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Lilla stjärna

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Förlag: Ordfront förlag

3.6
(79)

Language:Svenska | Number of Pages: 445 | Format: Paperback | På andra språk: (andra språk) English , German , Italian

Isbn-10: 9170375860 | Isbn-13: 9789170375866 | Publish date: 

Även tillgänglig som: Hardcover , Audio CD

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Bokbeskrivning
Två flickor växer upp på olika håll i Sverige, med mycket olika förutsättningar. Den ena hittas övergiven i skogen och växer upp gömd i en källare. Hon har en enastående förmåga: hon kan sjunga helt rent, och härma all musik hon hör. Den andra har inga sådana förmågor, är inte speciell på något sätt. Hon är precis som alla andra - möjligen lite fulare, lite tjockare, lite konstigare.
Det dröjer fjorton år innan de två flickorna möts. Tillsammans sätter de igång en serie händelser som leder fram till Allsång och kaos.
Sorting by
  • 2

    Manca il finale

    Lindqvist non mi dispiace, riesce a raccontare storie horror nella Svezia dei nostri giorni in modo credibile. Questo romanzo però, che si fa leggere, manca di una conclusione che sveli l'arcano sulle ...fortsätt

    Lindqvist non mi dispiace, riesce a raccontare storie horror nella Svezia dei nostri giorni in modo credibile. Questo romanzo però, che si fa leggere, manca di una conclusione che sveli l'arcano sulle due ragazzine. Altrimenti resta una storia pulp avvincente ma "normale".

    sagt den 

  • 3

    Un horror con tocchi splatter

    Decisamente inferiore alle aspettative. L'inizio sembrava promettente, poi ha prevalso l'inutile prolissità di una trama che avrebbe potuto concludersi nelle prime 100 pagine.

    sagt den 

  • 4

    "In fondo le loro vicende rappresentavano la stessa cosa: la paura del diverso."

    L'ultimo romanzo di Lindqvist si presenta come uno sguardo angosciante e torbido sull'adolescenza. E' probabilmente il libro dove troviamo meno elementi horror rispetto al resto della produzione dell' ...fortsätt

    L'ultimo romanzo di Lindqvist si presenta come uno sguardo angosciante e torbido sull'adolescenza. E' probabilmente il libro dove troviamo meno elementi horror rispetto al resto della produzione dell'autore svedese, che qui sviluppa una storia incentrata sulla vita di due ragazze molto particolari. Ma non per questo il tutto risulta meno terrificante: in particolare l'apocalissi che si scatena nel finale. Ormai Lindqvist è diventato una vera e propria garanzia.

    sagt den 

  • 3

    Inizio brillante,ma del resto non è il primo libro che leggo dell'autore,purtroppo dopo un centinaio di pagine tutto il mistero scema pian pianino lasciando un continuo di storia piatto e noioso.
    Mi è ...fortsätt

    Inizio brillante,ma del resto non è il primo libro che leggo dell'autore,purtroppo dopo un centinaio di pagine tutto il mistero scema pian pianino lasciando un continuo di storia piatto e noioso.
    Mi è spiaciuto molto perché i precedenti libri mi hanno intrigato molto, ma quest'ultimo l'ho trovato senza capo ne coda e non mi ha lasciato nulla,anche se la scrittura è sempre piacevole.

    sagt den 

  • 3

    Molto molto molto lontano dalla poesia di Lasciami entrare e dall'emozione tragica dell'Estate dei morti viventi. L'unico JAL che non mi è piaciuto quasi per nulla.

    sagt den 

  • 4

    Un chiaroscuro horror sull'adolescenza

    Per chi come me ha amato ‘Lasciami entrare‘ (2004), ha storto il naso con ‘L’estate dei morti viventi’ (2005) e si è di nuovo emozionato per ‘Il Porto degli spiriti’ (2008) e ‘Muri di carta‘ (2012) og ...fortsätt

    Per chi come me ha amato ‘Lasciami entrare‘ (2004), ha storto il naso con ‘L’estate dei morti viventi’ (2005) e si è di nuovo emozionato per ‘Il Porto degli spiriti’ (2008) e ‘Muri di carta‘ (2012) ogni nuova opera di Lindqvist è accompagnata da un misto di timore e aspettativa.
    Per certi versi ‘Una piccola stella’ (2013) è la più ambigua delle sue produzioni. Ambientato nella Svezia sofferta e sofferrente tanto amata (e odiata) da Lindqvist racconta del ritrovamento di una neonata, la piccola Teres, che ha una singolare capacità: la sua voce è musica pura, in grado di emettere le note più perfette. La piccola viene rinchiusa in uno scantinato da una coppia di musicisti in declino con l’intento di allevarla segregata dal mondo e protetta dall’inquinamento che la parola potrebbe causare alla sua purezza musicale.
    Teres però, dopo una serie di eventi drammatici e dall’impronta decisamente horror, uscirà dal guscio protettivo nel quale era stata rinchiusa e verrà fatta conoscere al mondo grazie a un talent show musicale. Così Teres conoscerà Teresa, una bambina sola e infelice attratta dalla sua strana purezza. E conoscerà altre ragazzine, vittime di una Svezia non all’altezza delle nuove generazioni e insieme a loro cercherà le risposte che gli adulti non sono in grado di dare.
    A differenza degli alti romanzi (tolto ‘L’estate dei morti viventi’ che resta a mio avviso il modo con cui Lindqvist ha voluto affrontare il suo demone interiore legato alla morte) ‘Una piccola stella’ ha situazioni e meccanismi più pretestuosi e meno precisi del solito. Questo credo sia da ricercare nella evidente critica sociale che Lindqvist mette in campo: i suoi bersagli principali sono il mondo della musica e i talent show decidati alle giovani promesse del pop. L’intenzione è chiara e ben sviluppata ma se ‘Una piccola stella’ si limitasse a questo sarebbe un romanzo interessante con però poco valore aggiunto.
    ‘Una piccola stella’ invece è anche un romanzo di crescita, qualcosa che si può identificare come il negativo fotografico de ‘Il Corpo’, racconto scritto da Stephen King e contenuto in Stagioni Diverse (1982) (da cui hanno tratto il film ‘Stand By Me’, 1986). Le tematiche portanti sono molto simili. Ci sono adolescenti che fuggono da situazioni famigliari complesse e c’è la morte. C’è la catarsi che l’incontro di queste due entità così diverse, giovinezza e morte, crea e gli imprevedibili esiti ai quali può dare origine. Il viaggio che Teresa e Teres compiono non è fisico, come quello descritto da King, ma è del tutto spirituale e passa attraverso stati mentali tremendi e angoscianti. La psicosi di Teresa, il distacco dal mondo che solo Teres riuscirà a guarire è molto simbolico e potente. Così come il rituale della morte e della rinascita a cui tutte le ragazze attratte da Teres, il branco, sono sottoposte.
    Come dicevo la narrazione, se spogliata dagli obiettivi che Lindqvist si è posto, non è impeccabile. In certi punti si ripete e la simbologia di alcuni personaggi è, per quanto efficace, forzata (il discografico Hansen è funzionale ma non così credibile come dovrebbe). C’è però un manto di inquietudine sempre costante che avvolge tutto il romanzo e che trasmette la sensazione di un disastro imminente capace di tenere alto il ritmo. Da questo non è possibile affrancarsi ed è uno dei punti di forza del romanzo. Se anche alcue cose scricchiolano l’ansia delle ragazzine si trasmette al lettore facendole diventare parte del ‘branco’ creato da Lindqvist.
    Per concludere ‘Una piccola stella’ non ha la terribile eleganza di ‘Lasciami entrare’ e nemmeno la purezza del macabro rapporto tra Oskar ed Eli ma è comunque un altro bel tassello che arricchisce il mosaico della Svezia descritta da Lindqvist. Perduta e alla ricerca di se stessa.

    Seguitemi su: http://www.maicomorellini.it

    sagt den 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Deludente per le mie aspettative. In questo romanzo Lindqvitz recupera il tema del rapporto "malsano" tra due adolescenti che tanto era ben riuscito in "Lasciami Entrare". Anche in questo caso abbiamo ...fortsätt

    Deludente per le mie aspettative. In questo romanzo Lindqvitz recupera il tema del rapporto "malsano" tra due adolescenti che tanto era ben riuscito in "Lasciami Entrare". Anche in questo caso abbiamo un "piccolo mostro" capace di atroci gesti e di grande forza, che plagia un altro adolescente debole e nerd. Il primo, cioè il "mostro" non è colpevole del tutto della sue cattive azioni perchè la vita/l'educazione/la natura lo hanno deviato contro la sua consapevolezza. Il seconbdo piccolo "mostro" diviene tale per colpa di una società a cui non riesce ad appartenere senza atroci sofferenze.
    L'idea di base è buona, ma poi tutto il romanzo scorre lento senza una reale profondità, ma solo descrivendo un rapporto che si fa via via più morboso. La vera violenza si ha negli ultimi 3-4 capitoli e lì termina il libro.
    La storia è quella di una bamina che viene trovata accidentalmente in un bosco abbandonata in una busta semisotterrata. La bambina, semimorta, viene salvata da una cantautore fallito che decide di portarla con se, nasconderla ed allevarla in segreto, perchè la bambina ha un dono: una voce straordinaria.
    La Piccola (Theres in seguito) sarà allevata in questa cattività forzata lontana dal mondo reale finoo ai 13 anni. La sua relatà sarà quella distorta che le verrà raccontata dai suoi "genitori". Per Theres il mondo dei grandi è fatto di cattivi che la vogliono uccidere. Per Theres la violenza e la morte non hanno lo stesso valore che hanno nella ns società, anzi sono cose affascinanti.
    La sua voce e il suo carisma faranno adepti tra le adolescenti sfortunate e disadattate che con lei creeranno un atroce "gruppo di autoaiuto". Un viaggio nel disagio giovanile e nello strazio di crescere in un mondo dove non si trova il proprio posto.
    14 adolescenti feroci, munite di attrezzi per il briolage daranno vita ad gran massacro solo al termine di un troppo lungo peregrinare.

    sagt den 

  • 4

    Approvato

    Veloce, magnetico e convincente. Come primo approccio a Lindqvist sono rimasto piacevolmente colpito dalla scorrevolezza e dal modo semplice e diretto che ha di farti immergere nelle situazioni. Si pe ...fortsätt

    Veloce, magnetico e convincente. Come primo approccio a Lindqvist sono rimasto piacevolmente colpito dalla scorrevolezza e dal modo semplice e diretto che ha di farti immergere nelle situazioni. Si perde leggermente nel finale quando viene a mancare un po' l'alone macabro che percuote i tre quarti dell'opera, ma la "giocabilità" complessiva rimane su altissimi livelli.

    sagt den 

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