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Lezione di tango

Di

Editore: Tea

3.8
(253)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese

Isbn-10: 8850216467 | Isbn-13: 9788850216468 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Travel

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Descrizione del libro
Ana è una giovane ricercatrice di sociologia, nata a Buenos Aires ma emigrata con la famiglia in Francia da bambina; Luis invece è un regista argentino in piena crisi creativa, ombroso e taciturno, arrivato fino a Parigi alla ricerca di finanziatori stranieri per la sua attività, che nell'Argentina squassata dalla crisi economica non trova più alcun possibile sbocco. Quando, una sera, i due si conoscono per caso ballando il tango in un locale parigino, emerge tutto un passato che li accomuna, a partire dall'incontro avvenuto un secolo fa tra il bisnonno di lei, Hernan Lasalle, grande ballerino di tango, e la bisnonna di lui, domestica di casa Lasalle, che di Hernan fu amante e allieva di ballo.
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  • 4

    Piaciuto tanto

    Ogni libro è un nuovo viaggio e che lo leggessi proprio durante il viaggio di compleanno era soltanto una coincidenza. Se il treno mi portava verso la vicina Austria, Elsa Osorio, con le parole e nel ritmo di tango, un ballo che mi aveva già affascinato in un altro romanzo feuilleton letto di rec ...continua

    Ogni libro è un nuovo viaggio e che lo leggessi proprio durante il viaggio di compleanno era soltanto una coincidenza. Se il treno mi portava verso la vicina Austria, Elsa Osorio, con le parole e nel ritmo di tango, un ballo che mi aveva già affascinato in un altro romanzo feuilleton letto di recente, mi aveva riportato in quel paese lontano che sogno di visitare un giorno. Un Argentina affascinante quanto dolorosa, sapientemente raccontata da un narratore straordinario che è il tango, quel pensiero triste che si balla, e che aveva unito due famiglie alla fine di ‘800, dei Lasalle e dei Montes.
    Si parte da una Parigi tanghera in cui vive la giovane sociologa Ana Lasalle, emigrata nella città sulla Senna negli anni settanta con la famiglia, in seguito alla dittatura militare che aveva visto suo padre, Hernán, arrestato. Lei è sotto ogni aspetto francese, rifiuta le sue origini che le portano soltanto dei ricordi tristi e il forte sentimento di odio che prova per il nonno César, se non per quella passione sfrenata per il tango. Saranno proprio i passi del popolare ballo argentino a farle conoscere Luis, un giovane regista argentino di passaggio a Parigi dove cerca non solo i finanziatori per una serie di documentari ma anche la creatività che sembra l’avesse completamente abbandonato in quell’Argentina sprofondata nella forte crisi economica.
    Non è però solo tango a unire i due, che sembrano ma non sono i principali personaggi del libro. Ci sono legami molto più forti, che vedono gli antenati di Ana e Luis unirsi in una storia familiare che vive al di là del tempo, al di là della ragione e sentimento. Il protagonista assoluto il ballo, che Luis vuole raccontare nel suo film, considerato immorale all’epoca ma al cui fascino e il richiamo è impossibile resistere o rimanere immuni. Il ballo dell’amore proibito, passione che brucia da dentro e conquista i corpi e i cuori dei ballerini. Il ballo che evolve nel tempo, cambia inesorabilmente, emoziona. Le due famiglie raccontate nel periodo dalla fine di ‘800, quando nasce il tango, agli anni ’30. Un paese che vede arrivare tantissimi immigranti, un paese di lotta dei lavoratori, tumulti interiori, proteste. E tango, sempre lì ad avvolgere nel suo eterno abbraccio chi ne ha bisogno. I giochi di potere, le bugie, bordelli, cabaret, una città che non dorme mai. Musicisti, ballerini, attori presunti e tali. Cantanti di tango. Tango, sempre lui da primadonna che primeggia sulla scena e racconta le vicende dei personaggi. Una saga familiare al ritmo di tango da non perdere.
    E il prologo che emoziona, non lascia indifferenti. Una Buenos Aires attuale, non più così lontana, così detestabile. E una giovane tanghera che forse, in fin dei conti, non è quello che credeva sempre di essere.
    Il libro è scritto bene. All’inizio, forse, è facile perdersi per i numerosi personaggi, alcuni con lo stesso nome, che può destare la confusione. La scrittrice spesso passa dalla terza persona singolare alla prima, nel racconto, e per chi non è abituato, forse seguire potrebbe essere difficile. Una volta, però, preso il ritmo, ci si fa trasportare con leggerezza dentro di quel tango immortale, vivo e focoso, che continua coinvolgerti, chiamarti, persino quando porti la lettura al termine. Proprio come direbbe il caro Borges: “Benché la daga ostile o un’altra lama, il tempo, li abbia spenti nel fango. Oggi di là dal tempo e dall’infausta Morte, quei morti vivono nel Tango”.
    Inutile dire che mi è piaciuto molto, vero?

    ha scritto il 

  • 3

    "...sono tutti pieni di guai, ma ballando il tango si ha come l'impressione che non esista altro che l'abbraccio".
    perchè nel tango tutto è adesso e qui, nell'improvvisazione e nel presente di due corpi che si abbracciano.

    ha scritto il 

  • 1

    Una sofferenza

    Brutto. Una vera sofferenza. Soprattutto perché l’ho iniziato con entusiasmo, attratta dalla speranza di un romanzo che parlava di tango..
    Scritto male, con una trama confusa, a tratti sembra quasi sintatticamente sbagliato, personaggi non sviluppati, una storia che vorrebbe toccare vari p ...continua

    Brutto. Una vera sofferenza. Soprattutto perché l’ho iniziato con entusiasmo, attratta dalla speranza di un romanzo che parlava di tango..
    Scritto male, con una trama confusa, a tratti sembra quasi sintatticamente sbagliato, personaggi non sviluppati, una storia che vorrebbe toccare vari periodi e poi si chiude all’improvviso senza una vera conclusione. Dopo pagine e pagine di agonia… Brutto brutto brutto e cattivo perché trae in inganno con la promessa del tango.

    ha scritto il 

  • 3

    Un "cent'anni di tango", con molti approfondimenti sul ballo ma pochi, ed è una pecca, sui fatti politici e storici.
    Molti personaggi (segnateveli dall'inizio), destabilizzante per troppi cambi di narrazione, dalla prima alla terza persona....
    Insomma, un po'un feuilleton, ma chissà p ...continua

    Un "cent'anni di tango", con molti approfondimenti sul ballo ma pochi, ed è una pecca, sui fatti politici e storici.
    Molti personaggi (segnateveli dall'inizio), destabilizzante per troppi cambi di narrazione, dalla prima alla terza persona....
    Insomma, un po'un feuilleton, ma chissà perchè me l'aspettavo..

    ha scritto il 

  • 4

    “Il tango dovrebbe essere peccato immortale”

    “… quella danza oscena di case di mala fama e osterie della peggior specie, che a Buenos Aires ballano solo i marinai e le donne di malaffare …”


    E’ un intreccio, un vortice di sensualità, di passione. Passioni che aggrovigliano i corpi delle donne e degli uomini che lo ballano. Com ...continua

    “… quella danza oscena di case di mala fama e osterie della peggior specie, che a Buenos Aires ballano solo i marinai e le donne di malaffare …”

    E’ un intreccio, un vortice di sensualità, di passione. Passioni che aggrovigliano i corpi delle donne e degli uomini che lo ballano. Come l’intricata storia di queste famiglie.
    “Il vero tango è quello che si ascolta, si sente, si assapora, da cui ci si lascia portare”. Le persone possono viverlo come credono, nella sua essenza, quella di un uomo e una donna di fronte, che il tango avvolge nel desiderio.
    “E’ l’armonia perfetta che si stabilisce tra corpi, è l’ansia di possedere la vita, è il ritmo stesso della vita, una musica che accarezza l’anima e la danna”.
    E’ una strana alchimia. Come quella che nasce tra gli uomini e le donne, comparse di questo romanzo, perché il vero protagonista della storia, “la trama di tutte queste complicate relazioni”, è il tango.
    Sembrerebbero banali storie d’amore quelle raccontate in queste pagine, eppure non ci sono solo i “corpi che si sfiorano, si toccano, e dai fianchi ai piedi un gioco di opposti disaccordi che li intrecciano teneramente” dei personaggi di questo libro, i loro amori e le loro passioni.
    C’è una storia parallela che entra a poco a poco in circolo. C’è la voce del tango che ci avviluppa con la storia della sua nascita, dai postriboli ai salotti, fino ad infiammare Parigi negli anni 20, quando finalmente “il tango era uscito dai bordelli e dalle stamberghe per essere ballato ovunque”, continuamente forgiato, da diversi modi musicali che si fondono, nutrito anche dal dolore, perché tutto fa parte del tango.
    Tutto ne è parte: la forza dell’improvvisazione e gli arricchimenti raffinati di Parigi volti a “smorzarlo della sua temperatura sensuale e spogliarlo delle indecenze che avrebbero permesso di ballare il tango in terre lontane e nelle stesse case che rinnegavano il ballo in pubblico, pur ballandolo in privato”.
    C’è nel racconto del tango tutta “la storia di Buenos Aires, con tutto i suo cocktail esplosivo di criollos e immigrati, risse, vacche, tradimenti e passioni”, i caffe della Boca, le strade del quartiere Palermo, la triste condizione dei lavoratori immigrati, le battaglie sindacali, la guerra, il golpe militare del 1930, il regime di Peron, fino a giungere ai nostri giorni.
    C’è il desiderio di fuggire dall’Argentina ma anche quello di restare.

    “Io ero sempre (e resterò) a Buenos Aires” (J. L. Borges)

    ha scritto il 

  • 4

    Tango e passione protagonisti assoluti di una saga familiare originalissima. Mi ha fatto fare le 4 di notte per un'intera settimana. Classico romanzone da divano, plaid e thermos di thè caldo nei pomeriggi uggiosi.

    ha scritto il 

  • 3

    Che libro confuso, portato a termine solo perchè di contorno c'è la storia dell'Argentina.
    Non mi è chiara una cosa: perchè tutti odiano Cesar? Viene mai spiegato che ha fatto?

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel libro che scorre sulle note di tanghi mai tranquilli.
    Un passato doloroso che riemerge, ma che si rinnova e alla fine fa innamorare.
    Una saga familiare infinita, nell’Argentina disperata dei colpi di stato sempre passati in sordina nell’opinione pubblica.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle e mezza, nonostante il finale prevedibile del tipo “e vissero felici e contenti”. La scrittura della Osorio non assurge a livelli eccelsi e indimenticabili, ma in questo romanzo presenta delle note originali e positive:
    • la voce narrante “interiore” cambia continuamente, facendo ...continua

    Tre stelle e mezza, nonostante il finale prevedibile del tipo “e vissero felici e contenti”. La scrittura della Osorio non assurge a livelli eccelsi e indimenticabili, ma in questo romanzo presenta delle note originali e positive:
    • la voce narrante “interiore” cambia continuamente, facendo parlare i vari personaggi;
    • il reale protagonista è il TANGO, vissuto, sentito, ballato con passione e amore;
    • il background storico, una carrellata sulla storia dell’argentina a partire dalla fine del 1800 sino al nuovo millennio, è ben diluito lungo il romanzo, senza apparire noioso e con esso la storia interessantissima del tango (un ballo che ho sempre desiderato imparare) ;
    • la prosa, pur se semplice, trascina nella lettura, come il tango nel ballo.
    Lezione di tango è, al dunque, una lettura distensiva, adatta a questa estate torrida che sta per terminare.

    ha scritto il 

  • 3

    Le premesse del titolo e del contenuto erano quelle di un romanzo che avrebbe dovuto coinvolgere avvolgere in un ritmo incessante ed invece .... Arrivata alla fine con qualche fatica ed a volte un pò di noia.
    Il ritmo della scrittura e della storia, secondo me , è interrotto dalla ...continua

    Le premesse del titolo e del contenuto erano quelle di un romanzo che avrebbe dovuto coinvolgere avvolgere in un ritmo incessante ed invece .... Arrivata alla fine con qualche fatica ed a volte un pò di noia.
    Il ritmo della scrittura e della storia, secondo me , è interrotto dalla voce del tango fuori campo e dalle voci dell'aldilà. La prima scade a tratti nella retorica e le seconde sono un inutile riempitivo.
    Interessanti , invece, sullo sfondo i riferimenti storici sull'Argentina e sulla nascita del tango.

    ha scritto il 

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