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L'isola misteriosa

By Jules Verne

(20)

| Mass Market Paperback | 9788809190245

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Book Description

87 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    “Ah, quanto è dura la solitudine per un’anima lacerata dai rimorsi!”

    Quanti ricordi sopiti risvegliano alla mia mente i libri di Jules Verne, leggendoli mi sembra di tornare indietro nel tempo, quando da bambina iniziai i “primi passi” nel mondo della lettura.
    Erano soprattutto i libri di Verne che leggevo, insieme a ...(continue)

    Quanti ricordi sopiti risvegliano alla mia mente i libri di Jules Verne, leggendoli mi sembra di tornare indietro nel tempo, quando da bambina iniziai i “primi passi” nel mondo della lettura.
    Erano soprattutto i libri di Verne che leggevo, insieme a quelli di Emilio Salgari, tutti libri che solleticavano la mia fantasia, che mi permettevano di fare viaggi in terre a me lontane e sconosciute, che mi permettevano di vivere avventure uniche e straordinarie, il tutto usando solo la mia fantasia.
    Non c’erano videogiochi all’epoca, non c’erano i cellulari, non c’erano i computer, non c’erano le diavolerie tecnologiche quotidiane, c’era solo ed esclusivamente la fantasia, un aspetto che andrebbe fatto riscoprire anche ai bimbi di oggi, che di fantasia, purtroppo, ne usano ben poca.
    Verne era davvero bravo a inventare storie e ci sono delle volte in cui mi dispiace davvero per il fatto che sia stato relegato solo a scrittore per l’infanzia, quando avrebbe meritato molto di più.
    Questo straordinario scrittore sapeva scrivere di avventure straordinarie, ma a differenza di Salgari che amava più la natura incontaminata, lui si affidava alla sua amata scienza, quell’innato amore per la scienza che gli permise di scrivere di viaggi al centro della Terra o di costruire con la mente un meraviglioso sottomarino.
    “L’isola misteriosa” è a mio modesto parere il suo miglior romanzo, terzo e ultimo capitolo della trilogia dedicata al capitano Nemo(gli altri due sono “I figli del capitano Grant” e “Ventimila leghe sotto i mari”, da leggere in questo rigoroso ordine).
    Protagonisti della storia sono un gruppo di cinque naufraghi americani, scappati dalla guerra di Secessione e che si ritrovano, loro malgrado, dispersi durante un naufragio su un’isola dell’oceano Pacifico, un’isola situata nell’emisfero australe e che nessuna mappa ha mai rilevato.
    Grazie alla determinazione e intelligenza di uno di loro, l’ingegnere Ciro Smith, i cinque riescono a sopravvivere alla dura vita dell’isola, avvalendosi anche delle tante risorse naturali, sia animali che vegetali, che l’isola dona loro ogni giorno.
    Come dei piccoli e novelli Robinson Crosue si costruiscono una casa, si producono da loro dei vestiti, coltivano ortaggi, allevano animali selvatici, addomesticano persino un orango, Jup, che diviene un loro fedele servitore.
    Però non tutto è così rose e fiori come sembra, tanti pericoli sono in agguato dietro ogni angolo, pericoli ai quali riusciranno sempre a scampare grazie all’inspiegabile intervento di un fattore esterno che loro attribuiscono alla Provvidenza.
    Ma è davvero la Provvidenza? Ciro Smith, il più razionale del gruppo, non ci crede…questi interventi insperati e piovuti dal nulla fanno sempre più balenare nella sua mente che non sono soli sull’isola, che una presenza misteriosa e benefattrice sta tentando di mettersi in contatto con loro…
    Potrei trovare milioni di aggettivi per descrivere la bellezza di quello che è , senza dubbio, il romanzo più complesso e affascinante di Verne, un’ambientazione selvaggia e bellissima, un alone di mistero che si percepisce dalla prima all’ultima pagina e che accompagna, come una silenziosa ombra, la vita e le avventure dei naufraghi, un finale dolce, struggente e malinconico, che conclude al meglio una trilogia che è entrata di diritto nei cuori di tutti coloro che amano i romanzi di avventura.
    Un piccolo capolavoro, un tributo a quello che è l’impegno umano, a quella che è l’infinita sapienza che un uomo può conquistare.
    Uno di quei libri che rileggerei all’infinito…avventura allo stato puro, narrata con passione da colui che l’amava forse più di sé stesso.
    Un romanzo purtroppo sottovalutato, relegato a letteratura per l’infanzia quando in realtà dietro c’è molto, molto di più.
    E quanto vorrei vivere anch’io su quell’isola…

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    Banshee said on Jul 14, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    No es ni con mucho la mejor de Verne, pero siempre despierta en mí un cariño mágico y especial.
    Novela clásica de aventuras, secretos y enigmas, en una isla aparentemente desierta de los mares del sur.
    En ella el autor hace un canto exhaustivo al hon ...(continue)

    No es ni con mucho la mejor de Verne, pero siempre despierta en mí un cariño mágico y especial.
    Novela clásica de aventuras, secretos y enigmas, en una isla aparentemente desierta de los mares del sur.
    En ella el autor hace un canto exhaustivo al honor, a la camaradería y a la supervivencia.
    La reaparición estelar del capitán Nemo y su Nautilus, pone el broche final a un entretenimiento excepcional.

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    mancusso73 said on Feb 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il suo capolavoro

    un'avventura fatta di sofferenza e sentimenti condivisi, in un posto dove il confine tra tragico e sublime è spesso ridotto. Vince l'animo dei protagonisti.

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    Erwin Zadra said on Jan 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Capolavoro assoluto: forse il miglior libro d'avventura che si possa scrivere, sicuramente il miglior libro d'avventura che si possa ambientare su un'isola sperduta. C'è pura una comparsata finale da antologia. Consigliatissimo a tutti, soprattutto a ...(continue)

    Capolavoro assoluto: forse il miglior libro d'avventura che si possa scrivere, sicuramente il miglior libro d'avventura che si possa ambientare su un'isola sperduta. C'è pura una comparsata finale da antologia. Consigliatissimo a tutti, soprattutto agli adulti: i ragazzini se ne restino pure a rincoglionirsi su facebook.

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    Williamguyver said on Jan 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    eh, se solo Cyrus lavorasse al nostro reparto ingegneria!

    Pura avventura in stile 1800, di solito iscritta nelle liste dei libri di fantascienza senza altro motivo che la presenza di un personaggio in comune con 20000 leghe sotto i mari.
    Ottimo - forse ancora oggi - per un ragazzo (direi pre-teenage), a ril ...(continue)

    Pura avventura in stile 1800, di solito iscritta nelle liste dei libri di fantascienza senza altro motivo che la presenza di un personaggio in comune con 20000 leghe sotto i mari.
    Ottimo - forse ancora oggi - per un ragazzo (direi pre-teenage), a rileggerlo da adulto salta fuori imperioso, continuo (e improponibile) quello che e' il vero elemento fantastico del testo: la pazzesca efficienza e velocita' con cui i naufraghi realizzano ogni cosa. Con la sola forza di 5 uomini (2 dei quali si suppongono mediamente impegnati a tempo quasi pieno per procacciare cibo) in pochissimi mesi, senza nessun utensile, impiantano miniere, fonderie, forni, allevamenti, case, dighe, ponti, mulini, barche e quanto altro serve a creare una colonia comoda e funzionante.
    In questo senso si puo' effettivamente che l' Isola fa parte dei precursori della fantascienza, di quel ramo di essa che nei decenni fino al 1930 produsse quei ridicoli racconti di superscienza (in realta' magia, come faceva giustamente osservare - se non erro - Marzio Tosello) in cui il Cyrus Smith di turno in mezza giornata, con un cacciavite, una forcina per capelli e una decina di chili di rottami assortiti inventava, progettava e realizzava una propoulsione stellare o un raggio disintegratore.
    In realta', sappiamo bene che nello stesso tempo, una moderna industria come quella dove lavoro, riesce a mamlapena a portarsi a casa e mettere in funzione un macchinario di quelli semplici, tipo un serbatoio... se qualcun altro glielo fabbrica, naturalmente!

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    Fantagufo said on Jan 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Anche quest'anno, a dicembre, mi sono regalato un tuffo nell'avventura più pura con il buon vecchio Verne. E anche questa volta non sono rimasto deluso. I soliti ingredienti ci sono tutti, e anche le ingenuità, ma il divertimento è sempre assicurato. ...(continue)

    Anche quest'anno, a dicembre, mi sono regalato un tuffo nell'avventura più pura con il buon vecchio Verne. E anche questa volta non sono rimasto deluso. I soliti ingredienti ci sono tutti, e anche le ingenuità, ma il divertimento è sempre assicurato. Da sconsigliare vivamente a tutti gli animalisti radical-chic.

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    Bravo27 said on Jan 2, 2014 | Add your feedback

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