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Linea di sangue

Romanzi a fumetti Bonelli n. 6

Di ,

Editore: Sergio Bonelli Editore

3.3
(58)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 264 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Illustrazione di copertina: Roberto Diso

Genere: Comics & Graphic Novels

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Descrizione del libro
Due uomini, due battaglie. Il primo uomo è un giovane soldato. Si chiama Paul, e la sua battaglia è quella che si sta combattendo sotto il monastero di Montecassino, uno dei momenti cruciali della Seconda Guerra Mondiale. L'altro è un sicario della mafia, lavora per la famiglia Bastiano, e la sua battaglia è contro il clan irlandese dei McLean, sullo sfondo di una New York dura e violenta. Che cosa collega Paul e Vic? Qual è la linea di sangue che li unisce?
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  • 1

    Inchiostro sprecato

    Troppa carne al fuoco e non abbastanza combustibile per cucinarla a puntino. Tito Faraci, non avendo niente da dire, procede per accumulo, sfornando una storia superficiale e banale, trita come poche, che riesce ad affastellare uno stereotipo sull'altro senza nulla dire; contrariamente al proposi ...continua

    Troppa carne al fuoco e non abbastanza combustibile per cucinarla a puntino. Tito Faraci, non avendo niente da dire, procede per accumulo, sfornando una storia superficiale e banale, trita come poche, che riesce ad affastellare uno stereotipo sull'altro senza nulla dire; contrariamente al proposito dichiarato di quest'opera sulla battaglia di Montecassino (ne sappiamo di più dall'introduzione di Gianmaria Contro che dall'avventura presentata). E il buon Roberto Diso cerca di omaggiare i disegnatori delle storie di guerra pubblicate a suo tempo da Super Eroica e periodici consimili, con il risultato di appannare il proprio segno sfornando uno stile impersonale e poco efficace. Non che si potesse salvare una storia che non aveva alcun senso pubblicare.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Ultima uscita della collana "Romanzi a fumetti" Bonelli, in cui si intrecciano una storia di gangster italoamericani e una di guerra, ambientata durante la battaglia di Montecassino. La seconda vicenda mi è sembrata più riuscita, ma è indubbio che entrambe contengano tutti i clichè dei rispettivi ...continua

    Ultima uscita della collana "Romanzi a fumetti" Bonelli, in cui si intrecciano una storia di gangster italoamericani e una di guerra, ambientata durante la battaglia di Montecassino. La seconda vicenda mi è sembrata più riuscita, ma è indubbio che entrambe contengano tutti i clichè dei rispettivi generi: da una parte, il figlio del boss che si ribella al padre, la faida tra due diversi gruppi criminali, le talpe in entrambi (e gli incontri segreti in confessionale), la pupa rapita; dall'altra, i commilitoni prepotenti che poi sacrificano la loro vita per i compari che prima maltrattavano, la missione suicida, il poveraccio colpito a morte che però, prima di morire, fa in tempo a chicchierare per mezz'ora buona.
    Il risultato complessivo non è male in realtà, ma il finale mi ha fatto abbassare il voto: potevo capire che Paul volesse vendicarsi in prima persona (anche se alla fin fine a Margareth non è successo niente e Vic è morto in guerra, spedito lì non certo dagli irlandesi), ma rientrare nella "famigghia" come figliol prodigo, dal padre che odiava sia èer i suoi metodi, sia (soprattutto) perchè ha ucciso la madre? "Sono sempre stato come lui", ma i flashback mostrati dicono l'esatto opposto.

    ha scritto il 

  • 3

    Poche idee, ma stantie

    La storia è ben disegnata, ha un ottimo ritmo, si legge bene, scorre.


    Ma appena chiudi il libro e ti interroghi su quello che la storia sottintende... resti interdetto. Se hai un po' di senso critico, ovviamente.


    Le colpe dei padri che ricadono sui figli, una malintesa idea di "onor ...continua

    La storia è ben disegnata, ha un ottimo ritmo, si legge bene, scorre.

    Ma appena chiudi il libro e ti interroghi su quello che la storia sottintende... resti interdetto. Se hai un po' di senso critico, ovviamente.

    Le colpe dei padri che ricadono sui figli, una malintesa idea di "onore", il destino che non si può cambiare, il principio che si debba accettare il proprio retaggio anche se negativo...: sono tutti clichés stantii, idee malsane, luoghi comuni rivisitati fino allo sfinimento.

    Quanto ai personaggi, sono davvero tagliati con l'accetta; i tedeschi sono soltanto dei bersagli mobili, la vita militare esce direttamente (e con la stessa rozzezza psicologica) dalla Serie Eroica, la guerra tra bande di gangsters è simile a mille altre già viste e buone solo a mostrare la stessa squallida serie di ammazzamenti e sparatorie; lo stesso sfondo di Montecassino tanto celebrato nella prefazione si rivela poco più che uno spunto narrativo. L'azione potrebbe - in definitiva - svolgersi ovunque: e al lettore, se dotato del senso critico che dicevo prima, alla fine resta soprattutto un po' di amaro in bocca per una buona occasione perduta.

    ha scritto il 

  • 4

    Il risultato del lavoro di Faraci e Diso è un ‘Romanzo a fumetti’ Bonelli pieno di azione e morti ammazzati in cui non si riesce a stabilire se sia più feroce la guerra tra bande mafiose che si svolge negli Stati Uniti o il secondo conflitto mondiale che risale l’Italia. Non ci sono personaggi sf ...continua

    Il risultato del lavoro di Faraci e Diso è un ‘Romanzo a fumetti’ Bonelli pieno di azione e morti ammazzati in cui non si riesce a stabilire se sia più feroce la guerra tra bande mafiose che si svolge negli Stati Uniti o il secondo conflitto mondiale che risale l’Italia. Non ci sono personaggi sfaccettati o finezze psicologiche, ma la loro presenza non sarebbe in ogni caso funzionale alla riuscita di una storia che mantiene ben desta l’attenzione del lettore, alternando e intrecciando con abilità la narrazione di qua e di là dall’Oceano, con un protagonista la cui evoluzione ha più di un debito con Michael Corleone. Delle due parti, quella che narra le traversie di un piccolo plotone dell’esercito statunitense funziona meglio, esaltata da un disegno dinamico che può ricordare la vecchia Supereroica: il lato gangsteristico, invece, risente qualche volta di scelte narrative un po’ scontate. Anche la conclusione può rientrare in quest’ultima categoria, ma è riscattato da un pessimismo dal quale nessun personaggio si salva, tanto che non si può certo parlare di lieto fine. Oltre ad essere una buona storia raccontata con la giusta dose di energia, queste trecento pagine hanno il merito di accendere i riflettori su una pagina dimenticata della Seconda Guerra Mondiale, quella riguardante l’assedio di Montecassino: a causa di una serie di marchiani errori di valutazione (a essere buoni) dei comandi alleati il tributo di sangue fu spaventoso sia tra gli assalitori, sia tra la popolazione civile, senza contare l’inutile distruzione della millenaria abbazia.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, per un qualche momento mi è parso di rileggere le avventure di Mister No e questa cosa mi ha messo un po' di nostalgia.
    Un bel "romanzo" dal sapore "Nolittiano" giustamente dedicato alla memoria di Sergio Bonelli

    ha scritto il 

  • 5

    Chitarra, basso e batteria.

    Ottimi disegni.
    Sceneggiatura scarna, ma avvincente e scorrevole.
    Caratterizzazione di alcuni personaggi appena accennata (e, credo, voluta), i disegni di Diso riempiono perfettamente gli spazi lasciati vuoti da Faraci.

    Nell'insieme una storia solida, concreta, con pochi fronzo ...continua

    Ottimi disegni.
    Sceneggiatura scarna, ma avvincente e scorrevole.
    Caratterizzazione di alcuni personaggi appena accennata (e, credo, voluta), i disegni di Diso riempiono perfettamente gli spazi lasciati vuoti da Faraci.

    Nell'insieme una storia solida, concreta, con pochi fronzoli. Un po' come il rock che mi piace di più, suonato con soli 3 strumenti.

    Una sceneggiatura lineare, essenziale.
    Un disegno dinamico e scorrevole.
    Un contenitore senza vincoli di pagine e di fedeltà ad un determinato personaggio.

    ha scritto il 

  • 2

    Professionale

    Trama intreccio e ritmo sono (fin troppo) eccellenti, da un punto di lettura tecnico.
    Sostanza, concetti, messaggi e ricostruzione storica, invece, sono assai superficiali, quando presenti.
    In questo Guerra d'Eroi che non riesce a evocare la battaglia citata, in questo western hard bo ...continua

    Trama intreccio e ritmo sono (fin troppo) eccellenti, da un punto di lettura tecnico.
    Sostanza, concetti, messaggi e ricostruzione storica, invece, sono assai superficiali, quando presenti.
    In questo Guerra d'Eroi che non riesce a evocare la battaglia citata, in questo western hard boiled reazionario, in cui i personaggi sono piatti anche se fingono di no, non si capisce cosa voglia dire l'autore: forse niente, e se così è, si tratta di un'ottima lettura, davvero, per passare il tempo.

    ha scritto il