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Lettere morali a Lucilio

Di

Editore: Mondadori

4.4
(423)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 612 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804534915 | Isbn-13: 9788804534914 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Cofanetto , Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Da consultazione

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Descrizione del libro
Come raggiungere la felicità, come mantenere il proprio equilibrio, comeaffrontare l'azione della vita di tutti i giorni, in armonia con i propridesideri. Sfidando i secoli, i consigli del grande filosofo a un giovanepoeta, risultano preziosi suggerimenti per gli uomini di tutti i tempi.
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  • 5

    Pronti a sottolineare le frasi importanti con una matita? Mettetela a posto, perché ogni frase di queste circa cinquecento pagine di saggezza merita di essere sottolineata. E dunque, quando in futuro vi servirà qualche consiglio da Seneca, aprite il libro su una pagina a caso e troverete sicurame ...continua

    Pronti a sottolineare le frasi importanti con una matita? Mettetela a posto, perché ogni frase di queste circa cinquecento pagine di saggezza merita di essere sottolineata. E dunque, quando in futuro vi servirà qualche consiglio da Seneca, aprite il libro su una pagina a caso e troverete sicuramente qualche ragionamento utile.

    ha scritto il 

  • 5

    "Per essere felici bisogna perseguire gli obiettivi di sempre, senza farsi condizionare dagli eventi. Renditi conto che sei tu la parte migliore di te."


    Uno dei libri che amo di più e che ogni volta che rileggo mi insegna qualcosa di nuovo.


    Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto ...continua

    "Per essere felici bisogna perseguire gli obiettivi di sempre, senza farsi condizionare dagli eventi. Renditi conto che sei tu la parte migliore di te."

    Uno dei libri che amo di più e che ogni volta che rileggo mi insegna qualcosa di nuovo.

    Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo e alla sua giornata, e che si renda conto com'egli muoia giorno per giorno? In questo c'inganniamo, nel vedere la morte avanti a noi, come un avvenimento futuro, mentre gran parte di essa è già alle nostre spalle. Ogni ora del nostro passato appartiene al dominio della morte. Dunque, caro Lucilio, fa' ciò che mi scrivi: fa' tesoro di tutto il tempo che hai. Sarai meno schiavo del domani, se ti sarai reso padrone dell'oggi. Mentre rinviamo i nostri impegni, la vita passa.
    Tutto, o Lucilio, dipende dagli altri; solo il tempo è nostro.
    Seneca

    ha scritto il 

  • 4

    124 epistole dirette da Seneca all'amico-allievo Lucilio su temi filosofici e morali. Poche lettere danno informazioni interessanti sulla Roma di quel tempo, molte ripetono concetti in modo pedante. Ci sono alcune lettere che trattano, generalmente con aforismi e frasi ad effetto, molti temi, alt ...continua

    124 epistole dirette da Seneca all'amico-allievo Lucilio su temi filosofici e morali. Poche lettere danno informazioni interessanti sulla Roma di quel tempo, molte ripetono concetti in modo pedante. Ci sono alcune lettere che trattano, generalmente con aforismi e frasi ad effetto, molti temi, altre che trattano uno solo di questi in modo più ampio e ragionato. Interessante tutto il comparto di tradizione indiretta di massime di Epicuro e di altri autori andati perduti.

    ha scritto il 

  • 4

    Ciò che realmente importa

    Le cinquecento pagine che Seneca scrive nel primo secolo dell'era volgare all'amico Lucilio contengono molte sciocchezze, varie nozioni nocive e molte espressioni di saggezza.
    Le nozioni nocive hanno a che fare con l'idea che il progresso psichico, morale o spirituale (comunque lo si voglia ...continua

    Le cinquecento pagine che Seneca scrive nel primo secolo dell'era volgare all'amico Lucilio contengono molte sciocchezze, varie nozioni nocive e molte espressioni di saggezza.
    Le nozioni nocive hanno a che fare con l'idea che il progresso psichico, morale o spirituale (comunque lo si voglia chiamare) sia il risultato di una lotta. Nella mia trentennale esperienza, la lotta e il conflitto portano alla stasi. In greco antico la guerra civile era non a caso la "stasi" per eccellenza. Lo sforzo produce molto attrito e poco moto. Per muoversi e cambiare è più utile fare la pace con se stessi e gli altri, riunirsi, smettere di odiarsi e di odiare. Per il resto, Seneca è impareggiabile e dà preziose lezioni su ciò che realmente conta, "on what matters."
    Forse la lettura del primo libro è sufficiente per carpire il messaggio centrale.
    (1) Tutti dobbiamo morire e dunque non bisogna temere la morte. La morte spesso salva dal dolore. (2) Non conta quanto la vita di un essere umano duri, ma come è spesa. (3) Non desiderare e possedere sono la stessa cosa. (4) Molti bisogni sono superflui e fonte di sofferenza. (5) Il dolore non è il massimo male. (6) Gli unici beni autentici sono quelli che non ci possono essere sottratti, con la conseguenza che persone (anche coniugi e figli) e oggetti materiali non sono veri beni - l'unico bene è la struttura della propria mente, per dirla con Seneca il fatto che sia "onesta". (7) Il nostro tempo in vita è poco, siamo solo di passaggio, tutto il passato appartiene al dominio della morte ('mors tenet')
    La vicinanza talora con Epicuro e spesso con il Gautama Buddha è da vedere.
    Se volete liberarvi di un bel po' di dolore, questo libro che anni fa mi ha quasi salvato la vita da una pesante crisi di ansietà è quello che fa per voi.

    ha scritto il 

  • 0

    Lettere a Lucilio - di Domenico Cassese

    La lettura di questo libro vale moltissimo, almeno tanto quanto il dialogare con un amico. Il testo, infatti, si pone l’obiettivo principale della crescita morale dell’individuo. Non a caso il titolo originale è Epistolae morales ad Lucilium.


    Lo scambio epistolare (in tutto sono 124 lette ...continua

    La lettura di questo libro vale moltissimo, almeno tanto quanto il dialogare con un amico. Il testo, infatti, si pone l’obiettivo principale della crescita morale dell’individuo. Non a caso il titolo originale è Epistolae morales ad Lucilium.

    Lo scambio epistolare (in tutto sono 124 lettere) istituisce una sorta di colloquium con l’amico. Un libro-must davvero edificante che consiglio a chiunque non l’abbia ancora letto. Dico questo dopo aver assaporato, lettera dopo lettera, i quesiti esistenziali che si ponevano reciprocamente il filosofo e l’amico Lucilio.

    Ma c’è stato un aspetto, un argomento in particolare, che mi ha fatto riflettere sull’importanza della vita. Quello sul tempo condiviso con un proprio amico!

    Qui di seguito riporto alcune espressioni di Seneca e di Lucilio. Seneca: « Il tempo è la cosa più preziosa che possediamo, segui il mio consiglio diventa padrone del tuo tempo. Il tempo è davvero il bene più prezioso che abbiamo e non possiamo farcelo portare via dal primo venuto ». Lucilio: « L’unico modo che conosco invece per raddoppiare il tempo potrebbe essere quello di partecipare alle gioie e ai dolori di un amico in modo da vivere contemporaneamente la sua vita e la mia».

    Il dialogo, strutturato appunto su una serie di domande e risposte, mira a ricercare ogni volta la veritas che emerge, pregnante, non appena chiudi il libro e rifletti sulle parole che hai letto. Qualcosa di affine ed ugualmente importante potrebbe essere il discorso sulla vanità; per evitarla bisogna perseguire il bene interiore. Seneca: « Per essere felici bisogna perseguire gli obiettivi di sempre, senza farsi condizionare dagli eventi. Renditi conto che sei tu la parte migliore di te».

    Mi auguro che, parlando di un classico imponente come questo, abbia acceso in voi un piccolo desiderio di sfogliare queste pagine. Quelli che si conformano via via alle mode sono come i detriti che galleggiano sui fiumi: vanno dove li porta la corrente, e non sono mai loro a decidere la rotta.

    Buona lettura!

    ha scritto il 

  • 4

    "Nam Socratem querenti cuidam quod nihil sibi peregrinationes profuisset respondisse ferunt: - Non inmerito hoc tibi evenit; tecum enim peregrinabaris-. O quam bene cum quibusdam ageretur, si a se aberrarent! Nunc premunt sed ipsi, sollicitant, corrumpunt, territant. Quid prodest mare traicere ...continua

    "Nam Socratem querenti cuidam quod nihil sibi peregrinationes profuisset respondisse ferunt: - Non inmerito hoc tibi evenit; tecum enim peregrinabaris-. O quam bene cum quibusdam ageretur, si a se aberrarent! Nunc premunt sed ipsi, sollicitant, corrumpunt, territant. Quid prodest mare traicere et urbes mutare? Si vis ista quibus urgueris effugere, non aliubi sis opportet sed alius."

    Non sono gli aforismi ad effetto che mi hanno colpita, ma queste tribolazioni, questi chiari segnali di un animo tormentato, quale doveva essere quello di Seneca.
    Spirito inquieto e contraddittorio pervaso dalla convinzione della condizione dell'uomo come essere "in prestito", che deve sapersi restituire senza nessun rimpianto quando il suo tempo sarà finito.
    E questa sublimazione dell'uomo nella conquista della mente e dell'animo, non può non leggersi come risultato di vita dominata dall'instabilità emotiva e politica.
    Figlio d'una grande famiglia provinciale dal patrimonio in continua espansione, entrato a far parte dell' élite imperiale, ma continuamente insidiato dal suo schieramento senatorio, Seneca arma giorno dopo giorno il suo cuore del necessario distacco, al venire a contatto con i più spregiudicati espedienti della direzione dello stato, e con la frustrazione derivante dall'impossibilità di ricacciare nell'ombra politici corrotti e degenerati che, nella prassi degli equilibri politici bisognava comunque accettare.

    La politica "ultrasenatoria" di Seneca fallì. Il sogno di ordinare uno stato ideale, governato da un principe-filosofo e dai suoi consiglieri illuminati falliva di fronte alla svolta antioligrarchica che avrebbe fatto di Nerone, nella tradizione storiografica, il prototipo del tiranno folle e degenerato. Di lì il distacco e tutte le riflessioni circa la transitorietà della vita e la necessità di imparare a considerarsi "uomini in prestito".

    Non concordo con le lettere che portano all'estremizzazione di questi concetti ossia il bramare la morte e il lodare il suicidio.
    Ciò nonostante l'intera opera stilla saggezza in ogni sua pagina ed è sorprendente scoprire, soprattutto in ambito politico e sociale, quanto alcune sue riflessioni siano assolutamente ancora attuali.

    Lo stile è semplice, scorrevole, talvolta ripetitivo, ma questo dipende anche, probabilmente, dal fatto di leggere tutte le lettere una di seguito all'altra e non a distanza di tempo, come dovette leggerle il buon Lucilio.
    Non v'è traccia di corteggiamenti dell'eloquenza della retorica classica, tutti i concetti sono frutto di una poderosa opera di semplificazione che andasse al succo dell'insegnamento, senza inutili virtuosismi stilistici.

    Profondo, agile e partecipe della fragilità di tutti i "provvisoriamente" vivi, riesce a penetrare nel profondo dell'animo del lettore.
    Assolutamente consigliato, con i dovuti tempi di lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Commentare quest'opera è un'impresa.
    Nel complesso direi che Seneca, in forma epistolare, riesce decisamente nel suo intento di inserire il lettore/seguace in un cammino di formazione sociale e filosofica piuttosto complicato. Certo, per seguirlo davvero ci vorrebbero molta volontà e molto ...continua

    Commentare quest'opera è un'impresa.
    Nel complesso direi che Seneca, in forma epistolare, riesce decisamente nel suo intento di inserire il lettore/seguace in un cammino di formazione sociale e filosofica piuttosto complicato. Certo, per seguirlo davvero ci vorrebbero molta volontà e molto coraggio.

    Personalmente, riconosco il valore dell'opera in generale e dei consigli che contiene, pur condividendone solo una parte.
    Intendiamoci, non ho sottolineato il primo rigo in cui intravedevo un aforisma a effetto. La condizione necessaria era che io dovevo essere d'accordo con Seneca, e tante volte non lo ero (quasi sempre quando si parlava di morte, soprattutto altrui, o quando si elogiava all'eccesso la vita povera, appartata e dedita solo alla filosofia, cose che nemmeno lo stesso Seneca riusciva veramente a mettere in pratica).

    In ogni caso, ho sempre considerato le Lettere a Lucilio inserite nel loro contesto storico. Tradotto: non possiamo non considerare che quest'opera è stata scritta più o meno 2000 fa. Ed ecco che l'attualità, la capacità di formare l'animo attraverso i paragoni con la vita quotidiana, la semplicità del linguaggio di Seneca assumono tutta un'altra piega.

    ha scritto il 

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