Life

A User's Manual

By

Publisher: Vintage

4.2
(1234)

Language: English | Number of Pages: 608 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Spanish , Italian , Catalan , German

Isbn-10: 0099449250 | Isbn-13: 9780099449256 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Philosophy

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Book Description
This marvellous book is one of the most ingenious works of modern fiction, an entire microcosm brought to life in a Paris apartment block. Serge Valene wants to create an elaborate painting of the building he has made his home for the last sixty years. As he plans his picture, he contemplates the lives of all the people he has ever known there. Chapter by chapter, the narrative moves around the building revealing a marvellously diverse cast of characters in a series of ever more unlikely tales, which range from an avenging murderer to an eccentric English millionaire who has devised the ultimate pastime...
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  • 4

    E' stata un'impresa epica, quasi, finire questo libro, non tanto per il numero di pagine, che di solito non mi spaventa, ma per l'intricata trama, che intreccia non solo moltissimi personaggi, ma anch ...continue

    E' stata un'impresa epica, quasi, finire questo libro, non tanto per il numero di pagine, che di solito non mi spaventa, ma per l'intricata trama, che intreccia non solo moltissimi personaggi, ma anche elenca cose, persone, eventi, citazioni, intrecci familiari....insomma un casino di roba.
    Neanche merita citare la trama, piuttosto la singolarità dell'ambientazione e l'andamento della narrazione. Siamo infatti all'interno di un palazzo di dieci piani, ogni piano occupato un appartamento, per un totale di dieci appartamenti; degli abitanti veniamo a sapere praticamente tutto ma in capitoli diversi, in cui si descrive non la totalità dell'appartamento, ma una stanza alla volta.
    In pratica un sacco di capitoli in apparenza scombinati che alla fine si ricongiungono per formare un intero.
    So che di questo romanzo circolano tante esegesi, è un testo complesso con tanti rimandi, con una costruzione impegnata e con uno stile minuzioso. A volte è stato noioso ma allo stesso tempo riconosco che sia un vero capolavoro

    said on 

  • 5

    Perdersi per ritrovarsi

    Io credo che Gerrit regalandomi questo libro mi abbia aperto le porte del suo mondo, e un po' quelle di ognuno di noi. Ci si può perdere in questo libro, ma é una vivisezione di un microcosmo, che sem ...continue

    Io credo che Gerrit regalandomi questo libro mi abbia aperto le porte del suo mondo, e un po' quelle di ognuno di noi. Ci si può perdere in questo libro, ma é una vivisezione di un microcosmo, che sempre val la pena raccontare. Dietro ogni angolo si può osservare e dire qualcosa.
    Di fronte a un libro così non si può non riconoscerne la grandezza, nonostante la difficoltà che le minuzie esasperate, pedanti... possono generare talvolta nella lettura. Ma il senso dell'incastro di vite, di oggetti, di tutto... é proprio quello.

    said on 

  • 4

    Ingredienti: un palazzo di 10 piani e 100 stanze di un quartiere parigino, la descrizione di un attimo della vita di tutti i suoi abitanti, il ritratto quasi maniacale di interni e arredi, un complica ...continue

    Ingredienti: un palazzo di 10 piani e 100 stanze di un quartiere parigino, la descrizione di un attimo della vita di tutti i suoi abitanti, il ritratto quasi maniacale di interni e arredi, un complicato groviglio di storie lungo 500 pagine, districato in 2 pagine finali.
    Consigliato: a chi sa trovare l’ordine dentro un apparente e profondo caos, a chi vuol comporre un puzzle labirintico-scacchistico-caleidoscopico.

    said on 

  • 5

    Uno spiraglio della mia vita in un libro

    1. Il signor Henri Nochère ricorda me che alla prima elementare mangiavo le gomme da cancellare;
    2. Herman Fugger, rappresenta la mia passione nello stare ai fornelli;
    3. León Marcia è la mia passione ...continue

    1. Il signor Henri Nochère ricorda me che alla prima elementare mangiavo le gomme da cancellare;
    2. Herman Fugger, rappresenta la mia passione nello stare ai fornelli;
    3. León Marcia è la mia passione per la lettura e l'imparare;
    4. Le Folies Bergère, la lezione di storia dell'arte su Renoir;
    5. Eugenia de Montijo, una delle fermate della linea 5, tra cui una delle ultime prima di arrivare a casa in metro a Madrid;
    6. Racine, la lezione di letteratura francese del quarto anno di liceo...vedesi anche Corneille di cui ho rammentato la Medea: "Moi, Moi dis-je, et c'est assez.";
    7. La signora Crespi con la sua nostalgia di Ajaccio... la finestra di camera mia in Sicilia ove ammiravo la vite, i fichi d'India, la piccola montagna in cui assieme a mio padre andavo a raccogliere l'origano. Il canto del merlo alle prime luci del mattino.

    A parte quest'introduzione, come sempre Perec non mi delude.
    Sarà poco e superficiale soffermarsi sulla parola "vite". Vite vissute, vite che ti sembra di aver condotto, di conoscerne le vicende. Di vedere i volti dei personaggi e di sentirne i battiti del cuore, i respiri, le risate.
    La profondità, nonché la capacità di Perec di raccontare tutto questo in un unico puzzle.

    said on 

  • 5

    Una lettura estenuante e al contempo gratificante, durata 6 mesi, un gioco di scatole cinesi dove le scatole sono sia inserite una dentro l’altra, sia allineate una di fianco all’altra. (Italian Book ...continue

    Una lettura estenuante e al contempo gratificante, durata 6 mesi, un gioco di scatole cinesi dove le scatole sono sia inserite una dentro l’altra, sia allineate una di fianco all’altra. (Italian Book Challenge)

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  • 5

    resta ciò che resta quando non resta più niente.

    Il libro si apre con due pagine simboliche in cui l'autore stabilisce il rapporto con il lettore. Il racconto sarà una sfida a chiunque vi si approcci, un enigma.
    Il protagonista è un palazzo, descrit ...continue

    Il libro si apre con due pagine simboliche in cui l'autore stabilisce il rapporto con il lettore. Il racconto sarà una sfida a chiunque vi si approcci, un enigma.
    Il protagonista è un palazzo, descritto dai molteplici punti di vista degli inquilini che vi sono stati e che vi vivono.
    Ogni inquilino è descritto dalla camera e dagli oggetti che lo circondano, quindi anche dal palazzo stesso.
    Non sarà possibile capire il significato del libro finchè non lo si sarà visto nella sua interezza, esattamente come un puzzle.
    Si giunge a tre conclusioni leggendolo: l'enigma persiste solo finchè chi può risolverlo esiste; la struttura concentrica del romanzo è solo apparente, per risolverlo è necessario porsi in un'ottica tridimensionale; non si può scrivere un romanzo con una determinata struttura senza che questo parli della struttura stessa.
    Questo libro è geniale, farcito all'estremo di descrizioni barocche, da leggere con estrema attenzione.
    Consiglio questo libro a chi ha pazienza e ama le sfide rocambolesche. Chi ama le trame avvincenti,immedesimarsi nei personaggi e i sentimenti forti meglio che lo eviti.

    said on 

  • 2

    La lista: istruzioni per l'uso

    Non sono un’estimatrice né di Calvino (che raccomanda tanto il libro ) né di Queneau (a cui il libro è dedicato), per cui avrei fatto bene a tenermi lontana anche da Perec, ma ero curiosa di leggere ...continue

    Non sono un’estimatrice né di Calvino (che raccomanda tanto il libro ) né di Queneau (a cui il libro è dedicato), per cui avrei fatto bene a tenermi lontana anche da Perec, ma ero curiosa di leggere questo romanzo. Esperienza disastrosa! Se non altro, avendolo ora faticosamente finito (saltando un numero limitato di pagine) posso sfogarmi un po’.

    Mi sarà sicuramente sfuggito qualcosa, ma raramente ho trovato un libro così noioso: le onnipresenti e spesso interminabili liste per cui è così famoso sono secondo me delle cose mortifere, sono i Dementors della lettura.

    Tra una lista e l’altra, sono incastonate storie curiose, intriganti, a volte deliziose: in effetti l’unica lista che secondo me vale la pena di spulciare è quella che si trova alla fine del libro, cioè l’indice “delle principali storie raccontate nell’opera”, limitandosi poi a leggere solo quelle. Ma ogni volta che uno prende qualche interesse a una vicenda o a un personaggio, ecco che arriva il dementor di turno sottoforma di ennesimo elenco ad ammazzargli ogni entusiasmo, a togliergli ogni piacere dalla lettura.

    Come antidoto ai dementors di Perec, bisognerà rileggersi qualche romanzo di Balzac o Gautier, con le loro sublimi descrizioni, capaci di infondere vera vita a luoghi, cose, personaggi e anche a dipinti. Quello di Perec mi sembra invece un mondo di fantasmi immobili di gente forse vissuta in un lontano passato, e in cui solo gli oggetti sopravvivono, cristallizzati in maniacali elencazioni.

    Le uniche liste che ho apprezzato sono quelle poste in fondo al volume, sottoforma di indici vari, perché lo abbreviano di quasi 70 pagine (ad Azkaban ci attacchiamo anche a questo).

    said on 

  • 4

    La Vita: un puzzle infinito …

    Una maratona. È stata una faticaccia lunga un mese e più, ma la rifarei.
    Quando ho iniziato a leggere è stato come quando nei film il bambino apre il librone incantato e da questo scaturisce una luce ...continue

    Una maratona. È stata una faticaccia lunga un mese e più, ma la rifarei.
    Quando ho iniziato a leggere è stato come quando nei film il bambino apre il librone incantato e da questo scaturisce una luce fatta di stelle, colori, immagini fatate che avvolgono il bambino e lo proiettano in un’altra dimensione. Ecco, mi sono ritrovato bambino, in campagna, da solo nella soffitta dell’antica villa dei nonni (sì, insomma, quella stile ‘Gattopardo’, che naturalmente tutti abbiamo avuto …), per intenderci, quella con le capriate in legno, i rombi di cielo azzurro dei lucernari e il sole che filtra tra qualche tegola sconnessa, creando giochi di luce e ombra tra cassettoni, armadi e cassapanche che custodiscono chissà quali tesori. E il bambino tira fuori giocattoli di latta, abiti, libri, cartoline, quaderni, orologi, sciabole, specchi, quadri, e mille altri oggetti, ognuno dei quali incuriosisce e attrae, tanto da non volerlo lasciare se prima non lo si è letto, osservato, rigirato mille volte tra le mani, facendo viaggiare il cuore e la fantasia.
    Ma il libro è intrigante, contiene storie, descrizioni lunghissime e dettagliatissime (minuziose oltre forse il limite del maniacale, ma qual è davvero il Limite?) di stanze, arredi, scale, cantine, soffitte; incastri di vite e di spazi che hanno come origine un condominio parigino. Leggendo, ho pensato che Eco avrebbe potuto inserire qualche brano nel suo Vertigine della Lista. C’era, ma con altri brani. E così scopri le storie dell’artefice dei puzzle, dell’archivista spagnolo, della donna che fece apparire il diavolo ottantatre volte, del pugile nero che non vinse mai un match, del violinista geloso, di Lady Forthright e del suo cocchiere, del sellaio di Szczyrk, della setta dei Tre Uomini Liberi …
    Insomma 99 capitoli (stesso numero degli Esercizi di Queneau!), dieci piani dello stabile di rue Simon-Crubellier al numero 11 e i suoi inquilini con le loro cento Storie, dentro la Storia e i suoi mille riferimenti, da Agamennone a Zola, passando per Corelli, Descartes, Fierabraccia, Faure, Kublay Khan, Panofsky, Rameau, Cressida (no! ma allora Hunger Games …), e ancora cento e cento.
    E poi, debbi, truschini, incorsatoi, bedani, barlotte, dronti, migali, budrieri, vincastri, tiorbe, aliossi, marabutti, draisine, baliste, burchielli, carmagnole, epifilli … città fiabesche di calviniana memoria, Diomira, Isaura, Smeraldina, Moriana, e ancora … tam o’shanter, cravatte lavallière, museau, mezuzah …
    Insomma, ho detto troppo …
    «… prendi un seggio Cinna e siedi per terra
    E se vuoi parlare comincia tacendo …»

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  • 3

    Nice try.

    Aggiornamento di fine lettura (9 dicembre 2016)
    Cervellotico, ideologico.
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    Questo libro contiene descrizioni minuziose di stanze contenenti quadri raffiguranti a loro volta stanze, se non interi a ...continue

    Aggiornamento di fine lettura (9 dicembre 2016)
    Cervellotico, ideologico.
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    Questo libro contiene descrizioni minuziose di stanze contenenti quadri raffiguranti a loro volta stanze, se non interi appartamenti, descritti minuziosamente, quadri inclusi. In uno di questi innumerevoli quadri, non ricordo se un quadro o un quadro-dentro-un-altro-quadro, un personaggio mangia un panino che l'autore descrive come "ben farcito di burro e senape". Ma che è, uno scherzo?
    Leggo che nel romanzo compaiano più di mille personaggi e che la sequenza degli appartamenti -e dei relativi capitoli- segue uno schema matematico. Tze.
    L'autore invita il lettore a considerare l'insieme: lo studio del singolo dettaglio è inutile quanto studiare la tessera di un puzzle; contemporaneamente, lo soffoca di dettagli impossibili: è possibile dipingere un'intera casa in un quadro? o dipingere il burro e la senape dentro il tramezzino che un personaggio sta mangiando in un angolino del quadro? Ma quello che conta è la visione d'insieme: nice try, ma il libro è comunque uno scassamento di maroni, visto che non c'è altro modo di leggere che sorbirsi ogni singola parola, e bisogna sorbirsi centinaia di pagine così, prima di abbozzare un quadro d'insieme. Sarei tentato comunque di seguire il consiglio e dare una scorsa veloce alle restanti pagine del libro, quindi segnarlo come "letto". Ma niente, abbandono, più o meno a metà. Non mi sembra più tempo di giochetti cervellotici.

    Peccato per le magnifiche storie seppellite dai dettagli.

    said on 

  • 5

    Per me è stata una lettura fondamentale. Forse, fra gli autori non più in vita, Perec mi ha segnato come solo Kafka e Musil hanno saputo fare. E in qualche modo però è meno 'mio' di quelli. Se Il cast ...continue

    Per me è stata una lettura fondamentale. Forse, fra gli autori non più in vita, Perec mi ha segnato come solo Kafka e Musil hanno saputo fare. E in qualche modo però è meno 'mio' di quelli. Se Il castello è identificazione, e L'uomo senza qualità il dialogo con un genio, Vita. Istruzioni per l'uso mi sfugge. Rimarrà esotico, impossibile e visionario nel suo progetto. Indefinibile nelle strategie di rappresentazione della vita e di rappresentazione dello stile letterario. Magistrale.

    said on 

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