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L'Iguana

By Anna Maria Ortese

(288)

| Paperback | 9788845906572

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Book Description

26 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    L'isola che (forse) non c'é

    Nell'isola che (forse) non c'è, un mondo onirico dove i grandi temi della Ortese si intrecciano come in una fiaba: il dolore e l'ingiustizia, la pietà e l'amore, la vita e la morte e la redenzione. Su tutto la figura pietosa e inquietante di estrelli ...(continue)

    Nell'isola che (forse) non c'è, un mondo onirico dove i grandi temi della Ortese si intrecciano come in una fiaba: il dolore e l'ingiustizia, la pietà e l'amore, la vita e la morte e la redenzione. Su tutto la figura pietosa e inquietante di estrellita, l'iguanuccia che suscita l'amore del protagonista e che faremo fatica a dimenticare...

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    Giampy said on Apr 14, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Le chiavi di lettura di un romanzo talmente denso e continuamente sorprendente sono molteplici, e la più parte ci sono date dall'autrice stessa nel testo. La mia preferita per adesso è questa:
    «Sentiva due cose, fra loro altamente contrastanti, e ch ...(continue)

    Le chiavi di lettura di un romanzo talmente denso e continuamente sorprendente sono molteplici, e la più parte ci sono date dall'autrice stessa nel testo. La mia preferita per adesso è questa:
    «Sentiva due cose, fra loro altamente contrastanti, e che non riusciva, almeno per ora, a collegare, sebbene il significato fosse tutt’altro che terribile, fosse lieto e umano, e ci fosse dunque da sperare. Sentì che il suo viaggiare era stato immobilità, e ora, nella immobilità, cominciava il vero viaggiare. Sentì poi che questi viaggi sono sogni, e le iguane ammonimenti. Che non ci sono iguane, ma solo travestimenti, ideati dall’uomo allo scopo di opprimere il suo simile e mantenuti da una terribile società. Questa società egli aveva espresso, ma ora ne usciva. Di ciò era contento.»

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    ivresse said on Oct 13, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Ché il cuore dell'uomo, anche se di un conte lombardo, non tralascia occasione, almeno nelle sue pieghe meno illuminate, di differire una qualsivoglia azione, se si presenta appena tale da sfinire l'anima con la sua problematica. Vi è della pigrizia ...(continue)

    "Ché il cuore dell'uomo, anche se di un conte lombardo, non tralascia occasione, almeno nelle sue pieghe meno illuminate, di differire una qualsivoglia azione, se si presenta appena tale da sfinire l'anima con la sua problematica. Vi è della pigrizia, anche se non sembra, nel cuore dell'uomo."

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    Davide e Giacomo said on Jun 9, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Altro che personaggi russi con tre nomi a testa, i portoghesi della Ortese stracciano ogni record. E arrivata alla fine io ancora non capivo di chi si stava parlando - forse la follia tardiva del protagonista c'ha messo lo zampino.
    Oppure mi sono pe ...(continue)

    Altro che personaggi russi con tre nomi a testa, i portoghesi della Ortese stracciano ogni record. E arrivata alla fine io ancora non capivo di chi si stava parlando - forse la follia tardiva del protagonista c'ha messo lo zampino.
    Oppure mi sono persa in uno dei paragrafi da settordicimila incisi l'uno.

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    estuan said on Mar 16, 2013 | Add your feedback

  • 13 people find this helpful

    "...avrai constatato che il mondo, quando non è malato, è buono, e se non lo è, essendo soltanto malato, ha bisogno, per guarire, di tutto il nostro intelligente amore"

    L'oscuro e misterioso mondo (ospedale-cimitero) della Ortese s'arricchisce, con questo libro, d'un nuovo e bizzarro abitante. Sorella in particolar modo di Alonso, il gatto-puma di "Alonso e i visionari" (libro che, riprendendo i temi di questo a più ...(continue)

    L'oscuro e misterioso mondo (ospedale-cimitero) della Ortese s'arricchisce, con questo libro, d'un nuovo e bizzarro abitante. Sorella in particolar modo di Alonso, il gatto-puma di "Alonso e i visionari" (libro che, riprendendo i temi di questo a più di trent'anni di distanza, li raffina e li risolve, contaminandoli di luce e di purezza), l'Iguanuccia protagonista, indiretta (in quanto essa, che è soprattutto simbolo, agisce pochissimo), de "L'Iguana" è, come la maggior parte dei personaggi partoriti dall'immaginazione dolorosa e sensibilissima di Anna Maria, una "piccola", una creaturina fragile, vittima ideale di soprusi crudeli e di violenze intollerabili. Essere bestiale (per quanto ella abbia l'aspetto di un'iguana solo nella fantasia esasperata del conte), emblema di un'umanità originale ed incorrotta (ma non senza colpa poiché anche lei sa essere dispettosa ed irriverente), cioè non raffinata (e per questo confinata dai potenti all'inferno), la servetta della Ortese, è, al pari di tutti gli altri deboli, incapace di vivere ed inadatta alla vita (vita che la scrittrice dipinge spesso come un'impresa penosa, un'inutile fatica).
    Sin troppo vicina al Cielo (ovvero a Dio che, farfalla candida e agonizzante, ha generato il mondo emanando scariche di trasparente bellezza) e alla Natura, ella è invece distantissima dagli uomini (e dai loro intrighi) che non ne comprendono, se non attraverso intuizioni tanto penetranti quanto brevi, le gioie, i dolori, la fedeltà (che lei, semplice anumuccia, prova verso coloro che dimostrano di averne pietà) e gli smarrimenti (di fronte a terribili tradimenti). Impossibile, dunque, per oppressi ed oppressori comprendersi, avvicinarsi. Presi nel fuoco di un'impossibile congiunzione (dal momento che non sempre la bontà viene ripagata con altra bontà e che tutti i sentimenti umani, amore compreso, hanno in sé un grumo di diffidenza che adombra ed avvelena), anche i mediatori (come il conte Daddo), eroi improvvisati e disarmati (vagamente kafkiani), sono destinati, infine, a perire, appesantiti dalla coscienza che, pur facendo tutto quanto in loro potere, non sono riusciti a mutare di nulla la situazione (i poveri, privati dell'intelligenza e dei mezzi, resteranno sempre poveri).
    Si riesce a scorgere, tra le righe fitte di queste pagine, l'idealismo acerbo che ha guidato la mano e la mente di Anna Maria nella stesura del romanzo. Anche se commossa, dunque, non posso assolutamente dirmi convinta: sono soprattutto la cornice fantasticamente onirico-allegorica (ma la O. non risparmia alcune tremende stilettate al mondo blindato dell'editoria italiana) e lo straordinario italiano ortesano (che è pieno e stratificato) a rendere "L'Iguana" un'opera affascinante ed unica nel panorama letterario nostrano di allora, di oggi e certamente anche di domani.

    Forse lo sbaglio è stato nell'averlo letto subito dopo l'incredibile "Il porto di Toledo". La materia dalla quale la Ortese è partita per plasmare "L'Iguana" è troppo grezza e scura per poter reggere il confronto con quella dolorosamente lucente che caratterizza le pagine de "Il porto di Toledo".

    Molto interessante l'intervista (realizzata da Dario Bellezza) riportata nelle ultime pagine del volume.

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    alice said on Aug 19, 2012 | 4 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (288)
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  • Paperback 204 Pages
  • ISBN-10: 8845906574
  • ISBN-13: 9788845906572
  • Publisher: Adelphi
  • Publish date: 1986-xx-xx
  • In other languages: other languages English Books , Deutsche Bücher
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