Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Life

Keith Richards

Publisher: Phoenix (an Imprint of The Orion Publishing Group Ltd )

4.1
(426)

Language:English | Number of Pages: 672 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Norwegian , Swedish , German , Chi simplified , Dutch , Czech

Isbn-10: 0753826615 | Isbn-13: 9780753826614 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook , Audio CD

Category: Biography , Music , Non-fiction

Do you like Life ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 5

    Pura, purissima energia: sale da ogni pagina e se non fai attenzione ti ustiona le labbra. Davvero: io tra Beatles e Rolling Stones mi sono sempre schierata per i Beatles. Ma per Keith Richards ho sem ...continue

    Pura, purissima energia: sale da ogni pagina e se non fai attenzione ti ustiona le labbra. Davvero: io tra Beatles e Rolling Stones mi sono sempre schierata per i Beatles. Ma per Keith Richards ho sempre avuto una passione che oggi so spiegarmi molto meglio. Un vero pirata dei caraibi e di tutto l'universo mare.

    said on 

  • 4

    Sarà solo rock’n’roll, ma mi sono esaltato come un bambino a leggere la vita di Keith. Sono arrivato alla conclusione che, per me, è Keith Richards l’anima dei Rolling Stones, è stato lui a crederci s ...continue

    Sarà solo rock’n’roll, ma mi sono esaltato come un bambino a leggere la vita di Keith. Sono arrivato alla conclusione che, per me, è Keith Richards l’anima dei Rolling Stones, è stato lui a crederci sempre e comunque (almeno questo emerge in questa autobiografia), con la sua tempra ha superato le velleità da star solista di Jagger, l’abbandono di Bill Wyman, la morte di Brian Jones, ha voluto a tutti i costi nella band Charlie Watt (solo per citare i componenti principali, i primi Rolling Stones, insieme a Ian Stewart). Che vita esagerata, e Keith se l’è proprio spassata alla grande, nonostante sia stato spesso tenuto sotto pressione dalle forze di polizia, ma ha tirato dritto per la sua strada a suon di musica e canzoni ormai immortali. Ha avuto anche parecchia fortuna, il buon Keith, e non lo nega, molti che hanno vissuto come lui non sono qui oggi a raccontarlo. Non mi ha dato però l’idea di uno “sbruffone”, a differenza di tutte le voci su di lui, la sua storia dei Rolling Stones (aveva 19 anni quando è nata la band) mi sembra affidabile, accurata e avvincente (non ho ancora letto la versione di Mick Jagger, né quella di Ron Wood). Insomma, quando l’anno scorso l’ho visto in concerto a Roma, e l’ho visto salutare il pubblico, mi è sembrato ancora un ragazzo che ha voglia di divertirsi con la sua musica e la sua chitarra. Continua a suonarla Keith, rotola ancora!

    said on 

  • 2

    ...quindi?

    Ho acquistato questo libro in quanto mi era stato descritto come un'autobiografia imperdibile. Densa, vera, sconcertante.
    Mi sono arenata a 100 pagine dalla fine dopo 300 e rotti di "la serata più bel ...continue

    Ho acquistato questo libro in quanto mi era stato descritto come un'autobiografia imperdibile. Densa, vera, sconcertante.
    Mi sono arenata a 100 pagine dalla fine dopo 300 e rotti di "la serata più bella della mia vita é stata questa o quell'altra ma non ricordo assolutamente nulla", di violenza gratuita, del caos più totale.
    Ricordi vaghi, poco profondi, che per lasciare il segno vengono infarciti qua e là di titoli di canzoni, descrizione di tecniche (?), virtuosismi musicali per darsi un tono.
    Tanti "io", pochi "noi".
    Anche se probabilmente, come tra le righe ammette, senza il tanto criticato Mick non sarebbe mai arrivato al di fuori del piccolo sobborgo di Londra in cui é nato e cresciuto.
    Nessun giudizio o riflessione sul suo passato, nessuna critica dei suoi eccessi. Il tutto per di più in un libro sintatticamente ingestibile a metà tra un flusso di coscienza e un delirio.
    Qualche aneddoto simpatico, ma poco di più.
    Un libro che personalmente non mi ha lasciato nulla se non una domanda: Keith, cosa volevi dirci?

    said on 

  • 3

    ...a me è piaciuto parecchio !

    Alcuni aneddoti sono veramente divertenti, ne viene fuori il ritratto di un'autentica rockstar sex &drugs & rock 'n roll, con tutte le sue debolezze da uomo che ha scelto di vivere la sua vita con l'a ...continue

    Alcuni aneddoti sono veramente divertenti, ne viene fuori il ritratto di un'autentica rockstar sex &drugs & rock 'n roll, con tutte le sue debolezze da uomo che ha scelto di vivere la sua vita con l'acceleratore tirato sempre al massimo. Di sicuro però anche un grande artista e un grande appassionato di musica, oltre che inaspettatamente simpatico !

    said on 

  • 4

    quattro e non cinque perché verso la fine si perde un po' via, con le ricette delle patate e tutto il resto, ma per un appassionato di rock (non necessariamente fan degli Stones) questo libro è un ver ...continue

    quattro e non cinque perché verso la fine si perde un po' via, con le ricette delle patate e tutto il resto, ma per un appassionato di rock (non necessariamente fan degli Stones) questo libro è un vero must. Non solo perché sul processo compositivo, sulla vita in tour e le relazioni con i compagni di band è di una lucidità e di una precisione incredibile (chi l'avrebbe mai detto, eh, Keef? Qui sempre tutti a darti del tossico e invece...), e anche abbastanza umile anche se qui e là emergono lampi del suo caratterino; va letto anche perché è un signor libro, che ha un grande ritmo, un protagonista che nella realtà ne ha vissute molte di più di tanti personaggi di romanzi, e ha qualcosa da dire, non è solo un elenco di bravate e spacconerie come tante altre autobiografie di rockstar.

    said on 

  • 2

    Deluso, delusissimo.
    Può essere interessante solo per un fan (ma veramente molto fan!) degli Stones.

    Due citazioni:
    Il blues non si può imparare in un monastero. Dovevamo uscire di casa e tornare con ...continue

    Deluso, delusissimo.
    Può essere interessante solo per un fan (ma veramente molto fan!) degli Stones.

    Due citazioni:
    Il blues non si può imparare in un monastero. Dovevamo uscire di casa e tornare con il cuore infranto, allora avremmo potuto cantare il blues.

    Riesco a credere che alcune delle mie nottate più scandalose siano veramente avvenute solo grazie all’esistenza di prove che lo confermano. Non c’è da stupirsi se vado famoso per le feste! Il party estremo, se davvero ha funzionato, uno può non ricordarselo: al massimo gli resta qualche frammento di quel che ha combinato.

    said on 

  • 3

    Anche meno

    Keith Richards non è Dostojevskij, ma è simpatico, sembra genuinamente innamorato della vita e della musica e mi ricorda tanto alcuni miei amici che non fanno altro che raccontare quanto hanno bevuto ...continue

    Keith Richards non è Dostojevskij, ma è simpatico, sembra genuinamente innamorato della vita e della musica e mi ricorda tanto alcuni miei amici che non fanno altro che raccontare quanto hanno bevuto e quanto erano fuori e quanto si sono fatti in questa e quella occasione, cosa che di per sé è noiosa, ma su alcuni fa allegra incapacità di crescere.
    Appurato che il caro vecchio Keith se ne rimane alla superficie della maggior parte di quanto racconta, ma pare voler cacciare dentro il libro tutto, dalle questioni personali, alla storia dei Rolling Stones, alle sue influenze musicali, al gossip, a dettagli musicali anche molto tecnici per chi di musica suonata non sa nulla, alle ricette (davvero) a particolari della vita di parenti e conoscenti... allora tanto valeva accorciare il libro di almeno 200 pagine, che 500 sono un po' troppe. Comunque una lettura godibile.
    Traduzione a 6 mani non sempre omogenea quanto a scelte linguistiche e qualità. La voce di Keith è un po' diversa per ogni traduttore. L'ultima parte in particolare contiene scelte linguistiche opinabili e qualche frase che non sta in piedi (anche grammaticalmente).

    said on 

  • 4

    Si tratta di una lettura lenta, non perché sia noiosa o difficile, ma, semplicemente, perché necessita di una "colonna sonora": è infatti utile ascoltare i brani di cui si parla per comprendere le par ...continue

    Si tratta di una lettura lenta, non perché sia noiosa o difficile, ma, semplicemente, perché necessita di una "colonna sonora": è infatti utile ascoltare i brani di cui si parla per comprendere le parti tecniche che di tanto in tanto interrompono la narrazione.
    "Life" non è solo la biografia di Richards, ma, soprattutto, una cronaca della nascita e dello sviluppo del rock 'n' roll, partendo dal blues fino ai nostri giorni. A tutto ciò fanno da sfondo le bizzarre avventure e gli aneddoti di Keith e la crescita dei Rolling Stones.
    Una lettura sicuramente interessante, consigliabile a chi ama il genere.

    said on 

  • 4

    Life (has been good)

    Non avevo mai ascoltato i rolling. Sentiti, si. Milioni di volte. Ma forse mai veramente ascoltati. Potenza di una biografia. Che si fa leggere, e bene. E' "Life", di Keith Richards, chitarrista, rock ...continue

    Non avevo mai ascoltato i rolling. Sentiti, si. Milioni di volte. Ma forse mai veramente ascoltati. Potenza di una biografia. Che si fa leggere, e bene. E' "Life", di Keith Richards, chitarrista, rockstar, ex tossico e tutto quello che vi pare. Quel trombone di D'annunzio che proclamò "la mia anima visse come diecimila", in una delle professioni di modestia per cui era celebre, se avesse conosciuto KR si sarebbe sentito male per la vergogna.
    Tu pensa a una cosa, una qualsiasi di quelle cose che rendono la vita piacevole, strana, emozionante, pericolosa, spietata, ipercinetica, assurda,
    inverosimile. Moltiplicale per sè stesse, e poi di nuovo. E avrai una vaga idea di quello che il vecchio KR intende per Life. Un interminabile sabba,
    un baccanale miliardario, dove ogni spreco, ogni eccesso, ogni follia è ammessa. Dove sei ammesso soltanto se sei ricco, pazzo e mostruosamente
    egocentrico. Questi erano i rolling stones, ma questi erano gli anni sessanta, e più ancora gli anni settanta, dove senza droghe pare non fosse
    possibile scrivere una canzone decente, dove tutti si facevano di tutto. La lista di quelli che ci hanno lasciato la pelle è lunga come quella
    dei sopravvissuti. Brian Jones non ce l'ha fatta. Di tutte le pietre rotolanti era il meno attrezzato. Gli altri erano un'altra risma di delinquenti.
    Keith nel libro liquida Brian come un mentecatto. Non si accontenta di avergli soffiato la fidanzata. Lo strapazza come uomo, lo rimpicciolisce come musicista. Ma tutti sapevano che Brian era un genio di polistrumentista. Forse il più "musicista" di tutti. I morti non possono replicare.
    Biografia, romanzo on the road, diario di una rockstar, storia della musica rock. Quello che ti pare. Keith non si nega (quasi) nulla. "Tutto quello che avreste voluto sapere e non avete mai potuto chiedere? Eccolo qua", sembra dirti con quella faccia scolpita di rughe che ricorda un vecchio sakem del libero popolo delle pianure incrociato con una mummia egizia. E per farsi aiutare nel racconto chiama intorno a sè tutti i testimoni di una Life sicuramente impareggiabile.
    Keith ha avuto due mogli e 4 figli. Ha scritto Ruby Tuesday, Angie, e un sacco di altre canzoni straordinarie. E' stato tossicodipendente fino al 1980 e ha sperimentato e forse collaudato la maggior parte delle droghe in circolazione. Biologicamente si dice sia un fenomeno: cioè, la metà degli stravizi che si è concesso sono stati fatali a gente come Hendrix, Gram Parker, Keith Moon, John Bonham etc. Lui è ancora vivo, satanasso settantenne ricco, beato e pacificato.
    Life si legge con meno slancio di Open, altra biografia best seller. Ma non solo perchè James Fox ha meno (appena un grammo) talento di Moehringer.
    No. E' che c'è veramente tanta, troppa roba, per essere contenuta in un solo libro.

    said on 

Sorting by
Sorting by