande questione pubblica si intreccia a tante piccole, enormi, questioni private.
    Lettura emotivamente intensa e umanamente dolorosissima.
    Ciò che lascia, alla fine, è comunque un forte senso di amaro in bocca.
    Questi uomini hanno sacrificato le loro vite nella speranza di poter garantire un futuro di libertà ai propri figli.
    Ma è proprio questo il Paese "libero e democratico" che immaginavano potesse nascere e svilupparsi dalle ceneri di un terribile conflitto?
    Come già considerava Pasolini quarant'anni fa, temo proprio di no.

    ha scritto il 

  • 0

    Qui non si mettono stelline.


    ... mi dissero quella tremenda condanna e mi feci vedere molto orgoglioso ma quando fui portato in quella tremenda cella di nuovo mi inginocchiai mi misi a piangere avevo nelle mani la tua foto ma non si conosceva più la tua faccia per le lacrime e i baci ch ...continua

    Qui non si mettono stelline.

    ... mi dissero quella tremenda condanna e mi feci vedere molto orgoglioso ma quando fui portato in quella tremenda cella di nuovo mi inginocchiai mi misi a piangere avevo nelle mani la tua foto ma non si conosceva più la tua faccia per le lacrime e i baci che ti ho fatto, questo cara Anna devi perdonarmi sii forte a sopportare questo orrendo delitto e fatti coraggio avrai il tuo amore fucilato alla schiena.

    lettera di Ignoto (Antonio Fossati)

    ha scritto il 

  • 0

    Qua non c'è da dire se il libro è bello o brutto, si tratta di testimonianze, lettere private che non possono non portarti a pensare, a dirti: "cazzo, questi uomini, queste donne, si sono sacrificati (perché lo sapevano il rischio che correvano) per noi, per i loro cari. E noi come abbiamo ridott ...continua

    Qua non c'è da dire se il libro è bello o brutto, si tratta di testimonianze, lettere private che non possono non portarti a pensare, a dirti: "cazzo, questi uomini, queste donne, si sono sacrificati (perché lo sapevano il rischio che correvano) per noi, per i loro cari. E noi come abbiamo ridotto l'Italia?" Quando un politico vuole diventare deputato o senatore dovrebbe essere obbligato a leggere due testi: la costituzione e le lettere dei partigiani condannati a morti da quei fascisti che ora girano per le strade in doppiopetto (ma anche con i manganelli).

    Non dimentichiamola, la storia...

    ha scritto il 

  • 5

    Un documento fondamentale per capire la consistenza morale di chi si oppose al regime nazifascista.In quasi tutti i condannati non ci sono parole di odio per i loro aguzzini, i pensieri - nei momenti che precedono la fine - vanno con affetto e dispiacere verso coloro che lasciano e all'idea per c ...continua

    Un documento fondamentale per capire la consistenza morale di chi si oppose al regime nazifascista.In quasi tutti i condannati non ci sono parole di odio per i loro aguzzini, i pensieri - nei momenti che precedono la fine - vanno con affetto e dispiacere verso coloro che lasciano e all'idea per cui si sono sacrificati.Per capire da dove veniamo bisognerebbe ricordarsi qualche volta anche di loro.

    ha scritto il 

  • 0

    Autentico, prezioso... sì assolutamente, ma emotivamente pesantissimo! Non posso che leggerlo a singhiozzo, poche lettere per volta, un giorno sì e centoventi no.

    Quando la storia è un macigno anche in un libretto di 200 pagine!

    ha scritto il 

  • 5

    Grazie a voi. La meglio gioventù. Come non se ne vedrà più.

    Lassù sulle montagne bandiera nera:
    è morto un partigiano nel far la guerra.
    E' morto un partigiano nel far la guerra,
    un altro italiano va sotto terra.

    Laggiù sotto terra trova un alpino,
    caduto nella Russia con il Cervino.
    caduto nella Russia con il Cervino. ...continua

    Lassù sulle montagne bandiera nera:
    è morto un partigiano nel far la guerra.
    E' morto un partigiano nel far la guerra,
    un altro italiano va sotto terra.

    Laggiù sotto terra trova un alpino,
    caduto nella Russia con il Cervino.
    caduto nella Russia con il Cervino.

    Ma prima di morire ha ancor pregato:
    che Dio maledica quell'alleato!
    che Dio maledica quell'alleato!

    Che Dio maledica chi ci ha tradito
    lasciandoci sul Don e poi è fuggito.
    lasciandoci sul Don e poi è fuggito.

    Tedeschi traditori, l'alpino è morto
    ma un altro combattente oggi è risorto.
    ma un altro combattente oggi è risorto.

    Combatte il partigiano la sua battaglia:
    Tedeschi e fascisti, fuori d'Italia!

    Tedeschi e fascisti, fuori d'Italia!
    Gridiamo a tutta forza: Pietà l'è morta!

    Nuto Revelli

    ha scritto il 

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