Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

L'isola di Arturo

By Elsa Morante

(2511)

| Paperback | 9788806138387

Like L'isola di Arturo ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Premio Strega 1957.

427 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    "È una grande soddisfazione per me il pensiero che tu potrai risparmiarti di lavorare, perché il lavoro non è per gli uomini, è per i ciucciarelli. Anche una fatica,magari, può dar gusto qualche volta, purché non sia un lavoro. Una fatica oziosa può ...(continue)

    "È una grande soddisfazione per me il pensiero che tu potrai risparmiarti di lavorare, perché il lavoro non è per gli uomini, è per i ciucciarelli. Anche una fatica,magari, può dar gusto qualche volta, purché non sia un lavoro. Una fatica oziosa può
    riuscire utile e simpatica, ma il lavoro, invece, è una cosa inutile, e mortifica la fantasia. A ogni modo, se per caso non ti bastassero i soldi, e tu dovessi proprio adattarti a un lavoro, ti consiglio un mestiere che favorisca la fantasia quanto più è
    possibile, per esempio lo spedizioniere. Ma vivere senza nessun mestiere è la miglior cosa: magari accontentarsi di mangiare pane solo, purché non sia guadagnato."

    Is this helpful?

    Fionnulo Basilisco said on Sep 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    « Dunque, pare che alle anime viventi possano toccare due sorti: c’è chi nasce ape, e chi nasce rosa. Che fa lo sciame delle api, con la sua regina? Va, e ruba a tutte le rose un poco di miele, per portarselo nell’arnia, nelle sue stanzette. E la ros ...(continue)

    « Dunque, pare che alle anime viventi possano toccare due sorti: c’è chi nasce ape, e chi nasce rosa. Che fa lo sciame delle api, con la sua regina? Va, e ruba a tutte le rose un poco di miele, per portarselo nell’arnia, nelle sue stanzette. E la rosa? La rosa l’ha in se stessa, il proprio miele: miele di rose, il più adorato, il più prezioso! La cosa più dolce che innamora essa l’ha già in se stessa: non le serve cercarla altrove. Ma qualche volta sospirano di solitudine, le rose, questi esseri divini! Le rose ignoranti non capiscono i propri misteri. »

    Is this helpful?

    sablynsky said on Sep 12, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Arturo
    sull'isola
    cresce solo,
    fantasticando
    e cercando amore.
    -------------------------
    Lo racconta, Elsa Morante,
    a mio giudizio magistralmente.

    Is this helpful?

    Frabe said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La storia mi è piaciuta, ben raccontata e il personaggio di Arturo è analizzato a fondo, fino nel profondo di ogni suo fanciullesco turbamento. Leggendo però ho provato un profondo fastidio per l'utilizzo di molti tempi verbali e dopo pagine e pagine ...(continue)

    La storia mi è piaciuta, ben raccontata e il personaggio di Arturo è analizzato a fondo, fino nel profondo di ogni suo fanciullesco turbamento. Leggendo però ho provato un profondo fastidio per l'utilizzo di molti tempi verbali e dopo pagine e pagine mi sono chiesta se questo fosse semplicemente un errore (è un libro pubblicato da Einaudi, non posso nemmeno pensare ad un simile orrore), una cosa voluta, visto che a parlare è lo stesso Arturo cresciuto, oppure una caratteristica stilistica della Morante (e spero che non sia così, visto che un uso scorretto della grammatica non rende uno stile bello, anzi)..

    Is this helpful?

    Mona said on Aug 24, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Andante con pausa.

    A distanza quasi di vent'anni, ho voluto riprendere in mano un libro che mi aveva lasciato, in prima lettura, delle sensazioni acerbe.
    Inizio a rileggerlo, e le prime pagine sembrano premiare la mia scelta; e ciò sebbene fin dall'inizio ci si imbatta ...(continue)

    A distanza quasi di vent'anni, ho voluto riprendere in mano un libro che mi aveva lasciato, in prima lettura, delle sensazioni acerbe.
    Inizio a rileggerlo, e le prime pagine sembrano premiare la mia scelta; e ciò sebbene fin dall'inizio ci si imbatta in errori (cosa che non riesco a spiegarmi in una scrittrice inspirata come la Morante) che appaiono essere troppi e troppo gravi per giustificarli con l'assolutoria perifrasi "errori di stampa".
    In un primo momento, mi riesco a immedesimare con Arturo Gerace, padrone dell'Isola e purtuttavia anima sola.
    Salpato, ormai, oltre le promettenti acque della riva, la disillusione: l'annichilente déjà-vu.
    Mi figuro, da qui in avanti, il solito romanzo sdolcinato del figliuol incompreso. Genere, quest'ultimo, ovviamente a me inviso.
    Contrariato ("ho riletto un libro per il quale una prima lettura era più che sufficiente!"), continuo, imperterrito e in ogni caso speranzoso, a leggere.
    Quando la navigazione è ormai in mare aperto, ecco apparire l'amico del padre di Arturo e, d'incanto, i germi di una prolissa noia si mutano in un accattivante inizio della fine.
    La mia adolescenza, per fortuna mai del tutto abbandonatami, l'avverto (ri)prendere il largo da me nel momento stesso in cui Arturo, ormai sul vapore che lo porterà sulle rive di una maturità piena, prega il balio Silvestro di avvisarlo quando finalmente il ventre caldo delle sue estati interminabili sarà inghiottito definitivamente dal mare. Solo in presenza di quell'assenza, infatti, potrà bagnarsi nelle acque di una maturità necessariamente lontana (per sempre?) dall'isola, la sua isola: quella, per l'appunto, di Arturo Gerace.
    "Non si descrivono situazioni ma solo passaggi" (Montaigne)

    Is this helpful?

    Vincenzobenvenuto said on Aug 23, 2014 | 1 feedback

Book Details

Improve_data of this book