Little Men

Life at Plumfield with Jo's Boys

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Publisher: Nabu Press

3.7
(858)

Language: English | Number of Pages: 394 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 1178447618 | Isbn-13: 9781178447613 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Library Binding , School & Library Binding , Others , Mass Market Paperback , Softcover and Stapled , eBook

Category: Children , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
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  • 4

    UNA CALDA, AVVOLGENTE, COPERTA!

    Un libro che scalda il cuore e dona serenità! I piccoli monelli di Jo non sono per niente melensi o stereotipati, hanno passati difficili, caratteri differenti e sensibili. Incontrare l' atmosfera qua ...continue

    Un libro che scalda il cuore e dona serenità! I piccoli monelli di Jo non sono per niente melensi o stereotipati, hanno passati difficili, caratteri differenti e sensibili. Incontrare l' atmosfera quasi surreale di Plumfield, osservare per la prima volta il nugolo di ragazzi di varie età che popola la scuola-casa attraverso gli occhi spaesati e ammirati di Nat, ci trasporta all'istante in un ambiente accogliente, confortevole, familiare e magico, dove la magia scaturisce dalla capacità di Jo di impregnare di serenità il piccolo mondo che ha creato. La comprensione, la pazienza, l'amore, l'empatia che sa creare con i suoi ragazzi, dovrebbero essere tenuti come esempio da tante mamme che talvolta scaricano, pur inconsapevolmetne, stanchezze e frustrazioni sui figli, dimenticando il piacere di passare il tempo con loro, e dagli insegnanti, troppo spesso disamorati del loro meraviglioso quanto delicato compito educativo. La Jo delle Piccole Donne è cresciuta, ha acquisito maturità diventando un personaggio molto più completo e bello. Il suo istinto materno è sviluppato in maniera così generosa da avere la capacità di accogliere anche noi lettori sotto al sua ala protettiva. E' vero, come ho letto nelle altre recensioni, che a dominare sono i buoni sentimenti, ma non in maniera sdolcinata,né scontata, semplicemente come confortanrte consapevolezza che tutto, prima o poi, volge al meglio.
    Non grandi eventi, ma piccoli spaccati di vita quotidiana che in sei mesi, attraverso marachelle, episodi più seri, fughe, amore per gli animali e la natura, integrazione tra bambine e bambini, anche la morte (parte del percorso della vita), fanno crescere alcuni dei ragazzi, ne fortificano altri, a tutti insegnano la convivenza in termini di rispetto e onestà, e sono balsamo per l'animo del lettore che, ormai, è divenuto parte integrante di Plumflield.
    Una nota, infine, per la scuola di Jo: ne esistessero davvero così!!Una scuola EDUCATIVA, che parte dall'empatia e dal rispetto per le differenti capacità di ogni ragazzo. impagabile poi l'idea di dare ad ognuno di loro un pezzo di terra e degli animali da accudire!consiglierei assolutamente questa lettura alle nuove generazioni, troppo spesso lobotomizzate da tablet e telefonini!La consiglio anche alle vecchie generazioni per riscoprire sentimenti magari sopiti, per ritrovare durante la lettura odori di scuola e di infanzia...come concedersi una tazza di caldo cioccolato in un freddo pomeriggio d'inverno!

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  • 2

    infantile...

    con tutto il rispetto per la Alcott, ma quest'opera non ha provocato nulla in me a differenza di Piccole Donne che a differenza di Piccoli Uomini, davvero toccava argomenti importanti che riguardava i ...continue

    con tutto il rispetto per la Alcott, ma quest'opera non ha provocato nulla in me a differenza di Piccole Donne che a differenza di Piccoli Uomini, davvero toccava argomenti importanti che riguardava il passaggio di quattro fanciulle adolescenti all'età adulta( l'amore, la morte e a volte l'odio) e dove ho riso e pianto anche dopo averlo riletto a trent'anni! Presto leggero anche i suoi altri romanzi e spero davvero di ricredermi!

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  • 2

    La buona scuola

    Da bambina, questo era il libro meno amato della Alcott, tant’è che l’avevo completamente dimenticato. Altra cosa erano i primi due libri, di cui avevo consumato le pagine e su cui ho costruito la m ...continue

    Da bambina, questo era il libro meno amato della Alcott, tant’è che l’avevo completamente dimenticato. Altra cosa erano i primi due libri, di cui avevo consumato le pagine e su cui ho costruito la mia prima visione del mondo e delle relazioni, tra lacrime e desiderio feroce di essere come le protagoniste, come tutte loro. Il dramma era che non avrei saputo chi eleggere a futura me ideale, tutte e quattro erano indivisibili e complementari: di ciascuna mi piaceva una parte, insieme costituivano la perfezione. Ero una bambina comune, non abbastanza intellettuale da scegliere la vita monacale e indipendente di Jo, Meg e Amy con civetterie e romanticismo erano una tentazione altrettanto grande. Beth era un po’ sui margini, destinata com’era, povera creatura, ad una morte precoce, quindi già senza caratterizzazioni umane, ma solo angeliche. E poi a Jo non perdonavo il rifiuto dell’amore di Laurie, rinuncia inspiegabile e per me troppo dolorosa, aggravata poi dal matrimonio con il sig. Baher, attempato e per niente dotato di sex appeal. Ma quella è un’altra storia.
    Allora, di Piccoli uomini notavo le vicende dei bambini e dei ragazzi, anche se il fatto che ci fossero solo due bambine mi disponeva male e trovassi la storia in generale poco attraente. In effetti è piuttosto noiosa, molto edificante e basta, per una lettura infantile. Non credo proprio che possa piacere ai bambini, ancora.
    Ora che sono adulta, molto adulta, però, ho riletto il libro con lo sguardo a Jo e al prof. Baher, gli educatori della scuola collegio di Plumfield, in cui vivono e studiano 12 ragazzi. Ho scoperto la modernità dei principi pedagogici su cui si basavano le metodologie, che rimangono tuttora innovative, e allora erano certamente originali: imparare a saper fare oltre che a sapere, quindi alternanza di attività di laboratorio a lezioni tradizionali, attenzione e cura dell’ambiente, mescolanza di maschi e femmine, concessione di libertà agli alunni per far maturare in loro senso di responsabilità , limitazione di punizioni e predilezione per il dialogo educativo per favorire lo sviluppo di principi morali. Il libro si rifà all’esperienza del padre della Alcott che dirigeva a metà dell’Ottocento in Massachusetts una scuola ispirata ai principi della filosofia trascendentale, in cui Louise stessa era stata educata.

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  • 3

    Era da una vita che volevo leggere questo libro e finalmente ce l'ho fatta. Beh, come si suol dire, meglio tardi che mai! XD
    Probabilmente, a 15 anni l'avrei apprezzato di più: troppo buonismo e tropp ...continue

    Era da una vita che volevo leggere questo libro e finalmente ce l'ho fatta. Beh, come si suol dire, meglio tardi che mai! XD
    Probabilmente, a 15 anni l'avrei apprezzato di più: troppo buonismo e troppi, ovviamente, concetti sul ruolo della donna che sono stati superati (o che dovrebbero esserlo). Resta comunque una bel libro per ragazzi, di cui consiglierei ancora la lettura, soprattutto ai ragazzini dagli 8 ai 10 anni.

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  • 4

    Buoni sentimenti, racconti intorno al camino e marachelle fanno parte del terzo libro della saga di "Piccole donne", dove L.May Alcott narra la vita a Plumfield, la casa che Jo March eredita dalla ric ...continue

    Buoni sentimenti, racconti intorno al camino e marachelle fanno parte del terzo libro della saga di "Piccole donne", dove L.May Alcott narra la vita a Plumfield, la casa che Jo March eredita dalla ricca zia alla fine del secondo libro e che insieme al marito trasformerà in un collegio/rifugio. Ospiti della casa, i bambini avranno sempre qualcosa da imparare e gli adulti dall'alto della loro saggezza dispenseranno consigli e tanto affetto. Si tratta di un testo veramente melenso, ma si lascia leggere tranquillamente, anche perchè i personaggi sono caratterizzati molto bene [troviamo veramente di tutto, dal ladruncolo che vive di espedienti, alla principessina] ed il libro è strutturato in modo che ogni capitolo sia un racconto a sè.
    Carino, sìsì!

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  • 3

    Per anni ho ignorato che esistesse un terzo libro (a casa c'erano solo il primo, il secondo ed il quarto) e non ho mai capito un accidente de "I ragazzi di Jo".
    Colmata questa lacuna, s'impone una ril ...continue

    Per anni ho ignorato che esistesse un terzo libro (a casa c'erano solo il primo, il secondo ed il quarto) e non ho mai capito un accidente de "I ragazzi di Jo".
    Colmata questa lacuna, s'impone una rilettura :-)

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