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L'insostenibile leggerezza dell'essere

By Milan Kundera

(1657)

| Softcover | 9788845906046

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Book Description

Protetto da un titolo enigmatico, che si imprime nella memoria come una frase musicale, questo romanzo obbedisce fedelmente al precetto di Hermann Broch: «Scoprire ciò che solo un romanzo permette di scoprire». Questa scoperta romanzesca non si limit Continue

Protetto da un titolo enigmatico, che si imprime nella memoria come una frase musicale, questo romanzo obbedisce fedelmente al precetto di Hermann Broch: «Scoprire ciò che solo un romanzo permette di scoprire». Questa scoperta romanzesca non si limita all’evocazione di alcuni personaggi e delle loro complicate storie d’amore, anche se qui Tomáš, Teresa, Sabina, Franz esistono per noi subito, dopo pochi tocchi, con una concretezza irriducibile e quasi dolorosa. Dare vita a un personaggio significa per Kundera «andare sino in fondo a certe situazioni, a certi motivi, magari a certe parole, che sono la materia stessa di cui è fatto». Entra allora in scena un ulteriore personaggio: l’autore. Il suo volto è in ombra, al centro del quadrilatero amoroso formato dai protagonisti del romanzo: e quei quattro vertici cambiano continuamente le loro posizioni intorno a lui, allontanati e riuniti dal caso e dalle persecuzioni della storia, oscillanti fra un libertinismo freddo e quella specie di compassione che è «la capacità massima di immaginazione affettiva, l’arte della telepatia, delle emozioni». All’interno di quel quadrilatero si intreccia una molteplicità di fili: un filo è un dettaglio fisiologico, un altro è una questione metafisica, un filo è un atroce aneddoto storico, un filo è un’immagine. Tutto è variazione, incessante esplorazione del possibile. Con diderotiana leggerezza, Kundera riesce a schiudere, dietro i singoli fatti, altrettante domande penetranti e le compone poi come voci polifoniche, fino a darci una vertigine che ci riconduce alla nostra esperienza costante e muta. Ritroviamo così certe cose che hanno invaso la nostra vita e tendono a passare innominate dalla letteratura, schiacciata dal loro peso: la trasformazione del mondo intero in una immensa «trappola», la cancellazione dell’esistenza come in quelle fotografie ritoccate dove i sovietici fanno sparire le facce dei personaggi caduti in disgrazia. Esercitato da lungo tempo a percepire nella «Grande Marcia» verso l’avvenire la più beffarda delle illusioni, Kundera ha saputo mantenere intatto il pathos di ciò che, intessuto di innumerevoli ritorni come ogni amore torturante, è pronto però ad apparire un’unica volta e a sparire, quasi non fosse mai esistito.

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    Una delusione. Spunti interessanti, ma in sostanza un insieme di frasi fatte basate su filosofia spicciola, tutto a vantaggio di possibili citazioni facebookiane. Di positivo trovo alcune interessanti informazioni sul comunismo in boemia, alcuni trat ...(continue)

    Una delusione. Spunti interessanti, ma in sostanza un insieme di frasi fatte basate su filosofia spicciola, tutto a vantaggio di possibili citazioni facebookiane. Di positivo trovo alcune interessanti informazioni sul comunismo in boemia, alcuni tratti dei personaggi, alcune svolte dell'andamento narrativo. Un libro in cui è scritto troppo, troppo didascalico, troppo esplicativo, a tratti offensivo.

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    Blackholesun said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

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    La voluta letterarietà degli intermezzi "esplicativi", che tende talvolta a violentare la purezza del racconto con un forzato manicheismo (ma sia! c'è dell'interessante anche nell'esegesi semplicistica ma ricca di idee) è ricompensata dalla tragedia ...(continue)

    La voluta letterarietà degli intermezzi "esplicativi", che tende talvolta a violentare la purezza del racconto con un forzato manicheismo (ma sia! c'è dell'interessante anche nell'esegesi semplicistica ma ricca di idee) è ricompensata dalla tragedia e malinconia che l'opera sprigiona; riesce a spaccare l'"anima". Si scopre alla fine che l'auto-esegesi funge da contraltare interessante, arricchendo il corpo principale di notazioni che rendono più perforante e più intellettuale la vicenda e il tema trattati.

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    ZEN said on Jul 18, 2014 | Add your feedback

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    Non è un romanzo storico, anche se come pochi racconta e ci fa vivere un pezzo di storia del '900. Non c'è una micro-storia che si inserisce emblematicamente in una macro-storia, al contrario c'è una storia di persone, che rimasticano il loro contest ...(continue)

    Non è un romanzo storico, anche se come pochi racconta e ci fa vivere un pezzo di storia del '900. Non c'è una micro-storia che si inserisce emblematicamente in una macro-storia, al contrario c'è una storia di persone, che rimasticano il loro contesto storico-sociale e ce lo restituiscono in una visione personalissima e, paradossalmente, affatto storica. Kundera insomma in uno dei migliori esempi di romanzo storico del '900 capovolge la ratio del genere letterario, a cui in verità non guarda che molto marginalmente, inserendo la "Storia" nelle vite quitidiane delle "storie" dei suoi personaggi. Vi riesce introspettando fatti e avvenimenti, rileggendoli alla luce dei pensieri dei protagonisti. Sono questi, infatti, i pensieri e le idee, i veri protagonisti del racconto: più che il romanzo storico, potrebbe essere il romanzo psicologico, in quest'opera ibrida che è questo ottimo romanzo, il punto di contatto più vicino fra Kundera e la tradizione storico-letteraria. Ogni personaggio infatti è così riflessivo, così introspettato, che ha nella testa una vera e propria filosofia, un apparato morale così forte che davvero di filosifie è lecito parlare. Ogni personaggio poi vive questo suo micro-mondo nel silenzio, in riflessione e non in parole, immerso com'è in una realtà in cui non è lecito parlare, dove ogni parola va pesata, dove la dittatura impone questa introspezione e favorisce, anzi, il mutismo che frutta in pensiero, e spesso in opera letteraria, come è acclarato storicamente.
    Lo stile di Kundera riflette questo silenzio imposto: la prosa non è arieggiante ma ricurva nel suo stesso pensare, è fatta di brevi spezzoni, momenti, piccole perle, incastri di racconti e aneddoti, tutti legati per sinestesie e sineddochi, tutti corrispondenti a un preciso filo logico-mentale, che arricchiscono il testo rendendolo universale, ampio nei temi e nelle riflessioni, quanto introspettivamente racchiuso a livello stilistico e di caratterizzazione dei personaggi.
    La storias narrata è semplice, secca, non particolarmente originale, ma filtrata anch'essa attraverso i complicatissimi filtri mentali dei personaggi diviene unica, singolare, emblematica, oserei dire preziosa, e arricchisce ulteriormente tutti gli altri elementi, vivendo di luce riflessa quello che il nucleo vero del romanzo, ovvero testa e cuore dei protagonisti, silenzio di parola e urlo di pensiero complesso, si propone di regalare al suo lettore, riuscendovi egregiamente.

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    Johnny said on Jul 17, 2014 | Add your feedback

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    Mi aspettavo un libro più pesante ed invece...

    Veramente pensavo che questo libro fosse uno di quei pesanti mattoni per cui devi avere sempre il vocabolari a presso, ed invece, inaspettatamente, mi sono ritrovata una lettura leggera e significativa, filosofica.
    Mi sono piaciute le storie intrecci ...(continue)

    Veramente pensavo che questo libro fosse uno di quei pesanti mattoni per cui devi avere sempre il vocabolari a presso, ed invece, inaspettatamente, mi sono ritrovata una lettura leggera e significativa, filosofica.
    Mi sono piaciute le storie intrecciate, i protagonisti e le loro vicende, lo sfondo storico e Kundera che si rivolge al lettore senza mezzi termini.
    Ora so cosa intendesse lo scrittore con l'espressione omonima al titolo "l'insostenibile leggerezze dell'essere", che molte volte avevo sentito nominare, e mai avevo pensato a cosa potesse significare

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    Novacaineoverthetrip said on Jul 16, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questo libro, pubblicato nel 1984, ha avuto un enorme successo. All'epoca tutti l'avevano letto, o per lo meno era 'necessario' averlo nella propria libreria. Volutamente non lo lessi allora, pensavo (presuntuosa e snob), che fosse un'icona di un cer ...(continue)

    Questo libro, pubblicato nel 1984, ha avuto un enorme successo. All'epoca tutti l'avevano letto, o per lo meno era 'necessario' averlo nella propria libreria. Volutamente non lo lessi allora, pensavo (presuntuosa e snob), che fosse un'icona di un certo tipo di pubblico che non era in sintonia col mio modo di vedere le cose (se non sbaglio era anche citato in un'orribile canzone di Venditti).
    Quante stupidaggini si fanno.....
    L'ho letto ora, trent'anni dopo la sua pubblicazione. Attualissimo, bellissimo, unico, profondo, vero. La storia della Cecoslovacchia, della mitteleuropa e dei suoi cambiamenti negli anni, viste attraverso l'introspezione psicologica dei suoi personaggi,Tomas, Tereza, Sabina, Franz, e attraverso l'intreccio dei loro rapporti personali. Assolutamente da leggere. Sarebbe anche interessante (necessario!) fare un viaggio storico-letterario in quei luoghi. Continuerò sicuramente a leggere altre cose di Milan Kundera.

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    Mocagli said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

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