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Lo Hobbit

o la riconquista del tesoro

Di

Editore: Bompiani (Tascabili Bompiani, 251)

4.2
(17842)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 346 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Catalano , Francese , Tedesco , Svedese , Giapponese , Ceco , Coreano , Ungherese , Galego , Olandese , Finlandese , Lettone , Polacco , Sloveno , Croato , Russo , Norvegese , Turco , Greco , Basco , Danese , Rumeno , Chi tradizionale , Chi semplificata , Esperanto

Isbn-10: A000018272 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elena Jeronimidis Conte

Disponibile anche come: Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    povero Bilbo

    Primo Tolkien che leggo, concluso in pochi giorni e molto scorrevole. Peripezie e avventure inaspettate per arricchire un viaggio che altrimenti sarebbe stato molto lungo e noioso, le cui fila vengono ...continua

    Primo Tolkien che leggo, concluso in pochi giorni e molto scorrevole. Peripezie e avventure inaspettate per arricchire un viaggio che altrimenti sarebbe stato molto lungo e noioso, le cui fila vengono tirate solo nella prevedibile battaglia finale. La mia idea: Bilbo è incredibilmente sfortunato! Ma si intravede un profondo moralismo attraverso il suo comportamento seppure ingenuo, ma comunque onesto e corretto. Tolkien e Lewis evidentemente erano molto amici.

    ha scritto il 

  • 2

    Da bambina ero una divoratrice di romanzi fantasy, poi nel corso dell'adolescenza il genere ha perso per me via via sempre più attrattiva. Ho provato a concedermi una nuova possibilità con Lo Hobbit, ...continua

    Da bambina ero una divoratrice di romanzi fantasy, poi nel corso dell'adolescenza il genere ha perso per me via via sempre più attrattiva. Ho provato a concedermi una nuova possibilità con Lo Hobbit, ed è stato un disastro: ho trovato la trama noiosa e i personaggi poco coinvolgenti, e il ritmo della narrazione, dapprima lento e pesante, mi è sembrato scompensato da un finale invece troppo affrettato, come se lo stesso Tolkien si fosse stancato e avesse voluto concludere velocemente la storia.
    Viste le cattive premesse, non mi farò venire i sensi di colpa per non sentire la curiosità di leggere la tanto osannata trilogia del Signore degli anelli.

    ha scritto il 

  • 4

    Un fantasy di qualità per ragazzi

    Io non sono per niente un appassionato del genere fantasy e ho letto molto poco al riguardo, però questo libro mi è piaciuto molto. Lo stile è semplice e lineare, l'autore racconta le vicende con la c ...continua

    Io non sono per niente un appassionato del genere fantasy e ho letto molto poco al riguardo, però questo libro mi è piaciuto molto. Lo stile è semplice e lineare, l'autore racconta le vicende con la consapevolezza di essere un narratore dell'impossibile e del non reale, perciò adotta i toni della fiaba e si permette addirittura di anticipare l'esito di alcune vicende di per sé drammatiche e dal finale per nulla scontato, ottenendo il duplice effetto di tranquilizzare un lettore di piú tenera età e di strizzare l'occhio ad un lettore piú smaliziato come a dire: "Tutti e due sappiamo che andrà a finire bene per i nostri eroi, ma portiamo pazienza e lasciamo che i piú piccoli si divertano!". Per certi versi l'atmosfera che si vive mi ha ricordato quella di Pinocchio, dove l'autore si permette addirittura di rivolgersi in modo diretto con il lettore: non è questo il caso di Lo Hobbit però ci siamo molto vicini.

    Per quel che riguarda invece tutte le analogie tra il mondo e i personaggi fantastici descritti nel libro e il nostro mondo reale ce ne sono a bizzeffe: dal sentiero dentro il Bosco Atro che se lo si lascia ci si smarrisce per sempre, alla rappresentazione dei Draghi come delle creature che accumulano smisurate ricchezze e poi ci dormono sopra e non sanno godersele, dai Nani che sono creature basse e quindi vedono poco lontano e hanno un concetto utilitaristico dell'amicizia a Beorn la strana creatura Uomo-Orso scontroso e solitario ma dal cuore dolce come il miele che producono le sue api, ecc.

    La stessa struttura fisica degli hobbit ricorda quella di un bambino (piccoli ma agili e svelti a sgattaiolare via da situazioni poco piacevoli). Bilbo stesso può essere visto come un bimbo sbalzato fuori dalla sua culla (o dall'utero visto come è fatta casa Baggins, una caverna rotonda e accogliente) e lanciato alla scoperta del mondo e di sé stesso.

    In complesso una bella fiaba, raccontata con mano leggera ma sapiente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Povero piccolo hobbit! Bilbo Baggins non ha pretese, solo mangiare e fumare in tranquillità nella sua bella caverna. Ma un giorno gli piombano in casa il mago Gandalf e tredici nani e lo coinvolgono n ...continua

    Povero piccolo hobbit! Bilbo Baggins non ha pretese, solo mangiare e fumare in tranquillità nella sua bella caverna. Ma un giorno gli piombano in casa il mago Gandalf e tredici nani e lo coinvolgono nell'ardua impresa della riconquista del tesoro di Thorin, il capo dei nani, rubato anni prima dal drago Smog. Il viaggio è lungo e difficoltoso e i nani non sembrano contenti dello hobbit, ma lui si dimostrerà all'altezza della situazione e li salverà più volte dai pericoli. Merito anche di un magico anello, trovato per caso, appartenuto alla creatura Gollum.
    Dejà-vu? Certo! Questo è il prequel del "Signore degli anelli", il racconto degli avvenimenti accaduti prima della guerra, che portarono al ritrovamento dell'Unico Anello. La mia ignoranza in materia tolkeniana è grande e mi piacerebbe sapere se lo scrittore avesse previsto un possibile seguito. Chissà... Comunque la prima cosa che si nota è la diversità di tono: "Lo Hobbit" è un libro per bambini (Auden l'ha definito "la più bella storia per bambini degli ultimi cinquant'anni"). Niente missione per salvare la Terra di Mezzo da Sauron, niente guerre disperate (tranne forse la battaglia finale): questo viaggio viene fatto per riprendersi un tesoro rubato anni e anni prima da un drago. Il clima è allegro e tranquillo: Bilbo, poveraccio, è totalmente estraneo a ciò che gli succede intorno. Matura, è vero, nel corso del racconto, ma rimane sempre il buon vecchio hobbit di una volta. Volendo fare un parallelo è più vicino a Sam che a Frodo. Non mancano le scene "paurose": l'incontro e la sfida con Gollum, l'attacco dei Mannari, la battaglia con i ragni giganti, l'attacco di Smog alla città. Ma il clima è più disteso e tranquillo, soprattutto per la presenza dei nani brontoloni e avidi che accompagnano lo hobbit, come il caro Bombur, che preferisce dormire per poter sognare una bella tavola imbandita. Una scena per tutte: l'incontro con i tre troll che si dimenticano dell'imminenza del mattino e continuano a litigare fino a diventare di pietra.
    Piccoli particolari, ai quali non si dà peso se non si è al corrente delle vicende successive, ci spingono a pensare che Tolkien avesse già intenzione di fare un seguito della storia. Magari voleva lasciare una porta aperta in vista di un possibile successo del libro. Mi riferisco proprio al vero protagonista del "Signore degli Anelli": l'anello di Sauron che Bilbo trova per caso nella galleria sotterranea. Per tutto il romanzo l'anello verrà ricordato solo per la sua capacità di rendere invisibili, ma durante il colloquio con Gollum (che lo ha perso, o forse è l'anello che è "scappato") si fa un continuo riferimento al suo malefico costruttore e al potere che l'oggetto esercita sulle persone. Da qui l'accanimento con cui Gollum lo vuole riconquistare.
    Quella dell'incontro-scontro tra Bilbo e Gollum è la scena migliore del libro. Il piccolo hobbit si trova per la prima volta da solo, dentro una galleria degli orchi, al buio. Ma non si perde d'animo e comincia a marciare con la spada in pugno: prima trova l\'anello, per caso, in terra, poi sulle sponde di un lago sotterraneo incontra Gollum, che lo sfida ad una gara di indovinelli: se vince mangerà Bilbo, se perde gli insegnerà come uscire. Solo per la prima volta, Bilbo non deve affrontare uno scontro fisico, armato, ma una gara di intelligenza e prontezza di spirito. Bilbo vince barando, facendo una domanda ad alta voce: "Che cos'ho in tasca?". Gollum non riesce ad indovinare e, arrabbiato, va sull'isolotto che gli serve da rifugio a prendere l'anello: vuole attaccare Bilbo e strangolarlo. L'anello ovviamente non c'è più e Gollum capisce tutto. Bilbo scappa e cade, Gollum lo raggiunge e... lo supera! Incosciamente Bilbo si è messo l'anello al dito ed ora è invisibile. Riesce così a scapparre a Gollum e agli orchi e a tornare dai suoi amici.
    Francesca Cecchi

    ha scritto il 

  • 3

    Ho trovato il libro ben scritto, su questo niente da dire, però la trama priva di colpi di scena non mi coinvolta.
    Tuttavia, bisogna tenere conto che Tolkien è stato forse il primo scrittore a ideare ...continua

    Ho trovato il libro ben scritto, su questo niente da dire, però la trama priva di colpi di scena non mi coinvolta.
    Tuttavia, bisogna tenere conto che Tolkien è stato forse il primo scrittore a ideare un mondo fantasy di questo tipo, e che tanti autori contemporanei si sono ispirati ad esso.
    Stupende le illustrazioni di Alan Lee.

    Coinvolgimento: 3
    chiarezza testo: 3
    stile di scrittura: 5
    originalità trama: 2
    (copertina): 5

    ha scritto il 

  • 4

    I piccoli uomini fanno grandi le storie

    Leggendo questo capolavoro di Tolkien mi sono accorta che ha creato un termine di paragone per tutte le storie fantasy che sono venute dopo. Il Mondo di Tolkien lo puoi vedere, lo può percepire in tut ...continua

    Leggendo questo capolavoro di Tolkien mi sono accorta che ha creato un termine di paragone per tutte le storie fantasy che sono venute dopo. Il Mondo di Tolkien lo puoi vedere, lo può percepire in tutte le sue sfacettature, attraverso le avventure dei suoi personaggi. Mai nessuno è riuscito ad egualiarlo e penso che mai nessuno ci riuscirà. Una bellissima "favola" lo Hobbit, in cui ti rendi conto che anche le persone umili, semplici possono avere un ruolo fondamentale nella lunga e tortuosa storia che si chiama vita. Consigliato a tutti, ma soprattutto consigliata la rilettura, perchè solo dopo averlo riletto ci si rende conto di tanti piccoli dettagli che all'inizio possono sfuggire.

    ha scritto il 

  • 0

    Lo dico subito: io non sopporto Tolkien.

    Non è colpa sua, è colpa di tutti gli autori che a lui si sono ispirati (leggasi: che lo hanno plagiato e scopiazzato). Ho rigettato l'High Fantasy Tolkeniano ...continua

    Lo dico subito: io non sopporto Tolkien.

    Non è colpa sua, è colpa di tutti gli autori che a lui si sono ispirati (leggasi: che lo hanno plagiato e scopiazzato). Ho rigettato l'High Fantasy Tolkeniano prima di mettere le mani su lo Hobbit.

    Dunque, nessun voto per i libri di Tolkien.

    ha scritto il 

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