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Lezioni americane

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Di

Editore: Garzanti Libri (Saggi Blu)

4.3
(4243)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 121 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Portoghese , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Svedese , Spagnolo

Isbn-10: 881159815X | Isbn-13: 9788811598152 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
"La "Leggerezza", la "Rapidità", l'"Esattezza", la "Visibilità", la "Molteplicità" dovrebbero in realtà informare non soltanto l'attività degli scrittori ma ogni gesto della nostra troppo sciatta, svagata esistenza."
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  • 4

    zibaldone calviniano, harvard 1985-1986

    1) della leggerezza (e della rivalutazione indotta di kundera, ndr):
    "è difficile per un romanziere rappresentare la sua idea di leggerezza, esemplificata sui casi della vita contemporanea, se non facendone l'oggetto irraggiungibile d'una quête senza fine. è quanto ha fatto con evidenza e i ...continua

    1) della leggerezza (e della rivalutazione indotta di kundera, ndr):
    "è difficile per un romanziere rappresentare la sua idea di leggerezza, esemplificata sui casi della vita contemporanea, se non facendone l'oggetto irraggiungibile d'una quête senza fine. è quanto ha fatto con evidenza e immediatezza milan kundera. il suo romanzo "l'insostenibile leggerezza dell'essere" è in realtà un'amara constatazione dell'ineluttabile pesantezza del vivere: non solo della condizione d'oppressione disperata e all-pervading che è toccata in sorte al suo sventurato paese, ma d'una condizione umana comune anche a noi, pur infinitamente più fortunati. il peso del vivere per kundera sta in ogni forma di costrizione: la fitta rete di costrizioni pubbliche e private che finisce per avvolgere ogni esistenza con nodi sempre più stretti. il suo romanzo ci dimostra come nella vita tutto quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. forse solo la vivacità e la mobilità dell'intelligenza sfuggono a questa condanna: le qualità con cui è scritto il romanzo, che appartengono a un altro universo da quello del vivere".

    2) della velocità:
    "il secolo della motorizzazione ha imposto la velocità come un valore misurabile, i cui records segnano la storia del progresso delle macchine e degli uomini. ma la velocità mentale non può essere misurata e non permette confronti o gare, né può disporre i propri risultati in una prospettiva storica. la velocità mentale vale per sé, per il piacere che provoca in chi è sensibile a questo piacere, non per l'utilità pratica che si possa ricavarne. un ragionamento veloce non è necessariamente migliore d'un ragionamento ponderato; tutt'altro; ma comunica qualcosa di speciale che sta proprio nella sua sveltezza".

    ha scritto il 

  • 0

    Adoro Calvino, ma su questo libro c'è stato un malinteso. Pensavo che vertesse più su considerazioni sulla vita in genere ed invece si tratta proprio di lezioni di letteratura. Purtroppo con gli anni la letteratura mi interessa sempre meno. Mi spiace.

    ha scritto il 

  • 4

    Da leggere

    Mi sono letto questo classico di Calvino, valeva la pena di leggerlo solo per questo passaggio scritto su una delle 6 lezioni, l'esattezza in particolare.
    Vi propongo di leggere questo passaggio, sapendo che è stato scritto nel 1985,... a me ha molto colpito.
    "...Alle volte mi sembra ...continua

    Mi sono letto questo classico di Calvino, valeva la pena di leggerlo solo per questo passaggio scritto su una delle 6 lezioni, l'esattezza in particolare.
    Vi propongo di leggere questo passaggio, sapendo che è stato scritto nel 1985,... a me ha molto colpito.
    "...Alle volte mi sembra che un'epidemia pestilenziale abbia colpito l'umanità nella facoltà che più la caratterizza, cioè l'uso della parola, una peste del linguaggio che si manifesta come perdita di forza conoscitiva e immediatezza, come automatismo che tende a livellare l'espressione sulle formule più generiche, anonime, astratte, a diluire i significati, a smussare le punte espressive, a spegnere scintilla che sprizzi dallo scontro delle parole con nuove circostanze.
    Non m'interessa qui chiedermi se le origini di quest'epidemia siano da ricercare nella politica, nell'ideologia,, nell'uniformità burocratica, nell'omogeneizzazione dei mass-media,nella diffusione scolastica della media cultura. Quel che mi interessa sono le possibilità di salute. La letteratura può creare degli anticorpi che contrastino l'espandersi della peste del linguaggio.
    Vorrei aggiungere che non è soltanto il linguaggio a essere colpito da questa peste. Anche le immagini, per esempio. Viviamo sotto una pioggia ininterrotta di immagini, i pù potenti mass-media non fanno che trasformare il mondo in immagini e moltiplicarlo attraverso una fantasmagoria di giochi di di specchi: immagini che in gran parte sono prive della necessità interna che dovrebbe caratterizzare ogni immagine, come forma e come significato, come forza d'imporsi all'attenzione, come ricchezza di significati possibili. Gran parte di questa nuvola di immagini si dissolve immediatamente come i sogni che non lasciano traccia nella memoria; ma non si dissolve una sensazione d'estraneità e di disagio.
    Ma forse l'inconsistenza non è nelle immagini o nel linguaggio soltanto: è nel mondo. La peste colpisce anche la vita delle persone e la storia delle nazioni, rende tutte le storie informi, casuali,confuse, senza principio nè fine. Il mio disagio è per la perdita di forma che constato nella vita e a cui cerco d'opporre l'unica difesa che riesco a concepire: un'idea della letteratura...."

    Chissà cosa direbbe oggi... all'epoca di facebook, twitter e instagram...

    ha scritto il 

  • 0

    Amara sconfitta

    Una lettura che mi ha riportato indietro nel tempo, a quando assistevo alle lezioni di storia dell'Arte come studentessa. La differenza è che si poteva interrompere il fiume di parole e chiedere delucidazioni al professore, cosa che in questo caso non è potuta avvenire.
    Purtroppo con questo ...continua

    Una lettura che mi ha riportato indietro nel tempo, a quando assistevo alle lezioni di storia dell'Arte come studentessa. La differenza è che si poteva interrompere il fiume di parole e chiedere delucidazioni al professore, cosa che in questo caso non è potuta avvenire.
    Purtroppo con questo testo è saltata fuori la mia incommensurabile ignoranza e temo di aver compreso un dieci per cento di ciò che ho letto.

    Citazioni:

    “ Oggi siamo bombardati da una tale quantità d'immagini da non saper più distinguere l'esperienza diretta da ciò che abbiamo visto per pochi secondi alla televisione. La memoria è ricoperta da strati di frantumi d'immagini come un deposito di spazzatura, dove è sempre più difficile che una figura tra le tante riesca ad acquistare rilievo.”

    “La letteratura vive solo se si pone degli obiettivi smisurati, anche al di là d'ogni possibilità di realizzazione.”

    Passi di: Italo Calvino. “Lezioni americane”.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto da: Elisabetta


    "Ci sono cose che solo la letteratura può dare coi suoi mezzi specifici". Si discorre di letteratura e vi si leggono valori universali. Così immortali da appellarli con nomi astratti - leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità - salvo poi dare loro una ...continua

    Letto da: Elisabetta

    "Ci sono cose che solo la letteratura può dare coi suoi mezzi specifici". Si discorre di letteratura e vi si leggono valori universali. Così immortali da appellarli con nomi astratti - leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità - salvo poi dare loro una o più esistenze nei ritagli delle opere che hanno attraversato i secoli.

    ha scritto il 

  • 0

    Calvino parla di concetti a noi non ignoti, ben presenti nel nostro mondo. Noi che viviamo nell'epoca dell'informatica, delle reti, delle comunicazioni, delle alte tecnologie, possiamo non conoscere la rapidità, la leggerezza o la molteplicità?
    Li analizziamo?
    Calvino lo fa per noi. Q ...continua

    Calvino parla di concetti a noi non ignoti, ben presenti nel nostro mondo. Noi che viviamo nell'epoca dell'informatica, delle reti, delle comunicazioni, delle alte tecnologie, possiamo non conoscere la rapidità, la leggerezza o la molteplicità?
    Li analizziamo?
    Calvino lo fa per noi. Quando non ci si riflette, le idee sono indefinite e poco efficaci. Lo scrittore ridà loro forma, senso, consistenza, usando come mezzi di scrittura gli stessi valori che descrive.
    Ci fa capire così la vera leggerezza, che non appartiene alla superficialità o alla vitalità frenetica, così come la cultura non è legata ad appartenere al dominio della pesantezza, perchè leggerezza è librarsi in altri mondi e punti di vista, non lasciarsi opprimere dal peso del vivere e dal rischio di divenire la statua di se stesso, muoversi anche nello spazio dell'invisibile, dell'impalpabile, dell'imprevedibile.
    La cultura è tutto questo, è nutrimento da cui ricavare emozioni e idde per vivere, il ricco bagaglio di citazioni con cui Calvino racconta leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità non sono un appesantimento, sono parole belle e lineari a cui attingere constantemente per descriversi la realtà, perchè è"...un'esperienza continua, costante come la luce del sole...", "...la cultura è quando una persona... o un popolo... sono pieni di gioia immensa... " (tratto da una recensione su "La donna giusta" di Marai, dato che quel libro non l'ho letto di persona).

    ha scritto il 

  • 4

    "Alle volte cerco di concentrarmi sulla storia che vorrei scrivere e m'accorgo che quello che m'interessa è un'altra cosa, ossia, non una cosa precisa ma tutto ciò che resta escluso dalla cosa che dovrei scrivere; il rapporto tra quell'argomento determinato e tutte le sue possibili varianti e alt ...continua

    "Alle volte cerco di concentrarmi sulla storia che vorrei scrivere e m'accorgo che quello che m'interessa è un'altra cosa, ossia, non una cosa precisa ma tutto ciò che resta escluso dalla cosa che dovrei scrivere; il rapporto tra quell'argomento determinato e tutte le sue possibili varianti e alternative, tutti gli avvenimenti che il tempo e lo spazio possono contenere. È un'ossessione divorante, distruttrice, che basta a bloccarmi. Per combatterla, cerco di limitare il campo di quel che devo dire, poi a dividerlo in campi ancor più limitati, poi a suddividerli ancora, e così via. E allora mi prende un'altra vertigine, quella del dettaglio, vengo risucchiato dall'infinitesimo, dall'infinitamente piccolo, come prima mi disperdevo nell'infinitamente vasto."

    "... una battaglia col linguaggio per farlo diventare il linguaggio delle cose, che parte dalle cose e torna a noi carico di tutto l'umano che abbiamo investito nelle cose"

    "Per questo il giusto uso del linguaggio per me è quello che permette di avvicinarsi alle cose (presenti o assenti) con discrezione e attenzione e cautela, col rispetto di ciò che le cose (presenti o assenti) comunicano senza parole."

    ha scritto il 

  • 5

    Imprescindibile

    Imprescindibile Calvino. Postumo, questo è un testo sulla letteratura vista con lo sguardo incantato di un incantatore. Le lezioni sulla leggerezza, la rapidità, l'esattezza, la visibilità, la molteplicità smettono il loro abito serioso, quali avrebbero potuto ambire se fossero state pronunciate ...continua

    Imprescindibile Calvino. Postumo, questo è un testo sulla letteratura vista con lo sguardo incantato di un incantatore. Le lezioni sulla leggerezza, la rapidità, l'esattezza, la visibilità, la molteplicità smettono il loro abito serioso, quali avrebbero potuto ambire se fossero state pronunciate da un dotto, e indossano quello del Gioco nel quale il Giocatore è parte dello stesso. Certo, egli sa più di quando non creda di sapere. Ma in questo consiste il gioco: che egli non si capisca.

    ha scritto il 

  • 4

    Perché leggiamo testi come Lezioni americane di Italo Calvino? Qualcuno perché è obbligato dalla scuola, cosa niente affatto divertente e che di solito fa percepire qualsiasi libro come un mattone terribile. Gli aspiranti romanzieri, sospetto, sono in cerca di una formula magica che li aiuti a sc ...continua

    Perché leggiamo testi come Lezioni americane di Italo Calvino? Qualcuno perché è obbligato dalla scuola, cosa niente affatto divertente e che di solito fa percepire qualsiasi libro come un mattone terribile. Gli aspiranti romanzieri, sospetto, sono in cerca di una formula magica che li aiuti a scrivere il bestsellers dell’anno, se non del decennio, che gli consenta di diventare ricchi e famosi. E poi c’è chi vuole riflettere seriamente sulla scrittura, provare a guardare le cose dall’angolazione di qualcun altro per capire meglio questa cosa che bene o male tutti usiamo ma che è tanto difficile da definire.
    Io ho letto il libro perché a furia di sentirne parlare bene ne sono stata incuriosita. Non ho alcuna aspirazione letteraria, perciò il mio approccio non era volto a campire come potessi sfruttare quelle parole ma come le parole che stavo leggendo si potessero applicare a quanto scritto da altri. Nella fattispecie, visto che avevo appena finito di leggere River of Stars di Guy Gavriel Kay, io non potevo non leggere Calvino senza pensare al libro dello scrittore canadese. Ovvio, non tutte le parti di cui è composto Lezioni americane avevano per me richiami diretti e immediati in River of Stars, ma i punti su cui riflettere erano sufficientemente numerosi da portarmi a scrivere un testo, questo:
    http://librolandia.wordpress.com/2014/07/29/intorno-alle-lezioni-americane-di-italo-calvino/

    ha scritto il 

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