Lettino

Di

Editore: Cavallo di Ferro

3.4
(72)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 135 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8879070215 | Isbn-13: 9788879070218 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Cinzia Buffa

Disponibile anche come: Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Salute, Mente e Corpo , Rosa

Ti piace Lettino?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Bella, quarantenne, ricca, felicemente sposata, madre di tre splendidi figli ormai grandi, la protagonista di questo romanzo non sa bene, alla prima seduta dallo psicanalista, la ragione di questa sua scelta. Ma man mano che le sedute procedono (ogni seduta un capitolo), la sua vita, lentamente, le si sgretola davanti agli occhi. Lo splendido marito è in realtà un amore corroso dal tempo, la sua vita professionale un autentico fallimento, la morte di sua madre un dolore mai superato, l'infanzia una zona nera, la giovinezza un malinteso, la vita sessuale un cimento. Il mondo le crolla addosso intanto che acquista fiducia nel suo psicanalista, e a lui dice cose che non ha mai detto apertamente nemmeno a se stessa, davanti a lui ride e piange disperatamente. Nel corso della terapia si separa, ha un amante deludente, prova gelosia verso la nuova compagna del suo ex marito. E nell'elaborazione di un lutto durato una vita intera, comincia a intravedere uno spiraglio di luce finalmente autentica, dalla quale ripartire per ricostruire sulle macerie del passato.
Ordina per
  • 3

    Bella scoperta questo piccolo e grazioso romanzo, dal titolo peraltro azzeccatissimo, della cui autrice conoscevo solamente la famosa poesia Lentamente muore, la stessa che, spesso, viene attribuita ...continua

    Bella scoperta questo piccolo e grazioso romanzo, dal titolo peraltro azzeccatissimo, della cui autrice conoscevo solamente la famosa poesia Lentamente muore, la stessa che, spesso, viene attribuita a Neruda.

    È la sua prima seduta e Mercedes non sa bene cosa dire, come e da dove incominciare. Certo, è benestante, è sposata, ha tre figli, ha perso sua madre quand'era ancora bambina, ha un lavoro che le piace. Insomma, pare tutto in regola. Be', forse potrebbe dire al Dott. Lopes quanto odi parlare di bambini, di donne di servizio o di saldi, certo: forse è importante dirglielo. Anche se la domanda che, in continuazione, si ripete è cosa ci faccia dal Dottor Lopes. Per esempio, lei non soffre, che so, di cleptomania, non fa uso di droghe, non ha mai avuto crisi di panico e-guarda un po'- non si sente mai triste. Vorrebbe più che altro sapere chi è il vero capo tra tutte quelle persone che lei è: chi comanda dentro di lei? Perchè, Mercedes ammette "mi confondo con tante autorità, non so bene a chi obbedire"...

    Così inizia l'analisi di Mercedes, donna che, prima facie, risulta forte e decisa, ma quando il percorso terapeutico prosegue iniziano a aprirsi delle falle in quel quadro che lei - artista naif? - ha dipinto con colori tenui e rassicuranti. E, piano piano, dal suo passato, remoto e prossimo, vengolo fuori tasselli dell'imperfezione che vanno a sovrapporsi, per sostituirla, a quella tela originaria. E riaffiorano, galleggianti, i dolori antichi: in primis quel dolore di Mercedes bambina per il quale si è privata del sacrosanto diritto di soffrire e, a cascata gli altri: il lavoro, il marito, i figli.

    "Avevo otto anni quando morì mia madre, e da quel momento è accaduta una cosa strana: io che avevo tutti i motivi per soffrire non ho colto l'occasione. Se soffrire era tutto quello che si aspettavano da me, li ho sorpresi diventando matura prima del tempo, evitando di dare altre preoccupazioni a mio padre." (Pag. 11)

    Costruito come un lungo monologo, un flusso continuo di pensieri nel quale, appunto, l'unica voce narrante è Mercedes e gli altri personaggi ci vengono presentati attraverso la sua visione, Lettino è una lettura avvolgente che, in qualche astruso modo, ci porta quasi materialmente a sdraiarci nel "lettino" di qualcuno disposto ad ascoltarci.

    Il percorso terapeutico della protagonista dura tre anni ed è possibile assistere alla sua evoluzione, ad una sua rinascita - o meglio, a una sua nascita - nella quale imparerà a ridere e a piangere perché, forse per la prima volta nella sua vita, non si è costruita verità a tavolino e ha rinunciato a schemi perfetti per vagare nel suo passato e nel suo presente. E nonostante il boato del suo mondo crollante sia stato assordante è anche vero che qualche piccolo frammento prezioso è rimasto per ricomporsi, in modo diverso, ma sicuramente più vero.

    ha scritto il 

  • 2

    "La mia testa, Lopes, è come un vigile che non mi permette di posteggiare in nessun luogo".

    Trovato e acquistato in una bancarella insieme a Pirandello, Fitzgerald e Le Guin per un totale di 10 euro. Non mi ero accorta neanche del titolo. 'Lettino', che strano... forse se lo avessi letto (il ...continua

    Trovato e acquistato in una bancarella insieme a Pirandello, Fitzgerald e Le Guin per un totale di 10 euro. Non mi ero accorta neanche del titolo. 'Lettino', che strano... forse se lo avessi letto (il titolo) non lo avrei neanche acquistato... il lettino si riferisce a quello di uno psicologo, e sinceramente non è una categoria che mi suscita tanto interesse. In verità sono stata catturata dal nome dell'autrice, che è la stessa della poesia -famosa su internet- 'Lentamente muore'. Quella che tutti attribuiscono a Neruda, e non se ne può più. Gli errori su internet si dilagano come macchie d'olio...!
    In realtà lo psicologo, e il suo lettino, è solo un pretesto per l'autrice, di dar voce a un monologo... e anche se -purtroppo- la voce narrante da subito non mi è simpatica mi identifico comunque in qualche suo pensiero... Mi dico, può piacermi, mi piacciono i monologhi, forse, e i viaggi introspettivi alla ricerca della nostra vera essenza. "Non voglio che i miei conflitti siano esibiti" scrive " li voglio mantenere là in fondo, non hanno bisogno di emergere, sono io che devo immergermi, e se necessario rimanere un po' là sotto, a familiarizzare con la parte di me che non respira, che non ventila". Mi piace perché rivedo le stesse 'immersioni' che compio all'interno di me stessa per capirmi, anche se ci riesco poco, e la stessa sofferenza, quella di ognuno, che rimane sul fondo; e mi piace comunque il suo modo di esprimersi. Purtroppo però, proseguendo, il testo mi diventa noioso, non vedo l'ora che finisca, probabilmente se fosse un libro di tante pagine lo abbandonerei ma è piccolo e gli do ancora qualche possibilità; vado avanti. E' scritto bene, scorre, l'autrice è brava a cogliere le giuste metafore che talvolta mi sorprendono e mi fanno sorridere, ma la protagonista in troppe cose è lontana da me, da come sono io... (forse io sono proprio il più o meno di cui parla)... Il confronto è inevitabile perché non parliamo di un romanzo ma di un monologo; di un piccolo viaggio nell'universo femminile... (per intenderci: è come trovarsi al tavolino con una amica che mi racconta quanto è felice di essersi comprata l'ultimo paio di stivali e io rimango zitta ad ascoltare pensando però a quanto per me sia ben distante la felicità da quel paio di stivali, passatemi l'esempio, ma è proprio così).
    Sul finire di nuovo spunti interessanti su cui riflettere, riflessioni sulla vita... che penso siano universali. Dentro le parole un po' quella stessa spinta a Vivere, che è anche nella sua poesia...

    ..."E' un tornare molto più indietro, a molto prima dei miei pensieri filosofici, prima di tutte le letture che mi hanno fatto porre delle domande sulla mia esistenza, addirittura prima del mio matrimonio: dovrei regredire fino alla mia infanzia, là dove ho coltivato le verità degli altri e mi sono fatta condurre lungo una vita che dentro di me ho sempre saputo essere inventata".

    ha scritto il 

  • 1

    Ho preso questo libro perchè considero la casa editrice Beat una garanzia anche se non ho mai avuto feeling con l'America latina. E infatti...
    Il libro sembrava interessante: una donna che dichiara di ...continua

    Ho preso questo libro perchè considero la casa editrice Beat una garanzia anche se non ho mai avuto feeling con l'America latina. E infatti...
    Il libro sembrava interessante: una donna che dichiara di avere una personalità complessa come fosse tante persone in una. Ha una mente maschile e una sensibilità femminile, dice. Inizia una promettente seduta psicoanalitica. L'editore garantisce una interessante "terapia di gruppo" nel senso che nel corso della terapia dovrebbero venire fuori le diverse personalità della donna. Boh?
    Io di personalità ne ho trovata solo una e non mi piaceva. Un modo di scrivere troppo up, l'analista che non fiata e se ne sta stecchito da questo monologo monocorde. La storia della donna è abbastanza comune: bella, quarantenne, i soliti problemi di una quarantenne.
    Che bisogno aveva di assillare il povero Lopes, lo psicanalista? La vita perfetta non esiste, si sa, e a quarant'anni l'adolescenza è finita. Se la si vuole proprio prolungare bisognerebbe farlo in modo originale, almeno.
    A me è sembrato un libro superficiale che affronta in modo leggero i problemi del pre-menopausa. Leggero ma non così leggero da risultare piacevole e divertente. Il libro è corto ma ho faticato a finirlo. Ho anche saltato alcune pagine per quanto poco mi piaceva. Una delusione.

    ha scritto il 

  • 3

    Una pillola rosa

    Così si presenta il libro, nei colori e nei fatti, un libro che ho comprato perché è così leggero che ho potuto infilarlo nella mia borsa, sperando di salvarmi dalla noia della lunga autostrada per un ...continua

    Così si presenta il libro, nei colori e nei fatti, un libro che ho comprato perché è così leggero che ho potuto infilarlo nella mia borsa, sperando di salvarmi dalla noia della lunga autostrada per un’oretta. Naturalmente non guido io…Ma, è andata così: se io leggo, mio marito non può sciogliere la monotonia della guida ascoltando la radio o chiacchierando con me, è un po’ dura… Sfoglio il libro, vedo che si tratta di cortissimi capitoli (ognuno corrisponde idealmente ad una o più sedute dallo psicanalista)… si può fare, e propongo:
    vuoi che ti legga?
    Sì, perché no?
    Guarda che è un libricino scritto da una donna dal suo analista…
    Va bene lo stesso.
    Così comincio, prendendo fiato ogni due tre sedute, ed inizio.
    Ogni tanto sondo…
    - Ma, ti interessa? (questa che parla del marito, della vita quotidiana, dei cappelli suoi, dell’età matura…)
    - Sì, sì…è interessante sentire un punto di vista femminile
    …punto di vista femminile…siamo sposati da quarant’anni, non lo conosci un po’?
    - No, così, è diverso, dall’interno.
    Vado avanti, appena un poco perplessa, è leggero, poco impegnativo, qualche volta ironico, poco sfumato, ma che importa. Arrivano capitolo più “hot”: masturbazione, prestazioni rarefatte del marito, giudizi meno entusiasti da questa moglie narrante su quello che è apparso finora come matrimonio perfetto. Ogni tanto chiedo
    - Mi fermo? Vado avanti
    - No, no…vai avanti, è divertente
    Sento arrivare il pezzo con l’amante, difatti arriva, puntualissimo; raccontato con leggerezza, e va bene.
    Una fermata all’autogrill. Pausa caffè, succo d’arancia, caramelle. Si riparte e riprendo, la donna ora soffre, è stata abbandonata dall’amante (qualcuno ne dubitava?), si è divertita molto, ora piange nello studio dello psy, sempre con leggerezza, io mangio ogni tanto una caramella per ammorbidire la gola, un po’ secca a furia di leggere. Stiamo arrivando verso la fine “Non ho mai vinto un concorso. Non sono mai stata rapinata. Quello che ho vissuto fino ad oggi è quello che hanno vissuto gli altri, non c’è stato niente di esotico nella mia vita, così come non c’è nella maggior parte della vita delle persone. Ho avuto un numero esiguo di esperienze, tutte abbastanza prevedibili, ma fino a quando sarò in movimento nel tempo che mi è stato dato per vivere , nessuna idea o esperienza potrà essere conclusiva.”
    Ecco, nemmeno questo libro è stato in alcun modo conclusivo, è un succo d’arancia in un autogrill, un momento fresco e poco significativo, un libro ai miei occhi comunque costruito su clichés collaudati (donna matura in crisi - marito insignificante – amante infedele…) però gli sono grata: mi ha fatto passare in un lampo 6 ore di autostrada, come una pillola rosa.

    ha scritto il 

  • 0

    Lettino, di Martha Medeiros

    http://www.meloleggo.it/lettino-di-martha-medeiros_348/

    Quello che volevo che lei sapesse, almeno per oggi, è che magari sono qui solo per avere il diritto di chiudermi in me stessa, cosa che non ho ...continua

    http://www.meloleggo.it/lettino-di-martha-medeiros_348/

    Quello che volevo che lei sapesse, almeno per oggi, è che magari sono qui solo per avere il diritto di chiudermi in me stessa, cosa che non ho saputo fare a otto anni, per offrirmi generosamente alla tristezza, alla sensazione di abbandono che ho evitato per tutta la vita, in modo molto arrogante. Non so piangere, per esempio.

    È una delle prime cose che Mercedes desidera mettere in chiaro col suo psicanalista. Lei è una donna che ha superato i quaranta, di... [continua a leggere su www.MeLoLeggo.it]

    ha scritto il 

  • 0

    Bella, ricca, felicemente sposata, madre di due figli ormai grandi, la protagonista di questo romanzo non sa bene, alla prima seduta dallo psicanalista, la ragione di questa sua scelta. Ma man mano ch ...continua

    Bella, ricca, felicemente sposata, madre di due figli ormai grandi, la protagonista di questo romanzo non sa bene, alla prima seduta dallo psicanalista, la ragione di questa sua scelta. Ma man mano che le sedute procedono, la sua vita, lentamente, le si sgretola davanti agli occhi. Lo splendido marito è in realtà un amore corroso dal tempo, il suo lavoro un autentico fallimento, la morte di sua madre un dolore mai superato, l’infanzia una zona nera, la giovinezza un malinteso, la vita sessuale un cimento.
    Intanto acquista fiducia nel suo psicanalista, e a lui dice cose che non ha mai detto apertamente nemmeno a se stessa, davanti a lui ride e piange disperatamente. E nell’elaborazione di un lutto durato una vita intera, piano piano, dall’ombra comincia a intravedere uno spiraglio di luce, una luce ancora lontana, ma finalmente autentica, dalla quale ripartire per ricostruire sulle macerie del passato.

    ha scritto il 

  • 3

    più che un romanzo è una serie di sedute dallo psicanalista che portano la protagonista,ad una maturazione, un'accettazione di sè che le consentirà di risolvere molti nodi della sua esistenza, di acc ...continua

    più che un romanzo è una serie di sedute dallo psicanalista che portano la protagonista,ad una maturazione, un'accettazione di sè che le consentirà di risolvere molti nodi della sua esistenza, di accettare molte cose.

    insieme a lei ci sentiamo a nostra volta psicanalizzati.
    ...e questo non guasta...

    ha scritto il 

  • 2

    Quarantenne brasiliana, middle class, ci racconta le sue sedute dallo psicanalista, disinvoltamente chiamato "Lopez" (ma va bene con le regole del set analitico?). La sua sicurezza (finalmente) si dis ...continua

    Quarantenne brasiliana, middle class, ci racconta le sue sedute dallo psicanalista, disinvoltamente chiamato "Lopez" (ma va bene con le regole del set analitico?). La sua sicurezza (finalmente) si disintegra, dopo che l'amante e il marito la lasciano. Molto noioso, perché i monologhi delle sedute non bastano a creare personaggi, intrecci, storie.

    ha scritto il