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Little Dorrit

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Publisher: Wordsworth Editions

3.7
(613)

Language:English | Number of Pages: 848 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Italian , Spanish

Isbn-10: 1853261823 | Isbn-13: 9781853261824 | Publish date: 

Illustrator or Penciler: Hablot K. Browne

Also available as: Hardcover , Others , Library Binding , Audio Cassette , Audio CD , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Book Description
Introduction and Notes by Peter Preston, University of Nottingham. With Illustrations by Hablot K. Browne (Phiz).

Little Dorrit is a classic tale of imprisonment, both literal and metaphorical, while Dickens' working title for the novel, Nobody's Fault, highlights its concern with personal responsibility in private and public life.

Dickens' childhood experiences inform the vivid scenes in Marshalsea debtor's prison, while his adult perceptions of governmental failures shape his satirical picture of the Circumlocution Office. The novel's range of characters - the honest, the crooked, the selfish and the self-denying - offers a portrait of society about whose values Dickens had profound doubts.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Little Dorrit
    Iniziato il 2 febbraio 2015 con le più grandi aspettative.
    Terminato dopo lunghe sofferenze il 17 aprile 2015.
    Al momento della lettura delle sue ultime parole,
    nonostante l'agonia protr
    ...continue

    Little Dorrit
    Iniziato il 2 febbraio 2015 con le più grandi aspettative.
    Terminato dopo lunghe sofferenze il 17 aprile 2015.
    Al momento della lettura delle sue ultime parole,
    nonostante l'agonia protratta nel tempo,
    la gioia fu immensa e sconfinata.

    Chi sono io per giudicare Charles Dickens?
    Alla continua ricerca di un romanzo che susciti in me le stesse emozioni di David Copperfield, credo che proseguirò oltre.
    Ingannata dal titolo, unico caso in cui padroneggia un nome femminile, La Piccola Dorrit in realtà fa solo da sfondo ad una storia molto più articolata dove lei si muove come un'ombra, o come un'ennesima eroina fiabesca.
    Si è mai visto personaggio peggiore di Mr Dorrit? Quasi degno della più perfida matrigna. Da scroccone incallito, logorato dal desiderio di mantenere una parvenza di rispettabilità all'interno della Marshalsea a despota dopo il ritorno agli antichi splendori al di fuori di essa. Un uomo continuamente perseguitato dallo spettro di quel che è stato e roso dal sospetto che la società possa intravedere in lui l'ombra del passato. Lietissima fine la sua, che libera la figlia dal suo giogo proiettandola verso una vita migliore, ormai libera dal peso della pietà filiale di cui lui ha abusato ampiamente.
    Vero è che, come sempre nei romanzi di Dickens, ci sono personaggi memorabili quali Flora (con il corredo della zia di Mr F.) e il villain Rigaud/Blandois, per non parlare di Flinthwinch e signora, ma si finirebbe con l'elencarli tutti.
    Il romanzo paga forse il prezzo della pubblicazione a puntate e molto poteva essere ridotto o meglio articolato.
    Amy Dorrit, perfetto esempio della donna Vittoriana, quasi scompare nelle 1027 pagine del libro. Proprio lei che, diligente e silenziosa, non fa altro che amare un padre che la sfrutta quando non può permettersi una domestica e la ignora quando il ritrovato benessere economico gli consente di fare a meno di lei ripudiando quei sentimenti sinceri che lo hanno aiutato a superare gli anni più duri della sua misera esistenza.
    Lei, che cede il passo a personaggi secondari, attendendo che la matassa si snodi a svelare il motivo della loro presenza nella storia. Una storia fatta di povertà e reclusione, misteri e sotterfugi, rovesci di fortuna e truffe, a volte clautrofobica e altre solo leggermente tediosa.
    Solo negli ultimi capitoli si relizza la maestria dell'utore nel far combaciare tutti i pezzi del puzzle e portare a termine il suo compito.
    Un finale dolceamaro che riporta La Piccola Dorrit esattamente al punto di partenza, come se tanto viaggiare e tanta ricchezza si siano rivelati inutili di fonte al sentimento più sincero.

    Povero cuore, così debole, così pieno di contraddizioni, incertezze, inconsistenze, piccole perplessità di questa vita carica d'ignoranza, di nebbie che soltanto un chiaro mattino è in grado di disperdere.

    said on 

  • 4

    “Tutto tramonta prima o poi”

    Insieme a “Oliver Twist” e “David Copperfield” il più bel romanzo di Dickens, un romanzo dal sapore dolce-amaro, una storia familiare tragica e commovente.
    Ci sono tutti gli elementi cari a Dickens, l ...continue

    Insieme a “Oliver Twist” e “David Copperfield” il più bel romanzo di Dickens, un romanzo dal sapore dolce-amaro, una storia familiare tragica e commovente.
    Ci sono tutti gli elementi cari a Dickens, la prigione Marshalesa, dove suo padre venne rinchiuso quando lui aveva poco più di dodici anni, evento che lo segnò profondamente per tutta la vita, la povertà, la critica feroce verso il cinismo della società, l’amore per la famiglia.
    Ho amato molto il personaggio di Amy, un personaggio così vero e sempre fedele a sé stesso.
    Romanzo bellissimo e purtroppo poco conosciuto…

    said on 

  • 4

    Tic, tac, tic, tac...

    Leggere questo libro mi ha fatto venire in mente l'immagine di un orologio in modo particolare uno di quei begli orologi da tasca, con la catena, come aveva mio nonno.
    L'immagine dell'orologio credo c ...continue

    Leggere questo libro mi ha fatto venire in mente l'immagine di un orologio in modo particolare uno di quei begli orologi da tasca, con la catena, come aveva mio nonno.
    L'immagine dell'orologio credo che rappresenti benissimo questo romanzo. Dapprima i pezzi sono sparsi sul tavolo; ci sono le lancette, il pignone, la ruota, il bariletto, la molla, ecc., poi man mano che si procede con la lettura i pezzi iniziano a comporsi, ad incastrarsi tra loro e così l'orologio-libro inizia a prendere forma.
    La piccola Dorrit, al contrario di quello che può far pensare il titolo, non racconta la storia di una bambina ma di una piccola grande donna, nata e cresciuta all'interno della prigione per debitori insolventi: la Marshalsea.
    Amy, ragazza sensibile, paziente, caritatevole e generosa (da brava donna vittoriana), forte e coraggiosa, si occupa del padre William – gentiluomo egoista caduto in disgrazia e rinchiuso nella prigione da un quarto di secolo – ed è sempre pronta a sacrificarsi per la propria famiglia e per coloro che ama. I Dorrit però non si accorgono e non danno importanza ai sacrifici che la giovane compie per loro; sono sempre pronti – un po' in pompa magna – a tirar fuori dall'armadio lo scheletro della nobiltà ogni volta che più gli fa comodo.
    La vicenda compie una svolta quando la vita della famiglia Dorrit si intreccia con quella di Arthur Clennam, gentiluomo quarantenne dall'infanzia infelice, tornato in patria dopo aver trascorso vent'anni in Cina a lavorare con il padre; deceduto quest'ultimo decide di tornare nel Regno Unito per far luce su un oscuro segreto di famiglia. Arthur è un uomo sensibile e generoso, corretto e onesto, ed è deciso a porre rimedio ad eventuali colpe della famiglia. Questo scopo lo porterà a conoscere la piccola Dorrit (sopranome da lui coniato). Adoperandosi per risolvere la questione sull'incarcerazione del signor Dorrit, Arthur scopre che quest'ultimo ha ereditato un'immensa fortuna che cambierà la situazione della famiglia. Un'eredità che significa la libertà per colui che ha trascorso molti anni della sua vita in carcere anche se da allora in poi l'ombra della prigione continuerà a gravare su di lui...
    Anche in questo romanzo Dickens dimostra e conferma (nel caso c'è ne fosse ancora bisogno) le sue doti di grande scrittore capace di trascinare il lettore nel vortice degli eventi.
    La piccola Dorrit è una storia scritta in modo magistrale e con eleganza, con brillantezza e vivacità; è un romanzo ricco e corposo, pieno di avvenimenti, di suspense, di umanità, con una storia d'amore di grande tenerezza. Contiene una profonda critica alla società, alla burocrazia, alla borghesia, espressa con ironia graffiante e con veemenza.
    La vera protagonista di questo romanzo dickensiano è la società: una società basata sul denaro, che ha come principi fondamentali la mercificazione delle persone e la riduzione dei rapporti umani a semplici transazioni commerciali. Una società che fagocita tutto e tutti e per la quale i personaggi arrivano a sacrificare la dignità, la felicità, l'amore e perfino la propria stessa vita.

    Un romanzo terribilmente attuale in cui si mischiano segreti familiari, amicizia, amori non corrisposti, rapporto genitori-figli,crack finanziari e storie di gente qualunque che compie i salti mortali per sbarcare il lunario.
    Una cosa che mi ha molto colpito e ho trovato terribilmente contemporaneo è la straordinaria attualità della satira sociale che Dickens compie nei confronti della burocrazia – i fantomatici ministeri specializzati nell'arte del non far niente e di mettere il bastone tra le ruote a coloro che invece hanno una gran voglia di fare (attualità italiana?!); oppure delle azzardate operazioni finanziari del fantomatico “uomo del secolo”, in questo caso rappresentato dal personaggio del signor Merdle, finanziere senza scrupoli che costruisce la sua ricchezza e il suo impero finanziario truffando migliaia di persone.

    Un viaggio nel labirinto delle strade di Londra, tra una sponda e l'altra del Tamigi, tra opprimenti prigioni, stamberghe in rovina, con una capatina anche in Italia, con il gran Tour; costellato da tanti personaggi così vivi che sembra possano uscire dalle pagine da un momento all'altro. Ne spicca uno su tutti: Amy Dorrit; giovane donna, buona e gentile, che vive una vita di abnegazione e di sofferenze, ma non rinuncia a sognare la felicità, l'amore e la libertà per suo padre.

    Dickens è sempre fantastico nel mettere in scena le varie vicende, nel descrivere eventi drammatici con ironia, di far vivere i luoghi descritti, nel mettere nero su bianco in più di mille pagine la storia di una famiglia dalla povertà alla ricchezza e poi di nuovo alla povertà, dove tra la meschinità dilagante e alla falsità un'unica persona rimane integra e di buoni sentimenti: Amy Dorrit.

    Infine, nel pieno della notte, mentre le strade si presentavano assolutamente deserte e silenziose, la piccola Dorrit appoggiò sul proprio petto la grossa testa della poveretta e si mise a cullarla per farla addormentare. Così seduta davanti al cancello, aveva l'impressione di essere sola, guardava le stelle e le nuvole che passavano correndo veloci... e quelle eran la festa danzante della piccola Dorrit.
    “Oh, se fosse veramente una festa!” pensò ad un tratto, “se tutto fosse illuminato, caldo e bello! E se fosse la nostra casa e se il povero babbo ne fosse il padrone e non fosse mai stato fra queste mura! Se poi il signor Clennam fosse uno dei nostri ospiti, si ballerebbe al suono di una musica deliziosa saremmo tutti allegri e spensierati. Chissà...”

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  • 3

    Forse non era il momento giusto e sicuramente questa pessima edizione in e-book non ha aiutato, ma nonostante io ami Dickens ed abbia ritrovato anche in questo libro tutto il suo fantastico mondo, non ...continue

    Forse non era il momento giusto e sicuramente questa pessima edizione in e-book non ha aiutato, ma nonostante io ami Dickens ed abbia ritrovato anche in questo libro tutto il suo fantastico mondo, non mi ha proprio catturato e addirittura un pochino annoiata. Un vero peccato.

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  • 4

    Una delle mie passioni di dodicenne, ha superato senza contraccolpi una lettura (integrale) da adulta. Come mi aveva colpito, allora, la descrizione della 'prigione per debiti', un mondo che Dickens ...continue

    Una delle mie passioni di dodicenne, ha superato senza contraccolpi una lettura (integrale) da adulta. Come mi aveva colpito, allora, la descrizione della 'prigione per debiti', un mondo che Dickens conosceva così bene!

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  • 5

    Vorrei proprio sapere perché tutti i lettori conoscono David Copperfield e le Grandi Speranze, mentre la Piccola Dorrit è così poco letto e così tanto sottovalutato; per questo scriverò due parole in ...continue

    Vorrei proprio sapere perché tutti i lettori conoscono David Copperfield e le Grandi Speranze, mentre la Piccola Dorrit è così poco letto e così tanto sottovalutato; per questo scriverò due parole in proposito. Forse è stato il titolo a svantaggiarlo: l’idea che la protagonista sia una ragazza, anziché un ragazzo, può aver allontanato molti lettori maschi. Il che è una sciocchezza non solo in linea di principio, ma anche perché nei grandi romanzi di Dickens i protagonisti sono davvero tanti, uomini e donne, giovani e vecchi, poveri e ricchi. L’affresco della Piccola Dorrit è ampio e affascinante, si estende da Londra all’Italia, più di mille pagine di rara brillantezza e vivacità, che non hanno proprio niente da invidiare alle altre sue opere più note; al contrario.
    Un romanzo di avventura ma anche una beffarda, acuta e ironica satira sociale, di straordinaria attualità (è stupenda la trovata del Ministero delle Circonlocuzioni; è stupenda la cena in cui i pezzi grossi si riuniscono per assegnare un posto prestigioso a quel giovane idiota bennato di Sparkler; è stupendo l’episodio del finanziere miliardario che arricchendosi vertiginosamente seduce il popolo trascinandolo con sé nella propria bancarotta fraudolenta); una vicenda tenebrosa piena di suspence, ma anche una storia d’amore di grande tenerezza; pagine e pagine di saggezza eppure anche di gioia di vivere. Mi ha fatto riscoprire Dickens, la sua grande intelligenza, il suo personalissimo umorismo, i suoi personaggi che balzano fuori dalle pagine pieni di vita e di carattere, i suoi dialoghi sempre così realistici, divertenti o commuoventi… Non solo un grandissimo narratore, ma un grande autore, un grande talento, un geniaccio come pochi.
    Leggetelo.

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  • 5

    "L'insegna dell'onore e della vergogna, il grado di generale e tamburino, una statua di Westminster e l'amaca del marinaio sospesa sulle profondità dell'oceano, la mitra e l'officina, il seggio di pre ...continue

    "L'insegna dell'onore e della vergogna, il grado di generale e tamburino, una statua di Westminster e l'amaca del marinaio sospesa sulle profondità dell'oceano, la mitra e l'officina, il seggio di presidente e la galera, il trono e la ghigliottina: verso ciascuno di codesti punti muovono i viaggiatori sulla strada maestra del mondo; ma codesta strada ha mirabili divergenze, e solo il tempo ci può far vedere dove ciascun viaggiatore è diretto."

    Le strade si incrociano insieme ai destini dei personaggi in questo minuzioso e fedele affresco di un'intera società. Non c'è classe sociale che non sia rappresentata e smascherata nelle sue piccolezze più o meno meschine, oltre che facili oggetto di derisione: dall'aristocrazia indebitata, costretta a pagar pegno al banchiere arricchito, fino al vecchio indigente, recluso nell'ospizio di povertà, che guarda con ingenua deferenza gli ospiti della prigione per debiti. E se ogni classe sociale ha la sua bella faccia a rappresentarla, ogni rappresentante ha più facce da sfoderare a seconda dell'occasione. Si scopre così che il magnanimo patriarca non è poi così magnanimo nell'attendere ai suoi affari, e che la nobiltà di nascita non si coniuga quasi mai con nobili intenti. Si ride molto in questo gioco delle parti, ma è un riso pirandelliano che fa riflettere amaramente sulle debolezze dell'animo umano, portato facilmente a prostrarsi al cospetto del dio denaro. Nonostante le apparenze, la vera natura dei personaggi emerge con tale forza da impregnarne perfino le rispettive case: così le facciate pretenziose di Harley Street, la casa decrepita dei Clenman, la blasonata dimora, tutta tende e sotterfugi, dei Gowan sembrano ancora più meschine rispetto all'accogliente dimora dei Meagles, con il suo viale di rose ai piedi del ruscello, o alla piccola Capanna Felice dipinta sul muro del salottino dei Plornish.
    Quello che colpisce più di tutto è la straordinaria attualità della satira sociale: da fantomatici ministeri specializzati nell'arte sublime del non far niente, alle azzardate prodezze finanziarie dell'"uomo del secolo", la critica che ne consegue vale adesso come allora, perché ad essere presi di mira sono i difetti dell'uomo, declinati in ogni possibile grado, ma pur sempre gli stessi attraverso i secoli.
    E mentre "tutta la folla irrequieta, avida, orgogliosa, ambiziosa"continua a scaldarsi ed a strepitare senza sosta, per fortuna c'è chi passa "dal sole all'ombra e dall'ombra al sole" senza mai tradire i valori di lealtà, affetto, amicizia, generosità. Il succo della storia in fondo è proprio questo: non ci sono muri di cinta altrettanto ardui da scalare come quelli issati nella solitudine della propria testa, né prigione altrettanto squallida quanto un cuore ripiegato su se stesso ed incapace per questo di provare umana compassione.

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  • 5

    Full immersion nella Londra vittoriana!

    Era da tempo che non leggevo un romanzo-fiume come questo!Quasi mille pagine che ti trasportano nella Londra vittoriana, ma anche a Marsiglia, Venezia e Roma, tra opprimenti prigioni, stamberghe in ro ...continue

    Era da tempo che non leggevo un romanzo-fiume come questo!Quasi mille pagine che ti trasportano nella Londra vittoriana, ma anche a Marsiglia, Venezia e Roma, tra opprimenti prigioni, stamberghe in rovina, uffici pubblici il cui scopo principale e "non fare", una Società che esalta l'apparenza e il denaro (tutto questo mi ricorda qualcosa...ma quanto è moderno Dickens??) Insomma, La piccola e dolce Amy Dorrit che dà il titolo all'opera non è che un cammeo di questo immenso affresco di critica sociale, costellato di tanti personaggi così vivi che mi sembra, dopo aver seguito le loro vicende per un mese, di averli conosciuti davvero!^^
    Già Tempi Difficili mi aveva riconciliata con l'autore dopo un paio di incontri poco felici con alcune sue opere a me meno congeniali, ma qui direi che siamo tornati allo splendore di David Copperfield ^^

    said on 

  • 5

    "Scesero tranquillamente nelle vie fragorose, benedetti e inseparabili; e mentre passavano dal sole all'ombra, la gente vana e rumorosa, arrogante, bisbetica, avida, si affannava e sudava, arrabattand ...continue

    "Scesero tranquillamente nelle vie fragorose, benedetti e inseparabili; e mentre passavano dal sole all'ombra, la gente vana e rumorosa, arrogante, bisbetica, avida, si affannava e sudava, arrabattandosi nel solito strepito fragoroso."

    said on 

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