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Little Dorrit

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Publisher: Wordsworth Editions

3.7
(593)

Language:English | Number of Pages: 848 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Italian , Spanish

Isbn-10: 1853261823 | Isbn-13: 9781853261824 | Publish date: 

Illustrator or Penciler: Hablot K. Browne

Also available as: Hardcover , Others , Library Binding , Audio Cassette , Audio CD , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Book Description
Introduction and Notes by Peter Preston, University of Nottingham. With Illustrations by Hablot K. Browne (Phiz).

Little Dorrit is a classic tale of imprisonment, both literal and metaphorical, while Dickens' working title for the novel, Nobody's Fault, highlights its concern with personal responsibility in private and public life.

Dickens' childhood experiences inform the vivid scenes in Marshalsea debtor's prison, while his adult perceptions of governmental failures shape his satirical picture of the Circumlocution Office. The novel's range of characters - the honest, the crooked, the selfish and the self-denying - offers a portrait of society about whose values Dickens had profound doubts.
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  • 5

    Vorrei proprio sapere perché tutti i lettori conoscono David Copperfield e le Grandi Speranze, mentre la Piccola Dorrit è così poco letto e così tanto sottovalutato; per questo scriverò due parole in proposito. Forse è stato il titolo a svantaggiarlo: l’idea che la protagonis ...continue

    Vorrei proprio sapere perché tutti i lettori conoscono David Copperfield e le Grandi Speranze, mentre la Piccola Dorrit è così poco letto e così tanto sottovalutato; per questo scriverò due parole in proposito. Forse è stato il titolo a svantaggiarlo: l’idea che la protagonista sia una ragazza, anziché un ragazzo, può aver allontanato molti lettori maschi. Il che è una sciocchezza non solo in linea di principio, ma anche perché nei grandi romanzi di Dickens i protagonisti sono davvero tanti, uomini e donne, giovani e vecchi, poveri e ricchi. L’affresco della Piccola Dorrit è ampio e affascinante, si estende da Londra all’Italia, più di mille pagine di rara brillantezza e vivacità, che non hanno proprio niente da invidiare alle altre sue opere più note; al contrario.
    Un romanzo di avventura ma anche una beffarda, acuta e ironica satira sociale, di straordinaria attualità (è stupenda la trovata del Ministero delle Circonlocuzioni; è stupenda la cena in cui i pezzi grossi si riuniscono per assegnare un posto prestigioso a quel giovane idiota bennato di Sparkler; è stupendo l’episodio del finanziere miliardario che arricchendosi vertiginosamente seduce il popolo trascinandolo con sé nella propria bancarotta fraudolenta); una vicenda tenebrosa piena di suspence, ma anche una storia d’amore di grande tenerezza; pagine e pagine di saggezza eppure anche di gioia di vivere. Mi ha fatto riscoprire Dickens, la sua grande intelligenza, il suo personalissimo umorismo, i suoi personaggi che balzano fuori dalle pagine pieni di vita e di carattere, i suoi dialoghi sempre così realistici, divertenti o commuoventi… Non solo un grandissimo narratore, ma un grande autore, un grande talento, un geniaccio come pochi.
    Leggetelo.

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  • 5

    "L'insegna dell'onore e della vergogna, il grado di generale e tamburino, una statua di Westminster e l'amaca del marinaio sospesa sulle profondità dell'oceano, la mitra e l'officina, il seggio di presidente e la galera, il trono e la ghigliottina: verso ciascuno di codesti punti muovono i via ...continue

    "L'insegna dell'onore e della vergogna, il grado di generale e tamburino, una statua di Westminster e l'amaca del marinaio sospesa sulle profondità dell'oceano, la mitra e l'officina, il seggio di presidente e la galera, il trono e la ghigliottina: verso ciascuno di codesti punti muovono i viaggiatori sulla strada maestra del mondo; ma codesta strada ha mirabili divergenze, e solo il tempo ci può far vedere dove ciascun viaggiatore è diretto."

    Le strade si incrociano insieme ai destini dei personaggi in questo minuzioso e fedele affresco di un'intera società. Non c'è classe sociale che non sia rappresentata e smascherata nelle sue piccolezze più o meno meschine, oltre che facili oggetto di derisione: dall'aristocrazia indebitata, costretta a pagar pegno al banchiere arricchito, fino al vecchio indigente, recluso nell'ospizio di povertà, che guarda con ingenua deferenza gli ospiti della prigione per debiti. E se ogni classe sociale ha la sua bella faccia a rappresentarla, ogni rappresentante ha più facce da sfoderare a seconda dell'occasione. Si scopre così che il magnanimo patriarca non è poi così magnanimo nell'attendere ai suoi affari, e che la nobiltà di nascita non si coniuga quasi mai con nobili intenti. Si ride molto in questo gioco delle parti, ma è un riso pirandelliano che fa riflettere amaramente sulle debolezze dell'animo umano, portato facilmente a prostrarsi al cospetto del dio denaro. Nonostante le apparenze, la vera natura dei personaggi emerge con tale forza da impregnarne perfino le rispettive case: così le facciate pretenziose di Harley Street, la casa decrepita dei Clenman, la blasonata dimora, tutta tende e sotterfugi, dei Gowan sembrano ancora più meschine rispetto all'accogliente dimora dei Meagles, con il suo viale di rose ai piedi del ruscello, o alla piccola Capanna Felice dipinta sul muro del salottino dei Plornish.
    Quello che colpisce più di tutto è la straordinaria attualità della satira sociale: da fantomatici ministeri specializzati nell'arte sublime del non far niente, alle azzardate prodezze finanziarie dell'"uomo del secolo", la critica che ne consegue vale adesso come allora, perché ad essere presi di mira sono i difetti dell'uomo, declinati in ogni possibile grado, ma pur sempre gli stessi attraverso i secoli.
    E mentre "tutta la folla irrequieta, avida, orgogliosa, ambiziosa"continua a scaldarsi ed a strepitare senza sosta, per fortuna c'è chi passa "dal sole all'ombra e dall'ombra al sole" senza mai tradire i valori di lealtà, affetto, amicizia, generosità. Il succo della storia in fondo è proprio questo: non ci sono muri di cinta altrettanto ardui da scalare come quelli issati nella solitudine della propria testa, né prigione altrettanto squallida quanto un cuore ripiegato su se stesso ed incapace per questo di provare umana compassione.

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  • 5

    Full immersion nella Londra vittoriana!

    Era da tempo che non leggevo un romanzo-fiume come questo!Quasi mille pagine che ti trasportano nella Londra vittoriana, ma anche a Marsiglia, Venezia e Roma, tra opprimenti prigioni, stamberghe in rovina, uffici pubblici il cui scopo principale e "non fare", una Società che esalta l'apparenza e ...continue

    Era da tempo che non leggevo un romanzo-fiume come questo!Quasi mille pagine che ti trasportano nella Londra vittoriana, ma anche a Marsiglia, Venezia e Roma, tra opprimenti prigioni, stamberghe in rovina, uffici pubblici il cui scopo principale e "non fare", una Società che esalta l'apparenza e il denaro (tutto questo mi ricorda qualcosa...ma quanto è moderno Dickens??) Insomma, La piccola e dolce Amy Dorrit che dà il titolo all'opera non è che un cammeo di questo immenso affresco di critica sociale, costellato di tanti personaggi così vivi che mi sembra, dopo aver seguito le loro vicende per un mese, di averli conosciuti davvero!^^
    Già Tempi Difficili mi aveva riconciliata con l'autore dopo un paio di incontri poco felici con alcune sue opere a me meno congeniali, ma qui direi che siamo tornati allo splendore di David Copperfield ^^

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  • 5

    "Scesero tranquillamente nelle vie fragorose, benedetti e inseparabili; e mentre passavano dal sole all'ombra, la gente vana e rumorosa, arrogante, bisbetica, avida, si affannava e sudava, arrabattandosi nel solito strepito fragoroso."

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  • 0

    incipit

    Una trentina d’anni fa, Marsiglia bruciava un giorno ai raggi infocati del sole ...

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/p/la-piccola-dorrit-charles-dickens/

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  • 3

    I romanzi di Dickens hanno un taglio e un ritmo giornalistico con cui acquistano sapore di cronaca d'attualità; la miriade di personaggi messi in campo rischia di confondere ma è proprio la meticolosità con cui riporta nomi e caratteristiche salienti dei personaggi che si incontrano nel corso del ...continue

    I romanzi di Dickens hanno un taglio e un ritmo giornalistico con cui acquistano sapore di cronaca d'attualità; la miriade di personaggi messi in campo rischia di confondere ma è proprio la meticolosità con cui riporta nomi e caratteristiche salienti dei personaggi che si incontrano nel corso della storia a rendere non solo affollato ma vivo il suo spaccato di vita quotidiana nella cruda realtà dell'ottocento inglese.

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  • 5

    Scritto tra il 1855 e il 1857, “La piccola Dorrit” non è altro che il grido di protesta dell’autore verso una società corrotta, un sistema politico apatico che pone come valore supremo per l’essere umano la venerazione per la ricchezza e i cui principi cardine sono la mercificazione della person ...continue

    Scritto tra il 1855 e il 1857, “La piccola Dorrit” non è altro che il grido di protesta dell’autore verso una società corrotta, un sistema politico apatico che pone come valore supremo per l’essere umano la venerazione per la ricchezza e i cui principi cardine sono la mercificazione della persona e la riduzione dei rapporti umani a mere transazioni commerciali.
    Di straordinaria attualità nella critica sociale e dotato di quella profonda spiritualità che fa di Dickens un narratore di miti e non di romanzi e che gli consente di parlare direttamente al cuore dell’uomo, la storia ha come binomio fondamentale il confronto tra povertà e ricchezza, prigionia e libertà, verità e mistificazione, amore e odio, colpa e redenzione.
    Una narrazione sempre avvincente mette in luce le indiscusse qualità di Dickens come narratore di storie del mistero e di fantasmi.
    Voto massimo.

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  • 4

    Mi era stato regalato questo libro quando compii 8 anni ma stranamente, pur amando da sempre la lettura, non lo lessi mai, fino a pochi giorni fa che lo ritrovai insieme a tutti gli altri libri nella mia vecchia cameretta.. dopo ben vent'anni. Ahimè, nonostante ci sia stato scritto che era una ve ...continue

    Mi era stato regalato questo libro quando compii 8 anni ma stranamente, pur amando da sempre la lettura, non lo lessi mai, fino a pochi giorni fa che lo ritrovai insieme a tutti gli altri libri nella mia vecchia cameretta.. dopo ben vent'anni. Ahimè, nonostante ci sia stato scritto che era una versione integrale (edizioni Pandion - traduzione di Pavesi) le pagine erano solo 226. Dopo averlo letto, in effetti, mi è sembrato che mancassero moltissime cose e che molti personaggi apparivano per un attimo ed oltretutto dal nulla. Quindi il mio giudizio in merito riguarda solo ciò che ho letto. In ogni caso l'ho trovato molto bello, con una storia intrigante che fa comprendere i problemi ed i pensieri di quell'epoca. Forse i personaggi erano troppi e quindi difficili da ricordare ma facili da confondersi. Il modo in cui è stato scritto mi è piaciuto tantissimo anche se ha reso meno scorrevole la lettura. Il finale purtroppo sembrava un riassunto e quindi quasi incomprensibile.

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  • 5

    Una storia coinvolgente e una brillante satira sulla burocrazia e la "Società"

    Diversamente da quanto si potrebbe supporre, La Piccola Dorrit non narra la storia di una bimba, ma parla di una giovane donna, Amy, paziente, sensibile, caritatevole (come richiesto alla donna vittoriana) ma soprattutto coraggiosa e forte, pronta a soffrire e a sacrificarsi per la propria famigl ...continue

    Diversamente da quanto si potrebbe supporre, La Piccola Dorrit non narra la storia di una bimba, ma parla di una giovane donna, Amy, paziente, sensibile, caritatevole (come richiesto alla donna vittoriana) ma soprattutto coraggiosa e forte, pronta a soffrire e a sacrificarsi per la propria famiglia e per coloro che ama.
    Amy è nata nella prigione per debitori della Marshalsea, dove il padre William, gentiluomo caduto in disgrazia, è stato rinchiuso poco prima della sua nascita. Alla Marshalsea Amy ha trascorso l'intera esistenza occupandosi amorevolmente dell'egoista e avvilito padre e degli ingrati fratelli.
    La storia ha una svolta quando la vita dei Dorrit si intreccia con quella di Arthur Clennam: quarantenne disilluso dall'infanzia infelice, che ha trascorso vent'anni in Cina a lavorare col padre e che, morto quest'ultimo, torna in patria dalla gelida madre, deciso a far luce sull'oscuro segreto familiare che ha turbato le ultime ore di vita del genitore. Arthur, uomo sensibile e responsabile, è deciso a porre rimedio alle eventuali colpe della sua famiglia e il caso lo porta proprio a conoscere la nostra Amy a cui presto si affezionerà e per la quale conierà il soprannome di Piccola Dorrit, ignorando che la ragazza, che non è certo la bimbetta che lui vede, ha per lui sentimenti ben più profondi di un affetto "filiale".
    Amy è una specie di Cenerentola che vive rinchiusa ma che non rinuncia, nel profondo del suo cuore, a sognare la felicità, l'amore e, in questo caso, la libertà per suo padre. E questa libertà arriverà proprio grazie ad Arthur, ma sarà una libertà dal sapore amaro perchè chi ha vissuto rinchiuso per oltre vent'anni, difficilmente potrà mai più sentirsi libero; per William Dorrit la vera prigionia (interiore) inizia proprio con la libertà fisica ed è la prigionia delle menzogne, della vergogna, della necessità di tutelare l'apparenza (nascondendo il suo passato da prigioniero) di fronte a quel giudice impietoso che risponde al nome di Società.
    La Società, infatti, con le sue regole, le sue ipocrisie e le sue perversioni, è la vera protagonista di questo romanzo: una Società in nome della quale i personaggi arrivano a sacrificare le loro vite, la felicità, l'amore, la stessa dignità.

    Un romanzo affascinante ricco dei tipici personaggi dickensiani tra cui alcuni veramente esilaranti (vedi la loquace Flora, ex fidanzata di Arthur), in passato considerato, a torto, uno dei meno riusciti di Dickens; un romanzo dove si mischiano oscuri e inconfessabili segreti familiari, amori non corrisposti, tragici crack finanziari (che lungimiranza in Dickens!), storie di gente qualsiasi spesso senza soluzione.
    Un romanzo a tratti apparentemente irrisolto ma che in realtà si prefigge solo uno scopo: denunciare una società falsa e corrotta e una burocrazia fine a se stessa (la straordinaria invenzione dell'ufficio delle circonlocuzioni ne è un esempio lampante).

    Alla fine del racconto, coinvolgente e brillante, come è tipico di Dickens, i veri eroi saranno coloro che rifiuteranno di uniformarsi alla Società e che a dispetto di tutto sceglieranno una vita diversa, dove l'unico "idolo" non sarà il denaro, ma l'onestà morale e materiale.

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