Life: A User's Manual

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Publisher: David R Godine

4.2
(1178)

Language: English | Number of Pages: 581 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Spanish , Italian , Catalan , German

Isbn-10: 0879237511 | Isbn-13: 9780879237516 | Publish date:  | Edition Reprint

Translator: David Bellos

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Philosophy

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Book Description
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  • 3

    ἀρχοὺς αὖ νηῶν ἐρέω νῆάς τε προπάσας Βοιωτῶν μὲν Πηνέλεως καὶ Λήϊτος ἦρχον Ἀρκεσίλαός τε Προθοήνωρ τε Κλονίος τε,

    sì, tutto molto bello e scritto bene; ma se proprio proprio me devo flagella' con elenchi e descrizioni, mi leggo il catalogo delle navi, e tanti saluti a perec.

    said on 

  • 3

    ★ ★★ ½ (con un titolo così, possibile non leggerlo?)

    La vita, istruzioni per l'uso è un romanzo del 1978 di Georges Perec. Il libro valse all'autore, nello stesso anno, il Prix Médicis. Il libro, probabilmente il più noto di Perec, è dedicato alla memor ...continue

    La vita, istruzioni per l'uso è un romanzo del 1978 di Georges Perec. Il libro valse all'autore, nello stesso anno, il Prix Médicis. Il libro, probabilmente il più noto di Perec, è dedicato alla memoria di Raymond Queneau ed è stato indicato da Italo Calvino come esempio di iperromanzo. Ma che cos’è l’iperromanzo? Per la prima volta fu usato da Calvino e fu da lui definito come luogo “d'infiniti universi contemporanei in cui tutte le possibilità vengono realizzate in tutte le combinazioni possibili”.
    Il romanzo narra la vita dei diversi abitanti di un immobile parigino sito al numero 11 di Rue Simon-Crubellier (una via immaginaria situata nel XVII arrondissement): un caseggiato composto da 10 stanze per piano poste su dieci piani a formare un "biquadrato" di 100 elementi. Il racconto procede, tra le stanze del caseggiato, seguendo lo schema ad “L” del movimento del cavallo nel gioco degli scacchi e tocca così tutte le stanze, tranne una: i capitoli del libro sono infatti novantanove, non cento.
    Il romanzo: Protagonista della storia principale del libro (ma, come detto, molte altre si intrecciano a questa) è il miliardario Bartlebooth (il cui nome sintetizza quelli di altri due personaggi letterari: Barnabooth il miliardario di Valery Larbaud e Bartleby lo scrivano di Herman Melville) il quale sceglie «di fronte all'inestricabile incoerenza del mondo [...], di portare fino in fondo un programma, ristretto, sì, ma intero, intatto, irriducibile. [...] di organizzare tutta la sua vita intorno a un progetto unico la cui necessità arbitraria non avrebbe avuto uno scopo diverso da sé»; inizia così, all'età di vent'anni, a compiere il suo progetto: per dieci anni, pur non essendone interessato, impara l'arte dell'acquerello dal pittore Valène, poi, per vent'anni, viaggia per il mondo dipingendo su fogli di carta Whatman, ogni quindici giorni circa, una «marina» e spedendo poi il quadro ad un artigiano specializzato, Winckler, il quale, dopo aver incollato l'acquerello su di una tavola di legno, costruisce un puzzle di 750 pezzi; infine, nei vent'anni successivi e dopo essere tornato in Francia, Bartlebooth ricompone, di nuovo uno ogni quindici giorni e nell'ordine nel quale sono stati creati, i puzzle di legno: i quadri, staccati dal loro supporto e ricomposti come fossero i dipinti originari grazie ad una sostanza speciale, sono rispediti nei luoghi nei quali erano stati dipinti e quindi immersi «in una soluzione solvente da cui non sarebbe riemerso che un foglio di carta Whatman, vergine e intatto. Così, non sarebbe rimasta traccia alcuna di quella operazione che, per cinquant'anni, aveva completamente mobilitato il suo autore.» Bartlebooth non riuscirà però a compiere per intero la sua impresa; al momento della morte rimane infatti un solo pezzo per completare il 439-esimo puzzle: ma mentre il pezzo mancante ha la forma di una “X”, quello rimasto nelle mani di Bartlebooth ha la forma di una “W”.
    E voi direste, ma ormai, ci ha svelato tutto, non ha più senso leggerlo.., niente di più sbagliato. Perché il libro di Perec è un libro che va vissuto pagina dopo pagina come una missione, con coraggio e dedizione, il lettore distratto probabilmente butterà in aria anche qualche colorita bestemmia, ma dopo aver raggiunto l’ultima pagina sarete sazi, e probabilmente anche impotenti di fronte a ciò che la letteratura, - se messa in mano a forze geniali - può creare. Si distruggono tutti i confini, ogni cosa è possibile, tutto può essere oggetto di narrazione anche una semplice e infinita lista di oggetti o miseri scontrini (e Perec ne dà prova più volte). Concludo con il dire che è un libro che può anche essere messo da parte per un po’ per poi essere ripreso per farci pace, questo perché l’alta densità narrativa è ansiogena, e a volte stancante, ma finito il viaggio avrete una percezione diversa della letteratura e di ciò che con essa può essere narrato attraverso le forze umane, la mente umana primo grande seme da coltivare.

    said on 

  • 5

    Voglio bene a Perec e volevo molto bene a questo libro: questo mio oggetto libro che mi era stato regalato nel 2004, trovato sorprendentemente al bar della stazione dei treni di Santo Stefano di Camas ...continue

    Voglio bene a Perec e volevo molto bene a questo libro: questo mio oggetto libro che mi era stato regalato nel 2004, trovato sorprendentemente al bar della stazione dei treni di Santo Stefano di Camastra. Infatti sul libro c'era scritto: data - il mio nome - Santo Stefano di Camastra.
    Poi - mannaggia a me - ho consentito ad un prestito. Il libro adesso lo ha una persona che forse non lo leggerà mai, che molto probabilmente ne avrà anche cura, machissenefrega. Ho sbagliato ad acconsentire perchè io non volevo e l'ho fatto perchè mi sono sentita in colpa e ho fatto un certo numero di cose mossa dal senso di colpa.
    Il mese scorso ho deciso che non mi importava più. Peccato che adesso la copertina della Bur sia cambiata e che questa nuova non mi piaccia affatto, niente a che vedere con la foto dei pulsanti dell'ascensore della precedente - anche se non l'ho capito subito che fossero pulsanti.
    E su anobii puoi inserire solo una copia di un libro con un codice isbn, quindi quello che leggo ora non è quello che ho.

    Sono così felice di rileggere La vita istruzioni per l'uso e mentre lo leggo sapere che lo rileggerò.

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  • 5

    Indimenticabile

    Finito di leggere mi appresto a scrivere due righe qua e mi vengono in mente solo aggettivi: originale, bizzarro, rigoroso, straordinario.
    Ma proprio letteralmente, fuori dall'ordinario.
    Perché chi ma ...continue

    Finito di leggere mi appresto a scrivere due righe qua e mi vengono in mente solo aggettivi: originale, bizzarro, rigoroso, straordinario.
    Ma proprio letteralmente, fuori dall'ordinario.
    Perché chi mai si prenderebbe la briga di scrivere per 500 e passa pagine di un palazzo di dieci piani e dei suoi cento appartamenti. Chi mai si metterebbe a descrivere gli arredi, la disposizione degli oggetti nelle case, tic, vizi e virtù delle persone che le abitano, andando a costruire cento enormi piccoli frammenti di vita vissuta fra quelle mura?
    Alla fine è solo la fedele riproposizione del famoso feticcio del "focolare domestico": chi mai, la sera, specie quando è freddo, durante un viaggio in auto, treno, autobus, non ha mai sbirciato dentro le case, per vedere cosa accade dentro? Specie la sera, quando fuori è freddo o piove e dentro si cucina o si sta preparando la tavola per la cena..
    Ecco, di base Perec scrive un libro su uno dei grandi desideri celati dell'umanità: ficcare il naso in casa degli altri, ma lo fa non con la morbosità, con il desiderio di catturare qualcosa di scabroso, i famosi "scheletri nell'armadio", bensì con l'intenzione di andare a descrivere tanti piccoli frammenti di vita vissuta che si inseriscono in un puzzle molto molto più ampio: la vita, in tutta la sua complessità.
    Per farlo Perec utilizza il meccanismo delle scatole cinesi, la cosiddetta "storia nella storia" e, come commenta Calvino nel frontespizio del libro, "le cento stanze diventano le Mille e una notte", proprio perché ogni appartamento cela un mistero, un ricordo che rimanda ancora e ancora all'infinito e trae origine in epoche remote.

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  • 5

    Geniale, grandissimo.
    Storie, storie e ancora storie che saltano fuori da ogni particolare.
    Un piccolo grande decamerone moderno, le 1000 e una notte del terzo millennio.
    Alta scrittura in un'esplosio ...continue

    Geniale, grandissimo.
    Storie, storie e ancora storie che saltano fuori da ogni particolare.
    Un piccolo grande decamerone moderno, le 1000 e una notte del terzo millennio.
    Alta scrittura in un'esplosione di fantasia dirompente.

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  • 0

    Ho scelto questo libro convinta dal commento di Calvino sulla quarta di copertina ma sinceramente sto facendo una gran fatica a leggerlo. E non è solo un problema di descrizioni dettagliate, il fatto ...continue

    Ho scelto questo libro convinta dal commento di Calvino sulla quarta di copertina ma sinceramente sto facendo una gran fatica a leggerlo. E non è solo un problema di descrizioni dettagliate, il fatto è che nonostante queste descrizioni non riesco ad immaginarmi gli ambienti ne le situazioni… Considerato che tra un mese dovrò restituirlo alla biblioteca probabilmente lo abbandonerò a metà e senza grande rimpianto :-)

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  • 3

    Le vite degli occupanti di una palazzina nel centro di Parigi raccontate per filo e per segno.
    Nonostante alcuni personaggi assolutamente splendidi, come Bartlebooth e il suo volutamente inutile proge ...continue

    Le vite degli occupanti di una palazzina nel centro di Parigi raccontate per filo e per segno.
    Nonostante alcuni personaggi assolutamente splendidi, come Bartlebooth e il suo volutamente inutile progetto quarantennale, che rendono il tutto comunque gradevole, ho trovato il libro troppo lungo e pedante nel raccontare ogni singolo dettaglio, nel descrivere ostinatamente ogni cosa. Una scelta dell'autore senza dubbio, ma che appesantisce questo libro scritto più per divertimento che per dire qualcosa.

    said on 

  • 4

    Un mosaico composito e caleidoscopico, di non semplicissima lettura ma di innegabile acume narrativo. Molto vicino alla sensibilità di Calvino, Perec costruisce il suo puzzle sorprendendo il lettore c ...continue

    Un mosaico composito e caleidoscopico, di non semplicissima lettura ma di innegabile acume narrativo. Molto vicino alla sensibilità di Calvino, Perec costruisce il suo puzzle sorprendendo il lettore con la giusta dose di tensione e sottile, mai invasivo, cinismo.
    Straordinariamente geniale il titolo.

    said on 

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