Libro delle epoche

2012, la fine del ciclo della ribellione

Di

Editore: Frassinelli

4.2
(17)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8888320555 | Isbn-13: 9788888320557 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

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Descrizione del libro
Dopo aver guidato i lettori alla conoscenza delle più antiche tipologie psicologiche con il Libro degli Angeli, e del proprio io più profondo nel Libro della Personalità, Igor Sibaldi conclude il suo percorso di psicologia esoterica spiegando il rapporto tra il singolo individuo e la civiltà. Per "civiltà" si intende la Civiltà Occidentale, ossia un "io collettivo" soggetto a fasi che si ripetono ogni 72 anni. A che punto siamo oggi?
L'autore ci spiega che gli anni 2006-2012, quelli della Ribellione, coincidono con gli anni tra il 1934 e il 1940, quando è iniziata la Seconda Guerra Mondiale. Che cosa succederà dopo il 2012? Le previsioni apocalittiche sul 2012 sono soltanto un aspetto della "teoria della fine", che da qualche decennio viene elaborata in Occidente da scienziati, filosofi ed economisti. Ciò che davvero sta per finire, in base a tutti gli indicatori, è un tipo di civiltà: un modo di intendere il mondo e l'uomo.
In questo libro, Igor Sibaldi spiega come, perché e quando precisamente finisca una civiltà, e soprattutto come vivere meglio e più intensamente senza di essa. Ciò che chiamiamo "civiltà", afferma l'autore, è in realtà un potente Soggetto Collettivo, che vive e si rafforza a spese della libertà dei singoli individui. Assume molte forme: coppia, famiglia, azienda, partito, religione, Stato, e ciascuna di queste forme determina e danneggia la nostra capacità di ricordare, di amare, di decidere.
Sibaldi analizza in particolare la Civiltà Occidentale, così come si è formata dal 1760 a oggi: ne descrive il carattere, i pregi, i feroci difetti nel loro manifestarsi epoca dopo epoca, in cicli sempre uguali. Mostra come il Soggetto Collettivo abbia facilitato il successo di alcuni, da George Washington a Mussolini, fino a Obama, e la rovina di altri; come abbia "deciso" guerre e destini di popoli; come intervenga quotidianamente nella vita di ognuno di noi. E ne racconta i precedenti: le nascite e i tramonti delle civiltà sono infatti un argomento antico. Già duemila anni fa se ne discuteva appassionatamente. Uscire da questo Soggetto Collettivo è, d'altra parte, più semplice di quanto si creda. Occorre soltanto lucidità, apertura interiore e un po' di coraggio, per scoprire gli orizzonti pratici di un'evoluzione personale, diversa da quella dei moltissimi che le Civiltà trascinano, ogni giorno, via da se stessi.
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  • 5

    Libro complesso, istruttivo, illuminante. Sorprendente nelle conclusioni. Ridà speranza. Dimostra ineluttabilmente che la storia, al contrario di come ce l'hanno venduta i mistificatori pseudo positiv ...continua

    Libro complesso, istruttivo, illuminante. Sorprendente nelle conclusioni. Ridà speranza. Dimostra ineluttabilmente che la storia, al contrario di come ce l'hanno venduta i mistificatori pseudo positivisti, è un ciclo, anzi è tanti cicli. Servono a farci apprendere certe cose. Servono per raffinare la nostra anima, l'unica cosa che, a differenza del corpo, non perisce.

    ha scritto il 

  • 5

    Libro straordinario, come tutte le recenti pubblicazioni di Sibaldi: serrato e preciso nelle sue indicazioni, nelle riflessioni che pone al lettore, senza lasciare nulla ad un distratto ottimismo o pe ...continua

    Libro straordinario, come tutte le recenti pubblicazioni di Sibaldi: serrato e preciso nelle sue indicazioni, nelle riflessioni che pone al lettore, senza lasciare nulla ad un distratto ottimismo o pessimismo, alla sensazione.
    Bella l’analisi delle epoche della Bestia, dei suoi cicli di 72 anni, così affini ai cicli degli angeli, e accurata l’esposizione e l’analisi delle varie stagioni nel loro ripetersi, simili ma mai identiche, tanto che risulta davvero difficile azzardare previsioni per il futuro.
    In effetti, alcune descrizioni risultano forse un po’ azzardate, o volutamente specifiche su alcuni temi, tralasciando altrettante situazioni dei medesimi periodi che possono anche essere in contrasto con il sistema proposto dall’autore. E questo è forse il punto debole della narrazione, che nella sua struttura risulta però molto coerente con il pensiero di Sibaldi, completando il ricchissimo quadro già descritto nei precedenti libri.
    Certo, se il “castello” è costruito con rigore logico – e sembra proprio che lo sia – allora il prossimo futuro ci porterà cambiamenti molto significativi e, per molti versi, davvero sconvolgenti.
    D’altra parte, ci stiamo rendendo conto che si sta correndo verso l’ignoto, consci dei molti problemi che affliggono la nostra vita, e i pochi (o molti) che percepiscono quest’inevitabilità del destino sono sollecitati ad uscire dall’arena, a staccarsi dal caotico svolgersi degli eventi e a prendere coscienza del proprio io, rafforzandolo e ponendolo non contro, ma proprio al di fuori del gioco.
    Parole impegnative e perentorie, appunto: l’autore non concede sconti e invita, con l’erudizione, la schiettezza e l’eleganza del suo scrivere.
    Voce nel deserto? Sibaldi sa di essere una voce ascoltata da pochi, tutto sommato, quei pochi che però forse riusciranno a non rimanere fermi a Sodoma quando tutto cambierà.

    ha scritto il 

  • 3

    Una riflessione dal profondo

    Premesso che Il libro delle epoche si pone come conclusione ideale della trilogia iniziata con Il libro degli angeli e proseguita con Il libro delle personalità, esso potrebbe considerarsi una pietra ...continua

    Premesso che Il libro delle epoche si pone come conclusione ideale della trilogia iniziata con Il libro degli angeli e proseguita con Il libro delle personalità, esso potrebbe considerarsi una pietra miliare della filosofia. L'argomentazione di Sibaldi è severa e serrata, e sembra mirare non tanto a convincere gli scettici, quanto a tracciare un manifesto dell'io, dei suoi rapporti con la civiltà e con il tempo ciclico di cui si serve. Quanto alla fase di massima criticità definita "Non si può più aiutare nessuno" è indubbio che essa sia imminente, ma pur cominciando ad esserne consapevoli ci sono ancora più domande che risposte. Come tutti i veri maestri, Sibaldi non offre facili consolazioni, mostra il sentiero, che però è il suo percorso, non quello del lettore. Nondimeno, ogni riga che scrive vale uno sforzo di comprensione, che è anche un indizio della condizione del lettore. Infatti, più lo sforzo per comprendere è grande, più l'io che legge si sente attaccato ad un "noi", nocivo ma incredibilmente rassicurante perché noto. Invero, la conclusione sembra un po' troppo perentoria, un po' come lo è il tono del libro, probabilmente in accordo con la cupezza della nostra epoca e di quella che ci attende. Nondimeno, vale la pena riflettere, e riflettere bene sulla condizione dell'io, o almeno di quel che ne resta. Ogni riga di quest'opera soppesata nei minimi dettagli grida "Poi non dite che non vi avevo avvertiti", antipatico, certamente, ma non meno veritiero dei luminosi annunci di libri come "I maestri invisibili" (ma era tutta un'altra epoca quella). Alla fine però, resta il fatto che pochi hanno orecchie per sentire, ancor meno agiranno di conseguenza, quando sarà il momento, ed il momento è adesso.
    La riflessione vale sempre la pena, ancora, la consapevolezza vale ogni sforzo, ma il coraggio del coraggio appartiene solo ai maestri.

    ha scritto il 

  • 4

    Riprende la teoria di Matrix, vent'anni dopo, ampliandola e trovando la chiave per la nostra civiltà.... un libro che va letto e meditato (io ne ho sottolineate un sacco di parti) ma sopratutto discus ...continua

    Riprende la teoria di Matrix, vent'anni dopo, ampliandola e trovando la chiave per la nostra civiltà.... un libro che va letto e meditato (io ne ho sottolineate un sacco di parti) ma sopratutto discusso e verificato, come tutti i suoi. Comunque sia, la spiegazione da 2012 c'è e non è confortante. E credo sia la più attendibile.
    Un libro da leggere, che può aiutare tanto a capire il disagio che in tanti proviamo rispetto a questi tempi.

    ha scritto il