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Lizard

By

Publisher: Grove Pr

3.5
(3375)

Language:English | Number of Pages: 180 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Japanese , Chi traditional , French , Italian , German

Isbn-10: 0802115640 | Isbn-13: 9780802115645 | Publish date:  | Edition 1st ed

Translator: Ann Sherif

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Book Description
I shall refer to her as Lizard here, but not because of the small lizard tattoo that I discovered on her inner thigh.

The woman has round, black eyes that gaze at you with utter detachment, like the eyes of a reptile. Every bend and curve of her small body is cool to the touch, so cool that I want to scoop her up in my two hands.

This may bring to mind the image of a man holding a bunny or a chick, but that's not what I mean. What I imagine is the strange, tickling sensation of sharp claws scampering around in my palms. And then, when I open up my hands to take a peek, a thin, red tongue lashes out. Reflected in those glassy eyes, I see my own lonely face, peering down, looking for something to love and cherish. That's what Lizard feels like to me....

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  • 3

    Dolce e giovanile

    Giovanile raccolta di racconti in stile puramente giapponese, il racconto che da il titolo al libro è sicuramente il più piacevole e misterioso. Ho trovato questo libro nella libreria dei miei ...continue

    Giovanile raccolta di racconti in stile puramente giapponese, il racconto che da il titolo al libro è sicuramente il più piacevole e misterioso. Ho trovato questo libro nella libreria dei miei genitori, venni attirata dal titolo e dalla copertina, dato che dell'autrice non avevo mai letto nulla in precedenza. Ho qualche difficoltà ad immedesimarmi con un personaggio asiatico, d'altra parte apprezzo molto questa scrittura dolce e dettagliata, scorrevole e piacevole.

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  • 5

    “Volevo dire…se ci fosse qualcuno responsabile dell’andamento del mondo, Dio o qualcosa del genere, che al momento giusto dicesse ‘Questo è troppo: è assolutamente inaccettabile’, oppure ...continue

    “Volevo dire…se ci fosse qualcuno responsabile dell’andamento del mondo, Dio o qualcosa del genere, che al momento giusto dicesse ‘Questo è troppo: è assolutamente inaccettabile’, oppure ‘Per quanto riguarda lui va bene così, può bastare’, sarebbe molto bello. Ma qualcuno così non c’è. Peccato, se ci fosse saprebbe porre fine a molte cose. Invece nessuno lo fa. Dobbiamo pensarci noi. Per quante cose terribili possiamo vedere, non ci resta che pensare che tutto può accadere. Stanotte, quante persone tristi credi che ci siano? Ci sono quelle a cui è morta una persona cara e quelle che stanno per morire. Persone tradite e persone uccise. Pensa a quante ce ne sono in questo preciso momento: il mondo è grande. Sarebbe bello se qualcuno mettesse fine a tutto questo. Se il dolore potesse diminuire.”

    Questa raccolta di racconti mi ha colpito davvero tanto.

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  • 3

    Carino. Prima volta che leggo qualcosa di suo ma non mi è dispiaciuto. Premetto che non amo i racconti e non tutti mi sono piaciuti, l'ultimo è stato il migliore a mio parere ma in generale sono ...continue

    Carino. Prima volta che leggo qualcosa di suo ma non mi è dispiaciuto. Premetto che non amo i racconti e non tutti mi sono piaciuti, l'ultimo è stato il migliore a mio parere ma in generale sono abbastanza soddisfatta. Voglio leggere altro, magari più recente e poi dare un ultimo giudizio. I racconti mi sono piaciuto un po' perché ti avvicinano a una cultura molto spirituale, un modo di vivere completamente diverso dall'occidente. Nonostante non dicano esplicitamente nulla di profondo, sono racconti che fanno riflettere. Voglio dare una una possibilità a una scrittrice che secondo me può dare tanto.

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  • 4

    Lettura interessante!

    E' una raccolta di racconti dove i personaggi sono prossimi ad una trasformazione nella quale fanno i conti con i loro fardelli. Tutti i racconti affrontano i temi del tempo, del destino e del ...continue

    E' una raccolta di racconti dove i personaggi sono prossimi ad una trasformazione nella quale fanno i conti con i loro fardelli. Tutti i racconti affrontano i temi del tempo, del destino e del guarire. Alcuni mi sono piaciuti più di altri, ma nel complesso è stata una lettura piacevole, molto scorrevole ,che fa riflettere. A volte ho fatto, però, fatica ad immedesimarmi nei personaggi e ad entrare nei loro pensieri.

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  • 3

    Una raccolta di racconti piuttosto deludente, i primi 3 racconti, personalmente, li ho trovati piatti, inutili e non coinnvolgenti, persino il racconto Lucertola, che da il nome al libro, non mi ha ...continue

    Una raccolta di racconti piuttosto deludente, i primi 3 racconti, personalmente, li ho trovati piatti, inutili e non coinnvolgenti, persino il racconto Lucertola, che da il nome al libro, non mi ha preso per niente. Tuttavia gli ultimi 3 racconti li ho trovati molto piacevoli e fonte di riflessione, mi è dispiaciuto solo che non ci fosse questo andamento già dall'inizio del libro. Interessante anche il Postscriptum, specialmente quello per l'edizione italiana.

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  • 3

    just a boh!

    I am not very fond of short stories, they generally leave me with a feeling of incompleteness, but they are very handy when you travel to go to work as you can finish one in the metro. This was my ...continue

    I am not very fond of short stories, they generally leave me with a feeling of incompleteness, but they are very handy when you travel to go to work as you can finish one in the metro. This was my first approach to Yoshimoto, and I did enjoy the reading. But somehow all the stories have some weird things happening inside, something supernatural and spiritual. I felt a bit like reading Murakami, and at the end you are not quite sure of you liked it or not. Will have to give Yoshimoto another try to decide if I like the writing.

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  • 2

    Bànànà - 26 gen 14

    Avevo deciso che il mio primo viaggio giapponese (oltre le immancabili guide) avrebbe toccato un altro po’ di letteratura giapponese. Per questo (ma anche per non caricare troppo il bagaglio) ho ...continue

    Avevo deciso che il mio primo viaggio giapponese (oltre le immancabili guide) avrebbe toccato un altro po’ di letteratura giapponese. Per questo (ma anche per non caricare troppo il bagaglio) ho optato di portarmi dietro due libretti di Banana Yoshimoto. In quanto la sua scrittura mi sa molto di Tōkyō (lo scrivo qui, per l’unica volta, come andrebbe scritto in traslitterazione, con le due vocali lunghe, e con le due sillabe distinte ed accentate; in fondo una settimana in Giappone sarà servita a qualcosa) ed i suoi romanzi e racconti sono brevi e poco ingombranti. Delle due letture, questa (affrontata per prima, all’arrivo) è quella che mi ha preso di meno. Soprattutto che si tratta di racconti (genere che come tutti sanno, io non sempre apprezzo). E quando Banana scrive racconti, il suo periodare etereo si fa ancora più rarefatto. Dove si arriva al romanzo, la scrittura a poco a poco, prende colore; qui si ferma un passo prima. Si dice qualcosa, si narra, ma tutto rimane lì, un po’ sospeso. Forse un po’ troppo sospeso per i miei gusti. D’altra parte, sono comunque racconti delle prime scritture di Banana, composti prima dei suoi 30 anni. Lei stessa confessa di trovarli in parte immaturi. Ma fatte salve queste critiche un po’ formali, seppur non compiuti, affrontano tutti una variazione sullo stesso tema: la formazione dell’io, la costruzione della propria personalità, il riconoscere del proprio agire inseriti nel mondo. I protagonisti di queste sei pennellate sono messi di fronte ad un problema, di fronte a qualcosa che li deve mettere in moto. E quando questo accade, c’è sempre e prima di tutto il disagio (di non saper fare, di essere inadeguati, di sbagliare) e poi il sollievo (di aver fatto, di aver affrontato, spesso non risolto, ma…). Banana ci fa capire che questo è uno dei modi in cui si costruisce la nostra personalità. Non il carattere (che ben sappiamo viene da lontano), ma il modo di usare il proprio carattere nella vita. È la paura del marito di Atsuko ad affrontare la quotidianità del matrimonio. È la storia di Lucertola (il miglior racconto) e del suo amore per il medico che la portano a rivivere (e superare) traumi adolescenziali (con quella bellissima immagine del mattino al tempio scintoista di Narita). È il rapporto tra i due innamorati, nell’attesa che lei affronti un percorso psicologico difficile (ma quant’è bella l’immagine che lui ci dà del suo amore, quando questo chiude gli occhi per trovare una parola che le sfugge). È la storia di una relazione extraconiugale che si trasforma poi in un matrimonio, e delle paure di lei di poter (dover?) rivivere momenti simili a quelli che lei ha fatto vivere alla prima moglie del marito. È la storia della ragazza i cui genitori decidono di aderire ad una setta New Age, e del suo difficile recupero di un rapporto con loro (difficile ma non impossibile). È la storia della escort che esce dal giro, che trova l’amore, e che riesce a ripercorrere tutta la propria infanzia guardando il fiume della sua giovinezza, ed affrontando sia gli ex-clienti che le vorrebbero male, sia lo strano rapporto che aveva con la madre nei suoi primi anni di vita (quando il padre si era allontanato con un'altra donna, anche se poi era tornato). Pur tuttavia, se le intenzioni della scrittrice sono intuizioni interessanti, la resa finale è un po’ sottotono. I racconti scorrono, infatti, come l’acqua di un ruscello in pianura. Non impetuoso, ma placida, avvolgente, spesso quasi ferma. E ciò nonostante, continuo a ritenere la lettura dei libri di Banana un buon viatico per comprendere il Giappone. Finisco con un pensiero “laterale”: ho da poco letto anche un racconto di De Silva (del 2013) dove compare un’immagine assolutamente omologa ad una di questo racconto di venti anni prima. La comprensione della fine di un amore collegata ad un preciso istante temporale: le dieci e un quarto. Potenza della narrativa.

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  • 1

    E' un libro inutile. I personaggi sono dei mediocri a cui accadono delle cose abbastanza normali, ma a loro sembrano speciali (forse) solo perché accadono a loro. La scrittura è piatta da tutti i ...continue

    E' un libro inutile. I personaggi sono dei mediocri a cui accadono delle cose abbastanza normali, ma a loro sembrano speciali (forse) solo perché accadono a loro. La scrittura è piatta da tutti i punti di vista, così come le descrizioni. Ma non è neanche così tanto brutto da divertirsi a insultarlo. Inutile, appunto.

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