Libero arbitrio

Di

Editore: Zerounoundici

3.9
(54)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 200 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8863073287 | Isbn-13: 9788863073287 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
In un paesino della Calabria, un luogo non ben definito, dove lo spazio simbolico prevale su quello reale, inizia l'intreccio delle vite di alcune donne che vivono nello stesso condominio. Loro si aiutano, si odiano, si invidiano, fanno comunella tra loro. Ogni donna ha una caratteristica ben specifica: Miriam desidera partecipare ad “Amici” nonostante abbia superato l’età e digiuna se Gigi d’Alessio tradisce la moglie. Gianna abortisce di nascosto dal marito perché non desidera più avere figli. Cosima è convinta di meritare un marito dittatore e crudele e non si rende conto che sua figlia, adolescente, ha una vita sessuale attiva e usa spesso la pillola del giorno dopo. Raffaella vive sempre storie sbagliate perché desidera al più presto sposarsi. Marianna non accetta le convenzioni di una società che la vorrebbe sposata e accasata con un ragazzo che lei non ama.Questi frammenti di vita sono il contorno della vera storia, raccontata da Rebecca, colei che porta in seno la maledizione che le fa perdere i figli prima che nascano. Rebecca narra la vicenda di Ester, la sua migliore amica, colei che vota la sua vita a un sogno che l’ha travolta e perseguitata per tutta la vita: in una notte catartica e senza luna, a Ester sembra che le membrane del tempo si siano squarciate, offrendole la possibilità di sbirciare nel futuro e consentendole di vedere il volto della sua futura bambina. Ma si accorgerà ben presto che questa meravigliosa visione resterà ciò che era, cioè un sogno e che, al contrario, la realtà ha in serbo per lei un tragico finale.
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  • 4

    Un romanzo sulle donne

    Un romanzo sulle donne, sulle scelte che si fanno ogni giorno, sul dolore, sulle aspettative... un romanzo sulla maternità, che può essere un dono o una maledizione a seconda di chi la riceve. Un roma ...continua

    Un romanzo sulle donne, sulle scelte che si fanno ogni giorno, sul dolore, sulle aspettative... un romanzo sulla maternità, che può essere un dono o una maledizione a seconda di chi la riceve. Un romanzo complesso e allo stesso tempo lineare, che avanza per piccole tappe, affondando nel profondo della psiche umana. E' la seconda cosa che leggo di questa autrice, e pur non essendo questo il mio genere (ho amato alla follia le sue favole de "L'Incanto di Fantasia", ad esempio) mi ha nuovamente e piacevolmente colpita. Succede quando a scrivere è una persona che sa vedere oltre, che sa alzare il velo della realtà. C'è magia anche qui, in qualche modo: la magia del ricordo e, nonostante la brutalità della vita, della speranza.

    ha scritto il 

  • 4

    emozionante

    Libero arbitrio, è un romanzo che parla della vita di alcune donne che vivono in Italia e in Calabria.
    Rebecca è la protagonista, lei narra le vicende di questa persone diverse tra di loro, ma con una ...continua

    Libero arbitrio, è un romanzo che parla della vita di alcune donne che vivono in Italia e in Calabria.
    Rebecca è la protagonista, lei narra le vicende di questa persone diverse tra di loro, ma con una vita simile. Una vita fatta di sofferenze, di problemi giornalieri, di maltrattamenti, di difficili percorsi che le porta a una vita travagliata e insofferente.
    Ester, Marianna, Miriam, Raffaella e le loro storie, le loro lotte, le loro speranze, emozioni e problemi.

    Ho trovato questo romanzo toccante. Una sorta di viaggio psicologico nelle menti di donne forti ma allo stesso tempo fragili. Tematiche emozionanti, riflessive e forti descritte in modo perfetto, semplice senza giro di parole.
    Nonostante le trama al quanto seria, la lettura è veloce, fluida e notevolmente piacevole.
    Storie comuni che si possono trovare in qualsiasi condominio, di qualsiasi città o paese. Problemi, angosce che lasciano in segno e che fanno riflettere.

    Scelte discutibili, momenti di rabbia, di gioia e di rancore. Devo ammettere che questo libro mi ha colpito parecchio e mi è piaciuto moltissimo. Un dei libri più coinvolgenti che abbia letto nei ultimi mesi.
    Complimenti all'autrice e a voi posso solo dire leggetelo perchè ne vale la pena.

    ha scritto il 

  • 4

    Il titolo di questo romanzo allude alla decisione controcorrente e del tutto inaspettata che prende Ester, vera protagonista di Libero arbitrio, mentre la sua migliore amica Rebecca può soltanto assis ...continua

    Il titolo di questo romanzo allude alla decisione controcorrente e del tutto inaspettata che prende Ester, vera protagonista di Libero arbitrio, mentre la sua migliore amica Rebecca può soltanto assistere alla sua caduta.
    La vicenda è ambientata in un asfittico paesino calabrese in cui tutti conoscono i segreti di tutti e si lasciano guidare dai pregiudizi e dall'ignoranza. Sulla scena si muovono alcune donne, vicine di casa e amiche, ciascuna con i propri problemi: un rapporto difficile con le figlie adolescenti, una diagnosi di sterilità, un marito prepotente, una vita solitaria, l'invidia e molto altro ancora. Rebecca è l'ago della bilancia, il personaggio che riesce più di tutti a mantenere l'equilibrio e a sospendere il giudizio senza prima aver ascoltato.
    Libero arbitrio si compone di capitoli molto brevi, con una trama lineare benché intricata di situazioni e personaggi: questa brevità aiuta a meditare meglio sui problemi presentati e a comprendere i comportamenti delle diverse donne coinvolte.
    Trovo lo stile di Caterina Armentano maturo e affascinante, anche se il mio sguardo da correttrice di bozze ha notato decine di errori di punteggiatura e piccole sviste di battitura dovute ad un editing frettoloso.
    Per il resto posso solo aggiungere che Libero arbitrio è un'opera completa, che si legge con piacere e porta a riflettere sulle diverse sfaccettature dell'essere genitori.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2013/06/libero-arbitrio-anno-ii-lettura-43.html

    ha scritto il 

  • 5

    Travolgente

    "Libero arbitrio" di Caterina Armentano edito dalla 0111 Edizioni, narra la storia di un gruppo di donne, che vivono nello stesso condominio, in un paese della Calabria.
    La storia è narrata da una del ...continua

    "Libero arbitrio" di Caterina Armentano edito dalla 0111 Edizioni, narra la storia di un gruppo di donne, che vivono nello stesso condominio, in un paese della Calabria.
    La storia è narrata da una delle protagoniste di questo romanzo Rebecca che man mano, racconta le storie di ognuna di esse.
    C'è Ester, la sua migliore amica che soffre per non riuscire ad avere un figlio da suo marito Fabio, c'è Cosima, sorella di Ester, che ha grossi problemi con il marito che la maltratta, convinta che meritasse tutto ciò lo lasciava fare. c'è Marianna che è insoddisfatta della vita che ha, Miriam che ha mille sogni da realizzare, e infine Raffaella che pur di trovare inciampa in moltissimi errori.
    Il romanzo mi ha colpita sin dall'inizio perché la narrazione è ricca e spontanea, mi ha colpito molto il modo in cui l'autrice
    descrive ogni singola cosa, dal carattere delle persone ai luoghi.
    L'autrice, affronta delle tematiche molto importanti in questo romanzo, il maltrattamento fra le mura domestiche, l'aborto, l'impotenza, e il difficile percorso che affronta Rebecca nel non riuscire a portare avanti una gravidanza.
    Un romanzo toccante ed emozionante che a tratti è riuscito a farmi venire la pelle d'oca, mi sono immaginata la scena in cui Ester accompagnava la sua amica Gianna, che decise di interrompere una gravidanza indesiderata e ho pensato quanto fosse forte e altruista Ester, che nonostante tutto lei non riuscisse ad avere un figlio da suo marito Fabio, decide comunque di sostenere la sua amica, a mio avviso io non ce l'avrei mai fatta, non riuscirei a veder buttare via una vita così senza tanti scrupoli, mentre magari io sogno con tutta me stessa quel figlio.
    I personaggi hanno tutti delle caratteristiche caratteriali ben descritte, quella a cui sono riuscita a immedesimarmi di più era Rebecca, perché ha un legame molto forte con le sue amiche, soprattutto con Ester, e come me è sempre pronta a dar consigli e a volte a essere un po' brusca quando una cosa non le va a genio.
    Il romanzo scorre in un modo indescrivibile e a me personalmente è stato difficile staccarmi dalla lettura, perché era tanta la voglia di sapere quali sarebbero state le sorti delle protagoniste.

    ha scritto il 

  • 4

    IL PAESE DELLE DONNE

    Con “Libero Arbitrio” Caterina Armentano ci parla di donne, amiche, vicine, parenti, che convivono o si incrociano in uno spazio e un tempo ristretti, che ha i contorni della Calabria, ma potrebbe ess ...continua

    Con “Libero Arbitrio” Caterina Armentano ci parla di donne, amiche, vicine, parenti, che convivono o si incrociano in uno spazio e un tempo ristretti, che ha i contorni della Calabria, ma potrebbe essere anche altrove nella provincia italiana. È un mondo fatto di donne, in cui gli uomini ci sono, ma sono comparse, perché sembra valere e contare di più quest’amicizia/ inimicizia che avvicina e allontana ogni donna all’altra e in cui gli uomini sono, al più, le scuse per questi moti femminili.
    Nelle prime pagine si ha quasi l’impressione di perdersi in un variegato universo gimnoforme, ma poi due figure emergono nitide, la voce narrante di Rebecca ed Ester, la sua miglior amica, di cui Rebecca ci parla.
    Le vite vissute da queste calabresi sono vite difficili, non per motivi ambientali specifici, quali la povertà o la criminalità del sud, ma perché la nostra esistenza è sempre complessa e piena di sorprese non sempre gradite.
    La vita di Ester e Rebecca lo è forse più delle altre. I loro crucci sono familiari. La loro pena nasce da delle mancanze. Carenze di mariti o compagni, che e se vanno. Carenze di figli, che non arrivano.
    La più debole è Ester e Rebecca la sostiene. La gratitudine di Ester arriva discontinua, più assente che presente. La sua debolezza la rende incapace anche di questo. La sua debolezza la travolgerà.
    Questo in sintesi è il romanzo “Libero Arbitrio”, il primo che leggo della brava Caterina Armentano, che si dimostra una narratrice piacevole, precisa, organizzata e che ha prodotto un libro con un piccolo editore, 0111 Edizioni, ma avrebbe potuto benissimo essere pubblicata da case maggiori, se solo queste avessero più risorse per fare n po’ di serio scouting su autori minori e per promuoverli come meritano.

    ha scritto il 

  • 4

    Giveaway per vincere il libro fino all'11 Novembre 2012! --> http://lafedelibrovora.blogspot.it/2012/10/giveaway-libero-arbitrio-di-caterina.html?showComment=1351414387859#c7776299503445909464

    La rece ...continua

    Giveaway per vincere il libro fino all'11 Novembre 2012! --> http://lafedelibrovora.blogspot.it/2012/10/giveaway-libero-arbitrio-di-caterina.html?showComment=1351414387859#c7776299503445909464

    La recensione del libro --> http://lafedelibrovora.blogspot.it/2012/10/recensione-libero-arbitrio-di-caterina.html

    In pochissimo tempo mi è capitato di leggere ben tre romanzi incentrati sul rapporto tra madri e figli, ognuno di essi affronta il tema da una prospettiva differente ma comunque seria e importante, "Libero arbitrio" non fa eccezione.
    Benchè la protagonista sia essenzialmente una, e sia anche la voce narrante, il romanzo è popolato da numerose donne e tutte quante si confrontano, in un modo o nell'altro, con l'argomento "maternità". Questa pluralità di punti di vista dovrebbe dar vita ad un ventaglio molto ampio di riflessioni e problematiche, ma tirando le fila le donne del romanzo (salvo alcune eccezioni) possono essere così riassunte: quelle che non hanno figli ne vorrebbero, quelle che che ce li hanno non li vorrebbero.
    Leggendo non riuscivo a capire se questo fosse voluto, a sottolineare il fatto che il genere umano è per natura invidioso e l'erba del vicino è sempre più verde, o se semplicemente l'autrice ha esagerato nell'esasperare la tristezza e l'insoddisfazione di queste donne, dimenticando che esistono sia le vie di mezzo che le persone soddisfatte di quello che ha dato loro la vita. A fine lettura il dubbio rimane.
    Come ho già detto i personaggi femminili sono davvero tanti e fin da subito vengono nominati a raffica senza che siano ne brevemente descritti ne caratterizzati in qualche modo, se non dal nome. ebbene io per parecchie pagine ho fatto difficoltà a capire di chi si stesse parlando, dato che i nomi mi dicono poco/niente quando leggo e dovevo sempre tornare indietro per capire chi fosse la donna presa in esame. Questa pecca dovrebbe essere risolta in qualche modo dall'autrice, magari fornendo ognuno dei suoi personaggi di un modo particolare di esprimersi, o introducendolo con qualche parola chiave le prime volte che ne parla, per aiutare il lettore a conoscerlo, inquadrarlo e soprattutto ricordarlo!
    I temi affrontati dal romanzo sono piuttosto forti, si parla di aborto, suicidio e violenza sulle donne, sia fisica che psicologica. Io, per mia fortuna, non ho avuto modo di immedesimarmi con le donne che popolano il romanzo, non avendo mai vissuto situazioni di questo genere. Tuttavia penso che l'autrice scriva di situazioni che conosce perchè le vive ogni giorno o perchè ne ha sentito parlare, per cui mi ha fatto piacere leggerne e venire a conoscenza delle difficoltà che devono affrontare delle mie coetanee che vivono in altre parti d'Italia, e non dall'altra parte del mondo, in luoghi dove le opinioni di parenti e conoscenti riescono a condizionare un'intera esistenza e ad impedire di vivere liberamente e serenamente.
    Sinceramente non pensavo che nel 2007 la maternità potesse essere ancora vista da molti come l'unica modalità di realizzazione della donna e che quest'ultima, da alcuni, potesse essere ancora considerata una proprietà del marito, che quindi ne può fare quello che vuole. Sono basita e incredula.
    Alla fine, nonostante alcune pecche, ho trovato il romanzo davvero bello e intenso, si legge velocemente e nonostante questo lascia molto spazio alle riflessioni personali.

    ha scritto il 

  • 4

    Qualche piccolo difetto, ma una grande storia

    In un piccolo paesino del sud Italia, in un florido palazzo, hanno vita storie di donne, ognuna con i suoi problemi alla disperata ricerca di una felicità che sembra esserle preclusa, tra loro Ester e ...continua

    In un piccolo paesino del sud Italia, in un florido palazzo, hanno vita storie di donne, ognuna con i suoi problemi alla disperata ricerca di una felicità che sembra esserle preclusa, tra loro Ester e Rebecca vivono un'amicizia intensa e rara che sa resistere anche alle tremende conseguenze del libero arbitrio quotidiano...
    Si evince già dalle prime pagine che l'idea della trama e ben radicata nell'autrice, ma alcune parti, soprattutto dialoghi e riflessioni, non riesce ad esprimerle al meglio, creando confusione nel lettore: lasciare che sia il libro a palesarsi è sempte un rischio, a mio parere, avrei preferito una descrizione o anche un pensiero aggiuntivo per chiarificare il tutto.
    Se la narrazione è un poco confusionaria, alcune descrizioni si rivelano invece potenti e significative: sorprende trovarle e assaporarle tutto d'un fiato, sintomo che forse la scrittrice è più portata per la poetica che per la narrazione vera e propria.
    I personaggi, ad esclusione di Rebecca, Ester e i rispettivi consorti, sono un folclore di sottofondo che tristemente rimane tale, un peccato perchè molte loro storie avrebbero colorato e dato spessore anche se erano semplici elementi di sfondo.
    Le tematiche, benchè io sia vissuta in un piccolo paesino della pianura padana, sono incredibilmente reali e contemporanee tanto da averne vissute alcune sulla mia stessa pelle: sia che si viva al sud che al nord non si può ignorare che il piccolo paese in cui viviamo è la stessa comunità del palazzo in cui vivono le protagoniste, un circo composto dalle attrazzioni più riprovevoli e ridicole, che però non hanno alternative a soccombere ogni emozione e libertà alla comunità, che sente libera di giudicare e non di capire. Ester e Rebecca vivono per inseguire la libertà da quel susseguirsi di giudizzi e sguardi. Le figure maschili sono un contorno sfumato, utili solo a definire il confine tra la scena madre e ciò che sta fuori dal mondo delle donne.
    In definitiva, anche se lo stile è grezzo, le tematiche e soprattuttola storia, toccano nel profondo e fanno riflettere, perchè è impossibile non riconoscersi in alcune delle figure e situazioni che l'autrice ha saputo creare: non ci sono storie, crescere, essere donne è spesso sinonimo di conseguenze e sbagli.
    Una storia forte che lascia ben più di un semplice giudizio, non si può fare a meno di riflettere e sentirsi straziate dal fatto che il nostro libero arbitrio ci può portare verao prove ardue ma anche verso il nostro destino. Quattro stelle, sì la narrazione non è delle migliori, anche l'editing lascia un po' a desiderare ma c'è sostanza: non troverete la storia strappa lacrime, non illudetevi di essere Rebecca perchè noi tutte siamo parte di quel paesello che giudica e forse, leggendo questo libro, possiamo sperare di smetterla di giudicare e vivere la nostra vita veramente e non da spettatori.

    ha scritto il 

  • 4

    In un paesino della Calabria, non ben specificato, si consumano le vicende sentimentali e non di alcune donne. E' così che entriamo nella vita di Rebecca, che ci racconta le sua storia in prima person ...continua

    In un paesino della Calabria, non ben specificato, si consumano le vicende sentimentali e non di alcune donne. E' così che entriamo nella vita di Rebecca, che ci racconta le sua storia in prima persona, di Ester, di Cosima, sua sorella, di Raffaella, di Miriam e di altre co-condomine alle prese con la loro a volte tragica quotidianità.
    Rebecca è felicemente sposata con Alfonso, che ama profondamente, ma la sua vita è segnata anche dal dolore per la perdita prematura di due figli, che Dio le ha trappato prima ancora che potessero vedere la luce. Ester ha un marito invidiato da tutte, all'apparenza è la classica donna perfetta, ma il non riuscire ad avere dei bambini getterà un'ombra sulla sua vita che, assieme ad un sogno che ricorre tutte le notti, in cui la donna crede di vedere la propria futura figlia, la porterà a compiere delle scelte drastiche che cambieranno per sempre la sua vita, sconvolgendo anche quella della migliore amica Rebecca. Cosima è sottomessa al marito, vittima delle sue violenze e di un mondo che non riesce ad affrontare; è madre di due bambine, ma non si accorge che Antonella, la più grande, nonostante i suoi sedici anni fa uso della pillola del giorno dopo. Gianna è invece una madre che si sente oppressa dal suo ruolo, che vede i figli com sanguisughe che attentano alla sua libertà e per questo abortisce di nascosto da marito, Raffaella vive sempre relazioni sbagliate, per poi subirne le conseguenze, Miriam, aspirante attrice e assetata di successo, non sopporta più la sua condizione di moglie e madre.
    Sono tante le vicende che si intrecciano e tra tutte Rebecca sarà quella che più di ogni altra le vivrà sulla propria pelle, soffrendone, riuscendo a godere soltanto per qualche brevissimo battito di ciglia di quella felicità che tanto anela di poter condividere con l'uomo di una vita.
    In questo condominio, ma più in generale nel paese intero, i pregiudizi, l'ignoranza di alcune persone e le malelingue, i pettegolezzi e le indiscrezioni che sanno ferire porteranno dolore a chiunque decida di fare altrimenti, di non seguire le regole, di agire di testa propria al di là di quello che pensa la gente, di avvalersi del proprio libero arbitrio.

    In questo libro ho trovato quasi solo pregi. La scrittura è fluida, misurata, essenziale sotto un certo punto di vista. La Armentano non si perde in giri di parole, in ghirigori letterali che, in un libro che parla soprattutto di sentimenti, rischierebbe soltanto di appesantire e annoiare.
    Ho trovato, a dire la verità, alcuni errori, non tanto grammaticali ma più che altro per quanto riguarda la punteggiatura, che a volte è un po' carente mentre una pausa ci sterebbe bene. Tra i difetti, annovereri anche l'eccessivo pessimismo della scrittrice: ho capito che vuole scrivere un romanzo in cui siano i sentimenti a farla da padroni, dove con sentimenti si intende il dolore, la delusione, ma anche l'amicizia, più raramente la felicità e la gioia, ma di tutti i personaggi che interagiscono, non ce n'è uno la cui vita vada nella giusta direzione. Passatemi l'espressione un po' volgarotta, ma in condominio in cui abita Rebecca è abitato praticamente solo da sfigati! Certo, la vita non è facile per nessuno, problemi e sofferenze ci saranno sempre, ma qui siamo davvero a casa disperati! Ogni personaggio, anzi, si potrebbe dire ogni donna, ha una sua crisi personale, un motivo di lagnarsi della propria esistenza, dimostrandosi al contempo sempre pronta a giudicare gli altri e a spettegolare con pregiudizio.
    La Armentano è comunque riuscita bene ad evocare nella mente del lettore l'ambiente in cui si svolge la storia, o meglio, le storie: un paese, appunto, dove la mentalità generale è ancora abbastanza ( per non dire molto) bigotta, dove praticamente tutti sono malpensanti e non si rendono conto che le loro frecciate ghicciate potrebbero ferire profondamente le persone a cui sono indirizzate. E no, non siamo nel secondo dopoguerra, ma ai giorni nostri, più precisamente qualche anno fa, dal momento che il racconto si svolge nell'arco di un paio di anni, dal 2005 al 2007.
    Anche se, in effetti, si può far risalire l'inzio a molto prima, a quando Ester aveva appena tredici anni e, in sogno, ha avuto la visione della sua bambina, quella stessa bambina che ha inseguito per tutta la vita, con la certezza di raggiungerla, un giorno o l'altro. Certezza che però non necessariamente sarà confermata.
    L'abilità dell'autrice si rivela, comunque, nell'essere in grado di dipingere l'universo interiore della protagonista e nel far intendere quello delle altre persone, e sotto questo punto di vista la molteplicità delle vicende diventa un punto di forza, anche perché la Armentano non lascia sfuggire nulla al suo controllo. E così il lettore si sente partecipe delle emozioni sconvolgenti di Rebecca, delle sue sofferenze, della sua voglia di riscatto nei confronti della vita, ed è altrettanto dolorosamente partecipe della triste storia di Ester. Alla fin fine, sono queste due donne le vere protagoniste di questo romando, è Ester quella che determinerà il corso della sua vita scegliendo appunto di avvalersi del suo libero arbitrio.
    Il libro è intenso, ma breve, per cui, disponendo anche soltanto di un paio di ore al giorno, lo si finisce in pochissimo; la brevità dei capitoli secondo me aiuta molto, perché il lettore non si stufa e può prendersi una pausa quando vuole, senza dover aspettare di giungere alla fine del capitolo stesso.
    Quindi un libro da leggere sotto l'ombrellone, non privo alla fine di colpi di scena e della capacità di strappare un sorriso, dopo tutte le lacrime versate da chi del libro è protagonista.

    "Spesso nascondiamo la testa sotto la sabbia convinti che nessuno possa vederci, senza renderci conto che il resto del corpo rimane fuori, in balia delle intemperie e delle tempeste e mentre ci crogioliamo nell'egoismo marcio di una credenza abituale, gli altri ci guardano e ci giudicano e il tempo si consuma."

    ha scritto il 

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