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Libera scienza in libero Stato

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

3.6
(256)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 164 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8817046132 | Isbn-13: 9788817046138 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Education & Teaching , Political , Science & Nature

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Descrizione del libro
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  • 2

    Stiamo messi abbastanza male

    In questo breve saggio, MH espone con chiarezza la condizione dell'università e della ricerca in Italia, stretta fra la cecità della politica (che, quando deve tagliare, taglia sempre all'istruzione) e l'ingerenza della Chiesa, che impedisce una ricerca al livello degli altri Paesi occidentali. ...continua

    In questo breve saggio, MH espone con chiarezza la condizione dell'università e della ricerca in Italia, stretta fra la cecità della politica (che, quando deve tagliare, taglia sempre all'istruzione) e l'ingerenza della Chiesa, che impedisce una ricerca al livello degli altri Paesi occidentali.
    A tutto questo si accompagnano proposte serie di riforma universitaria e critiche all'opera criminale degli ultimi ministri che si sono succeduti sullo scranno di viale Trastevere.
    Lo stile é molto scarno (direi eccessivamente esemplificativo di una mente scientifica) e questa é l'unica pecca del libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Illuminante

    Un breve compendio di quanto c'è da fare, da rifare e da salvare nell'Università e nella ricerca italiane. Il tutto riassunto con chiarezza e semplicità, come ci si aspetta da una mente brillante come quella di Margherita Hack.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante

    Non è un capolavoro, ma è un'interessante quanto lucida visione dello stato attuale della cultura scientifica in Italia. In particolare la Hack si sofferma sul sistema-Università, che ben conosco essendoci entrato da studente nel lontano 1994 per non uscirci più (ricercatore precario, tecnico amm ...continua

    Non è un capolavoro, ma è un'interessante quanto lucida visione dello stato attuale della cultura scientifica in Italia. In particolare la Hack si sofferma sul sistema-Università, che ben conosco essendoci entrato da studente nel lontano 1994 per non uscirci più (ricercatore precario, tecnico amministrativo, ancora studente, docente di master, bla bla bla). Le parti sull'università sono molto divulgative e utili al profano. Il punto chiave però è che come ben sottolinea la Hack, in Italia manca di fatto una cultura scientifica, affogata tra l'approccio gentiliano e la presenza ingombrante del Vaticano. Questo spiega a mio avviso il perché nel nostro paese prosperi così allegramente la pseudoscienza (vedi l'attualità, con Stamina) e la creduloneria popolare. Poi da buoni nietzscheani è importante sapere che la scienza non è la verità, ma il modo più efficace di guardare il mondo e di dare una spiegazione allo stesso, ma certo preferirei una società tecnosofica sicura di sé a questa fatta di credulonerie, scie chimiche e sostrato religioso. Brava Margherita, ci manchi!

    ha scritto il 

  • 3

    Non è argomentato bene ma i concetti sono chiari. Interessante soprattutto perchè il sistema inceppato della ricerca universitaria è analizzato da una ricercatrice sul campo.
    Ho adorato il discorso sulla scuola pubblica dei tempi della costituente. Attualissimo anche oggi.
    Ho capito q ...continua

    Non è argomentato bene ma i concetti sono chiari. Interessante soprattutto perchè il sistema inceppato della ricerca universitaria è analizzato da una ricercatrice sul campo.
    Ho adorato il discorso sulla scuola pubblica dei tempi della costituente. Attualissimo anche oggi.
    Ho capito qualcosa di più delle riforme Gelmini anche se continuo a ritenerle poco lungimiranti.
    Uno sguardo più interno sulle problematiche e le strettoie del settore.
    Per la Hack è chiaro che il mondo è o bianco o nero. La determinatezza mi piace, certi concetti trovo si posizionino in sfumature di grigio.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, forse esagerato farne un libro. Pur non condividendo alcune cose scritte, Margerita Hack è una intelligentissima e grande scienziata. E tutte le critiche verso il vaticano sono assolutamente fondate.

    ha scritto il 

  • 3

    Una dettagliata e lucida analisi dell'attuale situazione della scuola e dell'Università in Italia e il ruolo della Chiesa e dei partiti nel determinare alcune scelte politiche. Tutto condivisibile.

    ha scritto il 

  • 2

    Molto tecnico e troppo poco sociale

    Testo buono per gli aspetti tecnici/universitari ma scarso dal pnt di vista dell’analisi sociale. Come “Tutta un’altra scuola” (9788815105585) è sulla scuola dell’obbligo, così il libro della Hack è sull’Uni: il suo stato (analisi impietosa), di cosa avrebbe bisogno, idee e possibili soluzioni (t ...continua

    Testo buono per gli aspetti tecnici/universitari ma scarso dal pnt di vista dell’analisi sociale. Come “Tutta un’altra scuola” (9788815105585) è sulla scuola dell’obbligo, così il libro della Hack è sull’Uni: il suo stato (analisi impietosa), di cosa avrebbe bisogno, idee e possibili soluzioni (tutte sempre argomentate) per lo svl di una ricerca libera e fine a se stessa e per una “laicità della formazione” che è presupposto fondamentale per il funzionamento di una democrazia.

    Pt.1 (p.7-84) pratica e di governance (Prof, Assist, Ricercatori, selez e svl di carriera ecc), con poco spazio alla critica e molto di più alle proposte: non solo (scontate) auton.gestionale, meritocrazia e limiti al nepotismo, ma anche una UNI non per tutti (aumento rette, limiti alle ripetiz d’esame, sanzioni per fuoricorso), soppressione dei distaccamenti per favorire i Poli e la qualità riducendo frammentazione e conseguenti incarichi e spese, stop a finanziamenti a pioggia adottando criteri di merito. L’autrice non nasconde che il tutto è funz di controlli sull’evasione ed un reale impegno della politica, e non risparmia critiche al Gov (più di cdx che csx).

    Pt.2 (p.85-117) più sociale (la migliore), relazionando gli insegnamenti a politica/relig e sottocultura italiana: la relig, la sua paura della scienza, la sua invasività (fecondaz.assist, testam.biol, eutanasia, coppie di fatto ed omosex, staminali embrionali), la politica sottomessa e papista anche quando non sollecitata (il tentativo della Moratti di eliminare lo studio del darwinismo), ma ipocrita (staminali embrionali vietate in ma studi possibili acquistandole dall’estero); la diffusa sfiducia italiana nella scienza, alimentata da qst due soggetti e da media compiacenti e subordinati.

    Pt.3 da p.117 concentrata sul settore fisica/astrofisica: suo svl, situazione e gestione nell’arco del tempo a partire dagli anni’50.

    Conclusioni solo riassuntive, quindi deboli.

    ha scritto il 

  • 3

    Avevo interrotto la lettura perchè mi ero sentita nel mirino della faccenda, quado la Hack parla dei fuoricorso, e espone una proposta drastica su come tali soggetti dvrebbero essere trattati. Poi l'ho ripreso a leggere, circa 2 annetti dopo, sotto un'altra ottica.
    Tutto quello di cui parla ...continua

    Avevo interrotto la lettura perchè mi ero sentita nel mirino della faccenda, quado la Hack parla dei fuoricorso, e espone una proposta drastica su come tali soggetti dvrebbero essere trattati. Poi l'ho ripreso a leggere, circa 2 annetti dopo, sotto un'altra ottica.
    Tutto quello di cui parla è molto important e va letto, ai fini della conoscenza del nostro governo, della lenta burocrazia, degli ignobili passaggi di cattedra di padre in figlio, invece che selezionando le persone più competenti.
    Ovviamente la Hac è molto più affascinante quando parla i astronomia e astrofisica! :)

    ha scritto il