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Libera nos a malo

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

4.2
(1008)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 324 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8804455152 | Isbn-13: 9788804455158 | Data di pubblicazione:  | Edizione 10

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 2

    L'idea di documentare il dialetto di un'area circoscritta come Malo, mescolando il romanzo (o forse sarebbe meglio dire il memoriale) con la ricerca dialettologica, mi attirava molto. Meneghello ...continua

    L'idea di documentare il dialetto di un'area circoscritta come Malo, mescolando il romanzo (o forse sarebbe meglio dire il memoriale) con la ricerca dialettologica, mi attirava molto. Meneghello però, nel corso del racconto e delle approfondite notazioni sul dialetto si lascia andare spessissimo a una nostalgia totalmente acritica verso qualunque aspetto della vita paesana del pre-boom. Il che secondo me toglie mordente al racconto, che diventa parecchio noioso: una specie di sterile elogio dei tempi antichi, di pianto funebre, abbastanza fine a se stesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Il giorno che lo seppellirono fu portata in orto una poltrona dallo schienale alto, con le borchie in ottone, e le pie donne vi accompagnarono la zia Lena. L'orto nostro è aperto ai rintocchi del ...continua

    Il giorno che lo seppellirono fu portata in orto una poltrona dallo schienale alto, con le borchie in ottone, e le pie donne vi accompagnarono la zia Lena. L'orto nostro è aperto ai rintocchi del campanile,c'è un gran pino in fondo, era d'agosto. La zia Lena in nero s'era abbandonata nell'assurda poltrona tra le aiuole delle dalie e degli ortaggi; le pie donne biascicavano. Era quel momento che le cerimonie della morte sono fatte per isolare con purezza, quel momento irrazionale dello strazio, in cui esso non dà più senso e pare un sogno d'estate commentato dalle galline e dai coleotteri, in un fiotto di spazio tra qui e le colline, traslucido, infestato dal gong della campana

    ha scritto il 

  • 5

    Qui c'è da cominciare dicendo che si tratta di un capolavoro della nostra letteratura del secondo Novecento.

    Intrigante a cominciare dal titolo: un gioco di parole col finale del pater noster e con ...continua

    Qui c'è da cominciare dicendo che si tratta di un capolavoro della nostra letteratura del secondo Novecento.

    Intrigante a cominciare dal titolo: un gioco di parole col finale del pater noster e con Malo, la piccola realtà paesana in provincia di Vicenza, che Meneghello racconta da italiano espatriato in Inghilterra. Una cosa che nel testo non viene mai esplicitata, ma che si intuisce facendo due più due tra la biografia dell'autore e i termini inglesi disseminati qua e là assieme a quelli di derivazione veneta, che sono ancora di più.

    Un racconto di una provincia italiana in cui si respira l'aria precedente e successiva alla seconda guerra mondiale, vista con gli occhi di chi c'era e di chi ha vissuto l'avanzare della modernità. Un concentrato di aneddoti, ricordi d'infanzia, prime esperienze sessuali, personaggi che sono quasi sempre macchiette ma funzionali a un racconto che è sia individuale sia collettivo.

    Una prosa precisa, curata, alle volte estremamente asciutta e davvero poco "invecchiata".

    Da leggere a tutti i costi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Meneghello gioca già col titolo, ‘Libera nos a Malo’, parafrasando il Pater noster, mentre si accinge a raccontare con arguzia e semplicità l’epopea contadina della sua terra d’origine, ...continua

    Meneghello gioca già col titolo, ‘Libera nos a Malo’, parafrasando il Pater noster, mentre si accinge a raccontare con arguzia e semplicità l’epopea contadina della sua terra d’origine, molto veneta, molto agreste, molto amata anche se considerata troppo riduttiva per le proprie ambizioni. Questo romanzo è dunque una gustosissima, parziale autobiografica di un grande intellettuale, nella quale però la parte del leone la fa la terra anzichè l’uomo.

    ha scritto il 

  • 4

    Non so proprio come raccontare questo libro. Non è un romanzo, non è un racconto, non è un saggio, è un po’ tutte queste cose insieme. E’ un libro complesso da leggere, per la mancanza di un ...continua

    Non so proprio come raccontare questo libro. Non è un romanzo, non è un racconto, non è un saggio, è un po’ tutte queste cose insieme. E’ un libro complesso da leggere, per la mancanza di un metro narrativo convenzionale e per la difficoltà del linguaggio (accessibile per un lettore di provenienza nordica, sicuramente più ostico per chi abita dall’Emilia in giù…). Un libro che racconta un passato “perduto” ma senza enfasi retorica. Un libro che parla della lingua (il dialetto, o meglio i dialetti vs. l’italiano) e di come la lingua “formi” la realtà e ne sia trasformata a sua volta. Un libro da gustare a volte con una lettura ad alta voce, un libro che forse andrebbe recitato. Un libro in alcuni tratti irresistibilmente comico (per esempio quando tratta della religione e del catechismo ai bambini). Il giudizio finale, nonostante le difficoltà, è sicuramente molto positivo. Un libro difficile che ti lascia molto, come quando arrivi in vetta dopo una difficile salita.

    ha scritto il 

  • 5

    ...issimo

    Se io sono riuscita a leggere ed apprezzare Montalbano di Camilleri, qualunque non-veneto può leggere ed apprezzare questo libro che è scritto con un'abilità, un'ironia, un'intelligenza e una ...continua

    Se io sono riuscita a leggere ed apprezzare Montalbano di Camilleri, qualunque non-veneto può leggere ed apprezzare questo libro che è scritto con un'abilità, un'ironia, un'intelligenza e una creatività tale da farti rimanere lì a fissare il muro con un sorrisetto fra l'idiota e il compiaciuto sulla faccia. Meneghello era uno scrittore vero, colto, raffinatissimo ed elegantissimo, un professionista della lingua. Ancora non abbastanza conosciuto, ancora non abbastanza apprezzato; cerchiamo di rimediare.

    ha scritto il 

  • 2

    Testo che costantemente si alterna fra le due e le tre stelle, ma alla fine ho tenuto conto di quanto poco mi sia piaciuta quest'opera. Non è un romanzo, quanto piuttosto ricordi sparsi dell'autore, ...continua

    Testo che costantemente si alterna fra le due e le tre stelle, ma alla fine ho tenuto conto di quanto poco mi sia piaciuta quest'opera. Non è un romanzo, quanto piuttosto ricordi sparsi dell'autore, conditi da un dialetto che proprio non mi piace (quello veneto e vicentino in particolare, niente coi vicentini eh! parlo meramente a livello dialettale) e spesso ci sono passi in cui davvero ho fatto fatica a tenere gli occhi aperti. Deludente, e soprattutto non vedevo l'ora di riprendere in mano un vero romanzo!

    ha scritto il 

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