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Libra

Di

Editore: Einaudi (Einaudi tascabili. Scrittori)

4.1
(387)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 423 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Svedese

Isbn-10: 8806176781 | Isbn-13: 9788806176785 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Massimo Bocchiola

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Political

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Descrizione del libro
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  • 5

    Le ombre dell'omicidio Kennedy.

    Avete mai pensato che la storia che avete studiato a scuola potrebbe non essere del tutto veritiera? E che magari potrebbero esserci dei risvolti poco puliti sotto certi episodi storici? Credo proprio di si, chi d'altra parte non ha mai pensato che alcuni eventi siano stati macchinati per scopi o ...continua

    Avete mai pensato che la storia che avete studiato a scuola potrebbe non essere del tutto veritiera? E che magari potrebbero esserci dei risvolti poco puliti sotto certi episodi storici? Credo proprio di si, chi d'altra parte non ha mai pensato che alcuni eventi siano stati macchinati per scopi o interessi personali. Ed è questo quello che fa De Lillo in "Libra", racconta l'omicidio di John Fitzgerald Kennedy, ma non in chiave storica (sarebbe troppo semplice per lui) bensì in chiave complottistica. D'altra parte, come saprete tutti sull'omicidio Kennedy, da sempre, incombono poche luci e molte ombre e forse alcune cose che De Lillo scrive in questo romanzo non sono neanche così campate in aria (esistono infatti diversi dossier storici su queste "voci"). Quello che vuole dirci De Lillo è che dietro l'omicidio di JFK non c'è la mano di un singolo uomo, Lee H Oswald, ma una cospirazione da parte della CIA che vuole uccidere il presidente per vendicare la sconfitta della Baia dei Porci e per avere un pretesto per attaccare di nuovo Cuba. Non vi sto raccontando il libro, tranquilli, tutto ciò rientra sempre nei dossier storici sulla morta del presidente, il romanzo in realtà non è incentrato sui fatti storici di per sè, anche se ne parla minuziosamente, ma sui personaggi, alcuni dei quali non si incontrano mai tra loro se non nella scena finale. Il primo su tutti, il protagonista, Lee Oswald. De Lillo parte da lontano dall'infanzia, dalla povertà, dalle botte prese dai compagni di scuola, dall'emarginazione. E poi va su fino al giorno dello sparo. Ripercorre l'arruolamento nei Marines, le missioni in Giappone, la fuga in Russia (dove essendo da sempre un simpatizzante comunista vuole richiedere la cittadinanza, in realtà troverà solo la moglie Marina che poi si porterà in America), ed infine la vita a Dallas. Lo scrittore americano racconta nei minimi particolari i pensieri di un uomo non sempre stabile mentalmente, spinto da forti ideali che però non sono supportati dalle azioni e dalla comprensione di chi lo circonda. Oswald viene descritto come un solitario, un reietto della società che crede nel caso e nel destino (è molto presente il fattore esoterico e la numerologia è una cosa che affascina il Lee Oswald del romanzo, secondo il quale i numeri ci dicono sempre qualcosa, non esistono coincidenze), una persona molto facile da manovrare in sostanza, e così sarà. Chi lo manovra? L'Agenzia, la CIA. Nei capitoli che intramezzano la vita di Oswald sono moltissimi infatti i personaggi che entrano nel romanzo, alcuni reali (come Jack Ruby, futuro assassino di Oswald) altri inventati, il loro scopo è quello di macchinare l'omicidio del presidente o servendosi di persone facilmente soggiogabili o, viceversa, facendosi loro stessi soggiogare. È il sistema, come lo chiamano loro. Siamo tutti gli zero del sistema, e se vogliamo far parte della storia, se vogliamo far si che il nostro nome sia ricordato per sempre nei libri di storia dobbiamo compiere un atto che entri nella storia. Come uccidere il presidente degli Stati Uniti d'America. Un romanzo veramente splendido, che nella mia classifica di gradimento supera "Rumore bianco" e si piazza un gradino sotto "Underworld", non era infatti facile ripercorrere una storia che ormai si conosce a memoria riempiendola di punti oscuri che intrigano il lettore e che, nonostante tutti sai già come andrà a finire, ti lascia incollato lì fino alla fine. Sullo stile di De Lillo non dico nulla perché secondo me è uno dei migliori scrittori della seconda metà del 900. Splendido.

    ha scritto il 

  • 3

    Ci ho messo un'eternità a finirlo, interessante ma pesantissimo. Va bene raccontare il personaggio al fine di tracciarne un profilo approfondito, ma così è troppo. Underworld è stato uno zuccherino rispetto a Libra, il che dice tutto. Di positivo c'è che fa venir voglia di saperne di più, ma per ...continua

    Ci ho messo un'eternità a finirlo, interessante ma pesantissimo. Va bene raccontare il personaggio al fine di tracciarne un profilo approfondito, ma così è troppo. Underworld è stato uno zuccherino rispetto a Libra, il che dice tutto. Di positivo c'è che fa venir voglia di saperne di più, ma per quello mi era già bastato un certo episodio di Mad Men.

    ha scritto il 

  • 4

    Al di là dell’interesse o meno che il lettore può nutrire per il delitto Kennedy, argomento del romanzo, ‘Libra’ è scritto magnificamente. Non troppo pretenzioso, come ad esempio risulta essere ‘Underworld’ che in vari passi si stenta perfino a comprendere, ‘Libra’ è una scorrevole, lucida e avvi ...continua

    Al di là dell’interesse o meno che il lettore può nutrire per il delitto Kennedy, argomento del romanzo, ‘Libra’ è scritto magnificamente. Non troppo pretenzioso, come ad esempio risulta essere ‘Underworld’ che in vari passi si stenta perfino a comprendere, ‘Libra’ è una scorrevole, lucida e avvincente ricostruzione–interpretazione dell’assassinio di John Kennedy e dell’Amercia di quegli anni, a partire dalla biografia del presunto omicida, Lee Oswald, segno zodiacale bilancia (appunto “Libra”, in latino, termine spesso usato anche in inglese).

    ha scritto il 

  • 5

    Crònica de l´assassinat de Kennedy

    Nascut a Nova York però fill d´una nombrosa família d´immigrants italians, comença a escriure Lliura quan s´assabenta que Lee Harvey Oswald, l´assassí del president Kennedy, va viure i créixer al Bronx, igual que ell i per la mateixa època. Vint anys despres de l´assassinat de JFK va tornar al se ...continua

    Nascut a Nova York però fill d´una nombrosa família d´immigrants italians, comença a escriure Lliura quan s´assabenta que Lee Harvey Oswald, l´assassí del president Kennedy, va viure i créixer al Bronx, igual que ell i per la mateixa època. Vint anys despres de l´assassinat de JFK va tornar al seu vell barri i a la casa del pressumpte assassí de Kennedy. Recorre la seva vida, des de la seva problemàtica infància per l´abandonament del seu pare, una adolescència marxista, l´entrada en el cos de Marines, la deserció a l´URSS, el matrimoni amb una russa i el final retorn als EUA relacionat amb el seu paper en la mort del President.
    Home poc particular, les opinions polítiques i comunistes li causen dificultats per integrar-se a la societat nord-americana, no és maltractat per l´autor de la novel.la, ben al contrari. Apareixen tres personatges clau com són Win Everett, Lawrence Parmenter i Guy Banister, agents de la CIA, que es presenten com els principals conspiradors de l´assassinat. Es palpa l´odi existent vers la figura de Castro i els efectes provocats per la derrota de Bahia de Cochinos.
    La Comissió Warren, creada pel nou President Lyndon Johnson va concloure que Oswald va actuar sol, però aquestes conclusions constinuen sent avui dia objecte de debat. És més, el Comitè de la Cambra de Representants va reconèixer la possibilitat que hi estigués involucrat un segon franctirador, admetent per tant la possible existència d´una conspiració per acabar amb la vida de John Fitzgerald Kennedy. Lectura amena i tema molt interessant.

    ha scritto il 

  • 5

    Rilettura obbligatoria dopo avere calpestato di persona la X sull'asfalto. Al di là della forza mostruosa della scrittura, De Lillo conferma la capacità unica di rendere indistinguibili il privato e l'universale, senza ricorrere alle classiche relazioni di causa-effetto alle quali ricorrono di no ...continua

    Rilettura obbligatoria dopo avere calpestato di persona la X sull'asfalto. Al di là della forza mostruosa della scrittura, De Lillo conferma la capacità unica di rendere indistinguibili il privato e l'universale, senza ricorrere alle classiche relazioni di causa-effetto alle quali ricorrono di norma gli altri scrittori. Non hai bisogno di capire che effetto ha la società sulla vita di Oswald per comprendere le sue azioni. Nella narrazione di De Lillo Oswald /è/ la società, è la parte di un tutto sulla quale l'autore fa zoom avanti e indietro a piacimento. Come per Rumore Bianco, come per Underworld, sono libri per i quali cinque stelline non bastano.

    ha scritto il 

  • 0

    incipit

    Quello era l’anno in cui viaggiava in metropolitana fino ai confini della città, trecento e più chilometri di binari ...

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/l/libra-don-delillo/

    ha scritto il 

  • 4

    L'assassinio di Kennedy sotto il segno della Bilancia

    Libra è il simbolo del segno della Bilancia.
    Che c’entra con l’assassinio di Kennedy?
    La chiave del romanzo è lì ed ho tentato di spiegarmela qui

    http://scarabooks.blogspot.it/2013/07/libra-di-delillo-l-di-kennedy-sotto-il.html

    DeLillo, in alcune cose è insuperato, tra g ...continua

    Libra è il simbolo del segno della Bilancia.
    Che c’entra con l’assassinio di Kennedy?
    La chiave del romanzo è lì ed ho tentato di spiegarmela qui

    http://scarabooks.blogspot.it/2013/07/libra-di-delillo-l-di-kennedy-sotto-il.html

    DeLillo, in alcune cose è insuperato, tra gli americani almeno. E’ in assoluto uno dei più audaci ed originali aggettivatori ed inventori di metafore, intanto. Poi, ha la capacità di cambiare continuamente registro stilistico, scenario e velocità della narrazione. Soprattutto ha il dono di riuscire a farlo conservando invece costante, uniforme il tono di fondo, la temperatura della comunicazione col lettore. I romanzi di DeLillo sono come pianeti abitati: hanno una loro atmosfera, ci respiri dentro un’aria precisa, riconoscibile, che finisce per diventare un’aria di casa.
    D’altronde solo chi ha la sapienza naturale, il magnetismo del contastorie orale trasferito su carta può raccontarti una storia che già conosci, che ti appartiene anzi, e di tenerti lì con gli occhi aperti e la bocca chiusa. I sette secondi dell’assassinio visti 100 volte in tv vanno rivisti una volta ancora, perché dopo aver letto come li descrive Delillo sono un’altra cosa. E’ come rivederli in 3D.

    Anche se non posso fare a meno di annotare, che la pagina in cui descrive l’atto d’amore tra un uomo ed una donna, sposati ormai da tanti anni e che pure ancora si amano profondamente, la pagina 73 dell’edizione SL Einaudi, resta per me la più bella.

    ha scritto il 

  • 0

    La manipolazione dell'immaginario

    Nel 1988, uscì per la prima volta un libro di Don De Lillo, scrittore statunitense, intitolato Libra. Il testo, sulla scorta di tutto ciò che è stato visto, detto e scritto (deposizioni comprese) sull’assassinio di Kennedy a Dallas, indaga nei meandri psicologici dei protagonisti della trama, sia ...continua

    Nel 1988, uscì per la prima volta un libro di Don De Lillo, scrittore statunitense, intitolato Libra. Il testo, sulla scorta di tutto ciò che è stato visto, detto e scritto (deposizioni comprese) sull’assassinio di Kennedy a Dallas, indaga nei meandri psicologici dei protagonisti della trama, siano essi agenti della CIA, dell’FBI o Lee Harvey Oswald , l’esecutore materiale dell’assassinio. E’ inutile dirlo ma, i piani che si intrecciano sono diversi: oltre a quello psicologico già accennato ci sono un piano politico ed uno tecnico (cioè come si organizza un attentato e come si depista). Esistono, quindi, i complotti?

    Lo sfondo storico è quello della crisi di Cuba e della voglia di vendetta di interi settori dei servizi segreti e dell’establishment americani, assolutamente non deviati ma regolari (vi rivelo un segreto: non esistono servizi segreti deviati..da nessuna parte al mondo), nei confronti di un Kennedy reo di non aver portato a compimento il regolamento di conti con la rivoluzione castrista.

    Ma la morale del libro di DeLillo stà nell’affermare la capacità, per chi ha mezzi e strumenti tecnologici sufficienti, di manipolare la mente di una persona disturbata come Oswald che – per inciso sarà ammazzato da un altro disturbato e corrotto a suon di dollari (che poi, peraltro, non vedrà), tale Jack Ruby – e di farlo girare da una parte all’altra degli schieramenti della politica e addirittura delle nazioni (USA, URSS, Cuba…) e dell’immaginario collettivo fino al momento culminante di Dallas. Comunista per alcuni, filo-cubano ma anti-sovietico per altri, provocatore yankee per altri ancora, più volte contattato dai servizi segreti americani e convinto dagli stessi che fosse il momento di agire e muoversi, di colpire i generali fascisti e via elencando. La trama di questo complotto, che non è più tale essendo stato svelato, era di una tale complicazione proprio perchè doveva creare una confusione totale (compresi i sosia di Oswald che vennero fatti girare a Dallas nei negozi di armi). Il parallelo ragionato, pur nelle doverose distinzioni, tra il delitto Kennedy e la strategia della tensione e l’assassinio Moro in Italia non è poi così balzano: tutt’altro.

    L’apparenza inganna: ed è così perchè viviamo in una società atomizzata dove non conosciamo veramente le persone con cui interloquiamo…i contatti sono rarefatti e difficilmente possiamo applicare una griglia interpretativa – secondo i vecchi schemi, quando esistevano dei grossi blocchi culturali in grado di produrre, appunto, cultura e identità – a chi ci stà di fronte. Dovremmo sforzarci di usare la griglia interpretativa della società odierna, fondata esclusivamente sull’utilitarismo che il consumo ha imposto. Ma non faremmo un buon servizio al senso critico. L’apparenza inganna, i simboli anche…proprio perchè sono di tutti, vivono in un territorio indistinto. Non sono più parte di una storia vissuta. Per ricomporre un quadro coerente a livello culturale, simbolico e politico, dovremo passare attraverso grossi scontri sociali e forse anche etici e razziali (sic!). La nostra Europa contemporanea ne è un chiaro prologo: degenerazione dello stato sociale, immigrazione come problema scaricato sulla collettività, reazioni razziste scaricate sull’immigrato, mutismo culturale (o quasi) da parte degli intellettuali (scomparsi quasi tutti o dediti alle comparsate in TV).

    Il ragionamento sulla manipolazione dell’immaginario, una manipolazione che ci fa girare a vuoto…per ovvi motivi interni alla conservazione dello status-quo, fa il paio con ciò che io ho sempre paventato quando ho sentito parlare di gruppi più o meno settari che usano il terrorismo o altri mezzi criminali, staccati da qualsiasi tipo di controllo popolare, auto-definentisi rivoluzionari diventano strumento di manipolazioni e strumentalizzazioni continuate e a molti livelli. Soprattutto a livello di immaginario collettivo. Vi invito, dunque, a leggere questo libro, tenendo presente che Don DeLillo non è, contrariamente alla vulgata della critica letteraria, un autore post-moderno. Tutt’altro.

    ha scritto il 

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