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L'immoralista

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 64

By Andre Gide

(721)

| Hardcover | 9788496075825

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Book Description

Pubblicato nel 1902, ricco di spunti tratti dal vissuto dell'autore. Il protagonista Miche vive drammaticamente il dissidio fra la rigida educazione puritana impartitagli dai genitori e le gioie dei sensi e della vitalità da lui scoperte durante un s Continue

Pubblicato nel 1902, ricco di spunti tratti dal vissuto dell'autore. Il protagonista Miche vive drammaticamente il dissidio fra la rigida educazione puritana impartitagli dai genitori e le gioie dei sensi e della vitalità da lui scoperte durante un soggiorno in Africa, per il suo viaggio di nozze con una donna devota e non amata. Ma la battaglia di liberazione dal conformismo che egli ingaggia con se stesso,, la sua ricerca del senso autentico dell'individualità, si mutano ben presto per Michel in violenta affermazione di sé e del proprio egoismo.

44 Reviews

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    Molto bello questo romanzo, scritto come racconto diretto agli amici più intimi, dopo la scoperta di una propria interiorità distante da ciò che si è mostrato fino a quel momento, e che determina il totale ribaltamento dei principi morali che hanno d ...(continue)

    Molto bello questo romanzo, scritto come racconto diretto agli amici più intimi, dopo la scoperta di una propria interiorità distante da ciò che si è mostrato fino a quel momento, e che determina il totale ribaltamento dei principi morali che hanno diretto la vita di Michel, il protagonista.

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    Rob Luc said on Apr 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    non sono riuscita a leggerlo senza che scattasse una sorta di giudizio rabbioso. I bambini vanno protetti e rispettati, per gli adulti nessun problema ma i bimbi e i ragazzini…..

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    Camilla said on Apr 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In seguito ad una grave malattia che gli aveva impedito di gioire del suo corpo, il protagonista, Michel, lo riscopre e inizia una lenta discesa nei piaceri terrestri. Non c'è da attendersi nessuna tinta troppo fosca, Sade è di certo lontano ma la se ...(continue)

    In seguito ad una grave malattia che gli aveva impedito di gioire del suo corpo, il protagonista, Michel, lo riscopre e inizia una lenta discesa nei piaceri terrestri. Non c'è da attendersi nessuna tinta troppo fosca, Sade è di certo lontano ma la sensualità del corpo e del contatto con la natura e con gli uomini viene pian piano ad assumere un ruolo di primo ordine. Tanto più aumenta il piacere del protagonista, tanto più si ammala la moglie; morirà, infine, nel momento in cui Michel la tradisce abbandonandosi ai puri piaceri della carne. Egli ha commesso un grave “delitto” e quando tutto è terminato, quasi attonito, Michel chiede aiuto agli amici; forse però è troppo tardi e l’agire vizioso ha ormai preso il sopravvento. Eppure Michel si rende conto che la vita edonistica da lui teorizzata non può avere pretese razionali, e come Gide, seppure fortemente attratto da tali lusinghe, cerca di vincerle ma non per conformismo, bensì per un più alto imperativo etico. Alla fine del romanzo, protagonista e autore non hanno tuttavia ancora fatto pace con il proprio corpo: Michel allontana una donna con cui era andato a letto perché sorella di Ali, suo amico a cui la loro relazione infastidiva. La donna, una prostituta, lo prende in giro sostenendo che Michel tenesse più a suo fratello, a un uomo, che a lei. La frase finale, “Peut-être avait-elle un peu raison”, suggerisce che il protagonista dubita della sua omosessualià ma, al contempo, quel “peut-être” sottolinea, ancora una volta, come Michel e Gide abbiano difficoltà ad assumerla coscientemente. Maestro d'edonismo sarà Menalque.
    Per una lettura critica di partenza:
    http://web.centre.edu/french/LImmoralisteGide.htm

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    Peppinofionda said on Mar 15, 2012 | Add your feedback

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    Michel, sei una brutta persona. Ma non per tutto, sappilo, sarebbe troppo facile. Per una cosa sola. E sei davvero una brutta persona.

    La cosa bella è la Ska che fa dell'ironia sulla triste fine di Marceline la Dolce; povera Marceline, mica se lo è ...(continue)

    Michel, sei una brutta persona. Ma non per tutto, sappilo, sarebbe troppo facile. Per una cosa sola. E sei davvero una brutta persona.

    La cosa bella è la Ska che fa dell'ironia sulla triste fine di Marceline la Dolce; povera Marceline, mica se lo è scelto lei un nome così stupido. Però è sintomatico. Michel, ti poteva capitare un'arpia e allora.. altro che bambini in giro! Teneri bei fanciullini da spizzare!
    Ti avrebbe mandato a calci in culo a fare quella supplenza alla Sorbonne, maledetto ventiquattrenne viziato.

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    Malleveria said on Mar 6, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    A me non è piaciuto, se non fosse stato scritto non sarebbe cambiato il mondo! Più che altro lo trovo inutile

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    Lietcai said on Feb 9, 2012 | Add your feedback

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