Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Lipstick jihad

By Azadeh Moaveni, M. Marino (Translator)

(44)

| Others | 9788860500052

Like Lipstick jihad?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Questo libro è il ritratto, ironico e provocatorio, della "lost generation"iraniana. Nati all'indomani della rivoluzione khomeinista, i trentenni diTeheran contrabbandano film proibiti, alcol, haschisch, sesso e vestitiall'ultima moda, vanno pazzi per le pop-star americane e sfruttaContinue

Questo libro è il ritratto, ironico e provocatorio, della "lost generation"iraniana. Nati all'indomani della rivoluzione khomeinista, i trentenni diTeheran contrabbandano film proibiti, alcol, haschisch, sesso e vestitiall'ultima moda, vanno pazzi per le pop-star americane e sfruttano ognipretesto per fare casino. Ma quello che li muove non è solo il sogno di unostile di vita "occidentale"; per loro, infatti, trasgressione fa rima conrivoluzione.

Critics

  • Lipstick Jihad By Azadeh Moaveni

    A reporter for Time who worked in Tehran from 2000-2001, Moaveni writes perceptively in her latest book about what it's like to be a permanent outsider, forever caught between two cultures. Raised in California, she is the child of Iranian exiles. As ... (read full critics)

    bookpage published on Thu, 16 Sep 2010

  • Lipstick Jihad

    Kabul In Winter by Anne Jones In these two books, two remarkable women share two highly personal stories that make fascinating reading and help shed light on Afghanistan and Iran, two countries currently of great importance in world affairs yet that ... (read full critics)

    asianreviewofbooks published on Thu, 2 Sep 2010

1 Review

Login or Sign Up to write a review
  • L'autrice è una figlia di esuli iraniani a Los Angeles. Fuoriuscita dal paese natio quando era ancora piccola, cresce con un'immagine idealizzata dell'Iran pre-rivoluzione ed una identità iraniana filtrata dalla mentatlità dei suoi genitori. Il lbro si svolge lungo due binari che si intrecciano dra ... (continue)

    L'autrice è una figlia di esuli iraniani a Los Angeles. Fuoriuscita dal paese natio quando era ancora piccola, cresce con un'immagine idealizzata dell'Iran pre-rivoluzione ed una identità iraniana filtrata dalla mentatlità dei suoi genitori. Il lbro si svolge lungo due binari che si intrecciano drammaticamente: la sua personale riceca di un'identità e il resoconto delle vicende di un paese in bilico tra Rivoluzione e rivoluzione.
    Come romanzo, diciamo che non ha grandi qualità letterarie; ha un valore puramente documentario e, di quanto documenta, un 50% è molto interessante, un altro 50% insignificante. L'autrice è una giornalista, ha una scrittura piana, anche piatta direi, la descrizione che fà dell'Iran è abbastanza aneddotica e irrimediabilmente connotata dalla sua provenienza americana. Leggendo della sua vita quotidiana a Teheran, semba di trovarsi a Los Angeles, tra lounge cafè, uscite serali, shopping, palestra e lezioni di yoga, come se non potesse vedere che quello che ha sempre visto. Ogni tanto butta lì un termine esotico tanto per. La sua visuale è quella di una straniera e per giunta privilegiata, che si divide tra ville lussuose e locali trendy. A interrompere questa normalità gli episodi di violenza e repressione che costellano l'esistenza degli Iraniani, che cercano di vivere in una normalità drammaticamente simulata.

    La ricerca dell'identità dell'autrice pssa attraverso diversi stadi di ridefinizione, che la costringono a ritararsi nei confronti di una realtà che si svela gradualmente, e che cambia costantemente. Capire cos'è l'Iran le è indispensabile per capire cosa è lei, perchè il rapporto con il suo Paese d'origine è imprescindible. Dopo essere stata fortemente codizionata dalla sua "iranità" nella società americana, arriva in Iran convinta i essere iraniana, poi si rende conto di essere una straniera, poi torna in america e si sente straniera pure lì, esule sia in Iran che fuori.
    Per tutto il tempo che resta in Iran (2 anni come inviata del Time) deve anche correggere in continuazione la sua immagine del Paese, nelle sue contraddizioni e nella sua precarietà. Spesso i suoi schemi mentali prendono il sopravvento, come nell'invettiva contro i Mullah, coerentemente con la laicità della sua famiglia. Non bisogna pensare che si tratti davvero di un quadro dell'Iran visto "dall'interno": lei è sempre e solo un'osservatrice esterna, che filtra molto e non è mai realmente coinvolta nella vita locale, condividendo con i locali solo party, pranzi, shopping, conversazioni, interviste e qualche scontro con le squadrigle dei "guardiani della morale". Proprio lì si rivela la distanza tra lei e i locali nel confrontarsi con questa realtà: per lei è traumatica, per loro è normale e viene metabolizzata quasi con indifferenza, vengono malmenati e poi continuano la loro serata come se nulla fosse.

    Nel suo racconto alterna momenti pubblici e riflessioni politiche a momenti privati. Il confronto tra vita privata dei cittadini di Teheran e vita politica, il loro scollamento, il reciproco contraddirsi è la chiave di lettura più interessante. Le sue interpretazioni di quel particolare momento della storia iraniana acquistano una valenza particolare proprio quando partono "dal basso".
    La descrizione che fa di una popolazione tutta lanciata verso l'occidente, dalle bibite ai weblog (pare che nel 2003 l'Iran fu il terzo paese al mondo per numero di blog aperti), dall'abbigliamento sempre più libero, al rapporto tra i sessi è talmente calcata che sorge il dubbio sia un po' parziale. Avverso a tutto ciò che la popolazione si era conquistata nella vita quotidiana, c'era un potere politico ancora in mano a una teocrazia (che ha il suo centro nella città di Qom) armata di squadriglie di "vigilantes" e poi dei ben peggiori Hezbollah. In mezzo, il riformismo impersonato da Khatami, che all'inizio alimenta le speranze della popolazione, a detta dell'autrice, strastufa del regime teocratico, ma poi si condanna al fallimento per mancanza di efficacia. I Riformisti si dimostrano, infatti, altrettanto lontani dei Conservatori dalla vita reale della popolazione, non sono in grado di alimentarsene e di sostenerne la voglia di cambiamento. I cittadini sono tristemente troppo avanti rispetto ai loro governanti. Questo, e la politica imperialista degli USA, impediscono al Paese di aprirsi maggiormente all'occidente e alla difesa delle libertà personali.
    Per Azadeh prendere posizione nei confronti dell'Iran vuol dire prendere anche posizione verso se stessa. Tra gli altri, due momenti sembrano cruciali: quando deve decidere se votare in Iran e quando deve decidere se portare il velo a New York dove si trova al seguito della delegazione iraniana all'ONU.
    Alla fine del libro Azadeh sembra essere giunta ad un suo personale equilibrio. Costretta ad allontanarsi dall'Iran e quindi per la seconda volta rifiutata da quel Paese, scopre che la sua iranità è qualcosa di intrinseco, intimo, personale. Che lei sarà per sempre "una unità costituita da due parti", una identitaà "col trattino". una Irano-americana, con tutte le contraddizioni e gli arricchimenti che questo comporta.

    Is this helpful?

    Effimera said on Jan 30, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (44)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Others 358 Pages
  • ISBN-10: 8860500052
  • ISBN-13: 9788860500052
  • Publisher: Pisani
  • Pub date: Jan 01, 2006
  • In other languages:
    • Cover of 'Lipstick Jihad'
      Lipstick Jihad
      (English Books)
Improve data of this book

Prices Change currency & sellers

ISBN Edition List Sale Seller
9788860500052 Others €15.00 €14.40 IBS.IT
Other editions
+ 2 copies tradable: →
Added to Shelf Added to Wish List

Inline Translation Mode

Left click to navigate, right click to translate.

inline translation guide

or close

Inline translation is not ready for this page yet.

Inline translation mode.

Share this page with your friends.

The viewport has not loaded.