Libero chi legge

Di

4.0
(209)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 336 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804609222 | Isbn-13: 9788804609223 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Da consultazione

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  • 4

    Voice Of America

    È stata almeno per mezzo secolo il traghettatore della letteratura americana nel nostro Paese, questo è il suo canone All American.

    Ci furono anche Pavese di cui fu allieva e Vittorini, ma per invalic ...continua

    È stata almeno per mezzo secolo il traghettatore della letteratura americana nel nostro Paese, questo è il suo canone All American.

    Ci furono anche Pavese di cui fu allieva e Vittorini, ma per invalicabili limiti anagrafici il primo ed ideologici il secondo, alla fine hanno pesato meno che la Pivano da sola. Per dirne una, già anziana bastò il suo interesse per McInerney, Ellis, Leavitt per aprirgli un credito in Italia e rendergli autori da leggere, così io.

    Ci sono un centinaio di recensioni colla presentazione dell'autore. Per quanto possa farvi incazzare l'inclusione di un immeritevole mezzasega o inorridire l'esclusione di talun genio, ricordiamoci che probabilmente saremmo più esclusivi, inclinati, distorti e polarizzati di lei che al contrario mostra una larghezza di vedute condizionata ovviamente, ma non codina: molti dei capolavori listati furono definiti tali da lei per prima e all'impronta; non chiese sei recensioni favorevoli e l'inclusione preventiva nelle antologie liceali.

    Da cosa è condizionata? Era una libertaria totale. Febbre abbastanza comune nel dopoguerra, specie tra artisti e gravitanti, inoltre un'intellettuale che frequentava intellettuali e basta. Tara tuttora quasi endemica nell'ambiente, ma la Pivano aveva robusti anticorpi.

    Ebbe però una grandissima dote: cercava quella letteratura che per quanto possibile avesse il minimo a che fare coll'Europa (e l'Italia) e chi la rimpiangeva, imitava o scimmiottava: "All American" appunto. Non per sfregio, ovviamente ma per distanziarsi alla ricerca di una diversità, forse salvifica: in fondo avevamo appena scatenato due guerre mondiali, qualche baco nel canone europeo doveva esserci.

    Per cui se esagera coi beat (c'è gente che oggi non viene letta nemmeno dai parenti) o mette la Sontag e non Ellroy è giocoforza, e in fondo seguire un canone al posto di un altro è un scelta concessa nell'ordalia.

    In ogni caso era a favore di un mondo dove ci potessero essere entrambi, un profumo che non olezza proprio da tutti i compilatori di canoni, rimane una lista di libri proposti non un implicito elenco di proibiti!

    Curiosa invece la curatela. Apparentare le "quattro libertà" in cui vengono raggruppati i titoli (libertà dalla morale, libertà sessuale, libertà di parola e libertà dalla violenza) alle "Four Freedoms" del discorso di F. Roosevelt (Freedom of speech, of worship, from want, from fear... aprendo quel 1941 che si chiuse con Pearl Harbor) fa sorridere, terminare con " questo volume è dedicato a chi sogna di vivere in un mondo senza differenze sociali, senza imposizioni, senza paure..." fa sbellicare: sono condizioni impossibili perfino nell'utero di una Imperial Regia Maestà o presso Dio.

    Uno può anche stratificarsi a leggere i migliori libri mai scritti, ma se non capisce non c'è nulla da fare.

    Ah, dimenticavo la lista:

    Sherman Alexie____________ Reservation Blues
    Nelson Algren_____________ Mai venga il mattino
    Sherwood Anderson_________ I racconti dell’Ohio
    Paul Auster_______________ Trilogia di New York
    James Baldwin_____________ La stanza di Giovanni
    Donald Barthelme__________ Biancaneve
    Saul Bellow_______________ Le avventure di Augie March
    Paul Bowles_______________ Il tè nel deserto
    Ray Bradbury______________ Cronache marziane
    Harold Brodkey____________ Storie in un modo quasi classico
    Charles Bukowski__________ Pulp
    William Burroughs_________ Pasto nudo
    James Branch Cabell_______ Jurgen
    Erskine Caldwell__________ La via del tabacco
    Truman Capote_____________ Musica per camaleonti
    Raymond Carver____________ Di cosa parliamo quando parliamo d’amore
    Neal Cassady______________ I vagabondi
    Raymond Chandler__________ Il grande sonno
    James Fenimore Cooper_____ L’ultimo dei Mohicani
    Gregory Corso_____________ Poesie. Mindfield – Campo mentale
    Malcolm Cowley____________ Il ritorno degli esuli
    Stephen Crane_____________ Il segno rosso del coraggio
    Michael Cunningham________ Le ore
    Don DeLillo_______________ Rumore bianco
    Philip K. Dick____________ Confessioni di un artista di merda
    Joan Didion_______________ Democracy
    John Dos Passos___________ Manhattan Transfer
    Bret Easton Ellis_________ American Psycho
    Ralph Waldo Ellison_______ Uomo invisibile
    John Fante________________ Chiedi alla polvere
    James T. Farrell__________ La vita di Studs Lonigan
    William Faulkner__________ Non si fruga nella polvere
    Lawrence Ferlinghetti_____ Una Coney Island della mente
    Francis Scott Fitzgerald__ Il grande Gatsby
    Francis Scott Fitzgerald__ Racconti dell’età del jazz
    William Gaddis____________ Le perizie
    William Gibson____________ Neuromante
    Allen Ginsberg____________ Jukebox all’idrogeno
    Dashiell Hammett__________ L’uomo ombra
    John Hawkes_______________ Seconda pelle
    Nathaniel Hawthorne_______ Il fauno di marmo
    Joseph Heller_____________ Comma 22
    Lillian Hellman___________ Una donna incompiuta
    Ernest Hemingway__________ Addio alle armi
    Ernest Hemingway__________ I quarantanove racconti
    Patricia Highsmith________ Il talento di Mr Ripley
    Abbie Hoffman_____________ Ruba questo libro
    John Irving_______________ Il mondo secondo Garp
    Erica Jong________________ Paura di volare
    Jack Kerouac______________ I sotterranei
    Jack Kerouac______________ Sulla strada
    Ken Kesey_________________ Qualcuno volò sul nido del cuculo
    David Leavitt_____________ La lingua perduta delle gru
    Sinclair Lewis____________ Babbitt
    Mark Leyner_______________ Mio cugino, il mio gastroenterologo
    Jack London_______________ Martin Eden
    Norman Mailer_____________ Le armate della notte
    Edgar Lee Masters_________ Antologia di Spoon River
    Nick McDonell_____________ Twelve
    Jay McInerney_____________ Le mille luci di New York
    Herman Melville___________ Moby Dick
    Henry Miller______________ Tropico del Cancro
    Susan Minot_______________ Scimmie
    Toni Morrison_____________ Amatissima
    Anaïs Nin_________________ Henry & June
    Flannery O’Connor_________ Tutti i racconti
    Eugene O’Neill____________ Lunga giornata verso la notte
    Joyce Carol Oates_________ Acqua nera
    Chuck Palahniuk___________ Fight Club
    Grace Paley_______________ Piccoli contrattempi del vivere
    Dorothy Parker____________ Il mio mondo è qui
    Edgar Allan Poe___________ Racconti del grottesco e dell’arabesco
    Ezra Pound________________ I Cantos
    Thomas Pynchon____________ L’arcobaleno della gravità
    Tom Robbins_______________ Uno zoo lungo la strada
    Philip Roth_______________ Lamento di Portnoy
    Jonathan Safran Foer______ Ogni cosa è illuminata
    Jerome David Salinger_____ Il giovane Holden
    William Saroyan___________ Che ve ne sembra dell’America?
    Susan Sontag______________ Note su “Camp” in Contro l’interpretazione
    Edna St Vincent Millay____ L’amore non è cieco
    Gertrude Stein____________ Autobiografia di Alice Toklas
    John Steinbeck____________ Uomini e topi
    William Styron____________ Un letto di tenebre
    Hunter Stockton Thompson__ Paura e disgusto a Las Vegas
    Henry David Thoreau_______ Walden ovvero la vita nei boschi
    James Thurber_____________ La notte degli spiriti e altri racconti
    Alice B. Toklas___________ Il libro di cucina
    Dalton Trumbo_____________ E Johnny prese il fucile
    Anne Tyler________________ Ristorante nostalgia
    Gore Vidal________________ Lincoln
    Kurt Vonnegut_____________ Mattatoio n. 5 o la crociata dei bambini
    Alice Walker______________ Il colore viola
    David Foster Wallace______ Infinite Jest
    Edith Wharton_____________ L’età dell’innocenza
    Walt Whitman______________ Foglie d’erba
    Tennessee Williams________ Lo zoo di vetro
    Thomas Wolfe______________ La ragnatela e la roccia
    Tom Wolfe_________________ Il falò delle vanità
    Richard Wright____________ Ragazzo negro

    ha scritto il 

  • 5

    Un viaggio nella letteratura americana da cui ho tratto innumerevoli spunti per letture future.
    Mi sono resa conto di conoscere ben pochi autori americani, se si escludono i "classici" e qualche conte ...continua

    Un viaggio nella letteratura americana da cui ho tratto innumerevoli spunti per letture future.
    Mi sono resa conto di conoscere ben pochi autori americani, se si escludono i "classici" e qualche contemporaneo. Mi sa che è arrivato il momento di rimediare :)

    ha scritto il 

  • 0

    L'aspetto che più ho apprezzato di questa raccolta non è tanto la citazione dei libri ma è il focus dato alle persone che li hanno scritti, alle loro esperienze e ai contesti storico-sociali in cui so ...continua

    L'aspetto che più ho apprezzato di questa raccolta non è tanto la citazione dei libri ma è il focus dato alle persone che li hanno scritti, alle loro esperienze e ai contesti storico-sociali in cui sono vissuti. Contestualizzare ogni scritto nell'epoca e nella vita di chi l'ha prodotto è fondamentale per avere una chiave di lettura più coerente, in grado, in alcuni casi, di ribaltare il giudizio che ci si può essere fatti di un libro ad una prima lettura. O almeno così è stato per me.
    Come nota a margine, confesso di aver provato un po' di invidia per Fernanda Pivano. Poter raccontare cose tipo l'aver ricevuto un abbraccio stritola ossa da Hemingway è un privilegio riservato davvero a pochi!

    ha scritto il 

  • 5

    Amando la letteratura americana non poteva mancare nel mio scaffale. Opera di consultazione che spesso mi ha convinta ad intraprendere ottime letture. Un personale inno agli elenchi della letteratura. ...continua

    Amando la letteratura americana non poteva mancare nel mio scaffale. Opera di consultazione che spesso mi ha convinta ad intraprendere ottime letture. Un personale inno agli elenchi della letteratura.

    ha scritto il 

  • 4

    ma che balle!!! secondo imbroglio di fila...

    ...son tutti americiani!!!!
    Ok, vediamo quanti me ne mancano...
    Dei primi sei, i tre che non ho letto sono tutti libri di poesia. E non è un caso. Il settimo, le ore, letto ma di cui non ho un grande ...continua

    ...son tutti americiani!!!!
    Ok, vediamo quanti me ne mancano...
    Dei primi sei, i tre che non ho letto sono tutti libri di poesia. E non è un caso. Il settimo, le ore, letto ma di cui non ho un grande ricordo, mi dalo spunto per la prossima lettura. Forse.
    Il "liberalibro" n.8 invece è un enigma ritornante. Osannato dai più e una cacata illeggibile per me, the great gatsby.
    Thurber ovvero l'autocritica come via per l'immortalità.
    Steinbeck che aveva iniziato a scrivere per la gente che lavora. Ma la gente che lavora non legge romanzi.
    alla fine una piacevole lettura, ve', con buoni spunti per i prossimi libri da scegliere. forse.

    ha scritto il 

  • 5

    Le quattro liberta'

    Sono le quattro liberta' citate da F.D. Roosevelt in un celebre discorso del 1941:
    Liberta' della morale
    Liberta' sessuale
    Liberta' di parola
    Liberta' dalla violenza

    Fernanda Pivano colloca e commenta ...continua

    Sono le quattro liberta' citate da F.D. Roosevelt in un celebre discorso del 1941:
    Liberta' della morale
    Liberta' sessuale
    Liberta' di parola
    Liberta' dalla violenza

    Fernanda Pivano colloca e commenta le sue letture americane preferite (100 libri) nella classificazione sopra creando un libro di grandissimo interesse, in quanto permette di avere una completa panoramica della letteratura americana da meta' ottocento ai giorni nostri.

    Fernanda Pivano, figura di grande caratura degli ultimi (molti) decenni nel panorama culturale italiano e non solo, fu scrittrice, traduttrice, saggista, giornalista, critica lettararia e musicale ed ebbe il grande merito di introdurre e far apprezzare la letteratura americana negli anni '40 e di seguito.
    Il "merito del merito" fu di Cesare Pavese, suo insegnante ed affettuoso amico, che la sprono' alle letture e traduzioni di quella letteratura; Pavese la ammirava come studiosa e come donna, desiderando sposarla.
    Fu comunque un perfetto connubio intellettuale.

    Impossibile riassumere le sue attivita', i suoi scritti, le sue amicizie americane e non, il suo pensiero, tutto svolto con impeto e passione giovanile, fino alla fine della sua esistenza.
    "Era il 1957 quando Fernanda Pivano, giovane come e' sempre stata.." cosi' si legge nell'introduzione.
    Ho avuto l'occasione (fortunata) di vederla ad una presentazione nei suoi ultimi anni: straordinaria la sua verve ed i suoi ricordi.

    Un libro, questo, interessante ed utile, sia per capire meglio gli Autori famosi che per conoscere Autori meno noti (almeno per il sottoscritto).
    Lettura piacevolissima sul filo del garbo, della conoscenza specifica, della chiarezza/incisivita' e sui molteplici rimandi, tutto tipico della Pivano.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Fernanda_Pivano

    http://fernandapivano.blogspot.it/

    http://www.corriere.it/cultura/09_agosto_18/pivano_morte_7c20f61e-8c19-11de-a273-00144f02aabc.shtml

    Da descrizione:
    “Il libro non è forse un capolavoro ed è pieno di difetti... Eppure c’è qualcosa di strano: forse è davvero il libro della nuova generazione, ma certo c’è qualcosa che non si è ancora visto in altri libri nuovi. Il senso della vanità, dello scombinamento, della sconnessione di questa nuova generazione alla James Dean: sporchi, poveri, avidi di emozioni, ignari di leggi morali e così via. Può darsi che questo scrittore trentacinquenne diventi proprio il simbolo della nuova generazione.” Era il 1957 e Fernanda Pivano, giovane come è sempre stata, in un giudizio di lettura caldeggiava con forza e passione la pubblicazione di “On the road”, scritto da uno sconosciuto Jack Kerouac. Da allora la mitica Nanda non ha mai smesso di combattere per promuovere l’amore per la letteratura e la libertà. Prima facendo scoprire all’Italia le meraviglie ruvide della Beat Generation, poi appoggiando e caldeggiando i nuovi autori con spirito libero e ribelle. Questo libro, che contiene fra l’altro molti suoi giudizi di lettura ancora inediti, arriva a un anno dalla sua scomparsa come un testamento, un lascito alle nuove generazioni, una biblioteca ideale di cento titoli per farsi contagiare dalla passione per la lettura e per la libertà.

    La musica:
    http://operachic.typepad.com/opera_chic/2009/08/ciao-nanda-fernanda-pivano-19172009.html
    http://www.arturobenedettimichelangeli.com/?l=en&p=articles_pivano

    ha scritto il 

  • 5

    Divorato

    Ci sono cose che non si possono comprare.

    Per tutto il resto c'è Mastercard.

    Tranne che per gli scritti della Pivano, un connubio perfetto di intelligenza, sintesi e cuore: quelli sono impagabili. ...continua

    Ci sono cose che non si possono comprare.

    Per tutto il resto c'è Mastercard.

    Tranne che per gli scritti della Pivano, un connubio perfetto di intelligenza, sintesi e cuore: quelli sono impagabili.

    ha scritto il 

  • 5

    Un Bignami della letteratura americana che conta.

    Bellissimo, ispirante, davvero.

    Tralasciando le varie considerazioni sul fatto che potrebbe (o forse no, chi lo sa) essere una manovra commercialona studiata ad hoc dopo la morte di Fernanda Pivano e ...continua

    Bellissimo, ispirante, davvero.

    Tralasciando le varie considerazioni sul fatto che potrebbe (o forse no, chi lo sa) essere una manovra commercialona studiata ad hoc dopo la morte di Fernanda Pivano e sulla scelta discutibile del titolo e della divisione degli autori menzionati in base al tipo di libertà a cui anelavano i loro scritti, il libro vi cambierà la vita, il portafoglio e la biblioteca personale.

    Amo Fernanda Pivano e sempre l'amerò in tutte le salse da quando mi ha aperto il mondo sulla traduzione all'età di 13 anni con la mitica antologia di Spoon River, ma da oggi che ho finito "Libero chi legge" decisamente il mio amore si trasformerà in adorazione.

    Avevo bisogno che qualcuno mi desse ripetizioni serie ma veloci sulla letteratura americana (non si deve mai perder tempo, la vita è troppo breve e i libri che meriterebbero essere letti troppi e basta), nonchè qualche consiglio sui libri cult per far rifiorire la mia biblioteca. Ed ecco che in aiuto arriva questo libro, fresco, scorrevole che dedica per ogni scrittore americano del novecento (pochissimi dell'ottocento e qualcuno dei giorni nostri) al massimo due pagine. Ma in quelle due pagine sono riassunte con una chiarezza e una precisazione disarmanti vita, aneddoti e le opere migliori degli autori che Fernanda ha conosciuto, tradotto o semplicemente ammirato.

    Traduce bene il mio stato d'animo in questo momento la frase che c'è in copertina nell'edizione Oscar Mondadori: "I 100 libri della mia biblioteca ideale".

    Un giorno, prometto, anche della mia. Reale.

    ha scritto il 

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