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Leviatano

o la materia, la forma e il potere di uno Stato ecclesiastico e civile

Di

Editore: Laterza

4.0
(218)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 584 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Olandese

Isbn-10: 8842034835 | Isbn-13: 9788842034834 | Data di pubblicazione:  | Edizione 12

Traduttore: A. Lupoli , R. Rebecchi , M. V. Predaval ; Curatore: Arrigo Pacchi

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Philosophy , Political , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Il Leviatano rimane l'opera politica di più vasto respiro che Hobbes abbiascritto, e con la quale è semplicemente doveroso misurarsi. Come scrive ArrigoPacchi nell'Introduzione «[...] un libro 'maledetto', peraltro fatto oggettodi una critica scandalizzata e acrimoniosa, che lo incalza per tutta laseconda metà del Seicento, senza placarsi neppure con l'avvento del nuovosecolo». La traduzione segue il testo dell'edizione di C. B. Macpherson.Harmondsworth 1968 (che riproduce la prima edizione, la "Head edition", del1651) puntualmente riscontrato con la versione latina (ed. Molesworth).
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  • 3

    Il potere è indivisibile

    Un'opera che rispecchia perfettamente il tempo in cui il suo autore è vissuto, nulla più, nulla meno. Al suo interno è possibile leggere il disagio, il timore, il panico, lo sdegno di Hobbes per la piega che il suo mondo sta prendendo e il suo tentativo di fermarlo, come se nulla stesse accadendo ...continua

    Un'opera che rispecchia perfettamente il tempo in cui il suo autore è vissuto, nulla più, nulla meno. Al suo interno è possibile leggere il disagio, il timore, il panico, lo sdegno di Hobbes per la piega che il suo mondo sta prendendo e il suo tentativo di fermarlo, come se nulla stesse accadendo...

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei libri della sezione "senza copertina", segno evidente della provenienza: un carcere speciale dove anche le cartonate venivano strappate. Ho perso centinaia di libri partiti per ignote destinazione, ne conservo decine di amici di cui ho perso la traccia o comunque del loro possesso ...
    ...continua

    Uno dei libri della sezione "senza copertina", segno evidente della provenienza: un carcere speciale dove anche le cartonate venivano strappate. Ho perso centinaia di libri partiti per ignote destinazione, ne conservo decine di amici di cui ho perso la traccia o comunque del loro possesso ...
    Quanto al libro, scansato al liceo, ci sono ritornato su dopo la lettura di Tronti della rivoluzione inglese...

    ha scritto il 

  • 3

    Il reciproco istinto di prevaricazione genera una continua lotta per il possesso di nuovo potere (homo homini lupus).
    L'unico modo per sfuggire a tale anarchia è il completo abbandono
    alle leggi di natura (uguali per tutti e da sempre, perciò di origine divina) che impongono la pace t ...continua

    Il reciproco istinto di prevaricazione genera una continua lotta per il possesso di nuovo potere (homo homini lupus).
    L'unico modo per sfuggire a tale anarchia è il completo abbandono
    alle leggi di natura (uguali per tutti e da sempre, perciò di origine divina) che impongono la pace tra gli uomini e il rispetto reciproco.
    Ma per far sì che tale sistema regga è necessaria una forza coercitiva che amministri il potere in nome di tutti e che assicuri la vita (e il benessere) della comunità.
    In attesa del contratto sociale di Rousseau, Hobbes propone agli uomini un patto, lo stesso che il Dio d'Israele ha fatto con il suo popolo. Ma Dio agisce sul nuovo popolo investendo direttamente un suo luogotenente, il sovrano assoluto (persona fisica o assemblea) al quale conferisce tutto il potere legislativo, giudiziario, esecutivo e spirituale (Hobbes lo chiama un dio mortale). Al contrario però di quello che accadrà nel contratto, il sovrano non è vincolato dalle leggi civili delle quali si fa promotore ed esecutore. Ogni opinione contro il sistema è censurata (sempre molto attuale) e la ribellione dei sudditi è impossibile perché avrebbe come conseguenza la caduta nell'anarchia primordiale e sarebbe un atto contro le leggi divine. Esiste una sola via fuga da questo "mondo perfetto": l'incapacità del sovrano di far valere la prima legge di natura, cioè la conservazione della vita dei suoi sudditi, giustificherebbe i suoi sudditi a rivoltarglisi contro. A quel punto, dice Hobbes, è preferibile che ognuno raccolga la spada e si difenda da sè come è lecito che sia, perché a nessuno può essere imposto di rinunciare alla propria vita. Ma quale sarà il Leviatano del mondo attuale? Chi comanda sulle vite di tutti e controlla i poteri? Una bella domanda che tutti possono provare a porsi. 1 stellina al traduttore per la bella versione dell'originale Inglese e la vivace resa della vis polemica dell'autore.

    ha scritto il 

  • 0

    Letto fin dove mi interessava, cioè ho letto le sole prime due parti. È stato bello scoprire che lo stato assoluto di Hobbes non è poi così disumano come passa a scuola.

    ha scritto il 

  • 5

    filosofia? si grazie.

    testo del '600, per cui se cercate l'attualità per forza ed in tutto, lasciate perdere.
    certo che se lasciate perdere questo libro, potreste non comprendere, tutto ciò che è l'adesso.
    consiglio tecnico: una matita a portata di mano, per note e punti interrogativi.

    ha scritto il 

  • 5

    Ok ok ..... e' superato ...

    .... ma vale davvero la pena leggerselo tutto.
    Al limite si possono saltare gli scritti "naturalistici" e buona parte di quelli "pedagogici", ma l'analisi sociale ha spunti notevoli specie considerando quando e' stato scritto.

    ha scritto il 

  • 5

    Testo cardine della scienza politica moderna. Con esso l'autore intende fondare un nuovo paradigma nell'ambito del discorso politico che persiste ancora oggi al fondo della struttura democratica.

    ha scritto il 

  • 5

    Against the state of nature

    In the state of nature, Thomas Hobbes argues, we will live in "continuall feare, and danger of violent death; And the life of man, solitary, poore, nasty, brutish, and short."
    The Leviathan was published in 1651, shortly after Charles I of England was decapitated by the puritans that had se ...continua

    In the state of nature, Thomas Hobbes argues, we will live in "continuall feare, and danger of violent death; And the life of man, solitary, poore, nasty, brutish, and short."
    The Leviathan was published in 1651, shortly after Charles I of England was decapitated by the puritans that had seized power in a civil war now known as the Puritan Revolution. Hobbes, being a royalist, lived in exile in Paris. He condemned civil war and revolution against the state, because it would plunge mankind in a war of everyone against everyone, in which life would be as stated above.
    In the first part of Leviathan, Hobbes uses the methods of the new sciences (he personally was acquainted with Galileo) for a theory of what 'man' is. For Hobbes there is nothing in this world (that we can have knowledge of) but matter in motion. Hobbes is a materialist of the kind that reduces everything to matter, including the human will, reason and morality (but not God about whom we can say nothing). From this it follows that all humans want (and have a right to do) is self-preservation. This can only be established by having power (I summarize very, very quickly here) and there you have your war of everyone versus everyone. The only way to escape this horrible state of nature and attain peace, is by transferring our rights to one sovereign. This can be an assembly of men, but it would be best if this would be one man: a king.
    In the rest of the Leviathan, Hobbes writes about what a common-wealth that is so formed, should look like and what rights the subjects have. The last two parts deal with the kingdom of God (of which the immortal god is sovereign) and the kingdom of darkness. These last two topics were important for Hobbes, because the civil war that raged in his home country was fundamentally one between puritans and catholics. The latter had a representative of God on earth (God's 'Lieutenant' Hobbes would say), while the former thought we could have subjective knowledge of God. Hobbes wanted to refute the latter.

    ha scritto il 

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