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Lo Sconosciuto - L'uomo che uccise Ernesto "Che" Guevara

Supplemento al n. 21 di Magnus Schegge

By Magnus

(42)

| Paperback

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Book Description

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    Sperimentando con il Che

    "L'uomo che uccise Ernesto Che Guevara" è un fumetto complesso, ellittico, citativo, molto letterario, ben diverso dalla maggior parte dei lavori del disegnatore. La storia è continuamente spezzata da stralci dal diario di Ernesto Guevara, e si dipan ...(continue)

    "L'uomo che uccise Ernesto Che Guevara" è un fumetto complesso, ellittico, citativo, molto letterario, ben diverso dalla maggior parte dei lavori del disegnatore. La storia è continuamente spezzata da stralci dal diario di Ernesto Guevara, e si dipana su piani paralleli fino all'esplosiva conclusione. Lo Sconosciuto, che dovrebbe essere il protagonista dell'avventura, si rivela un personaggio estremamente marginale, e del Che sono riportate le parole, ma non lo si vede mai: dato che il diario è scritto dal suo punto di vista, noi vediamo istantanee di ciò che lui stesso vede. Un fumetto sperimentale, fuori dagli schemi, non sempre coinvolgente ma estremamente interessante.

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    Imagus Comics 2010-2014 said on Jan 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una delle cose più belle che ci ha lasciato Magnus, un atto d'amore, il suo testamento politico. Lo Sconosciuto si trova in Missione in Bolivia e viene a contatto con l'ex-ufficiale medico che ha "finito" il Che. La storia di oggi va in parallelo con ...(continue)

    Una delle cose più belle che ci ha lasciato Magnus, un atto d'amore, il suo testamento politico. Lo Sconosciuto si trova in Missione in Bolivia e viene a contatto con l'ex-ufficiale medico che ha "finito" il Che. La storia di oggi va in parallelo con quella tratta dal diario del Che. Discesa nel baratro e riscatto ma soprattutto amore, l'amore del Che per la Rivoluzione, l'amore verso un uomo che ha fatto battere il cuore di più generazioni.

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    Bert Camembert said on Dec 27, 2012 | Add your feedback

  • 7 people find this helpful

    Sperimentando con il "Che"

    "L'uomo che uccise Ernesto Che Guevara" è un fumetto complesso, ellittico, citativo, molto letterario, ben diverso dalla maggior parte dei lavori del disegnatore. La storia è continuamente spezzata da stralci dal diario di Ernesto Guevara, e si dipan ...(continue)

    "L'uomo che uccise Ernesto Che Guevara" è un fumetto complesso, ellittico, citativo, molto letterario, ben diverso dalla maggior parte dei lavori del disegnatore. La storia è continuamente spezzata da stralci dal diario di Ernesto Guevara, e si dipana su piani paralleli fino all'esplosiva conclusione. Lo Sconosciuto, che dovrebbe essere il protagonista dell'avventura, si rivela un personaggio estremamente marginale, e del Che sono riportate le parole, ma non lo si vede mai: dato che il diario è scritto dal suo punto di vista, noi vediamo istantanee di ciò che lui stesso vede. Un fumetto sperimentale, fuori dagli schemi, non sempre coinvolgente ma estremamente interessante.

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    Imagus said on Sep 7, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La marcia suicida del Che

    Un'opera molto interessante ed anche molto poetica. Nel libro si narra di colui che uccise il Che in una strana storia di riscatto tardivo. La vicenda prncipale del protagonista, presunto assassino del Che, non ricalca la storia reale della morte di ...(continue)

    Un'opera molto interessante ed anche molto poetica. Nel libro si narra di colui che uccise il Che in una strana storia di riscatto tardivo. La vicenda prncipale del protagonista, presunto assassino del Che, non ricalca la storia reale della morte di Guevara (di cui cmq si sa molto poco) tuttavia presenta degli interessanti inserti storici della storia della Bolivia e dei suoi movimenti di lotta. La cosa che più mi ha stupito è stato analizzare l'effetto che mi faceva leggere il racconto della marcia del Che e dei suoi guerriglieri tratto dal Diario del Che in Bolivia letto molti anni fa. L'unione delle parole e delle immagini mi ha fatto realizzare con nettezza un particolare che durante la lettura del semplice "Diario" mi era completamente sfuggito:era chiaro che il Che e i suoi andavano a morte certa, la loro fu una vera e propria marcia suicida. Non avevo mai percepito nei testi del Che questo condizione, che pure viene riconosciuta come verità storica, evidentemente l'interpretazione che l'autore ne dà attraverso le immagini mi ha aiutato a cogliere l'aspetto più nascosto di tutta questa vicenda.
    Nell'insieme una lettura non facilissima ma decisamente molto appagante.

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    Cecilia Alessandrini said on Apr 27, 2012 | Add your feedback

  • 7 people find this helpful

    Sperimentando con il Che

    "L'uomo che uccise Ernesto Che Guevara" è un fumetto complesso, ellittico, citativo, molto letterario, ben diverso dalla maggior parte dei lavori del disegnatore. La storia è continuamente spezzata da stralci dal diario di Ernesto Guevara, e si dipan ...(continue)

    "L'uomo che uccise Ernesto Che Guevara" è un fumetto complesso, ellittico, citativo, molto letterario, ben diverso dalla maggior parte dei lavori del disegnatore. La storia è continuamente spezzata da stralci dal diario di Ernesto Guevara, e si dipana su piani paralleli fino all'esplosiva conclusione. Lo Sconosciuto, che dovrebbe essere il protagonista dell'avventura, si rivela un personaggio estremamente marginale, e del Che sono riportate le parole, ma non lo si vede mai: dato che il diario è scritto dal suo punto di vista, noi vediamo istantanee di ciò che lui stesso vede. Un fumetto sperimentale, fuori dagli schemi, non sempre coinvolgente ma estremamente interessante.

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    Imagus said on Apr 23, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Era morto Lo Sconosciuto. Senza dubbio. Ma c' è un ma. E c'è comunque sempre un seguito.

    Le sue prime sei avventure formano uno "strano anello" (del tipo di quelli di Hofstadter). E un anello non ha nè inizio nè fine. Dunque un fatto fisiologico com ...(continue)

    Era morto Lo Sconosciuto. Senza dubbio. Ma c' è un ma. E c'è comunque sempre un seguito.

    Le sue prime sei avventure formano uno "strano anello" (del tipo di quelli di Hofstadter). E un anello non ha nè inizio nè fine. Dunque un fatto fisiologico come la morte, che per noi rappresenta la fine, almeno dell' universo fisico, all'interno di questo "strano anello" diviene, invece, il punto esatto dove inizio e fine si incontrano, combaciano, si penetrano. Dove la morte non è altro che un nuovo risveglio. La tavola 109 di Vacanze a Zahlea, è un luogo magico, è una soglia sulla quale potremmo arrestarci, lasciando Lo Sconosciuto alla sua "prima notte di quiete", o che potremmo varcare, condannandoci insieme a lui ad un "improvviso", eterno risveglio.

    Varchiamo la soglia

    Nessuno "strano anello" è perfetto. Tutti hanno un punto possibile di fuga. Un punto in cui la struttura cede, e permette il passaggio ad un altro anello. La morte dello Sconosciuto è considerabile come il punto che permette di reimmettersi nello stesso anello (i primi sei episodi), ripercorrendolo tutto senza soluzione di continuità, ma è anche il cedimento, la soglia, il ponte che permette il collegamento con un nuovo universo narrativo. Varcare la soglia non è sempre senza pericolo. E' un' azione con la quale si turba l'ordinamento di un' architettura diegetica, rischiando di farla collassare. Ma Magnus è una guida perfetta, che conosce tutti i punti deboli del ponte che ci fa attraversare - per forza, l'ha costruito lui! - e ci porta senza pericolo al Cairo.

    A proposito: non è per niente un caso che la clinica dove lo Sconosciuto viene riportato alla vita si trovi a Nazaret. Qui è nato un personaggio che ha spartito in due la Storia - almeno nel modo di considerarla di noi occidentali. Così è per l' opera di Magnus. La fata dell' improvviso risveglio segna il preciso punto di discrimine con il quale Magnus ha abbandonato un certo modo di fare fumetti, la tavola a due vignette tipica dei personaggi serializzati che dai neri degli anni sessanta, passando per Alan Ford e il primo Sconosciuto, sono arrivati fino a Necron, per approdare a un taglio della tavola molto più libero, e a moduli narrativi slegati da ogni necessità dettata da scadenze periodiche.

    Hasta la Victoria SiempreIl diario del "Che" in Bolivia, si apre sul 7 novembre 1966 con questa annotazione: "Oggi comincia una nuova fase". Anche per Magnus, con L' uomo che uccise Ernesto "Che" Guevara, comincia un nuovo periodo. E' chiaramente dichiarato - mi pare - nella citazione che apre l' opera: nella quale il Comandante Guevara esprime la propria convinzione "che scrivere sia un modo per affrontare problemi concreti e una posizione che si assume di fronte alla vita per una questione di sensibilità". Questo è un segnale chiaro delle intenzioni di Magnus di avvicinarsi allo scrivere, abbandonando sempre più la formula classica del fumetto. Oltre alla quantità di testo che spesso traborda e violenta le immagini, imponendo il proprio dominio gerarchico, ci sono almeno due cose che avvalorano questa riflessione, e che mi sembra opportuno rilevare. Il primo passo verso l' abbandono del classico modo di realizzare fumetti, ci segnalato da Magnus con la messa da parte dello Sconosciuto. Egli, pur con tutta la sua peculiarità, può ben simboleggiare l'eroe tipico del fumetto seriale, e in questa avventura la sua presenza è poco più che marginale. Però, pur comunicandoci la sua intenzione di cambiare registro, Magnus non vuole rinnegare niente del proprio passato di fumettaro, ed è la partecipazione alla storia - in un ruolo non principale, ma comunque chiave - di quella ragazza che Unknow aveva conosciuto a Marakesh, a testimoniarlo. L' esperienza precedente è servita a Magnus per arrivare a questo punto, che è solo la base per costruire una nuova opera. Fateci caso, a poche tavole dalla conclusione Lo Sconosciuto dice: "ho capito tutto... si ricomincia da zero".

    Il secondo fatto che chiarisce inequivocabilmente le intenzioni di Magnus è legato al personaggio cui è dedicato il titolo dell' opera: El Lugubre. E' costui un uomo che vive di ricordi e di illusioni artificiali - cioè di immagini - , quasi un vigliacco che fugge la sua reale condizione con gli stupefacenti. Il suo riscatto, o catarsi se volete, avviene nell' attimo preciso in cui prende consapevolezza della vacuità delle immagini. Esse cominciano a vacillargli davanti agli occhi, a sfocarsi, finchè El Lugubre le rifiuta completamente, attraverso un gesto simbolico e liberatorio: quando strappa, per intenderci, il manifestino (Bolivia no serà otra Cuba) dal muro. Da questo momento egli diviene un altro personaggio, non è più El Lugubre, ma diventa il comandante Inti. Rifiutando le immagini comincia ad agire.

    Scrivere significa agire, perchè scrivere è prendere una posizione, dare una testimonianza. Non è un caso che il "Che", nel corso della guerriglia contro il governo di Barrientos, in Bolivia, abbia tenuto un diario.

    La scrittura nelle sue migliori manifestazioni è sincera compagna dell' azione. Fino alla vittoria, sempre.

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    Borisbattaglia said on Jun 21, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (42)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 84 Pages
  • ISBN-10: A000104660
  • Publisher: Granata Press
  • Publish date: 1992-01-01
  • Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Others
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