Lizard

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Publisher: Grove Pr

3.5
(3466)

Language: English | Number of Pages: 180 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Japanese , Chi traditional , French , Italian , German

Isbn-10: 0802115640 | Isbn-13: 9780802115645 | Publish date:  | Edition 1st ed

Translator: Ann Sherif

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Book Description
I shall refer to her as Lizard here, but not because of the small lizard tattoo that I discovered on her inner thigh.

The woman has round, black eyes that gaze at you with utter detachment, like the eyes of a reptile. Every bend and curve of her small body is cool to the touch, so cool that I want to scoop her up in my two hands.

This may bring to mind the image of a man holding a bunny or a chick, but that's not what I mean. What I imagine is the strange, tickling sensation of sharp claws scampering around in my palms. And then, when I open up my hands to take a peek, a thin, red tongue lashes out. Reflected in those glassy eyes, I see my own lonely face, peering down, looking for something to love and cherish. That's what Lizard feels like to me....

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  • 2

    Racconti....tristi.....Devo ammettere che questa volta non sono rimasta soddisfatta. Non ho trovato quello che cercavo e mi aspettavo,conoscendo la scrittrice.Si tratta di uno dei primi romanzi da lei ...continue

    Racconti....tristi.....Devo ammettere che questa volta non sono rimasta soddisfatta. Non ho trovato quello che cercavo e mi aspettavo,conoscendo la scrittrice.Si tratta di uno dei primi romanzi da lei scritti e sicuramente emerge la sua "giovinezza"...anche se , si legge davvero in un fiato perché non manca la fluidità nella narrazione.

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  • 1

    Banana Yoshimoto, autrice elogiatissima per la sua leggerezza nello scrivere, mi sembra come alcuni di quei quadri delle collezioni Peggy Guggheim: schizzi di colore su tele enormi davanti alle quali ...continue

    Banana Yoshimoto, autrice elogiatissima per la sua leggerezza nello scrivere, mi sembra come alcuni di quei quadri delle collezioni Peggy Guggheim: schizzi di colore su tele enormi davanti alle quali tutti spalancano la bocca dicendo "uau che bello" per non sembrare ignoranti, ma nel loro cervello l'unico pensiero è "come diavolo si fa a esporre una schifezza del genere". Ecco, secondo me con Banana Yoshimoto funziona esattamente così: qualche personaggio carismatico ha detto che la sua arte è sopraffina e tutti seguono quel pensiero nella speranza di darsi un tono vagamente intellettuale.
    Lucertola è una raccolta di sei racconti. Dal secondo deriva il titolo della raccolta.
    Il primo narra di un giovane sposo, in viaggio su un treno e intento a scappare dalla casa coniugale, lontano da una vita che, nuova, sembra stringerlo in catene inaspettate.
    Il secondo racconta la storia di Lucertola secondo gli occhi del suo compagno e della scoperta dolorosa della sua infelice infanzia che riporta alla memoria del narratore dolori erroneamente ritenuti sepolti.
    Il terzo parla di due carissimi amici, un uomo e una donna: la seconda espone all'amico il desiderio di sottoporsi a una sorta di esperimento psicologico volto a cancellare in parte la memoria delle persone, o meglio, di eliminare i ricordi inutili e superflui. E della conseguente consapevolezza, da parte di entrambi, di essere innamorati l'uno dell'altro, anche se in base ad amori diversi.
    Il quarto non me lo ricordo.
    Il quinto racconta la storia di una ragazza che, fuggita da una setta religiosa di cui i suoi genitori facevano parte, raggiunge Tokyo dove si innamora di un uomo che crea magici talismani per gli altri. Questo racconto è pervaso di riflessioni mistico-religiosi.
    L'ultimo racconta di una ragazza problematica che negli anni migliori della sua giovinezza ha annegato vecchi traumi in una comunità di persone che si incontravano per fare sesso in ogni modo, in ogni luogo e in ogni lago. Decide di cambiare vita, a causa di una malattia e finisce poi per sistemarsi sul serio con un giovane rampollo; nei giorni precedenti il suo matrimonio con lui, incontra i suoi vecchi compagni di amplesso che le suscitano piacevoli malinconie ma, soprattutto, viene a sapere da suo padre che la madre, in un momento di depressione, aveva cercato di ucciderla buttandola in un fiume. La dura rivelazione metterà la giovane donna di fronte a drammi sconosciuti a cui forse il suo subconscio aveva cercato di rimediare.
    I racconti sono di una bruttezza disarmante. Si finisce di leggere il primo e ci si chiede "e quindi?", il secondo e ci si domanda "e allora?", il terzo e ci si interroga sul motivo per cui questi racconti sono stati pubblicati, l'ultimo e si gioisce del fatto che i racconti erano al massimo di quindici pagine l'uno e non si è perso troppo tempo.
    Banana Yoshimoto doveva fare proprio un altro mestiere, per fare la scrittrice proprio non è portata. Infatti, è imprecisa: nel primo racconto il protagonista è un ragazzotto di ventotto anni e quando sul treno si trova davanti a un barbone che inspiegabilmente è diventato una donna, ecco, nel guardarla lui ragiona sul fatto che (pag. 11) "il viso ero sicuro di conoscerlo. Mi ricordava qualcuno che un tempo... ma non sapevo esattamente chi: forse un'attrice che mi piaceva, la prima ragazzina di cui mi ero innamorato, una cugina...". Oh santo cielo, se a ventotto anni sei messo così male con la memoria e con il riconoscimento dei tratti somatici forse il recente matrimonio è il problema meno grave che hai.
    Banana Yoshimoto non è assolutamente in grado di descrivere le emozioni umane, omettendo i motivi per cui i suoi personaggi hanno quelle determinate reazioni. Nel secondo racconto, quando il narratore racconta come ha conosciuto la sua amata, soprannominata Lucertola per via del suo tatuaggio e del suo modo di affrontare il mondo con la freddezza di un rettile. ecco, nella descrizione del loro incontro in una palestra l'uomo racconta (pag. 23) "poi Lucertola si alzò in piedi e fu allora che notai [...] il piccolo tatuaggio a forma di Lucertola. Ne fui sconvolto". Sconvolto per una piccolo tatuaggio? Meno male che non aveva un dragone su un braccio, altrimenti il pover'uomo sarebbe finito al pronto soccorso in preda a una crisi.
    Ancora, nella descrizione di ciò che dovrebbe essere realistico Banana Yoshimoto cade nella fantascienza. Sempre nel secondo racconto, Lucertola abbandona il suo lavoro in palestra per diventare pranoterapeuta. Ovviamente diventa la migliore pranoterapeuta che il mondo abbia conosciuto, fa dei miracoli di guarigione che manco Padre Pio. In due anni consegue in diploma, va in Cina a studiare sei mesi, torna in Giappone, apre uno studio, diventa famosissima nella sua arte e chiamano pazienti da tutto il mondo. In due anni. Come diavolo ha fatto? Ha dilatato lo spazio-tempo? Fece delle offerte che non si poterono rifiutare?
    I personaggi poi sono ridicoli. Nel terzo racconto, la donna che vuole farsi cancellare la memoria viene descritta nei suoi modi di fare, in particolare nel suo vezzo di cercare, nei discorsi, le parole adeguate chiudendo per pochi secondi gli occhi. Quando poi la parola giusta l'ha trovata mica la dice, ma interrompe il discorso esclamando "ah, com'è bello capire" (pag. 41), e così "io penso che è proprio una ragazza semplice". No, se fa così tutte le volte non è semplice, è pazza. Datele due sberloni e ditele di finire quel caXXo di discorso, che vorremmo capire anche noi.
    Alcune volte addirittura non si capisce quello che l'autrice vuole dire. Da pagina 57: "Se B si impadronisce di tutti i sogni, le speranze e il futuro di A (secondo A, naturalmente. Secondo me invece non può essere l'intervento di una terza persona a modificare il flusso, e trascinarsi in un rapporto già compromesso rifiutando la separazione non è un futuro accettabile per A, anche se A è convinta del contrario), e A convoglia su B tutta l'energia che era indirizzata sul proprio futuro, B viene colpita in pieno da questa energia, trasformata in una forza negativa". Eh? Diamo il premio Ignobel a chi traduce questa roba per favore, la definizione del concetto di integrale sul mio libro di matematica del liceo era più chiara.
    Ma la cosa assolutamente più irritante è la pretesa di narrare concetti profondi con una leggerezza del tutto inadeguata. Nel quinto racconto, la donna scappata dalla comunità religiosa ammette di averlo fatto per evitare nevrosi di non so che tipo, affermando (pag. 70) che " mi sembrò comunque meglio che farsi venire una nevrosi da un giorno all'altro, come quelle colleghe che si sposano piene di entusiasmo con un collega salvo poi provare un irresistibile desiderio di strangolare il loro bambino appena nato". Ma stiamo scherzando? Quelle si chiamano depressioni post-parto e sono cose serie, non sono nevrosi che nascono per matrimoni infelici. Quello della Yoshimoto è un concetto del tutto da censurare, un'offesa a tutte quelle donne che, pur amando il figlio che hanno partorito, non riescono ad accettarlo per motivi che non hanno nulla a che fare con nevrosi che nascono da un giorno all'altro.
    In definitiva, forse Banana Yoshimoto era meglio se le lucertole le studiava come biologa che non scriverci una raccolta di racconti come scrittrice.

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  • 4

    Stavolta il mio incontro con questa autrice è stato più piacevole. Forse perchè non avevo alte aspettative, forse perchè sapevo già che mi avrebbe invaso con la sua malinconia, forse perchè sempliceme ...continue

    Stavolta il mio incontro con questa autrice è stato più piacevole. Forse perchè non avevo alte aspettative, forse perchè sapevo già che mi avrebbe invaso con la sua malinconia, forse perchè semplicemente i racconti sono belli...

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  • 5

    Pazzesco.

    È il primo libro di Banana Yoshimoto che leggo nella mia vita.
    Sinceramente, non sapevo proprio cosa aspettarmi, pur conoscendo in parte quanto sia diversa la letteratura giapponese dalla nostra.
    Cred ...continue

    È il primo libro di Banana Yoshimoto che leggo nella mia vita.
    Sinceramente, non sapevo proprio cosa aspettarmi, pur conoscendo in parte quanto sia diversa la letteratura giapponese dalla nostra.
    Credo di essere rimasta senza parole e di non riuscire ancora ad articolare nessun pensiero coerente con quanto ho appena finito di leggere. Sarà perché ho letto il libro tutto d'un fiato mentre andava preso a piccole dosi..non so.
    Sta di fatto che, in quelle parole, c'è tanta di quell'immensità da perdersi completamente..rimanendo nudi di fronte all'essere, al non essere, alla vita, alla morte..insomma: davvero pazzesco.

    I suoi movimenti erano così fluidi che qualsiasi posa assumesse dava un’illusione di immobilità. Per quanto la musica potesse essere fragorosa, lei sola sembrava esistere in un mondo senza suoni.

    Sentii un senso di perdita assoluto, come se il mondo dovesse finire.

    Il corpo, senza uno spirito che mi guardi, è solo un contenitore. E quindi lo si può guarire, come si aggiustano le macchine, pensai.

    Per esempio quando tu chiudi gli occhi, in quel preciso istante il centro dell’universo si raccoglie dentro di te.

    Dato che la memoria è energia, se non viene liberata rimane nel corpo e intristisce.

    Convenzioni, strane regole non scritte… ce n’è un’infinità, e proprio perché creano tante piccole limitazioni, all'interno di un ambiente ristretto hanno una forza assoluta. Stereotipi che agiscono ancora prima del giudizio morale...

    Insomma, a parte la differenza di atmosfera, la percentuale di persone speciali e di quelle insulse era la stessa dappertutto.

    Parole che in quel momento potevano riferirsi solo a me, e che a un altro sarebbero parse insignificanti, banali. Le persone che pronunciano parole così lo fanno come per caso, come se non avessero nessuna importanza, ma in realtà, in qualche parte profonda di loro, devono conoscere il potere di quello che hanno appena detto. Sentire di averti dato qualcosa che hanno portato da chissà quale meraviglioso luogo infinitamente distante.

    La mia casa sono solo io, il mio posto è solo dove sono in quel momento, e però questa realtà non si può isolare: è un processo continuo come la bellezza azzurra dell’aurora che dopo un istante si trasformerà in un’alba che possiede una diversa bellezza non meno meravigliosa. È più o meno la stessa cosa.

    E potrei andare avanti ancora per molto...
    È qualcosa che tocca nel profondo.

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  • 2

    Delusione

    Dalla descrizione sembrava un romanzo complesso,poetico;in realtà sono 4 storie che avrebbe potuto inventare chiunque con l aggiunta qua e là di frasi per renderlo piu toccante.Davvero,ogni volta con ...continue

    Dalla descrizione sembrava un romanzo complesso,poetico;in realtà sono 4 storie che avrebbe potuto inventare chiunque con l aggiunta qua e là di frasi per renderlo piu toccante.Davvero,ogni volta con la Yoshimoto ci riprovo sperando di leggere qualcosa che mi colpisca ma non é mai così.Che sia io diventata insensibile?Mah.

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  • 3

    Mentale, forse troppo

    A me Banana piace, o meglio, piaceva tempo fa. Come molti giapponesi, le sue atmosfere delicate e allo stesso tempo intense e personali aiutano a vivere e convivere con i suoi personaggi. Come un acqu ...continue

    A me Banana piace, o meglio, piaceva tempo fa. Come molti giapponesi, le sue atmosfere delicate e allo stesso tempo intense e personali aiutano a vivere e convivere con i suoi personaggi. Come un acquerello rado, spesso sono appena accennati e richiamano tanto con un solo tratto. Ma oggi, in una società senza più speranze e futuro, sembrano troppo astratti ed egoisti, irreali.

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  • 5

    La prima raccolta di racconti della Yoshimoto. Tutti incentrati sul rapporto di coppia.
    Si notano due elementi che li rendono diversi dalla successiva e principale produzione della Yoshimoto: due racc ...continue

    La prima raccolta di racconti della Yoshimoto. Tutti incentrati sul rapporto di coppia.
    Si notano due elementi che li rendono diversi dalla successiva e principale produzione della Yoshimoto: due racconti hanno come voce narrante quella maschile e in nessuno il cibo e la cucina ricoprono un ruolo centrale.
    Invece, si ritrovano già i suoi temi classici: il sottofondo di spiritualità e magia/soprannaturale, l'introversione di molti personaggi, la presenza della morte che aleggia su molti momenti e personaggi, il fatto che molti di essi abbiamo un passato di dolore e sofferenza ma dal quale sono usciti, sono sopravvissuti - anche se non necessariamente ne sono usciti più forti, anche se il fatto stesso di continuare a vivere e magari decidere di dare una svolta drastica alla propria vita possa essere già di per sé un segno di maggiore forza, anche rispetto agli altri.
    Tutti racconti molto intensi e molto belli.

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  • 2

    Il piacere della (non) lettura.

    Non ho mai letto dei racconti così approssimativi e piatti. Tutto, dai luoghi, ai personaggi, agli eventi, sono descritti con una superficialità disarmante, tanto da non avermi lasciato niente su cui ...continue

    Non ho mai letto dei racconti così approssimativi e piatti. Tutto, dai luoghi, ai personaggi, agli eventi, sono descritti con una superficialità disarmante, tanto da non avermi lasciato niente su cui riflettere o alcuna soddisfazione e piacere appena chiuso il libro.

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  • 3

    Il senso di incompletezza causato da questi sei racconti, è innegabile; tutti i punti interrogativi delle prime pagine si moltiplicano sempre più senza mai trovare risposte.
    E quindi?
    E quindi boh, qu ...continue

    Il senso di incompletezza causato da questi sei racconti, è innegabile; tutti i punti interrogativi delle prime pagine si moltiplicano sempre più senza mai trovare risposte.
    E quindi?
    E quindi boh, questa è la risposta che io mi sono data.
    Ma non riesco a dare meno di tre stelle, seppur con il suo stile semplice Banana Yoshimoto riesce sempre in qualche modo a scuotermi un po' dentro.

    said on 

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