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Libra

By Don DeLillo

(238)

| Hardcover | 9788806147266

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Book Description

Per milioni di persone in tutto il mondo, dopo il 22 novembre del 1963 l'America non è più stata la stessa. Lee Harvey Oswald spara contro il presidente Kennedy. Dall'ombra partono invece i colpi dei congiurati, degli uomini che si nutrono di frustra Continue

Per milioni di persone in tutto il mondo, dopo il 22 novembre del 1963 l'America non è più stata la stessa. Lee Harvey Oswald spara contro il presidente Kennedy. Dall'ombra partono invece i colpi dei congiurati, degli uomini che si nutrono di frustrazione e rancore: ex agenti dell'FBI, reduci della Baia dei Porci, faccendieri, lucidi calcolatori e psicopatici. Oswald, il ragazzo dall'identità e dal passato incerti, è il loro burattino. DeLillo ne fa il simbolo di un'America in cui le nevrosi quotidiane e la ricerca di ideali creano una miscela sempre sul punto di esplodere. L'autore porta alla luce tutto quello che sull'assassinio di Kennedy è stato detto e smentito, gridato e sussurrato, fino alla scena sacrificale di Dallas.

73 Reviews

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    Pesantezza....

    La fatica che ho fatto per arrivare alla fine ha compromesso il piacere della lettura...peccato...

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    elettra said on Oct 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Le ombre dell'omicidio Kennedy.

    Avete mai pensato che la storia che avete studiato a scuola potrebbe non essere del tutto veritiera? E che magari potrebbero esserci dei risvolti poco puliti sotto certi episodi storici? Credo proprio di si, chi d'altra parte non ha mai pensato che a ...(continue)

    Avete mai pensato che la storia che avete studiato a scuola potrebbe non essere del tutto veritiera? E che magari potrebbero esserci dei risvolti poco puliti sotto certi episodi storici? Credo proprio di si, chi d'altra parte non ha mai pensato che alcuni eventi siano stati macchinati per scopi o interessi personali. Ed è questo quello che fa De Lillo in "Libra", racconta l'omicidio di John Fitzgerald Kennedy, ma non in chiave storica (sarebbe troppo semplice per lui) bensì in chiave complottistica. D'altra parte, come saprete tutti sull'omicidio Kennedy, da sempre, incombono poche luci e molte ombre e forse alcune cose che De Lillo scrive in questo romanzo non sono neanche così campate in aria (esistono infatti diversi dossier storici su queste "voci"). Quello che vuole dirci De Lillo è che dietro l'omicidio di JFK non c'è la mano di un singolo uomo, Lee H Oswald, ma una cospirazione da parte della CIA che vuole uccidere il presidente per vendicare la sconfitta della Baia dei Porci e per avere un pretesto per attaccare di nuovo Cuba. Non vi sto raccontando il libro, tranquilli, tutto ciò rientra sempre nei dossier storici sulla morta del presidente, il romanzo in realtà non è incentrato sui fatti storici di per sè, anche se ne parla minuziosamente, ma sui personaggi, alcuni dei quali non si incontrano mai tra loro se non nella scena finale. Il primo su tutti, il protagonista, Lee Oswald. De Lillo parte da lontano dall'infanzia, dalla povertà, dalle botte prese dai compagni di scuola, dall'emarginazione. E poi va su fino al giorno dello sparo. Ripercorre l'arruolamento nei Marines, le missioni in Giappone, la fuga in Russia (dove essendo da sempre un simpatizzante comunista vuole richiedere la cittadinanza, in realtà troverà solo la moglie Marina che poi si porterà in America), ed infine la vita a Dallas. Lo scrittore americano racconta nei minimi particolari i pensieri di un uomo non sempre stabile mentalmente, spinto da forti ideali che però non sono supportati dalle azioni e dalla comprensione di chi lo circonda. Oswald viene descritto come un solitario, un reietto della società che crede nel caso e nel destino (è molto presente il fattore esoterico e la numerologia è una cosa che affascina il Lee Oswald del romanzo, secondo il quale i numeri ci dicono sempre qualcosa, non esistono coincidenze), una persona molto facile da manovrare in sostanza, e così sarà. Chi lo manovra? L'Agenzia, la CIA. Nei capitoli che intramezzano la vita di Oswald sono moltissimi infatti i personaggi che entrano nel romanzo, alcuni reali (come Jack Ruby, futuro assassino di Oswald) altri inventati, il loro scopo è quello di macchinare l'omicidio del presidente o servendosi di persone facilmente soggiogabili o, viceversa, facendosi loro stessi soggiogare. È il sistema, come lo chiamano loro. Siamo tutti gli zero del sistema, e se vogliamo far parte della storia, se vogliamo far si che il nostro nome sia ricordato per sempre nei libri di storia dobbiamo compiere un atto che entri nella storia. Come uccidere il presidente degli Stati Uniti d'America. Un romanzo veramente splendido, che nella mia classifica di gradimento supera "Rumore bianco" e si piazza un gradino sotto "Underworld", non era infatti facile ripercorrere una storia che ormai si conosce a memoria riempiendola di punti oscuri che intrigano il lettore e che, nonostante tutti sai già come andrà a finire, ti lascia incollato lì fino alla fine. Sullo stile di De Lillo non dico nulla perché secondo me è uno dei migliori scrittori della seconda metà del 900. Splendido.

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    Giovannino said on Oct 9, 2014 | Add your feedback

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    Ci ho messo un'eternità a finirlo, interessante ma pesantissimo. Va bene raccontare il personaggio al fine di tracciarne un profilo approfondito, ma così è troppo. Underworld è stato uno zuccherino rispetto a Libra, il che dice tutto. Di positivo c'è ...(continue)

    Ci ho messo un'eternità a finirlo, interessante ma pesantissimo. Va bene raccontare il personaggio al fine di tracciarne un profilo approfondito, ma così è troppo. Underworld è stato uno zuccherino rispetto a Libra, il che dice tutto. Di positivo c'è che fa venir voglia di saperne di più, ma per quello mi era già bastato un certo episodio di Mad Men.

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    FireOFtheMind said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

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    Al di là dell’interesse o meno che il lettore può nutrire per il delitto Kennedy, argomento del romanzo, ‘Libra’ è scritto magnificamente. Non troppo pretenzioso, come ad esempio risulta essere ‘Underworld’ che in vari passi si stenta perfino a compr ...(continue)

    Al di là dell’interesse o meno che il lettore può nutrire per il delitto Kennedy, argomento del romanzo, ‘Libra’ è scritto magnificamente. Non troppo pretenzioso, come ad esempio risulta essere ‘Underworld’ che in vari passi si stenta perfino a comprendere, ‘Libra’ è una scorrevole, lucida e avvincente ricostruzione–interpretazione dell’assassinio di John Kennedy e dell’Amercia di quegli anni, a partire dalla biografia del presunto omicida, Lee Oswald, segno zodiacale bilancia (appunto “Libra”, in latino, termine spesso usato anche in inglese).

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    Daria49 said on May 24, 2014 | Add your feedback

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    Una storia americana...

    Don DeLillo scrive questo romanzo suggestionato da ciò che l'assassinio di Kennedy ha rappresentato nell'immaginario collettivo quasi del mondo intero e partendo da una circostanza enorme e post-moderna come la ripresa cinematografica in diretta sia ...(continue)

    Don DeLillo scrive questo romanzo suggestionato da ciò che l'assassinio di Kennedy ha rappresentato nell'immaginario collettivo quasi del mondo intero e partendo da una circostanza enorme e post-moderna come la ripresa cinematografica in diretta sia dell'assassinio che, due giorni dopo, del suo presunto esecutore: “ Il fatto che sia potuto accadere, che sia accaduto mentre veniva ripreso dal cinema, che l'assassino sia stato ucciso due giorni dopo in diretta televisiva rende tutto completamente nuovo”...ebbene ciò che oggi è assoluta normalità, con la possibilità che ha ognuno di immortalare qualsiasi vicenda con il suo cellulare, al tempo divenne fonte di ispirazione e segnò il passo di quella “società dello spettacolo” tanto definita e celebrata. Un omicidio epocale quindi, in cui il mondo si specchiava, piangieva e, come in un gioco di frattali, riproduceva l'immagine degli americani che, guardandosi nelle televisioni esposte nei negozi, riflettevano un quadro che andava a riprodursi all'infinito fino a raggiungere lo sconfortante risultato del massimo di notizie visive con il minimo di informazioni concrete: una macchina che i diabolici riusciranno ad oliare sempre meglio, fino alla persuasione occulta, al messaggio subliminale, all'apparenza come realtà assoluta. DeLillo parte anche da qui, meditando sulle omissioni, le ambiguità e i depistaggi che subito si crearono, per poi finire con l'incertezza assoluta un po' su tutto il fronte...dal numero di colpi sparati, alla direzione che presero, dai rapporti sull'autopsia che finirono in cenere, fino a sfiorare l'irreale con la misteriosa scomparsa del cervello del presidente dagli Archivi Nazionali. ”Libra” quindi racconta“I sette secondi che spezzarono la schiena al secolo americano” e lo fa con gli occhi di chi, in teoria, fu l'unico esecutore di tutto il progetto: Lee Harvey Oswald, segno zodiacale bilancia( libra per l'appunto)...dove l'oscillazione dei due piatti offre la metafora di due pesi e due misure, quelle offerte dal mondo dei media, funzionali a un disegno preciso, e quelle che presero forma in tre anni di ricerche rigorose da parte dello scrittore, o anche, l'intenzione del singolo e l'eterodirezione da parte di un gruppo rimasto nell'ombra. Tra le molte ipotesi della vicenda infatti, l'autore sceglie quella per cui Oswald sarebbe stato il capro espiatorio di un disegno criminale a vasto raggio, e lo fa partendo proprio dal profilo caratteriale di chi, nelle sue frustrazioni di uomo, riesce a coltivare piani fantasiosi di grandezza affinché “ E' uscito dalla storia e ha permesso alle forze del destino di trasportarlo: forze non storiche, come sogni, coincidenze, intuizioni.” DeLillo quindi si serve dell'intricato intreccio del complotto come segno del male moderno, imprevedibile, oscuro, inesplicabile ma pur sempre con la radice antica “di gente che vive al limite del terrore in un mondo che ha perduto il senso di una realtà coerente”. E così il romanzo fedelmente storico si avvale di un numero di personaggi superiore ai cento...in cui la fantasia supera la realtà, o meglio, si confonde in essa e la supera, in un ritorno di veridicità sempre più inquietante ma mai improbabile. Tra tutti è proprio il ritratto di Oswald a catturare la scena, grazie appunto ad una magistrale tecnica narrativa in cui l'individuo è risucchiato dai stravolgimenti e dalle manipolazioni tanto più allucinate tanto più reali. E' una moderna galleria in cui il sogno americano si è già infranto da tempo, o meglio, è imploso dietro l'apparente positività, dietro le “normali” e sorridenti situazioni che nascondono, in maniera grottesca e raffazzonata, quel lato buio non tanto del carattere, ma della ragione. DeLillo da gran sperimentatore del linguaggio, preferisce quasi fermarsi, per dare la netta precedenza ad uno schema narrativo senza uscite di sicurezza. “Libra” se a volte da l'impressione di sovrabbondanza è invece sapientemente misurato in sequenze in cui, se da una parte vi è la ricostruzione di un ampio e sconcertante quadro politico e sociale, dall'altra ricostruisce intimamente gli anni di Harvey Oswald, dall'adolescenza alla morte. E' in questa cornice che si delinea una delle tante “storie americane” in cui solitudine, rancore e distorsione della realtà si mescolano alla permanenza in Russia e al contrastante amore per la moglie Marina. E' questa quindi una delle chiavi di lettura del romanzo dove l'autore inseguendo l'umanità del protagonista ci porta ad un livello di lettura differente: è qui che le tematiche storiche si ampliano e sembra di scorgere un'analisi ben più profonda della storia americana e dei conti mai saldati con il passato e con un'identità instabile e schizofrenica; DeLillo che scrive il romanzo nel 1987 racconta degli USA degli anni '50/'60 e lo fa quindi da scrittore, con un talento tutto suo, trasformando appunto una fedele ricostruzione dei fatti in vera poesia e narrazione...una poesia americana, un bivio in cui gli strumenti dell'uomo si mescolano a quelli inesorabili del destino di ognuno.

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    LucBon71(de una Luna o una sangre o un beso al cabo) said on Apr 10, 2014 | Add your feedback

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