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L'inverno della cultura

By Jean Clair

(52)

| Paperback | 9788857211534

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Book Description

"Quando il sole della cultura è basso sull'orizzonte, anche i nani proiettano grandi ombre." Con questa citazione di Karl Kraus si apre questo nuovo saggio di Jean Clair. Con la chiarezza e la lucidità che ne caratterizzano lo stile, l'autore riprend Continue

"Quando il sole della cultura è basso sull'orizzonte, anche i nani proiettano grandi ombre." Con questa citazione di Karl Kraus si apre questo nuovo saggio di Jean Clair. Con la chiarezza e la lucidità che ne caratterizzano lo stile, l'autore riprende e approfondisce in questo testo alcuni dei temi trattati nel suo libro "La crisi dei musei" (Skira 2008). Le amare riflessioni di un amateur, una passeggiata solitaria attraverso l'arte di oggi, le sue manifestazioni e le sue espressioni. Il ritratto impietoso di un paesaggio saccheggiato, venale e mortificato, di un'allegria vagamente funerea.

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    Per un secolo almeno l'istruzione è stata una missione per le Nazioni: prima la lotta contro l'analfabetismo, poi l'innalzamento progressivo della scolarizzazione. E divulgazione, con ogni mezzo, per portare la cultura a fasce sempre più ampie della ...(continue)

    Per un secolo almeno l'istruzione è stata una missione per le Nazioni: prima la lotta contro l'analfabetismo, poi l'innalzamento progressivo della scolarizzazione. E divulgazione, con ogni mezzo, per portare la cultura a fasce sempre più ampie della popolazione. La “democratizzazione della cultura” indicava il nobile obiettivo di rendere patrimonio di tutti ciò che per secoli (millenni) era stato patrimonio di pochi.
    Secondo Jean Clair il risultato è il buzzurro trogloditiforme in coda per entrare al Louvre: non sa niente di arte, non capirà nulla di quello che si troverà davanti e nemmeno gli interessa. Ma è stato messo lì dal un sistema turistico-pseudoculturale che alla resa dei conti fine a sé stesso. Ad accoglierlo un luogo – il museo – che estrapola, decontestualizza e, in definitiva, svuota del loro contenuto opere che diventano puri oggetti mummificati, morti. E il circuito all'interno del quale la produzione artistica si muove è dominato dalla mercificazione e dalla speculazione finanziaria. Jean Clair è uno che di musei se ne intende: insegnante di storia al Louvre, Conservatore del Patrimonio di Francia, curatore di una Biennale di Venezia... Da questo saggio appare soprattutto come uno che l'arte la prende sul serio e per questo arriva a dire che “oggi il museo è diventato una casa di tolleranza di second'ordine”. La cosiddetta “democratizzazione dell'arte” ha portato a soppiantare la cultura con la spettacolarizzazione, l'apprendimento con la piacevole distrazione, il tempo lento dell'istruzione con la scossa momentanea della novità; il godimento oculare superficiale prende il posto del dovere di riflettere; la curiosità sostituisce la passione. Per i pubblico-massa, enorme e indistinta comitiva pilotata dai tour operators del tutto incluso, va bene qualsiasi cosa, senza distinzioni tra discipline e gerarchie. Ma non va meglio tra gli addetti ai lavori, i quali, quando parlano del “valore” di un'opera, si riferiscono solo al prezzo, alla cifra da spuntare per guadagnarci su.
    Jean Clair forse non non ha la coscienza del tutto pulita, la sua critica dell'arte contemporanea è un poco grossolana, la sua visione quasi mistica dell'arte e il voler conservare una distinzione tra cultura alta e bassa sono nobili e apprezzabile, ma sempre più difficili d difendere. Assumendo la sua visione catastrofica come l'indicazione di una tendenza, però, è condivisibile e può aiutare ad evitare danni peggiori.
    Questo saggio ha fatto scoppiare un caso, in effetti pesta i piedi a destra e a manca. Critica ferocemente tutto il sistema dell'arte senza fornire alternative o rimedi, non ha una vera e propria teoria alla base; si tratta di un pamphlet da gettare nel dibattito attuale sull'arte, come ce ne sono altri, ma forse con l'atteggiamento di chi se ne vuole tirare fuori. Cosa poco credibile, tuttavia.

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    Effimera said on Aug 13, 2012 | Add your feedback

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    pg.49 "Il successo di un museo non si vlauta in base al numero di visitatori che vi aggluiscono, ma al numero di visitatori ai quali ha insegnato qualcosa (...) Se non possiede tali caratteristiche, è solo una sorta di mattatoio culturale".
    pg.78 "A ...(continue)

    pg.49 "Il successo di un museo non si vlauta in base al numero di visitatori che vi aggluiscono, ma al numero di visitatori ai quali ha insegnato qualcosa (...) Se non possiede tali caratteristiche, è solo una sorta di mattatoio culturale".
    pg.78 "Altri fati sembravano indicare invece che una volta caduto il tabù dell'inalienabilità delle collezioni pubbliche, tutto o una parte del patrimonio culturale di una nazione avrebbe potuto essere utilizzato per fini commerciali"

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    Kristian Fabbri said on May 13, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    sempre sull'artee contemporanea ... bho! Per ora lo accontono perchè troppo "tecnico"

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    Tyna said on Mar 28, 2012 | Add your feedback

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    Interessante vedere come lui e mia nonna (anni 87, III elementare) abbiano la stessa idea dell'arte contemporanea.

    No aspetta, mia nonna è meno reazionaria e spocchiosa.

    Attendo con ansia un suo libro sulla decadenza della musica rock-noise rispett ...(continue)

    Interessante vedere come lui e mia nonna (anni 87, III elementare) abbiano la stessa idea dell'arte contemporanea.

    No aspetta, mia nonna è meno reazionaria e spocchiosa.

    Attendo con ansia un suo libro sulla decadenza della musica rock-noise rispetto alle sonate in clavicembalo del 1400.

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    Chiush said on Mar 12, 2012 | Add your feedback

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    "Curiosi più che appassionati d'arte, il Petit Trianon, [...] la Gioconda e il suo sorriso [...] o se ci spostiamo in Italia, Pisa e la sua torre, la Creazione di Adamo nella Cappella Sistina, la Venere di Botticelli. La gente che una volta si accalc ...(continue)

    "Curiosi più che appassionati d'arte, il Petit Trianon, [...] la Gioconda e il suo sorriso [...] o se ci spostiamo in Italia, Pisa e la sua torre, la Creazione di Adamo nella Cappella Sistina, la Venere di Botticelli. La gente che una volta si accalcava in place de Grève per assistere allo "spettacolo" dei supplizi è la stessa che oggi si ammassa davanti allo "spettacolo" di opere di cui in genere non conosce né il senso né lo scopo. La fascinazione dell'orrore e quella della bellezza hanno un punto in comune: l'ignoranza della loro causa." (p. 49)

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    NULLA_DIES_SINE_LINEA said on Feb 23, 2012 | Add your feedback

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    Continua, dopo 'La crisi dei musei', la riflessione profonda di Jean Clair sullo statuto dell'arte nel nostro tempo. La realtà nella quale siamo immersi e che sembra però così difficile da 'verbalizzare' per la maggior parte di autori e pensatori. A ...(continue)

    Continua, dopo 'La crisi dei musei', la riflessione profonda di Jean Clair sullo statuto dell'arte nel nostro tempo. La realtà nella quale siamo immersi e che sembra però così difficile da 'verbalizzare' per la maggior parte di autori e pensatori. A Jean Clair invece non mancano le parole: cade il velo sotto l'acutezza del suo sguardo. I paradossi e gli abusi del mercato dell'arte contemporanea, i malintesi della musealizzazione, l'insipienza delle istituzioni: di tutto scrive con dolente partecipazione, sotto la spinta di un'urgenza che non si lascia scoraggiare dalla gravità della situazione.
    Le ultime righe del volume: 'Ma nel frattempo, quanti artisti, nel secolo che si è concluso e in quello da poco iniziato, incomparabilmente più maltrattati dei loro compagni della fine dell'altro secolo che venivano chiamati 'maledetti', sono scomparsi, in realtà sacrificati, nell'indifferenza dei poteri che avrebbero invece dovuto aiutarli, morti senza essere stati riconosciuti, troppo spesso disperati per questo essere ignorati? E' per loro che questo piccolo libro sarà stato scritto'.

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    Ilaria M. Priscilla said on Feb 17, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (52)
    • 5 stars
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    • 1 star
  • Paperback 112 Pages
  • ISBN-10: 8857211533
  • ISBN-13: 9788857211534
  • Publisher: Skira (Skira paperbacks)
  • Publish date: 2011-10-01
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