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Live Girls

By Ray Garton

(65)

| Paperback | 9788845227912

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Book Description

A Manhattan dalle parti di Times Square c'è un localino per veri intenditori: Un posto dove gli uomini che si sentono soli e depressi, con una manciata di dollari possono vivere un'esperienza sessuale veramente unica. Le ragazze del Live Girls sembra Continue

A Manhattan dalle parti di Times Square c'è un localino per veri intenditori: Un posto dove gli uomini che si sentono soli e depressi, con una manciata di dollari possono vivere un'esperienza sessuale veramente unica. Le ragazze del Live Girls sembrano dare molto di più di quanto ricevano ma, attenzione, nella penombra delle cabine in cui esibiscono i loro corpi flessuosi si agitano pulsioni si cui il sesso è solo uno specchio. Dawey Owen, appena licenziato e accusato da sempre di essere un debole, vaga per New York cercando di riconciliare la propria immaturità con l'aggressività del mondo ma non appena si lascerà attrarre dal torbido fascino del Live Girls, attorno a lui persone e cose inizieranno a vorticare in un mulinello di morte e resurrezione, di sangue e desiderio, fino all'oscura resurrezione che prelude a un nuovo ordine...

5 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Il protagonista del romanzo è il trentenne Dawey Owen, che attraversa un periodo di depressione per problemi sul lavoro e motivi sentimentali. Il suo difetto più grande è la debolezza di carattere, tant'è che si lascia convincere a entrare nel tenebr ...(continue)

    Il protagonista del romanzo è il trentenne Dawey Owen, che attraversa un periodo di depressione per problemi sul lavoro e motivi sentimentali. Il suo difetto più grande è la debolezza di carattere, tant'è che si lascia convincere a entrare nel tenebroso locale a luci rosse "Live Girls" più per tendenza all'autodistruzione che per vero desiderio sessuale.
    Qui incontra una bellissima donna da cui viene trasformato in vampiro. Spinto dalla sete di sangue che consegue alla sua nuova natura, si accanisce per rivalsa su coloro che si sono approfittati di lui per scavalcarlo sul lavoro ed in amore. Non tiene in debito conto, tuttavia, delle raccomandazioni della donna vampiro e, bevendo il sangue di un drogato, ne risentirà fisicamente.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/01/speciale-h…

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    La Stamberga dei Lettori said on Jan 10, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Nightdeath in New York City

    “le malattie più terribili non sono tanto quelle ritenute solo mortali, bensì quelle letteralmente disumanizzanti” Susan Sontag

    Un libro punk, underground, scritto nel lontano 1987 e pubblicato in Italia dalla defunta collana Horror Mondador ...(continue)

    “le malattie più terribili non sono tanto quelle ritenute solo mortali, bensì quelle letteralmente disumanizzanti” Susan Sontag

    Un libro punk, underground, scritto nel lontano 1987 e pubblicato in Italia dalla defunta collana Horror Mondadori. Un testo breve, sintetico quanto incisivo nelle descrizioni, che si preoccupa quasi esclusivamente di tingere di nero la città di New York con lenzuolate di disperazione e nichilismo. Ray Garton si sofferma sul lato oscuro del sogno americano, l'eterna gioventù che diventa morte eterna. Lo schema è lo show come pulsione di morte, la danza macabra, il corpo perfetto senza più armonia costretto a esibirsi, a ballare davanti a noi… e dentro di noi. Il percorso è circolare e inarrestabile. Puoi davvero desiderare qualcosa che ti uccida, può essere? E se, per eccesso, tu volessi qualcosa che uccidendoti arrestasse la tua morte?

    Al centro del plot c’è, come in tutta la letteratura decadente (alta e bassa), un'artista, credo un alterego dell'autore stesso, che passa da scrittore fallito a editor per riviste scandalistiche di serie Z, a disoccupato fatto e finito. Nel suo via vai lungo il bordo, lasciato dalla compagna di una vita, incontra lo "spettacolo degli spettacoli", uno localino peep porno che, dalla mercificazione di una felicità di plastica, del sesso come realizzazione aggressiva e cannibale dell'ego, lo porta nell’impasse di cui sopra.
    Qui c'è la fine di un mito, una città che, da porta su due continenti (Europa e America, vecchio e nuovo) diventa porta fra due mondi, altrettanto incerti: i giorni squallidi di Davey Owen, alla ricerca di un perché per tirare avanti, e le notti al limite, che si pongono a metà fra le disavventure di Travis Bickle in Taxi driver e quelle di The Addiction di Abel Ferrara.

    Ray Garton, marchiato dagli annales come uno degli “arrabbiati” splatterpunk, si rivela qui uno scrittore da combattimento, sparato come un colpo di cannone verso il quid. Onesto? Assolutamente no. Godibile? Abbastanza. Poi penso ad oggi: ai vari BlueNocturne, alle lady in black e alle camice nere esistenzialiste con problemi da brufolosi. Ai sacrosanti epigoni di Twilight (bisognerà pur vivere o no? Anche gli scrittori sono peones perdido en el siglo…) Ai simboli e alle ricorrenze, gli strani casi che vogliono che le Live girls di Garton siano diventate ragazzine titubanti, un po’ come se (scusate il termine) le battone carioca fossero diventate barbie girls. Che cos’è cambiato? Semplice. Il problema del primo decennio del XXI secolo è la perdita di verginità delle bimbeminkia, si… no… boh… meglio i lupi o gli emo, le fatine o gli orchetti? Vent’anni prima c’era la sindrome da immunodeficienza acquisita che mieteva (e ancora miete) vittime tenendole in piedi per anni. Alla base della scogliera - l’individuo corpo nella sua integrità, e la società nel suo moralismo piccoloborghese - si infrangeva la marea del sangue infetto.
    Fortuna che in questo testo Gesù scende in strada in prima persona!

    Omaggio a Ray Garton: quaranta libri, nessuno di successo, molte novellizzazioni, qualche serie interrotta, titoli funambolicamente kitch - Crucifax Autumn, Sex and Violence in Hollywood - un povero stronzo fuori dal tempo.

    DUE CITAZIONI A CASO (e i consigli per il cinema)

    1.
    Aveva paura. Davey era pericoloso. Forse le pillole gli avrebbero impedito di combinare qualcosa di dannoso, almeno per un po'. Lei non conosceva nessuna malattia che si presentasse in modo così rapido e con sintomi tanto strani. Ma in fondo, che cosa ne sapeva lei di malattie? E se quella donna, Anya, stava diffondendo qualcosa per la città? Sicuramente lei sapeva di cosa soffriva, conosceva i pericoli a cui esponeva i suoi clienti. Possibile che non le importasse?
    La investì un'ondata di collera verso quella irresponsabile sconosciuta. E verso Davey.
    Che razza di donna potrebbe fare consapevolmente una cosa del genere? si chiese, serrando convulsamente le dita. Come può...

    2.
    Stava scopando Anya con violenza e la mordeva, mentre sua madre, in piedi sopra le loro teste, cantava inni a squarciagola e dopo ogni versetto gridava: "Gesù è l'unica medicina! La sola!"
    E ancora più nel profondo del suo torbido sonno, Davey si bagnò nel sangue...

    Filmografia di riferimento.

    La lista che segue, assolutamente inesaustiva, rappresenta un tentativo di convergenza stilista con il libro di Ray Garton: pellicole underground che trattano il vampirismo come patologia maligna, come inarrestabile consunzione della macchina umana - corpo e psiche - prima ancora che come enigma di stampo morale.

    Wampyr (Martin) di George A. Romero 1977 USA ****

    Stress da vampiro (Vampire's Kiss) di Roberto Bierman 1989 USA **

    Vampiri a New York (The Addiction) di Abel Ferrara 1995 USA *****

    Sucker. The Vampire (id.) di Hans Rodionoff 1998 USA *

    I Zombie (I zombie. Cronichles of Pain) di Andrew Parkinson 1999 UK ***

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    Kalimantan said on Jul 12, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bel libro, avvincente. La scrittura di Garton è "visiva", e non si perde in troppi fronzoli e artifici letterari, anche se forse l'autore esagera quando descrive gli atti sessuali tra i protagonisti. Il romanzo, però, svolge benissimo il suo lavoro: ...(continue)

    Bel libro, avvincente. La scrittura di Garton è "visiva", e non si perde in troppi fronzoli e artifici letterari, anche se forse l'autore esagera quando descrive gli atti sessuali tra i protagonisti. Il romanzo, però, svolge benissimo il suo lavoro: avvincere il lettore con una storia mozzafiato, appunto, e ci riesce, ripeto. E poi dà una visione leggermente diversa di un tema molto sfruttato. A me ha divertito e lo consiglio, anche come lettura per tenere il cervello una volta tanto spento.

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    Arcadia said on May 7, 2010 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Vicino a casa mia, su di una parete, un tizio ha scritto “cucciola ti amo”. Visto il sovrabbondare di “cucciole” che c’è in giro, mi chiedo se il messaggio arriverà a chi è destinato o se per caso saranno più di una le cucciole che se ne sentiranno l ...(continue)

    Vicino a casa mia, su di una parete, un tizio ha scritto “cucciola ti amo”. Visto il sovrabbondare di “cucciole” che c’è in giro, mi chiedo se il messaggio arriverà a chi è destinato o se per caso saranno più di una le cucciole che se ne sentiranno lusingate. Certo, l’anonimo autore avrà avuto cura di lasciare il suo messaggio – in questo caso un sottopassaggio – in una strada che la sua beniamina frequenta assiduamente, magari per andare a scuola, o al lavoro, ma chi ci dice che sia solo lei la “cucciola” che prende la stessa strada?
    Forse, da qualche parte nello stesso paesino, altre “cucciole” sono andate dai loro rispettivi “cuccioli”, gli hanno buttato le braccia al collo e li hanno ringraziati con tutto il cuore, gli occhioni colmi di amorose lacrimucce…ed essendo gli uomini quelli che sono, sono quasi certo che i “cuccioli” in questione avranno temporeggiato il tempo necessario a capire di che cosa si sta parlando, dopodiché se ne saranno tranquillamente presi il merito, tanto chi può venire a dire che non è vero? Al massimo, le intelligenti ragazze avranno potuto dubitare un secondo, perché “una cosa del genere da te proprio non me l’aspettavo, non è da te!”, ma di certo – avvolte da quell’assoluto incantesimo che è l’amore – mai per un secondo avranno potuto pensare che a poca distanza da loro altre fidanzate si dividono lo stesso sacro nomignolo.
    Chi parla male di coloro che scrivono sui muri? Ecco che con una singola scritta una, due, tre, quattro, cinque coppie hanno trovato la felicità, felicità che si rinnoverà ogni volta che la “cucciola” numero uno, o tre, o sei, passerà sotto il cavalcavia. Unico neo, la possibilità che le varie “cucciole” si conoscono tra loro: potrebbero vantarsi con le amiche del bel gesto del loro uomo, solo per avere in cambio una brutta sorpresa.
    Beh, auguro a “cucciolo” e “cucciola” tanta felicità. Altrettanta ne auguro al tizio che ha scritto sulla lamiera di un cantiere “Anna ti adoro, sei unica.” E alla tizia che ha scritto “Roby amore mio ti aspetto”. Un po’ meno felicità auguro invece alla persona che ha corretto le loro scritte, trasformandole in “Anna ti odoro, sei umida” e “Roby amore mio ti aspetto col crik”. Un menzione speciale va invece alla persona che invece ha scritto “Tu e me tre metri sopra il cielo”. A lui – o lei – auguro come agli altri tanta felicità, ma anche qualche ripetizione di italiano. Ma del resto si sa, l’amore è cieco.
    Un altro tipo di amore, porno-vampirico, si trova invece in questo romanzo, in cui le vampire, tanto per cambiare, fanno le spogliarelliste in un sordido locale porno, in cui succhiano nel vero senso della parola la linfa vitale dei loro clienti. Un romanzo falsamente revisionista, figlio degli anni in cui è stato concepito, e in quell’ondata di risveglio horror poi definita “splatterpunk”. Modernizzazione dei miti, realismo, ambientazioni quotidiane e un tocco di sesso che non guasta mai per un romanzo di intrattenimento abbastanza simpatico, ma un po’ prigioniero di un’epoca ormai passata. Strano come i romanzi vecchi un secolo ci appaiono più nuovi di quelli ambientati solo dieci o venti anni fa, vero? E’ come se i primi fossero divenuti “fuori-tempo”, mentre nei secondi si vede la patina del periodo che rappresentano.
    Da leggere? Boh, vedete voi. Scorrendo le pagine vi sembrerà che tutti i personaggi abbiano vaporosi capelli cotonati e ciuffoni da paninaro, ma al finale più o meno ci si arriva. Le premesse si perdicchiano qui e lì, e la trasgressione si limità all’introduzione del sesso visto che il lieto fine rimane a spazzar via tutti i dubbi. Comunque, meglio di Twilight.

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    OSMANSPARE said on Apr 22, 2010 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Storia sui vampiri piuttosto atipica e originale. Non male.

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    Daniele Segalina said on Sep 8, 2008 | 1 feedback

Book Details

  • Rating:
    (65)
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    • 1 star
  • Paperback 280 Pages
  • ISBN-10: 884522791X
  • ISBN-13: 9788845227912
  • Publisher: Bompiani
  • Publish date: 1996-04-01
  • In other languages: other languages English Books
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