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Lire Lolita à Téhéran

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Editeur: 10

4.1
(2450)

Language:Français | Number of pages: 467 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Portuguese , Japanese , German , Italian , Slovenian

Isbn-10: 2264041382 | Isbn-13: 9782264041388 | Publish date: 

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , Political

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Description du livre
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  • 4

    Non è un libro sull'amore per la letteratura

    Questo libro parla dell'Iran, esattamente della Repubblica Islamica dell'Iran, delle sue donne, delle loro battaglie e dell'Islam. La letteratura c'è ma non riesce a prevalere rispetto alle vicende ch ...continuer

    Questo libro parla dell'Iran, esattamente della Repubblica Islamica dell'Iran, delle sue donne, delle loro battaglie e dell'Islam. La letteratura c'è ma non riesce a prevalere rispetto alle vicende che la scrittrice ha vissuto nel suo Paese. Ho apprezzato il libro perché mi ha aperto una finestra sull'Iran della Rivoluzione di Khomeini, credo che sia stato più utile leggere questo libro che un saggio, perché non avrei mai letto la testimonianza della Nafisi.

    dit le 

  • 0

    Libro difficile, lungo e "spocchioso". L'ho trovata un'autocelebrazione sterile e fine a se stessa. Non mi ha comunicato nulla, non l'amore per la letteratura, non la voglia di queste donne di istruir ...continuer

    Libro difficile, lungo e "spocchioso". L'ho trovata un'autocelebrazione sterile e fine a se stessa. Non mi ha comunicato nulla, non l'amore per la letteratura, non la voglia di queste donne di istruirsi, non la sete di libertà, non la spinta alla ribellione. Carmemela

    dit le 

  • 4

    Motivi per leggere questo libro ce ne sono parecchi.
    Se si ama la letteratura e si è disposti a vedere e comprendere chi vede spazi di libertà attraverso la lettura.
    Se si vuole vedere un po' più adde ...continuer

    Motivi per leggere questo libro ce ne sono parecchi.
    Se si ama la letteratura e si è disposti a vedere e comprendere chi vede spazi di libertà attraverso la lettura.
    Se si vuole vedere un po' più addentro alla rivoluzione Iraniana e alla presa del potere dei fondamentalisti islamici, andando oltre la sola storia che di quel periodo si conosce, cioè la presa dell'Ambasciata statunitense.
    Se si vuol cercare di capire un po' di più un popolo che grazie all'interpretazione oscena della religione ci è più o meno estraneo.
    Se si è curiosi della vita degli altri, "altri" davvero.

    Questi sono solo alcuni motivi per leggere fino all'ultimo, struggente capitolo questo libro che ho inseguito per anni.
    Buona lettura.

    dit le 

  • 3

    Eravamo assetati di bellezza, in qualunque forma, anche quella di un film incomprensibile, ultraintellettuale e astratto, senza sottotitoli e sfigurato dalla censura. Era già meraviglioso anche solo r ...continuer

    Eravamo assetati di bellezza, in qualunque forma, anche quella di un film incomprensibile, ultraintellettuale e astratto, senza sottotitoli e sfigurato dalla censura. Era già meraviglioso anche solo ritrovarsi in pubblico, per la prima volta da anni, senza paura né rabbia, in mezzo a una folla di estranei che non fosse lì per una manifestazione, un raduno di protesta, una coda per il pane o una pubblica esecuzione.

    dit le 

  • 5

    Un libro che parla di libri, non solo di Lolita di Nabokov, ed ha anche il merito di documentare la difficile vita, ed in particolare quella universitaria, in un paese islamico con risvolti purtroppo ...continuer

    Un libro che parla di libri, non solo di Lolita di Nabokov, ed ha anche il merito di documentare la difficile vita, ed in particolare quella universitaria, in un paese islamico con risvolti purtroppo quasi sempre drammatici.

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  • 2

    “Ho una mentalità troppo accademica: ho scritto un numero tale di saggi e articoli che non sono più capace di trasformare le mie esperienze in racconti senza mettermi a pontificare. Eppure è proprio ...continuer

    “Ho una mentalità troppo accademica: ho scritto un numero tale di saggi e articoli che non sono più capace di trasformare le mie esperienze in racconti senza mettermi a pontificare. Eppure è proprio di questo che ho voglia – di raccontare, di reinventare me stessa insieme a tutti gli altri.”

    Tra le dichiarazioni di intenti e le aspirazioni, e la riuscita di tali intenti e desideri, c’è di mezzo il mare.
    O un pesante velo.
    Non credo affatto che Nafisi sia riuscita a liberarsi dalla mentalità accademica.
    Il velo che le è stato imposto dai fondamentalisti islamici è poca cosa rispetto a quello che è riuscita a porre tra il corpo nudo di un popolo ferito dalla violenza del fanatismo religioso e dalle guerre e “il racconto e la reinvenzione” di se stessa e degli altri.

    Sono sempre stata sensibile verso il tema dei diritti negati e affascinata dal potere della letteratura, eppure non è scattata alcuna empatia verso il racconto della Nafisi.
    “La mancanza di empatia, per me, era il peccato originale del regime, quello da cui scaturivano tutti gli altri.”
    Un "regime" caratterizzato da empatia è un assurdo concettuale.
    Invece la mancanza di empatia è per me il peccato originale di un romanzo.
    “Solo adesso, quando cerco di rimettere insieme i frammenti di quei giorni, mi accorgo di quanto poco parlassimo delle nostre vite private – di amore, di matrimonio, dell’avere o non avere bambini. Era come se la situazione politica avesse divorato tutto. Tutto, tranne la letteratura. “
    Persino i due figli della scrittrice, nati durante la sospensione dall’insegnamento, sono invisibili.

    Non riesco proprio a considerare come emblematica la voce di chi, in un paese straziato dalla povertà, dalle rovine della guerra, dai soprusi e dalle aberrazioni degli integralisti, si ritrova a chiacchierare così:
    “Dovete immaginare una sera d’estate. Siamo a una festa, seduti all’aperto, in un giardino profumato. Su una grande terrazza con vista sulla piscina, il nostro squisito anfitrione ha sistemato alcuni tavolini precariamente illuminati da candele. In un angolo, contro il muro, ha sparso su un tappeto persiano un po’ di cuscini colorati. Vino e vodka sono di fabbricazione clandestina. Ai tavoli si ride, si chiacchiera, si raccontano storie, più o meno come succede in qualsiasi parte del mondo quando si ritrovano insieme persone colte, argute, sofisticate.”

    Mi piacerebbe molto leggere la stessa storia dal punto di vista di una delle figurine che pendono dalle sue labbra, da una delle alunne assunte nel beato regno del salotto di casa Nafisi, le sette prescelte tra i tanti alunni e uditori e specializzandi e laureati, che sotto la sua illuminata guida scoprono nella letteratura “epifanie della verità”, trasformando il romanzo di Nabokov, la sua Lolita, in una assonanza con le donne sotto il regime teocratico iraniano.
    (per tacere della Austin, di Joyce, di James eccetera eccetera)

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  • 4

    Lettura impegnativa, nel senso che ti costringe a rivedere molti altri romanzi, di autori fondamentali per la letteratura occidentale ma che sono messi in all'indice dal fanatismo religioso: da Noboko ...continuer

    Lettura impegnativa, nel senso che ti costringe a rivedere molti altri romanzi, di autori fondamentali per la letteratura occidentale ma che sono messi in all'indice dal fanatismo religioso: da Nobokov a Fitzgerald, da Heny James a Jane Austen. E se le prime generazioni post rivoluzione islamica possono ancora avere la memoria di una maggiore libertà (anche se magari a suo tempo avevano avversato lo Scià), l'attuale gioventù rischia di essere totalmente esclusa da ogni forma di libero dibattito. Tanto che non resta alternativa all'emigrazione, per chi se lo può permettere.

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  • 4

    Grande scoperta

    Finora i libri che ho letto di questo genere non mi sono minimamente piaciuti, ma questo prometteva bene fin dal titolo ed ha mantenuto la promessa.
    Oltre a conoscere una realtà lontana, insegna ad in ...continuer

    Finora i libri che ho letto di questo genere non mi sono minimamente piaciuti, ma questo prometteva bene fin dal titolo ed ha mantenuto la promessa.
    Oltre a conoscere una realtà lontana, insegna ad interpretare profondamente alcuni classici della letteratura ed è bello leggerne anche se non sono stati mai aperti o non si ricordano. La chiave di lettura è la vita e quindi si comprendono a prescindere.
    Scritto molto bene, forse l'unica pecca sono dei passaggi temporali un po' troppo repentini che definirei confusi, ma si afferrano dopo poche righe.
    In conclusione, lo definirei istruttivo, per molti aspetti, e per niente noioso.

    dit le 

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