Lo Straniero

Di

4.2
(10029)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 168 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Portoghese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Finlandese , Turco , Svedese , Giapponese , Olandese , Greco , Polacco , Ceco

Isbn-10: 8858703847 | Isbn-13: 9788858703847 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Pubblicato nel 1942, "Lo straniero", un classico della letteratura contemporanea, sembra tradurre in immagini quel concetto dell'assurdo che Albert Camus andava allora delineando e che troverà teorizzazione nel coevo "Il mito di Sisifo".
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  • 3

    Meursault è un signor Nessuno, un impiegato poco impegnato nel lavoro, negli affetti, senza idee proprie. Un’ indifferenza che lo porta a commettere un delitto poco dopo aver detto: “... ho pensato ch ...continua

    Meursault è un signor Nessuno, un impiegato poco impegnato nel lavoro, negli affetti, senza idee proprie. Un’ indifferenza che lo porta a commettere un delitto poco dopo aver detto: “... ho pensato che si poteva sparare oppure non sparare e che una cosa valeva l’altra”, e senza avere poi voglia né capacità di rielaborare quanto accaduto (“... avevo un po’ perduto l’abitudine di interrogare me stesso”; “Desideravo dirgli che ero come tutti gli altri. Ma tutto questo, in fondo, non aveva una grande utilità, e per pigrizia ho rinunciato”).
    E’ un romanzo di non facile lettura, che spiazza rispetto allo slancio vitale dei protagonisti de La Peste; un romanzo dell’umanità che non partecipa del proprio destino: al processo, il narratore vede le arringhe del suo avvocato e dell’accusa come uguali, poiché in entrambi i casi si decide la sua sorte senza chiedere il suo parere (l’avvocato arriva a parlare in prima persona al suo posto), egli diventa “straniero”, appunto, alla sua vita.
    Tuttavia, di fronte alla morte Mersault ritrova, forse, a sprazzi, l’attaccamento a quella vita così insignificante e le parole per esprimerlo (“Mi hanno assalito i ricordi di una vita che non mi apparteneva più, ma in cui avevo trovato le gioie più povere e più tenaci: odori d’estate, il quartiere che amavo...”), pur rimanendo coerente con il suo fatalismo.

    ha scritto il 

  • 3

    Meursault es un que lleva una vida tranquila en Argelia. Un trabajo de oficina, sus pequeños ligues, su piso, etc… hasta que un día recibe la noticia de que su madre, internada en una asilo, ha fallec ...continua

    Meursault es un que lleva una vida tranquila en Argelia. Un trabajo de oficina, sus pequeños ligues, su piso, etc… hasta que un día recibe la noticia de que su madre, internada en una asilo, ha fallecido. Pese a lo triste de la nueva, Meursault manifiesta en todo momento una falta total de sentimientos, una indiferencia brutal la cual va a marcar su porvenir de una forma que no imagina. Y más cuando un día y tras una serie de incidentes previos asesina en una playa a un árabe, siendo encarcelado de inmediato.

    Esta corta novela indaga en la personalidad humana y de como el conformismo y la indiferencia hacia las cosas que hacen la vida, así como hacía la vida misma pueden llegar a corromper, a ojos de la sociedad, a una persona que en apariencia lleva una vida normal .

    Personalmente tenía muchas ganas de leer esta novela dada la fama que tras de sí arrastra Camus, pero he de decir que en cierto modo me ha decepcionado (Expectativas demasiado altas quizá). No es un mal libro ni mucho menos pero la indiferencia que domina la personalidad del protagonista se me transmitió, dejándome la novela bastante indiferente. Pese a ello, el final del libro me parece brillante y quizá eso por si sólo justifique su lectura.

    “[…]No, no puedo creerle! ¡Estoy seguro de que ha llegado usted a desear otra vida!» Le contesté que naturalmente era así, pero no tenía más importancia que desear ser rico, nadar muy rápido, o tener una boca mejor hecha. Era del mismo orden. Me interrumpió y quiso saber cómo veía yo esa otra vida. Entonces, le grité: «¡Una vida en la que pudiera recordar ésta!», e inmediatamente le dije que era suficiente.”

    ha scritto il 

  • 0

    Pazzesco.

    I Classici mi hanno sempre fatto l'effetto del mocassino in pelle martellata: lessato l'esistenza e le palle. Ma questo libro è pazzesco: è, contemporaneamente, un paio di vecchie All Star bianche e u ...continua

    I Classici mi hanno sempre fatto l'effetto del mocassino in pelle martellata: lessato l'esistenza e le palle. Ma questo libro è pazzesco: è, contemporaneamente, un paio di vecchie All Star bianche e un paio di décolleté, Chanel, nuove!

    ha scritto il 

  • 5

    Un protagonista antipatico eppure lo sentiamo vero, forse perché, almeno ogni tanto, quasi tutti ci siamo sentiti cosí. E' tutto fuorché un ipocrita, se ne infischia delle convenzioni e dei sentiment ...continua

    Un protagonista antipatico eppure lo sentiamo vero, forse perché, almeno ogni tanto, quasi tutti ci siamo sentiti cosí. E' tutto fuorché un ipocrita, se ne infischia delle convenzioni e dei sentimenti altrui: è l'uomo elementare, antisociale senza calcolo.L'insopportabile luce nordafricana che ferisce gli occhi del protagonista irritandolo a più riprese è riuscitissima metafora della nostra lettura delle sue gesta: questa vita sbagliata ci disturba e ci indispone ma ci tocca nel profondo.

    ha scritto il 

  • 4

    Lo straniero

    Che rabbia Meursault! Apatico? Insensibile? Superficiale? Irresponsabile? Sin dalle prime pagine il protagonista mi è apparso "estraneo" o più semplicemente "straniero". E' un libro che ti impone una ...continua

    Che rabbia Meursault! Apatico? Insensibile? Superficiale? Irresponsabile? Sin dalle prime pagine il protagonista mi è apparso "estraneo" o più semplicemente "straniero". E' un libro che ti impone una grande riflessione sull'esistenza e quanto il caso segna il destino di ciascuno.

    ha scritto il 

  • 4

    'ho riconosciuto per un breve istante l'odore e il colore delle sere d'estate. dall'oscurità della mia prigione mobile ho ritrovato a uno a uno, come dal fondo della mia stanchezza, tutti i suoni fami ...continua

    'ho riconosciuto per un breve istante l'odore e il colore delle sere d'estate. dall'oscurità della mia prigione mobile ho ritrovato a uno a uno, come dal fondo della mia stanchezza, tutti i suoni familiari di una città che amavo e di un'ora in cui mi capitava di sentirmi contento.'

    l'assurdità dell'esistenza, la solitudine esistenziale dell'uomo. dalla prefazione di saviano: "l'uomo come non ha potuto decidere della sua nascita, allo stesso modo non potrà decidere della sua morte. e che sia condannato a morte o piuttosto muoia di malattia o di vecchiaia, in fondo è un dettaglio, non fa differenza."

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo aver letto Lo Straniero di Albert Camus...

    20/05/2016. Oggi ho terminato Lo Straniero di Albert Camus. Sono rimasta a riflettere sul difficile tema dell’esistenzialismo presentato nell’opera. Ciò che mi sembra “assurdo” è proprio l’aver apprez ...continua

    20/05/2016. Oggi ho terminato Lo Straniero di Albert Camus. Sono rimasta a riflettere sul difficile tema dell’esistenzialismo presentato nell’opera. Ciò che mi sembra “assurdo” è proprio l’aver apprezzato la lucidita’, o meglio, l’intelligenza del protagonista, un antieroe caduto nell’assurdità, che si ritrova a vivere una situazione inverosimile, piombatagli addosso dal nulla, dallo stesso nulla che il protagonista sente intorno, per l’universo, o per meglio dire, non sente, e che lo stesso universo alla fine gli rende omaggio. Meursault è presente nelle vicissitudini che si susseguono come uno estraneo a tutto, dai sentimenti più semplici dell’animo umano al suo futuro più prossimo come “prigioniero” della vita, al passato, sembra non avere empatia, mostra una perfetta mentalità da criminale, ma in realtà sembra anche il personaggio più sensibile alle domande filosofiche. Egli mi appare cristallizzato e insieme attento per una lucida analisi della realtà in un presente che non lo porterà a nulla se non a riflettere sulla morte e sulla condizione esistenziale dell’uomo davanti ad essa, non è poi questo il destino di tutti coloro che esistono? Che significa esistere? Un libro importante, da leggere. CE

    ha scritto il 

  • 4

    Confesso che non mi è facile commentare il romanzo di Camus perché nella sua lucida essenzialità è un romanzo perfetto, perfetto nel senso di completo, che riesce ad arrivare in molti modi al lettore, ...continua

    Confesso che non mi è facile commentare il romanzo di Camus perché nella sua lucida essenzialità è un romanzo perfetto, perfetto nel senso di completo, che riesce ad arrivare in molti modi al lettore, lasciandolo, come succede a me, interdetto. Perché il protagonista è dall'inizio alla fine sotto giudizio, il finale non fa altro che confermare quello che si sa sin dall'inizio, una persona così non può restare in vita, perché la vita è fatta di compromessi, appartenenze, convenzioni, relazioni e di tutto questo pare che il protagonista se ne infischi. Esistere è di per sè una sofferenza, uno squilibrio, un male necessario, questo ci dice sin dall'inizio con un funerale che sembra quasi inutile quanto assurdo. Ebbene Camus mi ha messo con le spalle al muro, questo è uno di quei testi che richiedono infinite riletture e appena girata l'ultima pagina già volevo iniziarlo di nuovo per coglierne i molteplici significati.

    ha scritto il 

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