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Lo Spettro

Di

Editore: Einaudi (Stile Libero Big)

4.0
(844)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 551 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806210890 | Isbn-13: 9788806210892 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Eva Kampmann

Disponibile anche come: eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Bentornato agli inferi, Harry Hole. Sono passati tre anni da quando Harry Hole è andato via. Via da Oslo, via dalla Centrale di polizia, via dalla donna che ha amato e ferito troppo, e troppe volte. Ma dai suoi fantasmi no, da quelli non è riuscito a fuggire: l'hanno inseguito a Hong Kong e ora lo reclamano, e Harry non può non rispondere, non può non tornare. Oleg, il figlio di Rakel, il ragazzo che lui ha cresciuto come fosse anche figlio suo, è in carcere. Accusa: l'omicidio di Gusto Hanssen, il suo migliore amico. Movente: secondo gli investigatori, un regolamento di conti nel mondo della droga. Ma Harry non ci crede. Oleg, il suo Oleg, il bambino che lo teneva per mano e lo chiamava papà, può essere diventato un tossicodipendente, ma non un assassino. E a lui non resta che correre a casa, correre contro il tempo, in cerca di una verità diversa da quella già decretata. Una verità che si nasconde tanto nelle maglie dei sentimenti piú profondi che legano le persone, quanto nei quartieri dello spaccio, con l'ombra misteriosa di un nemico inafferrabile che lo vuole morto.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Che finale! Possibile che Harry Hole sia andato per sempre? Mmhhh... sembrerebbe così, ma mai dire mai con l'imperfetto, alcolizzato, bugiardo, violento Harry Hole. Seppur sempre sul'orlo del baratro, ormai sembra aver assunto le sembianze o di un supereroe, o dell'uomo più fortunato della storia ...continua

    Che finale! Possibile che Harry Hole sia andato per sempre? Mmhhh... sembrerebbe così, ma mai dire mai con l'imperfetto, alcolizzato, bugiardo, violento Harry Hole. Seppur sempre sul'orlo del baratro, ormai sembra aver assunto le sembianze o di un supereroe, o dell'uomo più fortunato della storia, perchè se la cava sempre e comunque anche nelle situazioni più disperate. Questo giallo nasce e si sviluppa in maniera meno classica delle altre sue indagini; il colpevole c'è, esiste ed è già in galera, ma non si tratta di un ragazzo qualunque, bensì della persona che ama di più al mondo, il suo figliastro Oleg. Quasi tutto il libro è incentrato sugli sforzi, legali ma soprattutto illegali, che compie Harry per provare a dimostrare l'innocenza del ragazzo, e alla fine ci riesce; ma non tutto fila per il verso giusto, e il finale ci lascia con il fiato sospeso e con l'amaro in bocca...

    ha scritto il 

  • 5

    Harry Hole rientra da Hong Kong per trovare le prove che scarcerino Oleg, il figlio del suo unico amore Rakel, che è accusato di omicidio.
    Scopriamo che Oleg è diventato tossicodipendente di una nuova droga - la violina - e che Rakel lo ama ancora.
    Un libro come al solito bellissimo per chi ama i ...continua

    Harry Hole rientra da Hong Kong per trovare le prove che scarcerino Oleg, il figlio del suo unico amore Rakel, che è accusato di omicidio. Scopriamo che Oleg è diventato tossicodipendente di una nuova droga - la violina - e che Rakel lo ama ancora. Un libro come al solito bellissimo per chi ama il genere, scritto bene e che ti fa nascere la frenesia di raggiungere in fretta la fine, come tutti i libri precedenti di Nesbo. Questo però ci destabilizza, la fine ci lascia con l'amaro in bocca e ci diciamo " Ma è possibile che Harry ....? ". Non resta che leggere " Polizia ", l'ultimo libro di Nesbo!!!

    ha scritto il 

  • 0

    "Lo spettro" di Jo Nesbø

    È ormai trascorso del tempo da quando Harry Hole è stato destituito dalla polizia ed è finito a Bangkok dove lavora e vive da tre anni. Ha lasciato la sua città, i suoi amici, la sua donna. Ma non ha dimenticato nessuno, troppe cose nel bene e nel male occupano la sua vita. E quando Oleg, figlio ...continua

    È ormai trascorso del tempo da quando Harry Hole è stato destituito dalla polizia ed è finito a Bangkok dove lavora e vive da tre anni. Ha lasciato la sua città, i suoi amici, la sua donna. Ma non ha dimenticato nessuno, troppe cose nel bene e nel male occupano la sua vita. E quando Oleg, figlio di Rakel, ormai tossicodipendente, viene accusato di aver ucciso il suo migliore amico e messo in carcere, Hole, che l’aveva cresciuto come un figlio, non esita a tornare a Oslo. Il movente secondo la polizia va ricercato nel mondo della droga. Ma Oleg non crede a questa versione, non gli sembra concepibile che quel bambino che lo chiamava papà possa essere diventato un assassino, passi per tossicodipendente, ma omicida no. Ed eccolo alla prese con una corsa contro il tempo per scagionarlo, deve passare a setaccio il mondo della droga, sempre più infernale e sempre più a caccia di nuovi profitti. La polizia funziona e non funziona, i vertici sono corrotti, è una lotta che sembra impari ma Harry l’affronta senza timore, lascia l’alcol e si batte da leone.

    Jo Nesbø con Lo spettro ci regala un libro cupo e feroce, di altissimo livello, capace di rispondere e alle esigenze del cuore e a quelle della più perfetta tecnica narrativa. Ma lo stile di Nesbø non è asettico, non si limita a raccontarci una storia ricca di azione e di suspense, sa fotografare anche l’animo umano, il desiderio di amare, di riscattare il tempo perduto. Basti pensare a quando, dopo cinque anni Harry e Rakel si ritrovano, e pur essendo in una situazione di assoluto pericolo trovano ancora il momento di guardarsi negli occhi.

    I romanzi di Nesbø sono assai cruenti, scorre molto sangue, abbondano i morti ammazzati, e i personaggi che li animano non vanno certo presi ad esempio di bonton tra spacciatori, drogati, sicari, poliziotti corrotti; ma Nesbø ci fa vedere che comunque, se è pur vero che certi mali sono ormai connaturati all’uomo e quindi non vi si può porre rimedio, è altrettanto vero che tutti i mali possono essere se non altro attenuati e sedimentati.

    Un thriller magistrale, ricco di episodi mozzafiato, ma anche impregnato di uno struggente senso del romanticismo.

    Giuseppe Previti (scrittore e critico, Amici del Giallo di Pistoia)

    ha scritto il 

  • 5

    Forse il più "action" finora, e con una trama più lineare dei magheggi a cui ci aveva abituato la serie. No comment sul finale. Ma c'è davvero un decimo ultimo libro? :-O

    ha scritto il 

  • 4

    mi sono riconciliato con Nesbo, che qui torna a ottimi livelli dopo due prove meno convincenti (Uomo di Neve e Leopardo). la trama é forse una delle sue piú ingegnose, certo a una discreta quantitá di critica sociale e descrizione della societá norvegese dei primi e maggiormente riusciti gialli q ...continua

    mi sono riconciliato con Nesbo, che qui torna a ottimi livelli dopo due prove meno convincenti (Uomo di Neve e Leopardo). la trama é forse una delle sue piú ingegnose, certo a una discreta quantitá di critica sociale e descrizione della societá norvegese dei primi e maggiormente riusciti gialli qui si sostituisce il thriller puro, azione pura, con un Harry Hole che diventa sempre piú "preponderante" negli equilibri. Questo é il "romanzo" di Hole per eccellenza, e sono proprio le ultime 150 pagine, martellanti e forti anche dal punto di vista dei puri sentimenti (si sonda tra l´altro il rapporto tra Hole e il "figlioccio" Oleg) che fanno (o farebbero) conquistare a questo penultimo Nesbo con Harry (finora) la fatidica quarta stelletta o un 7 pieno in una scala da 1 a 10

    ha scritto il 

  • 3

    Insomma, detto che è' senz'altro scritto bene, non è' riuscito a " prendermi" totalmente, e questo mi ha deluso. La vicenda e' intricata, ben costruita, un giallo con tutti i crismi del genere. La Norvegia che ne vien fuori e' un paese desolato, penso che la realtà sia un po' più colorata, almeno ...continua

    Insomma, detto che è' senz'altro scritto bene, non è' riuscito a " prendermi" totalmente, e questo mi ha deluso. La vicenda e' intricata, ben costruita, un giallo con tutti i crismi del genere. La Norvegia che ne vien fuori e' un paese desolato, penso che la realtà sia un po' più colorata, almeno spero.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei migliori noir che ho letto

    Non sono una patita del genere noir, quindi leggo solo ogni tanto qualche romanzo. Finora però, a parte George Simenon, nessun autore mi aveva particolarmente convinta.
    Il primo Jo Nesbø che ho letto, “Nemesi”, mi aveva solo parzialmente soddisfatta per via della trama eccessivamente complessa e ...continua

    Non sono una patita del genere noir, quindi leggo solo ogni tanto qualche romanzo. Finora però, a parte George Simenon, nessun autore mi aveva particolarmente convinta. Il primo Jo Nesbø che ho letto, “Nemesi”, mi aveva solo parzialmente soddisfatta per via della trama eccessivamente complessa e poco credibile. Considero, al contrario, “Lo spettro” forse il migliore di quelli che ho letto finora (Simenon a parte, s’intende); crudo, cupo ed implacabile, privo di speranza e di redenzione. La tensione è tenuta costantemente elevata attraverso una serie di colpi di scena che portano ad un non lieto finale pressoché ineluttabile, lo è stile coinvolgente ed incalzante, i personaggi sono ben descritti, soprattutto dal punto di vista psicologico, anche se in alcune situazioni fanno sembrare il protagonista una specie di Mandrake (e questo forse è il vero limite del libro). La vicenda è ambientata in una Oslo livida e disperata e il finale drammatico… non segna la parola fine ...

    ha scritto il 

  • 4

    voto 8 e mezzo

    Non è che mi fanno impazzire i noir che finiscono male, quelli che non si limitano a mostrare il male ma in cui il male trionfa e i buoni perdono rovinosamente. Non voglio il lieto fine, mi basta il realismo: il bene non trionfa, il male trova sempre il modo di riprodursi, o cambiar pelle, ma qua ...continua

    Non è che mi fanno impazzire i noir che finiscono male, quelli che non si limitano a mostrare il male ma in cui il male trionfa e i buoni perdono rovinosamente. Non voglio il lieto fine, mi basta il realismo: il bene non trionfa, il male trova sempre il modo di riprodursi, o cambiar pelle, ma qualche battaglia la si porta a casa ogni tanto pure noi. Questo noir di Jo Nesbo è il suo più buio e cupo. Non c'è un singolo raggio di luce, anzi quando lo intravedi è una beffa. Un romanzo ansiogeno, a cui allo stesso tempo hai voglia e non hai voglia di tornare. Il voto più che buono è dovuto perché la scrittura è notevole, ti tira dentro in un'atmosfera da incubo, ti fa soffrire. Ma lo consiglio solo ai pessimisti innamorati del loro pessimismo.

    ha scritto il 

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