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Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana

8 settembre 1943-25 aprile 1945

(298)

| Paperback | 9788806178864

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Book Description

Centododici partigiani e patrioti vengono catturati dai tedeschi o fascisti egià sanno (o presumono) che saranno "giustiziati", cioè uccisi dal plotone di esecuzione e dalle torture che verranno loro inflitte. Scrivono ai familiari,alla madre, alla m Continue

Centododici partigiani e patrioti vengono catturati dai tedeschi o fascisti egià sanno (o presumono) che saranno "giustiziati", cioè uccisi dal plotone di esecuzione e dalle torture che verranno loro inflitte. Scrivono ai familiari,alla madre, alla moglie, alla fidanzata, ai compagni di studio, di lavoro, di vita. Appartengono alle realtà sociali e culturali più diverse, sono stati presi (e saranno soppressi) nei luoghi e nelle condizioni più disparate. Tutti vivono, per la prima e ultima volta, l'atroce esperienza di "un tempo breve eppure spaventosamente lungo, in cui si toglie all'uomo il suo più intimo bene, la speranza", e in cui sono costretti, in preda allo smarrimento e all'angoscia, a "dare ordine" al proprio destino e al proprio animo.

61 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Testo fondamentale sul tema della Resistenza italiana. Per comprendere meglio il valore morale dei partigiani in contrapposizione alla "belva nazifascista" (come viene definita da molti autori delle lettere). E' un contatto diretto con coloro che han ...(continue)

    Testo fondamentale sul tema della Resistenza italiana. Per comprendere meglio il valore morale dei partigiani in contrapposizione alla "belva nazifascista" (come viene definita da molti autori delle lettere). E' un contatto diretto con coloro che hanno dato la vita per un'idea di giustizia e libertà. La maggior parte dei condannati a morte aveva tra i 18 e i 25 anni.

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    Sbulf said on Aug 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Qui non c'è da commentare, c'è soltanto da cavarsi il cappello e stare in silenzio. Sono ultime parole, sono sacre.
    Questo è un libro che deve restare per sempre. Un libro che va letto, e poi riletto, e riletto ai figli e ai nipoti perché imparino e ...(continue)

    Qui non c'è da commentare, c'è soltanto da cavarsi il cappello e stare in silenzio. Sono ultime parole, sono sacre.
    Questo è un libro che deve restare per sempre. Un libro che va letto, e poi riletto, e riletto ai figli e ai nipoti perché imparino e capiscano.
    C'è amarezza in queste pagine, ma è l'amarezza di un lettore che pensa a come siamo ridotti. Dei partigiani qui uccisi traspare il coraggio, ma anche, talvolta, la paura e la grande umanità. Tutti salutano la madre, il padre, la moglie o i figli chi ne ha. Qualcuno scrive ai compagni, agli amici, li invita ad andare avanti nel nome dell'Italia libera. Chi chiede vendetta, chi perdona. Tutti vanno incontro alla morte a testa alta, consapevoli che il loro sacrificio si compie nel nome di un bene più grande, quello della Libertà.
    Spicca, con mia grande tenerezza, il giovanissimo di cui non ricordo il nome ma che, in punto di morte, non ha avuto il cuore di dire ai suoi genitori che stavano per fucilarlo. Spicca Josef, con la sua straziante lettera alla fidanzata e le sue righe di diario. Spiccano tutti, per un verso o per l'altro. Voci di uomini e ragazzi, molti adolescenti o poco più, che al loro ideale hanno consacrato la vita. (I soli, dice Fenoglio, che possano considerarsi veri partigiani.)
    Sono voci di uomini diversi, con esperienze diverse, di ceti sociali differenti: sono tutti uniti nel nome dell'ideale, quell'ideale che supera la morte e che, speravano, sarebbe passato alle generazioni successive. Hanno lottato per la felicità e il futuro di tutti, DI NOI.
    Una raccolta di eccezionale valore, che scava dentro, che rimesta i visceri. A fine lettura ci si chiede se ancora esista qualcuno che sarebbe in grado di compiere un tale sacrificio. Ci si guarda attorno in quest'Italia desolata e ci si chiede per che cosa hanno combattuto queste persone. Per che cosa sono morte. Se mai si tornerà a risorgere. E bisogna aver fiducia, sì, come la avevano loro. E Resistere, sempre.
    Cito, a memoria, il passo che mi è rimasto più impresso e che considero un vero testamento. Sono le parole di un partigiano diciottenne, Giordano Cavestro:

    "Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l'idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella. Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile. Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care. La mia giovinezza è spezzata, ma sono sicuro che servirà da esempio. Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà."

    P.S. Su Wikipedia ci sono pagine dedicate ad alcuni di loro, qualcuna con foto. Andate a vederle mentre leggete, guardateli negli occhi.

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    Vitani Days said on May 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    DI FRONTE ALLA MORTE PER MANO NEMICA UOMINI E DONNE ITALIANE DIMOSTRANO IL LORO VALORE MORALE SPIRITUALE E PATRIOTTICO CON IL LORO ATTACCAMENTO ALLA NOSTRA CARA PATRIA
    COMMUOVENTE E FORTIFICANTE PER CHI CREDE NEL VALORE DELLA VITA DELL'ONORE DELLA F ...(continue)

    DI FRONTE ALLA MORTE PER MANO NEMICA UOMINI E DONNE ITALIANE DIMOSTRANO IL LORO VALORE MORALE SPIRITUALE E PATRIOTTICO CON IL LORO ATTACCAMENTO ALLA NOSTRA CARA PATRIA
    COMMUOVENTE E FORTIFICANTE PER CHI CREDE NEL VALORE DELLA VITA DELL'ONORE DELLA FAMIGLIA DELLA PATRIA

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    Gaggarillo said on Jul 19, 2013 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    A futura memoria

    Quando si cammina bisogna sempre posare i piedi con attenzione. Lo feci quando lessi la prima volta queste lettere. Ancora non era luce, ma sopra di me era un agitarsi di ombre perché il tempo aveva cessato di essere. Avevano sfondato una porta per e ...(continue)

    Quando si cammina bisogna sempre posare i piedi con attenzione. Lo feci quando lessi la prima volta queste lettere. Ancora non era luce, ma sopra di me era un agitarsi di ombre perché il tempo aveva cessato di essere. Avevano sfondato una porta per entrare. Mi assalirono, chiedendo permesso. E per il vero non feci nulla, le storie che raccontarono erano le mie vene, il mio sangue scorreva ogni pagina era il sangue versato la nostra felicità. Che era mia.
    Mi svegliai credo, fu allora che mi svegliai. Non sono sicuro che lo feci, perché venne un altro tempo. Da allora pensai a quei condannati, tutte le volte che qualcuno vuole sbarrare la porta a qualcuno. Il sole era uscito bello. A futura memoria.

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    Marco Casula said on Aug 17, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Quando un'unica grande questione pubblica si intreccia a tante piccole, enormi, questioni private.
    Lettura emotivamente intensa e umanamente dolorosissima.
    Ciò che lascia, alla fine, è comunque un forte senso di amaro in bocca.
    Questi uomini hanno sa ...(continue)

    Quando un'unica grande questione pubblica si intreccia a tante piccole, enormi, questioni private.
    Lettura emotivamente intensa e umanamente dolorosissima.
    Ciò che lascia, alla fine, è comunque un forte senso di amaro in bocca.
    Questi uomini hanno sacrificato le loro vite nella speranza di poter garantire un futuro di libertà ai propri figli.
    Ma è proprio questo il Paese "libero e democratico" che immaginavano potesse nascere e svilupparsi dalle ceneri di un terribile conflitto?
    Come già considerava Pasolini quarant'anni fa, temo proprio di no.

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    Paul said on May 5, 2012 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Qui non si mettono stelline.

    ... mi dissero quella tremenda condanna e mi feci vedere molto orgoglioso ma quando fui portato in quella tremenda cella di nuovo mi inginocchiai mi misi a piangere avevo nelle mani la tua foto ma non si conosceva più ...(continue)

    Qui non si mettono stelline.

    ... mi dissero quella tremenda condanna e mi feci vedere molto orgoglioso ma quando fui portato in quella tremenda cella di nuovo mi inginocchiai mi misi a piangere avevo nelle mani la tua foto ma non si conosceva più la tua faccia per le lacrime e i baci che ti ho fatto, questo cara Anna devi perdonarmi sii forte a sopportare questo orrendo delitto e fatti coraggio avrai il tuo amore fucilato alla schiena.

    lettera di Ignoto (Antonio Fossati)

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    sofia said on Apr 26, 2012 | 2 feedbacks

Book Details

  • Rating:
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    • 1 star
  • Paperback 356 Pages
  • ISBN-10: 8806178865
  • ISBN-13: 9788806178864
  • Publisher: Einaudi
  • Publish date: 2005-01-01
  • Also available as: Mass Market Paperback , Others
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