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Lettere luterane

Di

Editore: Einaudi

4.4
(803)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 210 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000163395 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: History , Political , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 0

    Nel 3019, quando l'Italia sarà nuovamente un faro della cultura mondiale, lo si potrà rubricare tra le scomode teste di cazzo dimenticabili.

    Salvo che prima di tutto era una testa. C'ero e me lo rico ...continua

    Nel 3019, quando l'Italia sarà nuovamente un faro della cultura mondiale, lo si potrà rubricare tra le scomode teste di cazzo dimenticabili.

    Salvo che prima di tutto era una testa. C'ero e me lo ricordo ma non ricordo bene le sue opinioni, spesso mi pareva un tipo che parlava da un altro pianeta. Infatti.

    Spesso era decisamente reazionario (a metà degli anni '70!). Ma bisognerebbe intendersi. Innanzitutto era un giovane reazionario.
    Il dinamismo tonico, atletico quasi, delle ricerche ed argomentazioni è sempre da gara. Poi la vulgata vuole vedere "il progresso" come l'avanzamento parallelo di ogni elemento in analisi, dalla società alla tecnica ecc. Idea ingenua e pericolosa, "progresso" se mai ce n'è uno è sempre novanta cose buone che arretrano e cento buone che avanzano.
    Il pover'uomo s'occupava spesso della cancellazione delle prime, che tanto a parlar bene delle seconde (convenienti) c'era già la coda.
    Avercene di reazionari.

    Naturalmente si può discutere - e io sono tra quelli - se ciò che per lui era un valore in procinto di estinzione fosse un valore o no, ma che ci fossero abrasioni e cancellazioni che si preferiva non vedere è indubbio.

    Il libro è di valore discontinuo, si va da lampi geniali che ancora oggi non s'ammettono, ad autoavvitamenti oltre al "Gennariello", che contiene alcune eccellenti descrizioni dello stato delle cose giovanili, salvo che lo scopo vero è palesemente seduttivo.

    In ogni caso viene nostalgia per quegli anni dove un contendente era un tizio come lui, forse donchisciottesco, talvolta paraculo nell'esagerare la buona fede, ma era irriducibile a pratiche formulette: strutturava sempre, molto bravo nella problematizzazione, impossibile da ridurre al formato talcsciò, se non altro perché era coraggiosamente colto.

    Un paio di colonne di Pasolini si leggono bene, - mi sembrano tutti articoli - ma per dargli ragione o torto bisogna "grattarsi la testa" per un bel po'. Oggi quasi nessuno ha più tempo.

    Non c'era gelatina in PPP. Cerchiobottismo, cullabarismo e panciafichismo assenti, eppure non era un estremista.

    ha scritto il 

  • 4

    Niente mi ripara, niente mi difende. (p. 93)

    "Non temere di essere ridicolo: non rinunciare a niente." (p. 62)

    "Il crollo del presente implica anche il crollo del passato. La vita è un mucchio di insignificanti e ironiche rovine." (p. 73)

    "Le pa ...continua

    "Non temere di essere ridicolo: non rinunciare a niente." (p. 62)

    "Il crollo del presente implica anche il crollo del passato. La vita è un mucchio di insignificanti e ironiche rovine." (p. 73)

    "Le passioni sono senza soluzioni e senza alternative." (p. 93)

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho letto diversi anni fa e che mi ha cambiato letteralmente la vita. Ritengo ancora oggi che nella sua veste di scrittore il Pasolini migliore sia questo più che il poeta o il romanziere, ma pur con ...continua

    L'ho letto diversi anni fa e che mi ha cambiato letteralmente la vita. Ritengo ancora oggi che nella sua veste di scrittore il Pasolini migliore sia questo più che il poeta o il romanziere, ma pur condividendo ancora non pochi punti e apprezzando la passione civile che sta dietro a questi articoli, nonché lo stile, ho finito per rigettare alcuni aspetti che trovo, in tutta sincerità, schiettamente reazionari. Sicuramente, comunque, meriterebbe una seconda lettura.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    UN grandissimo

    Raccolta di scritto apparsi su vari giornali nell'anno 1975 che condensano il paolini pensiero sullo stato sociale e culturale dell'Italia di quel periodo.
    Si spazia dall'attacco alla corruzione democ ...continua

    Raccolta di scritto apparsi su vari giornali nell'anno 1975 che condensano il paolini pensiero sullo stato sociale e culturale dell'Italia di quel periodo.
    Si spazia dall'attacco alla corruzione democristiana (che coraggio dirlo già a quei tempi!!) per passare alla "Non istruzione" fornita dalla scuola dell'obbligo e alla televisione usata come mezzo di potere e di ottundimento delle masse.
    Certo, tutte cose che adesso i "grandi sociologi" conoscono a menadito e con cui si riempiono la bocca e ci riempiono la testa ma provate a dire queste cose (o anche solamente a pensarle) nel 1975.
    Pasolini resta un grandissimo ed il vuoto che ha lasciato in questo paese non fa che aggiungere rimpianto e tristezza alla misera situazione culturale attuale.
    Da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Quanto mai attuale. Molto bello il saggio "I giovani infelici".

    Riporto qui alcuni versi della sezione Postilla in versi:

    (...)
    Siamo stanchi di diventare giovani seri,
    o contenti per forza, o crimina ...continua

    Quanto mai attuale. Molto bello il saggio "I giovani infelici".

    Riporto qui alcuni versi della sezione Postilla in versi:

    (...)
    Siamo stanchi di diventare giovani seri,
    o contenti per forza, o criminali, o nevrotici:
    vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare
    qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare.

    Non vogliamo essere subito già così sicuri.
    Non vogliamo essere subito già così senza sogni.

    ha scritto il 

  • 3

    L'opera è sostanzialmente suddivisa in tre parti:
    La prima parte, “I giovani infelici”, è un'accusa alla generazione del '68 per non aver costruito nulla di concreto ed essere stati unicamente capaci ...continua

    L'opera è sostanzialmente suddivisa in tre parti:
    La prima parte, “I giovani infelici”, è un'accusa alla generazione del '68 per non aver costruito nulla di concreto ed essere stati unicamente capaci di accusare i propri padri, dandogli la colpa di tutto.
    La seconda sezione è una specie di trattato di pedagogia in cui Pasolini si rivolge ad un fantomatico Gennariello, adolescente generico degli anni '70.
    La terza parte sono le Lettere Luterane vere e proprie, articoli scritti da Pasolini tra il '74 e il '75 e pubblicati sul Corriere della Sera e su Il Mondo. Tra questi articoli spiccano l'abiura della Trilogia della Vita (ovvero dei propri film Decameron, Canterbury e Mille e Una Notte), lettera a Marco Pannella, il processo ai gerarchi della DC, lettera ad Aldo Moro e l'intervento di Pasolini al congresso del Partito Radicale.
    Da questi scritti Pasolini appare come una sorta di solitario Don Chisciotte moderno, che si scaglia inutilmente contro i mulini a vento della società in rovina, del malgoverno democristiano, dei segreti di stato e della fine dei valori.

    ha scritto il 

  • 0

    L’ultima lettera luterana (a Italo Calvino)

    Il 2 novembre 1975, trent’otto anni fa, Pier Paolo Pasolini veniva ucciso.
    Ecco alcuni brani della lettera luterana a Italo Calvino, pubblicata appena tre giorni prima su Il Mondo, in cui Pasolini par ...continua

    Il 2 novembre 1975, trent’otto anni fa, Pier Paolo Pasolini veniva ucciso.
    Ecco alcuni brani della lettera luterana a Italo Calvino, pubblicata appena tre giorni prima su Il Mondo, in cui Pasolini parla del caso “Circeo” e della “violenza”, chiedendo e chiedendosi Perché? E sottolineando anche, ad un certo punto: “Il “nuovo modo di produzione” ha prodotto quindi una nuova umanità, ossia una “nuova cultura” modificando antropologicamente l’uomo (nella fattispecie l’italiano). Tale “nuova cultura ha distrutto cinicamente (genocidio) le culture precedenti: da quella tradizionale borghese, alle varie culture particolaristiche e pluralistiche popolari. Ai modelli e ai valori distrutti essa sostituisce modelli e valori propri (non ancora definiti e nominati): che sono quelli di una nuova specie di borghesia.”

    ecco qui l'intero articolo:
    http://tulliobugari.wordpress.com/2013/11/03/lultima-lettera-luterana-a-italo-calvino/

    ha scritto il 

  • 5

    critico caparbio razionale spietato disperato indignato passionale speranzoso profetico e certamente unico nel restituire un senso (o forse, istituire un senso) all'Italia e ai suoi confusi abitanti ...continua

    critico caparbio razionale spietato disperato indignato passionale speranzoso profetico e certamente unico nel restituire un senso (o forse, istituire un senso) all'Italia e ai suoi confusi abitanti

    ha scritto il 

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