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L'insoutenable légèreté de l'être

By Milan Kundera

(6)

| Paperback | 9780785926573

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1488 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ho letto questo libro troppo presto... mi sa che dovrò rileggerlo, per rendergli giustizia!

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    Cocconauta said on Sep 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Incomunicabilità

    Anni fa me ne parlarono degli amici come di un capolavoro; l'ho acquistato quasi per caso, mi ha preso e l'ho divorato durante un lungo viaggio per l'Italia. C'è tanta filosofia: l'esistenza fatta di casualità che finiscono per intersecarsi a ciò che ...(continue)

    Anni fa me ne parlarono degli amici come di un capolavoro; l'ho acquistato quasi per caso, mi ha preso e l'ho divorato durante un lungo viaggio per l'Italia. C'è tanta filosofia: l'esistenza fatta di casualità che finiscono per intersecarsi a ciò che «deve essere», l'«es muss sein» beethoveniano, e a volte deviarlo. La ricerca di se stessi, di un senso, la comprensione che una decidiamo non possiamo modificarla se non ci piace l'esito; c'è tanto passato che pesa come un macigno sul presente e condiziona il futuro. Le storie s'intrecciano tanto diverse fra loro e secondo me sottolineano anche e soprattutto l'incomunicabilità umana, il non riuscirsi a trovare. Bello davvero, anche se non penso arrivi a essere un capolavoro per dei capitoli che si trascinano un po' e non mi convincono.

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    Rob said on Sep 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Einmal ist keinmal?

    Kundera si cimenta in un'opera molto interessante: fin da principio non si pretende la "suspension of disbelief" da parte del lettore, come in qualunque altro romanzo. Si sa, i personaggi sono fittizi, questo è un romanzo, non esistono, non sono mai ...(continue)

    Kundera si cimenta in un'opera molto interessante: fin da principio non si pretende la "suspension of disbelief" da parte del lettore, come in qualunque altro romanzo. Si sa, i personaggi sono fittizi, questo è un romanzo, non esistono, non sono mai esistiti, non sono mai nati, non sono mai morti. Sono nati da una idea, da una frase, da un concetto. Poi l'autore li pone in una sandbox, che comincia con l'idea di Nietsche: siamo davvero condannati a rivivere in eterno le stesse cose, che si ripetono in maniera ciclica, sempre le stesse, senza possibilità di correggerci - "einmail ist keinmal" ?
    Se tutto avviene una volta sola, allora niente ha importanza.
    Tomas è il chirurgo che cerca il suo "es muβ sein", quello che deve essere, per ordine superiore, perché tutto deve avere un senso, perché tutto è ordine derivato dal caos: deve avere una famiglia, deve avere un figlio, deve avere un lavoro e il lavoro al tavolo operatorio deve andare come la sua mente pretende che vada.
    Eppure l'autore dimostra passo per passo, forse in maniera consapevole, che tutto è un eterno e armonioso fluire in senso taoista.
    Tomas si spoglia della sua famiglia, che gli va stretta, diventa un donnaiolo che ha rapporti con le donne ma non riesce a condividerne l'intimità, per lui solo la pratica del sesso, poi sente la necessità di allontanarsi nella sua solitudine.
    Poi incontra Tereza, che si "impone" a Tomas per un ordine superiore delle cose, perché non è come tutte le altre amanti.
    Sullo sfondo l'occupazione militare sovietica della Cecoslovacchia, dipinta come una enorme insensatezza, quasi banale, grottesca come in un romanzo di Thomas Bernhard; la polizia segreta, il regime comunista.
    Quando Tomas è costretto a lasciare il suo lavoro di chirurgo, dopo la breve trasferta a Zurigo, scopre che anche il "es muβ sein" - il deve essere - che s'imponeva nel suo lavoro, era soltanto un sogno, o un incubo, creato dalla sua stessa mente. Per altro è divertente notare come un regime comunista garantisca comunque impiego, con una certa mobilità, che al giorno d'oggi è negata (almeno in Italia).
    Tomas il chirurgo, diventa il signor dottore che lava i vetri, un intellettuale decaduto, come molti altri durante l'occupazione; il popolo di Praga simpatizza per un breve periodo con gli intellettuali e per Tomas è una vacanza che dura due anni. Tutti chiedono di lui per lavare i vetri, rimangono a parlare per ore e poi gli firmano le ricevute alla ditta statale per cui lavora.
    Per Tomas, questo lavoro è una vacanza anche perché lo rende libero dalla responsabilità. Non gli importa delle finestre, non ci sono conseguenze per come vengono lavate e se vengono lavate, al contrario della chirurgia.
    Dopo i due anni di vacanza (che a detta dell'autore è il termine massimo per una vacanza), la simpatia per gli intellettuali si affievolisce e Tomas torna alla normalità.
    Allora, lui e la compagna, decidono di spostarsi in campagna, dove il regime comunista è meno rigido. E infine Tomas e Tereza trovano la loro tranquillità, lontani dal "es muβ sein" che fino ad allora si sono imposti (e poi muoiono entrambi in un incidente stradale su un camion, ma fa sempre parte dell'ordine naturale delle cose), dove non c'è necessità di trovare per forza uno scopo alla propria esistenza, anzi, eliminare la resistenza che viene naturale del "es muβ sein", il fluire tra gli ostacoli come l'acqua, porta infine la felicità e alla soddisfazione (anche, a volte, in presenza della sofferenza) - come in una parabola taoista.
    Ciò che Tomas si lascia alle spalle, è un figlio, che ha incontrato di nuovo quando era a Praga nell'occasione di firmare (e Tomas non firmò) la petizione per il rilascio dei dissidenti politici. Dove una via finisce, quella di Tomas e Tereza, continua quella del figlio (a cui una volta sola è stato dato un nome in tutto il romanzo).

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    Herr Doktor Graf Andreas Schmidt von Bohlen und Halbach said on Sep 10, 2014 | Add your feedback

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    Romanzo stupendo

    La storia è ambientata nel periodo della Primavera di Praga e segue l'evoluzione personale ed emotiva dei protagonisti. Uno dei temi centrali è quello della sessualità, vissuto in modi spesso molto distanti dai personaggi e traspare soprattutto la me ...(continue)

    La storia è ambientata nel periodo della Primavera di Praga e segue l'evoluzione personale ed emotiva dei protagonisti. Uno dei temi centrali è quello della sessualità, vissuto in modi spesso molto distanti dai personaggi e traspare soprattutto la mentalità nascente nel periodo in cui sono ambientate le vicende, il tutto condito da una visione cinica delle relazioni umane (specie quelle sentimentali) e, appunto, dall'insostenibiltà della loro leggerezza e superficialità.
    Date tutte le premesse e lo svolgimento della storia, mi sarei aspettata un finale meno buonista.

    Per chi fosse spaventato dal titolo, credendo che sia un mattone metafisico, niente paura: si legge in un paio di giorni, è avvincente e scorrevole.

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    Ludovica Wolf 狼 Tarnoczy said on Sep 9, 2014 | Add your feedback

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    Libro scritto con uno stile che mi è piaciuto molto. A tratti le vicende raccontate mi hanno stravolto, mi ci sono ritrovato in molte di esse. Prima o poi dovrò rileggerlo, sento che fra le righe mi sono perso ancora qualcosa.

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    Charro 6 said on Sep 7, 2014 | Add your feedback

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    Questo libro poteva scriverlo solo un uomo.

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    Mona said on Sep 6, 2014 | Add your feedback

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