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Lettere persiane

Di

Editore: Rizzoli (BUR Classici)

4.0
(126)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 382 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817124966 | Isbn-13: 9788817124966 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Grazia Meriggi , Giuseppina Alfieri Todaro-Faranda ; Curatore: Jean Starobinski

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Descrizione del libro
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  • 3

    Da qui in avanti

    Lo sto rileggendo perché è la prima cosa a cui ho pensato leggendo il romanzo di Matt Haig, "Gli umani".
    E' gustosissima l'idea di ritrarre la nostra società - nel caso di Montesquieu quella francese di primo '700, a cavallo tra gli ultimi anni di regno del Re Sole e l'inizio del regno del ...continua

    Lo sto rileggendo perché è la prima cosa a cui ho pensato leggendo il romanzo di Matt Haig, "Gli umani".
    E' gustosissima l'idea di ritrarre la nostra società - nel caso di Montesquieu quella francese di primo '700, a cavallo tra gli ultimi anni di regno del Re Sole e l'inizio del regno del nipote - attraverso gli occhi di un estraneo, il "turista" persiano Usbek e gli uomini del suo seguito, che scrivono lettere ad amici e parenti in patria raccontando le stranezze degli occidentali.

    ha scritto il 

  • 5

    Un Borat in versione settecentesca

    Charles-Louis vive in un periodo in cui l'assolutismo monarchico in Francia è ben collaudato. E a Charles-Louis, come sappiamo, la concentrazione del potere nelle mani di un unico organo o peggio ancora, di un’unica persona, non piace per niente. Così, pensa di mettere un po’ in discussione le is ...continua

    Charles-Louis vive in un periodo in cui l'assolutismo monarchico in Francia è ben collaudato. E a Charles-Louis, come sappiamo, la concentrazione del potere nelle mani di un unico organo o peggio ancora, di un’unica persona, non piace per niente. Così, pensa di mettere un po’ in discussione le istituzioni e i poteri del suo tempo e decide di farlo in maniera piuttosto originale: prende un personaggio che viene da una terra lontana, assolutamente sradicato dal contesto europeo, estraneo ai fermenti culturali e alle usanze “occidentali”, e lo fa viaggiare per la Francia in compagnia di un amico. Insomma, una sorta di Borat ante litteram.
    Per continuare a leggere la recensione: http://www.dubbiometodico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=73:lusbek-di-montesquieu-un-borat-in-versione-settecentesca&catid=8&Itemid=103

    ha scritto il 

  • 5

    «Nella prigione stessa in cui mi tieni, sono più libera di te; non potresti raddoppiare l'attenzione per farmi custodire senza che io goda della tua inquietudine.» (lettera LXII)

    ha scritto il 

  • 5

    Tralasciando al momento le considerazioni su arte politica geografia donne sovrani e paesi, che altrimenti non basterebbe neppure l'intera enciclopedia di Diderot, quello che subito mi è balzato all'occhio è.... lo Stile !
    Una sola di queste "Lettere" vale mille autorucoli contemporanei, un ...continua

    Tralasciando al momento le considerazioni su arte politica geografia donne sovrani e paesi, che altrimenti non basterebbe neppure l'intera enciclopedia di Diderot, quello che subito mi è balzato all'occhio è.... lo Stile !
    Una sola di queste "Lettere" vale mille autorucoli contemporanei, un solo pensiero batte di gran lunga le vagonate di bestseller che fanno bella mostra di se nelle librerie.
    Inutile negarlo, siamo di fronte ad un Signor Libro con tanto di attributi.
    In secondo luogo, le considerazioni di cui sopra. Magia delle magie ma, incredibile a dirsi, sono...tuttora attuali !
    Come non pensare, solo per fare un esempio, allo Psiconano, cioè il Berlusca, quando Montesquieu ci dice che se un Sovrano è virtuoso e giusto, avrà di conseguenza sudditi virtuosi e giusti ? E che se è invece ladro e mascalzone avrà sudditi di tal risma pronti ad emularlo ?

    ha scritto il 

  • 4

    Qualche anno fa avevo letto di una delegazione di antropologi africani che erano venuti in Europa ad osservare i nostri usi e costumi. Una delle cose che più li colpì, così dichiararono, fu vedere che gli europei portano a spasso i loro cani! In effetti, vista dell'esterno, questa è un'usanza a d ...continua

    Qualche anno fa avevo letto di una delegazione di antropologi africani che erano venuti in Europa ad osservare i nostri usi e costumi. Una delle cose che più li colpì, così dichiararono, fu vedere che gli europei portano a spasso i loro cani! In effetti, vista dell'esterno, questa è un'usanza a dir poco buffa: non è il cane ad essere utile all'uomo, ma l'uomo al cane (poi hanno scoperto la pet therapy e così tutti siamo felici e contenti). Ma se questi antropologi africani avessero visto che ora noi "padroni" educati raccogliamo anche la cacca dei nostri beniamini pelosi (io lo faccio sempre, e non solo: ne osservo anche il colore e la consistenza!), probabilmente si sarebbero sbellicati dalle risate.
    "Noi abbiamo, come unica pietra di paragone della verità e della ragione, sempre e solamente le opinioni e le usanze del paese in cui viviamo", scriveva Montaigne circa un secolo e mezzo prima di Montesquieu.
    E allora Montesquieu si diverte un mondo a ribaltare i punti di vista, utilizzando l'espediente delle finte lettere dei finti viaggiatori.
    Ecco perché è importante, potendolo fare, uscire dai propri angusti confini e viaggiare, viaggiare... Non però intruppati nei torpedoni dei tour organizzati che, in aggiunta, hanno quasi sempre come meta i famigerati villaggi turistici!

    ha scritto il 

  • 5

    Un appunto sull'edizione che ho tra le mani, mi informa che ho letto questo libro per la prima volta nel 1984. Ricordo di aver comprato proprio questa edizione dietro il suggerimento (infallibile come sempre) di Maria Corti su «Alfabeta». La grande italianista e filologa caldeggiava l'acquisto di ...continua

    Un appunto sull'edizione che ho tra le mani, mi informa che ho letto questo libro per la prima volta nel 1984. Ricordo di aver comprato proprio questa edizione dietro il suggerimento (infallibile come sempre) di Maria Corti su «Alfabeta». La grande italianista e filologa caldeggiava l'acquisto di questo volume per la splendida introduzione di Jean Starobinski. Confesso di aver comprato il libro proprio per questo: allora avevo 23 anni, ma lo studioso svizzero era uno dei miei miti viventi. Poi, naturalmente, ho letto (e riletto in più occasioni) anche il testo di Montesquieu: un'esperienza straordinaria! Il tocco leggero, l'ironia, la comicità, il moltiplicarsi dei punti vista con il conseguente effetto di estraniazione, tutto ciò ne ha fatto un classico della mia biblioteca ideale. Uno degli espedienti più usati è la messa a nudo di dogmi, verità e atti solenni: «La critica, - scrive Starobinski - la demistificazione consistono nell'abolire i nomi che ispirano fiducia per mostrare la futilità delle cose reali che esercitano, sulla fiducia, un prestigio abusivo. Fuori dal codice che le sacralizza, le cose non meritano più di essere rispettate».
    Straordinario.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettere Persiane

    Uno di quei libri che ti fanno capire di non essere l'unica persona nella storia e sulla terra a possedere un cervello che ancora si fa domande e che analizza la realtà circostante.
    E Montesquieu analizza in modo scrupoloso il mondo nel quale vive, tentando di cogliere ed evidenziare i difet ...continua

    Uno di quei libri che ti fanno capire di non essere l'unica persona nella storia e sulla terra a possedere un cervello che ancora si fa domande e che analizza la realtà circostante.
    E Montesquieu analizza in modo scrupoloso il mondo nel quale vive, tentando di cogliere ed evidenziare i difetti della sua amata Francia: paese decaduto nella morale, nelle finanze, e sotto il giogo dell'assolutismo.
    Charles de Secondat, barone di Montesquieu, capisce che nessuno può essere più al di sopra delle parti di colui che non conosce... e che quindi con occhio critico si pone come osservatore. Così, nasce l'idea del viaggio di 2 benestanti Persiani, che partono alla volta dell'Europa e che scrivono lettere ai loro cari per spiegare le bizzarrie di alcuni occidentali.
    V'è quindi il tema del viaggio: scoperta del diverso, che anche se non va sempre accettato va comunque conosciuto, perchè in questo modo, confrontandosi con il diverso, si riesce a scoprire e a conoscere anche se stessi.
    Ed ineffetti dalla visione che Rica e Usbek mostrano di avere dell'Occidente, noi possiamo capire anche meglio come è fatto l'Oriente dal quale provengono. Questo, grazie anche alle lettere che vengono inviate e che provengono dal Serraglio di Ispahan: lettere che mostrano come anche le persone più illuminate difficilmente rinuncino ad un potere assoluto ed autoritario.

    ha scritto il