Ljubi moj sputnik

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Publisher: Mladinska knjiga

3.9
(5279)

Language: Slovenščina | Number of Pages: 210 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , Spanish , Japanese , Italian , French , Russian , Portuguese , German , Catalan , Finnish , Dutch , Latvian , Polish , Swedish

Isbn-10: 8611168178 | Isbn-13: 9788611168173 | Publish date: 

Translator: Philip Gabriel , Majda Kompare

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Book Description
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  • 3

    È il primo libro che leggo di Murakami. Che dire lo stile è particolare, devo ancora capire se mi piace. Io libro è bello ben scritto e devo ammette che il finale mi ha un po' spiazzato (in senso buo ...continue

    È il primo libro che leggo di Murakami. Che dire lo stile è particolare, devo ancora capire se mi piace. Io libro è bello ben scritto e devo ammette che il finale mi ha un po' spiazzato (in senso buono, non mi capita spesso)

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    sputnik mi amor

    el primer libro que leo de Murakami Haruki . Me gustó la historia y como van caracterizando los personajes y aunque es una historia muy triste y japonesa el desarrollo de la historia hace que te inte ...continue

    el primer libro que leo de Murakami Haruki . Me gustó la historia y como van caracterizando los personajes y aunque es una historia muy triste y japonesa el desarrollo de la historia hace que te interes mas por lo que les pasa a los personajes la incognita de que pasara con sumire que sera de myu y de "K". Sumire siempre llamando a las 3 am a K y deseando a queria sputnik que sin saber perdio su esencia en un viaje y nunca regreso a ella. Fascinante , intrigante y te revela que siempre hay que esperar algo mas de uno mismo

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  • 4

    Ho ritrovato nel mio secondo Murakami molte immagini, molti profumi e molte emozioni scoperte in Norwegian Wood. Come nelle pennellate di un artista anche qui si riconosce lo stile inconfondibile dell ...continue

    Ho ritrovato nel mio secondo Murakami molte immagini, molti profumi e molte emozioni scoperte in Norwegian Wood. Come nelle pennellate di un artista anche qui si riconosce lo stile inconfondibile dello scrittore. Un bel libro.

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  • 4

    Intenso!
    Mi piace lo stile di Murakami. Al centro c'è sempre il mondo interiore dei protagonisti, ma questo non significa che ci sia meno spazio per l'azione.

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  • 4

    La ragazza dello sputnik

    Il mio secondo Murakami, rispetto a Kafka sulla spiaggia, che non mi era piaciuto, questa storia è meno visionaria, ma con lo stile che contraddistingue questo autore, un linguaggio fluido e delicato ...continue

    Il mio secondo Murakami, rispetto a Kafka sulla spiaggia, che non mi era piaciuto, questa storia è meno visionaria, ma con lo stile che contraddistingue questo autore, un linguaggio fluido e delicato che lentamente trascina il lettore in questa bellissima storia, un libro godibilissimo che mi ha spinto a comprare un altro suo romanzo, il che per me è stata una vera sorpresa, perché non ho avuto un buon approccio con Murakami. Chissà se queste rose fioriranno, vedrò il futuro cosa mi riserva

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  • 3

    Un amore alla deriva

    Ho già detto ed è risaputo, per chi mi segue da anni, che Murakami Haruki è uno dei miei autori preferiti. Anche questa sua opera lo conferma e non lo smentisce. E difatti scelgo di leggere un suo rom ...continue

    Ho già detto ed è risaputo, per chi mi segue da anni, che Murakami Haruki è uno dei miei autori preferiti. Anche questa sua opera lo conferma e non lo smentisce. E difatti scelgo di leggere un suo romanzo o una sua raccolta di racconti quando trascorro un periodo no oppure quando sento il bisogno della sua voce narrante. E fino ad oggi non mi ha mai deluso. Anzi, mi ha sempre ricaricato.
    Ne La ragazza dello Sputnik ritroviamo la tematica dell'amore già descrittaci in Norwegian Wood, ma affrontata con più distacco. Sarebbe interessante leggere le opere di Haruki in ordine di pubblicazione, per notare come di volta in volta egli diventi sempre di più uno scrittore onirico e fuori dal comune, per poi consacrarsi con quel capolavoro che è 1Q84 che consiglio di non leggere come primo romanzo. Anche in questa opera l'autore giapponese non disdegna di scandagliare il mondo dei sogni e delle ombre celato nelle pieghe del suo personale Io, in un omaggio di amore estremo per la scrittura e confidando più sulle immagini che essa può riprodurre piuttosto che sulla loro reale presa sulla realtà.
    Ne "La ragazza dello Sputnik", i personaggi vengono lasciati alla deriva, così come i satelliti nello spazio, si sfiorano, non si incontrano mai e l'amore tra essi è posto in luogo al di là del confine che possono raggiungere. Inoltre, ogni loro esperienza quotidiana è così dilatata che le immagini dei tre protagonisti sfiorano ciò che gli sta intorno, mentre nuotano nelle loro personali zone d'ombra.

    "Nella primavera del suo venticinquesimo anno, Sumire si innamorò per la prima volta nella vita. Fu un amore travolgente come un tornado che avanza inarrestabile su una grande pianura. Spazzò via ogni cosa, trascinando in un vortice, lacerando e facendo a pezzi tutto ciò che trovò sulla sua strada, e dietro non si lasciò nulla. Poi, senza aver perso nemmeno un grado della forza, attraversò il Pacifico, distrusse senza pietà Angkor Wat e incendiò una foresta indiana con le sue sfortunate tigri. In Persia si trasformò in una tempesta del deserto e seppellì sotto la sabbia un’esotica città-fortezza. Fu un amore straordinario, epocale. La persona di cui Sumire si era innamorata aveva diciassette anni più di lei ed era sposata. E come se non bastasse, era una donna. E’ da qui che tutto cominciò, ed è qui che tutto (o quasi) finì."

    Così inizia questo romanzo che tratta di un amore lesbico. Parte leggero e spensierato, poi ci proietta in un dramma misterioso. La storia è raccontata da un amico di Sumire, suo compagno d’università e poi insegnante elementare. A quell’epoca Sumire lottava con tutte le sue forze per diventare una scrittrice. Ma a discapito della totale dedizione e della forte determinazione, non ci riusciva. Sumire era incapace di scrivere alcunché avesse un inizio e una fine.
    Quello che scriveva “sembrava un patchwork fabbricato da un gruppo di donne ostinate che hanno tutte gusti diversi e diverse difficoltà e che lavorano insieme in silenzio”. Non aggiungo altri dettagli alla trama per evitare spoiler. Ho percepito, in questa opera di Haruki, non solo una strana piega horrorifica, ma anzi una piacevole riflessione spirituale. Myu è certamente il personaggio più misterioso di tutti. Potrei definirla "la ragazza che non sa amare". Il narratore "il ragazzo che non poteva essere amato" e Sumire "la ragazza che voleva essere scrittrice ma non ci riusciva".
    Il romanzo è un viaggio d’educazione sentimentale. Apparentemente l’amore è la cosa più semplice, ma quello che ci sembra vicino si rivela lontano e inafferrabile. Murakami ci mostra che le cose su questo terreno non sono affatto semplici.

    Il finale per me è di una delicatezza e tristezza fino ad oggi mai raggiunti dall'autore. Ma non posso dire altro.

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  • 0

    Tra quelli di Murakami, letti finora, questo è il mio preferito.
    La storia è raccontata da un giovane senza nome, che fa il professore.
    È la storia di un'amicizia molto forte tra lui e Sumire.
    Due pe ...continue

    Tra quelli di Murakami, letti finora, questo è il mio preferito.
    La storia è raccontata da un giovane senza nome, che fa il professore.
    È la storia di un'amicizia molto forte tra lui e Sumire.
    Due personaggi bellissimi. Il loro è un rapporto di amicizia/amore, trattato serenamente in maniera adulta e matura. Un'esperienza che nessuno dei due avrebbe mai più potuto ripetere in nessun altro luogo, con nessun'altra persona. Un sentimento che entrambi - senza esprimerlo a parole - avevano trattato con la stessa cura, come qualcosa di prezioso, per non danneggiarlo in nessun modo.
    Sumire sogna di diventare una scrittrice (per lei scrivere è naturale come respirare)e non può fare a meno di condividere tutto cn il suo amico, ma tutto tutto..... i suoi racconti, le sue emozioni, i suoi pensieri più profondi e più intimi, quelli insomma che la gente comune non racconta neppure a se stessa.
    Il professore che, oltre a Sumire, ha per amici solo i libri e la musica, si accorge di essere innamorato dell'amica, ma Sumire è innamorata di una donna, Myu, di 17 anni più grande di lei e dal passato misterioso.
    Ed è proprio in un viaggio in Grecia cn Myu che Sumire sparisce nel nulla....come fumo.
    E qui.. si entra nel mondo visionario di Murakami, al confine tra sogno e realtà.
    Dov'è finita Sumire ? Probabilmente ( sognatrice come è), ha deciso di entrare nel mondo dei sogni per non uscirne più e vivere lì per sempre.
    E il professore si ritrova solo e capisce, ancora una volta, fino a che punto Sumire fosse per lui una persona importante e insostituibile.
    "Con quel suo modo di fare unico, mi teneva legato al mondo. Quando la incontravo e parlavo cn lei, o quando leggevo le cose che scriveva, la mia coscienza silenziosamente si espandeva, e riuscivo a vedere paesaggi che non avevo mai visto. In modo del tutto naturale i nostri spiriti si completavano. Io e Sumire aprivamo le nostre anime e ce le mostravano a vicenda, come di solito le giovani coppie si spogliano e si mostrano a vicenda i corpi nudi."
    Ma per quanta cura e saggezza potessero mettere in questo rapporto, cercando sempre di proteggerlo, entrambi erano consapevoli che questa loro delicata amicizia non avrebbe potuto continuare in eterno e che un giorno si sarebbero trovati la strada sbarrata.
    Pur nella consapevolezza che da nessuna parte esistesse qualcosa che potesse sostituire quel rapporto, il professore riprende la sua vita normale, convinto tuttavia di aver perso con Sumire una parte di se. Passano i mesi dalla scomparsa di Sumire e lui spesso sogna, come gli aveva insegnato l'amica. A volte gli sembra che sognare sia la cosa più giusta da fare. E così un giorno, e non si capisce se è sogno o realtà, (tipico di ogni romanzo di Murakami) lui riceve una telefonata :
    - Pronto.
    - Hey sono tornata.
    -Mi sei mancata molto.
    -Anche tu mi sei mancato molto. Da quando non ci vediamo più ho capito una cosa. Che per me tu sei veramente necessario. Tu sei me e io sono te. Vienimi a prendere"
    È sogno? È realtà? Non si capisce. Dipende dalla sensibilità del lettore!
    Per quanto mi riguarda è poco importante che Sumire sia tornata oppure no fisicamente. Ciò che capisco è che il loro è un rapporto che (o in realtà o in sogno) continua. Non è finito. È un qualcosa che va oltre la materialità o la fisicità. È un sempre nel mai!

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  • 4

    Un viaggio nell'interiorità. A tratti illuminante ma, il più delle volte, ambivalente come l'animo umano. Non è facile tentare di smussarne gli angoli portando in superficie "il celato"ma l'autore ci ...continue

    Un viaggio nell'interiorità. A tratti illuminante ma, il più delle volte, ambivalente come l'animo umano. Non è facile tentare di smussarne gli angoli portando in superficie "il celato"ma l'autore ci prova. Per questo può apparire difficile o incomprensibile a momenti. Alcune parti, poi, sono delle vere chicche poetiche impregnate di uno stile lucido tipicamente orientale. Molto bello.

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    4

    Questo piccolo romanzo è un concentrato di tutto ciò che potreste trovare in qualsiasi libro di Murakami. Il che può piacere oppure no. Quindi, glissando i commenti sul solito protagonista 30enne sing ...continue

    Questo piccolo romanzo è un concentrato di tutto ciò che potreste trovare in qualsiasi libro di Murakami. Il che può piacere oppure no. Quindi, glissando i commenti sul solito protagonista 30enne single e infelice, la vena surreale, i gatti e le appassionate descrizioni delle orecchie dei personaggi, andrei a commentare la storia in sé.

    Il trittico K.-Sumire-Myū funziona e, sebbene abbia un ristretto numero di pagine per svilupparsi, Murakami riesce a dipingere i suoi personaggi con efficacia e in poche parole è in grado di scavare nell'animo di essi e rivelarne i timori e le angosce con disarmante abilità, cogliendo a parer mio anche molti dei disagi che ci affliggono nell'intimo ogni giorno.
    Tutti e tre quindi hanno una personalità definita, anche se Myū sembra il più oscuro e nebuloso di tutti. La sua storia è curiosa, ma in un certo senso anche destabilizzante.

    Peccato che la brevità del libro lasci un po' di amaro in bocca, dato che magari alcune parti potevano essere approfondite o, volendo, molte altre situazioni surreali sarebbero potute aggiungersi. Questo romanzo, in generale, mi sembra un preambolo a un altro romanzo dell'autore: 1Q84 (e i relativi seguiti).
    Peccato che il surreale non si sia manifestato con la stessa forza con cui accade in altri romanzi dell'autore. Il protagonista sfiora la possibilità di vivere un'esperienza unica e catartica, ma si ritira appena in tempo e si lega al mondo reale. Può significare qualcosa a livello metaforico, ma a livello puramente narrativo è una scelta che ha chiuso molte porte e forse un'occasione mancata.

    Il finale è spiazzante e lascia dubitare se ciò che sta accadendo nelle ultime pagine sia reale o no, facendo provare al lettore quel senso di dubbio e scombussolamento che è caratteristico dello scrittore. Sumire è davvero tornata? Cosa significano le mani insanguinate di K. e il fatto che il sangue sia stato riassorbito dopo la telefonata della ragazza? Forse K. era rimasto ferito dalla perdita, come se gli avessero sparato (riprendendo la citazione "quando uno viene colpito da una pistola, sanguina") e una volta tornata Sumire la ferita è guarita. Le cose potrebbero stare così. E cosa succederà subito dopo? K. e Sumire si ritroveranno? Se sì, cosa faranno delle loro vite?
    Come in molti casi analoghi, Murakami lascia queste domande in sospeso e lascia ai lettori il compito di rispondervi secondo la loro sensibilità. Sono sicura che l'interpretazione di ognuno dica molto della sua personalità e di come vede il mondo; e cosa c'è di meglio di un romanzo che rivela così tanto di noi e ci spinge all'autoanalisi?

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