Lezioni napoleoniche

Sulla natura degli uomini, le tecniche del buon governo e l'arte di gestire le sconfitte

Di

Editore: Mondadori

3.6
(52)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 163 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804510447 | Isbn-13: 9788804510444 | Data di pubblicazione: 

Genere: Storia

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Descrizione del libro
Ernesto Ferrero sceglie e illustra le massime e i detti celebridell'imperatore, ma anche gli aneddoti sul suo modo di operare, le notizie ele annotazioni raccolte tra gli scritti di quanti lo hanno potuto osservare,e ne trae spunto per offrire ai suoi lettori di storia e a quanti hannoresponsabilità pubbliche e private, amministratori e manager, un quadro diquella difficile arte di gestione dei sistemi complessi che ha consentito aNapoleone di dominare l'Europa.
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  • 1

    Inutilissimo

    Con aforismi e aneddoti non solo non si fa la storia, ma neanche “lezioni” (che siano serie ed utili).

    P.S.: tra gli innumerevoli aforismi citati ne manca uno: “l’intendence suivra”. Forse perche’ con ...continua

    Con aforismi e aneddoti non solo non si fa la storia, ma neanche “lezioni” (che siano serie ed utili).

    P.S.: tra gli innumerevoli aforismi citati ne manca uno: “l’intendence suivra”. Forse perche’ contraddice la figura di Napoleone che Ferrero crede di saper ricostruire? Inoltre, accanto a “L’arte di gestire le sconfitte”, ad un manager (soprattutto se di successo) serve anche “l’arte di gestire le vittorie”, capitolo che manca del tutto. Forse perche’ fu il principale limite di Napoleone? L’errore decisivo di Napoleone, quello che lo condanno’, fu a Tilsit, ossia all’apice della sua carriera (quella che egli stesso defini’ “forse la mia ora piu’ bella” - se vogliamo continuare con le inutili citazioni). Come disse Horne (storico che Ferrero ignora, in tutta evidenza) Napoleone non avrebbe potuto fare altrimenti: mancava di quella lungimiranza che aveva Tayllerand (che infatti lo abbandono’), per cui “come la maggior parte dei conquistatori prima e dopo di lui, non sapeva mai quando o come fermarsi. Un uomo piu’ grande e migliore di lui avrebbe potuto ammettere, come disse Cassio di Cesare (…): La colpa, caro Bruto, non sta nelle nostre stelle, ma in noi stessi... Tuttavia Napoleone non avrebbe mai potuto indursi ad ammettere che una qualsiasi delle sue sconfitte fosse avvenuta per colpa sua”.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho apprezzato molto questo libro per la ricchezza di contenuti e la semplicità di esposizione.
    "Napoleone non è solo l'icona vivente dell'eroe guerriero. La sua immagine più affascinante è quella del ...continua

    Ho apprezzato molto questo libro per la ricchezza di contenuti e la semplicità di esposizione.
    "Napoleone non è solo l'icona vivente dell'eroe guerriero. La sua immagine più affascinante è quella del grande organizzatore e manager che porta nell'esercito e nello Stato una mentalità imprenditoriale, il sapiente motivatore di uomini, l'inventore delle tecniche della comunicazione e del consenso di massa. Il genio empirico che conosce la psicologia degli uomini e apre le carriere al merito."

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel libretto che dovrebbe essere adottato nelle aziende ad uso di quei somari di gran parte dei manager italiani. Così, tanto per insegnare loro che Napoleone non ha mai pensato di esercitare la su ...continua

    Un bel libretto che dovrebbe essere adottato nelle aziende ad uso di quei somari di gran parte dei manager italiani. Così, tanto per insegnare loro che Napoleone non ha mai pensato di esercitare la sua leadership standosene dietro ad un tavolino con le carte davanti. Sapeva tutto dei suoi soldati, respirava con loro l'odore della polvere e del sangue, sapeva come funzionavano i loro fucili. Signori delle risorse umane, project manager e cialtroni aziendali dei più vari livelli gerarchici, alzate le chiappe dalle vostre poltrone girevoli ed andate a vedere dove lavorano i vostri uomini, chi sono, che mezzi hanno a disposizione, quali talenti. Fate vedere la vostra bella faccia, ascoltateli e poi - se ne siete all'altezza - parlate e agite. Per coloro che credono che il capitale più importante sia quello umano.

    ha scritto il 

  • 5

    Bel libro, denso e leggero allo stesso tempo, pieno di spunti interessanti. Chiunque a vari livelli ha ruoli di gestione (di cose e uomini) troverà in queste pagine idee e insegnamenti spesso anche or ...continua

    Bel libro, denso e leggero allo stesso tempo, pieno di spunti interessanti. Chiunque a vari livelli ha ruoli di gestione (di cose e uomini) troverà in queste pagine idee e insegnamenti spesso anche originali. Interessante, in particolare, la parte in cui si parla della reazione alle sconfitte. Insomma, un libro utile, oltre che di piacevolissima lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Di solito, i libri come "Seneca per Manager" o "L'Arte della Guerra applicata al marketing" ecc ecc sembrano proposti e inviati da cellule superstiti di nuclei anticapitalisti per i disastri che fanno ...continua

    Di solito, i libri come "Seneca per Manager" o "L'Arte della Guerra applicata al marketing" ecc ecc sembrano proposti e inviati da cellule superstiti di nuclei anticapitalisti per i disastri che fanno negli apprendisti consiglieri d'amministrazione o nei piccoli presidenti e - perchè no - nei faccendieri dilettanti.

    Una volta tanto c'è una felice eccezione sia perchè non è presuntuosa poi Ferrero è esperto e infine non si propone di trasformarvi in qualcos'altro e in ogni caso un'ottima sintesi della personalità di Napoleone.

    Meglio di certe accuratissime biografie da 1284 pagine dove però in cambio sapete se l'uovo alla coque lo desiderava salato. Così, esigendolo alla fantesca anche voi nel vostro piccolo!

    ha scritto il