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L'inverno del nostro scontento

By John Steinbeck

(229)

| Paperback | 9788845268410

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Book Description

Ambientato a Long Island, "L'inverno del nostro scontento" è l'ultimo romanzo di Steinbeck e fu pubblicato l'anno prima del conseguimento del premio Nobel (1962).
Protagonista è Ethan Hawley, discendente di una antica famiglia di balenieri, ridottosi Continue

Ambientato a Long Island, "L'inverno del nostro scontento" è l'ultimo romanzo di Steinbeck e fu pubblicato l'anno prima del conseguimento del premio Nobel (1962).
Protagonista è Ethan Hawley, discendente di una antica famiglia di balenieri, ridottosi a fare il commesso in un negozio che un tempo era di sua proprietà. Uomo onesto e responsabile, Hawley si sente in colpa verso la famiglia e, per ottenere tutto quello che la nuova società del benessere può consentire, ordisce una serie di imbrogli e tradimenti che gli fruttano la ricchezza, ma lo portano a una desolante crisi di coscienza e a un passo dal togliersi la vita.

106 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Una storia raccontata con cinismo e nostalgia..........
    Una traduzione infarcita di errori da buttare nel cesso.

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    Lilim D said on Oct 4, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Non so che dire. In alcune parti è molto bello, in altre lascia a desidrare. Alla fine non sono soddisfatto. Ho anche qualche dubbio sulla traduzione di Bianciardi.

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    scirocco said on Jun 7, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Scontenta.

    Ma sai che non riesco a scrivere un commento a questo mio primo Steinbeck? Il rischio di essere accusata di superficialità o di ignoranza bella e buona è altissimo, ma non posso farci nulla: io non riesco a celebrare un libro solo perché la maggior p ...(continue)

    Ma sai che non riesco a scrivere un commento a questo mio primo Steinbeck? Il rischio di essere accusata di superficialità o di ignoranza bella e buona è altissimo, ma non posso farci nulla: io non riesco a celebrare un libro solo perché la maggior parte dell'umanità lo reputa un capolavoro.
    Quello che ho trovato eccezionale, della scrittura di Steinbeck, sono le tante note che ho preso durante la lettura: raramente ho incontrato pensieri così condivisibili o così illuminanti. In aggiunta, ho apprezzato anche tutta la forma narrativa, ostica, criptica, ma molto personale, bella.
    La storia mi ha ammorbata. Oltre a non avermi chiarito il finale e a lasciarmi un fastidioso ammanco di mille dollari nel conteggio dei traffici di Ethan. Dopotutto, sono un'ex bancaria e i numeri erano il mio pane quotidiano! Se da cinquemila dollari ne togli mille da dare a un alcolista, non possono restarne cinquemila. Giusto?
    A parte ciò, come ho detto, bella scrittura, passaggi indimenticabili, ma morta lì. Aggravata da un senso di fastidio per la trama frastagliata e a me solo parzialmente comprensibile, riporto quello che ho trovato eccezionale e che mi ha fatto dare un giudizio di 3 su 5 alla lettura:

    "Non ha nemmeno nome, in mente mia, se non questo, il Posto; non c'è rituale, né formula, niente. E' un posto in cui riflettere sulle cose. Un uomo in realtà non sa degli altri esseri umani. Il meglio che può fare è supporre che siano simili a lui. E ora, seduto nel Posto riparato dal vento, a vedere sotto le luci di guardia salire la marea, nera per il cielo buio, io mi chiedevo se tutti gli uomini hanno un Posto, se ne hanno bisogno, o se invece lo vogliono e non l'hanno. (...) Tutto quel che succede nel Posto io lo chiamo 'ravvedimento'. Qualcun altro dirà preghiera, e forse sarebbe la stessa cosa. Non credo che sia pensiero. Se volessi farmene un'immagine, ecco, sarebbe come un lenzuolo umido che si volge e si agita a una bella brezza e si asciuga e si imbianca. Quel che succede è tutto mio, sia buono o no."

    "Un uomo che dice segreti, o storie, deve pensare a chi ascolta o legge, perché una storia ha tante versioni per quanti sono i lettori."

    "Devi farcela da solo. Quel che è buono per uno, è male per un altro, e lo saprai solo dopo. Perché nessuno vuole consigli; solo conferma."

    "Vivere vuol dire portare una cicatrice."

    "La fama di avere quattrini si baratta, quasi quanto i quattrini veri."

    "La pena restava, un dolore non pensato, ma lontano, e un giorno avrei dovuto chiedermi: Perché sto male? Gli uomini si abituano a tutto, ma ci vuol tempo. (...) In ogni cosa c'è qualcosa di desiderabile, se ti ci abitui, e se la contrapponi a qualcos'altro, a cui non sei abituato."

    "Se vuoi tenerti un amico non lo mettere alla prova."
    Quest'ultima, la verità più dolorosa, per me.

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    Elishebaez said on May 15, 2014 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful


    al telefono con una ragazza carissima tiro sempre
    su col naso e lei va su tutte le furie mi dice

    di tutto e usa tra l'altro un verbo stranissimo
    non dice lei "tirare su col naso" dice mi pare "smettila di

    sprimacciare il naso" o forse "smettila di ...(continue)


    al telefono con una ragazza carissima tiro sempre
    su col naso e lei va su tutte le furie mi dice

    di tutto e usa tra l'altro un verbo stranissimo
    non dice lei "tirare su col naso" dice mi pare "smettila di

    sprimacciare il naso" o forse "smettila di sprimacciare
    col naso", non so.

    Comunque metto giù il telefono e, oh non ci si crede,
    non tiro più su e mi dispiace che non sia lì a vedermi

    perché sarebbe contenta di me, questa ragazza carissima,
    invece di arrabbiarsi per ogni inezia

    anche la più idiota.
    scritto nel mese della beatificazione o santificazione

    non ricordo di due molto importanti

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    [radek] said on Apr 7, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'edizione del nostro scontento

    Forse a tratti un po' troppo ridondante e prolisso, ma resta comunque un bel romanzo di Steinbeck.
    Meriterebbe 4 stelle, peccato per la pessima edizione Bompiani, piena di refusi che rendono la lettura difficoltosa e alcuni passi addirittura incompre ...(continue)

    Forse a tratti un po' troppo ridondante e prolisso, ma resta comunque un bel romanzo di Steinbeck.
    Meriterebbe 4 stelle, peccato per la pessima edizione Bompiani, piena di refusi che rendono la lettura difficoltosa e alcuni passi addirittura incomprensibili.

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    Phoenix said on Feb 28, 2014 | Add your feedback

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