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Life

Di

Editore: Feltrinelli

4.1
(412)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 524 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Norvegese , Svedese , Tedesco , Chi semplificata , Olandese , Ceco

Isbn-10: 8807490994 | Isbn-13: 9788807490996 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Martino Gozzi , Andrea Marti , Marina Petrillo

Genere: Biography , Music , Non-fiction

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Descrizione del libro
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  • 4

    quattro e non cinque perché verso la fine si perde un po' via, con le ricette delle patate e tutto il resto, ma per un appassionato di rock (non necessariamente fan degli Stones) questo libro è un ver ...continua

    quattro e non cinque perché verso la fine si perde un po' via, con le ricette delle patate e tutto il resto, ma per un appassionato di rock (non necessariamente fan degli Stones) questo libro è un vero must. Non solo perché sul processo compositivo, sulla vita in tour e le relazioni con i compagni di band è di una lucidità e di una precisione incredibile (chi l'avrebbe mai detto, eh, Keef? Qui sempre tutti a darti del tossico e invece...), e anche abbastanza umile anche se qui e là emergono lampi del suo caratterino; va letto anche perché è un signor libro, che ha un grande ritmo, un protagonista che nella realtà ne ha vissute molte di più di tanti personaggi di romanzi, e ha qualcosa da dire, non è solo un elenco di bravate e spacconerie come tante altre autobiografie di rockstar.

    ha scritto il 

  • 2

    Deluso, delusissimo.
    Può essere interessante solo per un fan (ma veramente molto fan!) degli Stones.

    Due citazioni:
    Il blues non si può imparare in un monastero. Dovevamo uscire di casa e tornare con ...continua

    Deluso, delusissimo.
    Può essere interessante solo per un fan (ma veramente molto fan!) degli Stones.

    Due citazioni:
    Il blues non si può imparare in un monastero. Dovevamo uscire di casa e tornare con il cuore infranto, allora avremmo potuto cantare il blues.

    Riesco a credere che alcune delle mie nottate più scandalose siano veramente avvenute solo grazie all’esistenza di prove che lo confermano. Non c’è da stupirsi se vado famoso per le feste! Il party estremo, se davvero ha funzionato, uno può non ricordarselo: al massimo gli resta qualche frammento di quel che ha combinato.

    ha scritto il 

  • 3

    Anche meno

    Keith Richards non è Dostojevskij, ma è simpatico, sembra genuinamente innamorato della vita e della musica e mi ricorda tanto alcuni miei amici che non fanno altro che raccontare quanto hanno bevuto ...continua

    Keith Richards non è Dostojevskij, ma è simpatico, sembra genuinamente innamorato della vita e della musica e mi ricorda tanto alcuni miei amici che non fanno altro che raccontare quanto hanno bevuto e quanto erano fuori e quanto si sono fatti in questa e quella occasione, cosa che di per sé è noiosa, ma su alcuni fa allegra incapacità di crescere. Appurato che il caro vecchio Keith se ne rimane alla superficie della maggior parte di quanto racconta, ma pare voler cacciare dentro il libro tutto, dalle questioni personali, alla storia dei Rolling Stones, alle sue influenze musicali, al gossip, a dettagli musicali anche molto tecnici per chi di musica suonata non sa nulla, alle ricette (davvero) a particolari della vita di parenti e conoscenti... allora tanto valeva accorciare il libro di almeno 200 pagine, che 500 sono un po' troppe. Comunque una lettura godibile. Traduzione a 6 mani non sempre omogenea quanto a scelte linguistiche e qualità. La voce di Keith è un po' diversa per ogni traduttore. L'ultima parte in particolare contiene scelte linguistiche opinabili e qualche frase che non sta in piedi (anche grammaticalmente).

    ha scritto il 

  • 4

    Si tratta di una lettura lenta, non perché sia noiosa o difficile, ma, semplicemente, perché necessita di una "colonna sonora": è infatti utile ascoltare i brani di cui si parla per comprendere le par ...continua

    Si tratta di una lettura lenta, non perché sia noiosa o difficile, ma, semplicemente, perché necessita di una "colonna sonora": è infatti utile ascoltare i brani di cui si parla per comprendere le parti tecniche che di tanto in tanto interrompono la narrazione.
    "Life" non è solo la biografia di Richards, ma, soprattutto, una cronaca della nascita e dello sviluppo del rock 'n' roll, partendo dal blues fino ai nostri giorni. A tutto ciò fanno da sfondo le bizzarre avventure e gli aneddoti di Keith e la crescita dei Rolling Stones.
    Una lettura sicuramente interessante, consigliabile a chi ama il genere.

    ha scritto il 

  • 4

    Life (has been good)

    Non avevo mai ascoltato i rolling. Sentiti, si. Milioni di volte. Ma forse mai veramente ascoltati. Potenza di una biografia. Che si fa leggere, e bene. E' "Life", di Keith Richards, chitarrista, rock ...continua

    Non avevo mai ascoltato i rolling. Sentiti, si. Milioni di volte. Ma forse mai veramente ascoltati. Potenza di una biografia. Che si fa leggere, e bene. E' "Life", di Keith Richards, chitarrista, rockstar, ex tossico e tutto quello che vi pare. Quel trombone di D'annunzio che proclamò "la mia anima visse come diecimila", in una delle professioni di modestia per cui era celebre, se avesse conosciuto KR si sarebbe sentito male per la vergogna.
    Tu pensa a una cosa, una qualsiasi di quelle cose che rendono la vita piacevole, strana, emozionante, pericolosa, spietata, ipercinetica, assurda,
    inverosimile. Moltiplicale per sè stesse, e poi di nuovo. E avrai una vaga idea di quello che il vecchio KR intende per Life. Un interminabile sabba,
    un baccanale miliardario, dove ogni spreco, ogni eccesso, ogni follia è ammessa. Dove sei ammesso soltanto se sei ricco, pazzo e mostruosamente
    egocentrico. Questi erano i rolling stones, ma questi erano gli anni sessanta, e più ancora gli anni settanta, dove senza droghe pare non fosse
    possibile scrivere una canzone decente, dove tutti si facevano di tutto. La lista di quelli che ci hanno lasciato la pelle è lunga come quella
    dei sopravvissuti. Brian Jones non ce l'ha fatta. Di tutte le pietre rotolanti era il meno attrezzato. Gli altri erano un'altra risma di delinquenti.
    Keith nel libro liquida Brian come un mentecatto. Non si accontenta di avergli soffiato la fidanzata. Lo strapazza come uomo, lo rimpicciolisce come musicista. Ma tutti sapevano che Brian era un genio di polistrumentista. Forse il più "musicista" di tutti. I morti non possono replicare.
    Biografia, romanzo on the road, diario di una rockstar, storia della musica rock. Quello che ti pare. Keith non si nega (quasi) nulla. "Tutto quello che avreste voluto sapere e non avete mai potuto chiedere? Eccolo qua", sembra dirti con quella faccia scolpita di rughe che ricorda un vecchio sakem del libero popolo delle pianure incrociato con una mummia egizia. E per farsi aiutare nel racconto chiama intorno a sè tutti i testimoni di una Life sicuramente impareggiabile.
    Keith ha avuto due mogli e 4 figli. Ha scritto Ruby Tuesday, Angie, e un sacco di altre canzoni straordinarie. E' stato tossicodipendente fino al 1980 e ha sperimentato e forse collaudato la maggior parte delle droghe in circolazione. Biologicamente si dice sia un fenomeno: cioè, la metà degli stravizi che si è concesso sono stati fatali a gente come Hendrix, Gram Parker, Keith Moon, John Bonham etc. Lui è ancora vivo, satanasso settantenne ricco, beato e pacificato.
    Life si legge con meno slancio di Open, altra biografia best seller. Ma non solo perchè James Fox ha meno (appena un grammo) talento di Moehringer.
    No. E' che c'è veramente tanta, troppa roba, per essere contenuta in un solo libro.

    ha scritto il 

  • 3

    vabbè che una biografia ma partire dall'asilo ... mi sembra un po' eccessivo.

    anch'io ho avuto un'infanzia difficile (non è vero) ma non ho subito drammi e non me la ricordò così decisiva per la mia ...continua

    vabbè che una biografia ma partire dall'asilo ... mi sembra un po' eccessivo.

    anch'io ho avuto un'infanzia difficile (non è vero) ma non ho subito drammi e non me la ricordò così decisiva per la mia vita!

    per ora è interessante

    ================

    dopo pagina 300 diventa ripetitivo e noioso

    io sono un tossico ma sono vivo perchè l'ho fatto in modo intelligente e usavo solo roba pura.
    mi scopavo tutto quello che si muoveva, anche i criceti.

    voi però non fatelo

    tutto sommato la sua vita non è così divertente o curiosa.
    degrado le stellette.

    poteva essere un bel libretto di 200 pagine con tante foto, e magari era meglio per il lettore.

    la maggior pecca
    poco sulle canzoni, e poco sulla storia degli omicidi durante il famoso concerto.

    vabbè

    ha scritto il 

  • 4

    quante ne sa...

    i rockettari non sono certo dei fulmini di guerra, ma keef dimostra di saperne eccome sulla musica blues, sul suo strumento, beh è una delle leggende del rock!

    Molto interessante la parte relativa al ...continua

    i rockettari non sono certo dei fulmini di guerra, ma keef dimostra di saperne eccome sulla musica blues, sul suo strumento, beh è una delle leggende del rock!

    Molto interessante la parte relativa al musicista, alla composizione degli album, meno quella legata al suo passato di tossico, che dopo un po' è sempre la stessa storia: carcere,processi,tribunali,relazoini con Anita (tossicona da sbarco e super modella) ecc.

    E' un miracolo che i figli non si siano brasati seguendo l'esempio del padre (cfr. Burroughs' son che morì giovane seguendo le orme paterne)

    lo skazzo con Jagger non tiene forse conto degli anni in cui gli ha dovuto fare da balia, mentre era cotto di eroina

    ci ha vinto pure il norman mailer prize, cmq è un racconto denso e appare sincero

    un uomo che ama quello che fa, che non si è montato la testa, sembra, che manifesta davvero una sensibilità di cui non si vergogna

    ha scritto il 

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