Life: A User's Manual

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Publisher: David R Godine

4.2
(1165)

Language: English | Number of Pages: 581 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Spanish , Italian , Catalan , German

Isbn-10: 0879237511 | Isbn-13: 9780879237516 | Publish date:  | Edition Reprint

Translator: David Bellos

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Philosophy

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Book Description
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  • 5

    Voglio bene a Perec e volevo molto bene a questo libro: questo mio oggetto libro che mi era stato regalato nel 2004, trovato sorprendentemente al bar della stazione dei treni di Santo Stefano di Camas ...continue

    Voglio bene a Perec e volevo molto bene a questo libro: questo mio oggetto libro che mi era stato regalato nel 2004, trovato sorprendentemente al bar della stazione dei treni di Santo Stefano di Camastra. Infatti sul libro c'era scritto: data - il mio nome - Santo Stefano di Camastra.
    Poi - mannaggia a me - ho consentito ad un prestito. Il libro adesso lo ha una persona che forse non lo leggerà mai, che molto probabilmente ne avrà anche cura, machissenefrega. Ho sbagliato ad acconsentire perchè io non volevo e l'ho fatto perchè mi sono sentita in colpa e ho fatto un certo numero di cose mossa dal senso di colpa.
    Il mese scorso ho deciso che non mi importava più. Peccato che adesso la copertina della Bur sia cambiata e che questa nuova non mi piaccia affatto, niente a che vedere con la foto dei pulsanti dell'ascensore della precedente - anche se non l'ho capito subito che fossero pulsanti.
    E su anobii puoi inserire solo una copia di un libro con un codice isbn, quindi quello che leggo ora non è quello che ho.

    Sono così felice di rileggere La vita istruzioni per l'uso e mentre lo leggo sapere che lo rileggerò.

    said on 

  • 5

    Indimenticabile

    Finito di leggere mi appresto a scrivere due righe qua e mi vengono in mente solo aggettivi: originale, bizzarro, rigoroso, straordinario.
    Ma proprio letteralmente, fuori dall'ordinario.
    Perché chi ma ...continue

    Finito di leggere mi appresto a scrivere due righe qua e mi vengono in mente solo aggettivi: originale, bizzarro, rigoroso, straordinario.
    Ma proprio letteralmente, fuori dall'ordinario.
    Perché chi mai si prenderebbe la briga di scrivere per 500 e passa pagine di un palazzo di dieci piani e dei suoi cento appartamenti. Chi mai si metterebbe a descrivere gli arredi, la disposizione degli oggetti nelle case, tic, vizi e virtù delle persone che le abitano, andando a costruire cento enormi piccoli frammenti di vita vissuta fra quelle mura?
    Alla fine è solo la fedele riproposizione del famoso feticcio del "focolare domestico": chi mai, la sera, specie quando è freddo, durante un viaggio in auto, treno, autobus, non ha mai sbirciato dentro le case, per vedere cosa accade dentro? Specie la sera, quando fuori è freddo o piove e dentro si cucina o si sta preparando la tavola per la cena..
    Ecco, di base Perec scrive un libro su uno dei grandi desideri celati dell'umanità: ficcare il naso in casa degli altri, ma lo fa non con la morbosità, con il desiderio di catturare qualcosa di scabroso, i famosi "scheletri nell'armadio", bensì con l'intenzione di andare a descrivere tanti piccoli frammenti di vita vissuta che si inseriscono in un puzzle molto molto più ampio: la vita, in tutta la sua complessità.
    Per farlo Perec utilizza il meccanismo delle scatole cinesi, la cosiddetta "storia nella storia" e, come commenta Calvino nel frontespizio del libro, "le cento stanze diventano le Mille e una notte", proprio perché ogni appartamento cela un mistero, un ricordo che rimanda ancora e ancora all'infinito e trae origine in epoche remote.

    said on 

  • 5

    Geniale, grandissimo.
    Storie, storie e ancora storie che saltano fuori da ogni particolare.
    Un piccolo grande decamerone moderno, le 1000 e una notte del terzo millennio.
    Alta scrittura in un'esplosio ...continue

    Geniale, grandissimo.
    Storie, storie e ancora storie che saltano fuori da ogni particolare.
    Un piccolo grande decamerone moderno, le 1000 e una notte del terzo millennio.
    Alta scrittura in un'esplosione di fantasia dirompente.

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  • 0

    Ho scelto questo libro convinta dal commento di Calvino sulla quarta di copertina ma sinceramente sto facendo una gran fatica a leggerlo. E non è solo un problema di descrizioni dettagliate, il fatto ...continue

    Ho scelto questo libro convinta dal commento di Calvino sulla quarta di copertina ma sinceramente sto facendo una gran fatica a leggerlo. E non è solo un problema di descrizioni dettagliate, il fatto è che nonostante queste descrizioni non riesco ad immaginarmi gli ambienti ne le situazioni… Considerato che tra un mese dovrò restituirlo alla biblioteca probabilmente lo abbandonerò a metà e senza grande rimpianto :-)

    said on 

  • 3

    Le vite degli occupanti di una palazzina nel centro di Parigi raccontate per filo e per segno.
    Nonostante alcuni personaggi assolutamente splendidi, come Bartlebooth e il suo volutamente inutile proge ...continue

    Le vite degli occupanti di una palazzina nel centro di Parigi raccontate per filo e per segno.
    Nonostante alcuni personaggi assolutamente splendidi, come Bartlebooth e il suo volutamente inutile progetto quarantennale, che rendono il tutto comunque gradevole, ho trovato il libro troppo lungo e pedante nel raccontare ogni singolo dettaglio, nel descrivere ostinatamente ogni cosa. Una scelta dell'autore senza dubbio, ma che appesantisce questo libro scritto più per divertimento che per dire qualcosa.

    said on 

  • 4

    Un mosaico composito e caleidoscopico, di non semplicissima lettura ma di innegabile acume narrativo. Molto vicino alla sensibilità di Calvino, Perec costruisce il suo puzzle sorprendendo il lettore c ...continue

    Un mosaico composito e caleidoscopico, di non semplicissima lettura ma di innegabile acume narrativo. Molto vicino alla sensibilità di Calvino, Perec costruisce il suo puzzle sorprendendo il lettore con la giusta dose di tensione e sottile, mai invasivo, cinismo.
    Straordinariamente geniale il titolo.

    said on 

  • 5

    Non mollare mai

    Ho impiegato molto tempo a leggere questo libro che, senza vergogna, posso anche definire noioso: le descrizioni sono interminabili (dettagliatissime e bellissime) e a volte ci si perde nella miriade ...continue

    Ho impiegato molto tempo a leggere questo libro che, senza vergogna, posso anche definire noioso: le descrizioni sono interminabili (dettagliatissime e bellissime) e a volte ci si perde nella miriade di personaggi di cui vi si racconta.
    Nonostante la mia premessa non proprio incoraggiante, consiglio vivamente questo libro perché è un bellissimo gioco di puzzle ed incastri, di vite vissute e vite che andranno vissute. Perec ha inventato storie incredibili a cui ha dedicato solo qualche pagina (purtroppo?), partendo dalla descrizione di una stanza, di un corridoio o di un pianerottolo, fino ad arrivare ad intrighi familiari, a vedette incompiute e inconsueti progetti che impiegano un'intera vita.
    Sono rimasta molto affascinata perché spesse volte ci si ritrova a fantasticare sulla vita degli altri , partendo magari dai panni stesi che vediamo sui balconi dei palazzi accanto al nostro ed ecco che in "sole" 500 pagine qualcuno è riuscito (magistralmente) in quest'intento.
    Arrivate fino alla fine di questo meraviglioso spaccato di vita!

    said on 

  • 4

    Molto bello, per persone curiose e attente, da rileggere con calma. Traduzione da rivedere e aggiornare, ogni tanto la traduttrice prende un granchio.

    said on 

  • 4

    E' un libro che mi ha impegnato per quasi un mese, nella mia edizione fatto di 570 pagine fitte fitte, di cui ben settanta dedicate all'indice dei nomi, tanti e tali sono i rimandi a possibili approfo ...continue

    E' un libro che mi ha impegnato per quasi un mese, nella mia edizione fatto di 570 pagine fitte fitte, di cui ben settanta dedicate all'indice dei nomi, tanti e tali sono i rimandi a possibili approfondimenti. E' per questo che Italo Calvino nelle sue Lezioni americane lo aveva definito un iper-romanzo, paragonandolo anche, per le mirabilie contenute, a Le mille e una notte.
    E' impossibile descriverlo compiutamente. Perec immagina uno stabile parigino, all'11 di Rue Simon-Crubellier, un palazzo di dieci piani, cantine e soffitte comprese. Per ognuna delle stanze c'è una storia, anzi diverse storie, tante quante sono le persone che vi hanno abitato. Poi ci sono tante elencazioni di oggetti (che ho letto fino all'ultima parola), cataloghi addirittura come quello della fabbrichetta della signora Moreau oppure elenchi di vini contenuti nelle cantine.  A volte Perec apre un libro o punta lo sguardo su un quadro e ne racconta le vicende che da essi trapelano.
    Le pareti della stanza sono laccate di bianco. Vi stanno appesi parecchi manifesti incorniciati. Uno di quelli raffigura quattro monaci a tavola con espressione ghiottona davanti a un camembert sull'etichetta del quale quattro monaci con espressione ghiottona - gli stessi - sono di nuovo a tavola.
    Sono un'infinità i giochini di questo tipo che Perec ha inserito nel romanzo, anzi nei tanti romanzi che si aprono in queste pagine. Le descrizioni delle stanze poi sono maniacali, dai pavimenti alle pareti, ai mobili, agli infiniti oggetti di cui le stanze sui dieci piani sono disseminate: Le scatole di cacao Van Houten, le scatole di Banania...i pacchi di thermogène con il diavolo sputafuoco disegnato da Cappiello...
    Per alcune famiglie sono delineati interi alberi genealogici a partire dai tempi della rivoluzione francese. La storia principale è quella che riguarda l'eccentrico miliardario Bartlebooth e il suo progetto: imparare a dipingere acquerelli di marine in tutto il mondo e spedirli secondo scadenze prestabilite ad un artigiano che dopo aver incollato i fogli di carta su supporti in legno realizza dei puzzle. A tempo debito la carta sarà staccata e ricomposta in fogli come gli acquerelli originari che saranno rispediti sui luoghi dove sono stati dipinti e infine sciolti nell'acqua fino a diventare carta completamente bianca. Lo stravagante Bartlebooth morirà però prima di aver completato il suo progetto.
    Così non sarebbe rimasta traccia alcuna di quella operazione che, per cinquant'anni, aveva completamente mobilitato il suo autore.
    Fortunatamente il libro è suddiviso in capitoli brevi che almeno consentono una lettura compiuta delle singole storie, mentre una illustrazione con la dislocazione di appartamenti, cantine, soffitte, locali di servizio ne facilita la comprensione topografica.
    Sicuramente tornerò a Parigi prima o poi e mi piacerebbe andare a cercare questa via e questo palazzo, inesistente, ma che resterà ben collocato nella mia mente.
    Gli abitanti di uno stesso edificio vivono a pochi centimetri di distanza, separati da un semplice tramezzo, e condividono gli stessi spazi ripetuti di piano in piano, fanno gli stessi gesti nello stesso tempo, aprire il rubinetto, tirare la catena dello sciacquone, accendere la luce, preparare la tavola, qualche decina di esistenze simultanee che si ripetono da un piano all'altro, da un edificio all'altro, da una via all'altra. Si barricano nei loro millesimi - così si chiamano infatti - e vorrebbero tanto che non ne uscisse niente...
    L'ho tenuto a bagnomaria per due anni da quando mi è stato regalato (era il Natale 2011) poi sono maturate le circostanze per leggerlo. Ringrazio la persona che me ne ha fatto dono, non per il libro, ma per la considerazione nei miei confronti che era implicita. Da solo probabilmente non lo avrei mai scelto né letto.

    said on 

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