Lo que el viento se llevó

By

Publisher: RBA

4.5
(2132)

Language: Español | Number of Pages: 984 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Chi simplified , French , Italian , German , Dutch , Catalan , Portuguese , Greek , Hungarian , Russian , Finnish , Polish , Danish , Turkish , Farsi , Indonesian , Indian (Hindi) , Swedish

Isbn-10: 8447301400 | Isbn-13: 9788447301409 | Publish date: 

Translator: Juan G. de Luaces , J. Gómez de la Serna

Also available as: Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , History , Romance

Do you like Lo que el viento se llevó ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Es la historia de amor de Scarlett O'Hara y Rhett Butler, ambientada en la época de la Guerra de Secesión de Estados Unidos, la aventura sentimental -en la que se conjugan romanticismo, pasión y dolor- y la epopeya de los combates configuran una reflexión sobre el herísmo y el honor. Singular obra maestra, ganadora del Premio Pulitzer, esta novela constituye uno de los mayores éxitos editoriales de todos los tiempos.Fue llevada al cine por Victor Fleming, en una película inolvidable protagonizada por Vivien Leigh y Clark Gable.
Sorting by
  • 5

    Un libro bellissimo che consiglio vivamente.
    Rossella si fa odiare e amare nello stesso tempo; è superficiale, cinica, un po' cattiva, ma con una grandissima determinazione.

    said on 

  • 4

    Alla fine ti affezioni anche a ROSSELLA

    Non credevo potesse piacermi così tanto e invece...che sorpresa!! Un libro che alla fine mi è rimasto nel cuore, perchè così reale e concreto da risultare attuale anche nel 2015. I personaggi non sono ...continue

    Non credevo potesse piacermi così tanto e invece...che sorpresa!! Un libro che alla fine mi è rimasto nel cuore, perchè così reale e concreto da risultare attuale anche nel 2015. I personaggi non sono eroi, anzi Rossella è proprio una di quelle persone che nella vita reale odierei eppure il suo pragmatismo, le sue paure e la sua cattiveria, sono così vere che finisci per apprezzarle. Probabilmente questo è uno di quei libri che o lo ami o lo odi!

    said on 

  • 5

    IL RITRATTO DI UN MONDO CHE, ORMAI, È ANDATO “VIA COL VENTO”

    Ricordo ancora la prima volta che vidi Via col vento: ero poco più di una bambina, era uno di quei pomeriggi che avrei passato volentieri a vedere cartoni animati ma, purtroppo, mia madre fu più veloc ...continue

    Ricordo ancora la prima volta che vidi Via col vento: ero poco più di una bambina, era uno di quei pomeriggi che avrei passato volentieri a vedere cartoni animati ma, purtroppo, mia madre fu più veloce di me ad impossessarsi del telecomando. Vabbe’, quanto durerà mai? Duecentoquaranta minuti, pubblicità esclusa.

    Non scriverò qui il mio commento in merito, ma tutti voi potete immaginarlo bene. Mi misi sul divano a guardare questo film, prima arrabbiata, poi interessata, poi emozionata e, alla fine, commossa oltre ogni misura. Mamma ci aveva preso: da allora non perdo occasione per rivederlo e per innamorarmi sempre più di questa pellicola del 1939, diretta da diversi registi (Victor Fleming, George Cukor e Sam Wood) e prodotta da David O. Selznick (produttore, tra i tanti, anche di King Kong e Anna Karenina).

    La storia narra della sedicenne Rossella O’Hara (felice traduzione dell’originale Scarlett, che appunto significa rosso, vermiglio) che vive la sua vita agiata tra capricci, flirt e festicciole nella sua terra, Tara, in Georgia. L’equilibrio viene sconvolto dall’inizio della Guerra di Secessione, e proprio mentre tutti i giovani del posto sono riuniti per una festa alle Dodici Querce, di proprietà dei Wilkes. Rossella, circondata dagli ammiratori e infastidita dai discorsi sulla guerra, dichiara in segreto il suo amore ad Ashley Wilkes, che però le confida di essersi da poco fidanzato con sua cugina Melanie Hamilton, di Atlanta. Rossella, per capriccio, decide quindi di sposare Charles Hamilton, cognato di Ashley, che però morirà all’inizio della guerra. Rossella, giovanissima vedova, va a stare ad Atlanta con Melanie, in attesa del marito partito per il fronte, e zia Pittypat. Ad Atlanta, Rossella passa il suo tempo a curare i feriti all’ospedale e a tenere di malavoglia il lutto; la vita per lei sembra conclusa, ma in suo aiuto arriva il controverso Capitano Rhett Butler, un rinnegato molto ricco e pieno di buonsenso che aiuterà Rossella a infischiarsene delle chiacchiere delle persone e a fare ciò che sente di fare. Tra colpi di scena, morte, guerre, amori e conflitti, il percorso di crescita di Rossella è ricco di difficoltà che però, grazie al suo temperamento e alla sua caparbietà, riuscirà a superare perché dopotutto, domani è un altro giorno.

    La scelta degli attori non fu semplice: per il ruolo di Rhett Butler, che andò a Clark Gable, furono scelti inizialmente Errol Flynn e Gary Cooper. Per Rossella O’Hara, invece, le riprese iniziarono addirittura senza che l’attrice protagonista fosse stata scelta, Vivien Leigh superò il provino tra oltre 1400 attrici (tra le quali Bette Davis, Joan Crawford, Lara Turner e Katharine Hepburn).

    Il film richiese più di due anni di faticosa lavorazione, raggiungendo costi altissimi e richiedendo ritmi lavorativi assurdi ma alla fine ne valse la pena, se si pensa che il film non solo è stato pluripremiato con ben otto Oscar, ma è stato anche riconosciuto come uno dei film più famosi della storia del cinema.

    Grande fu la mia sorpresa nello scoprire, non molto tempo fa, che il film era basato sull’omonimo romanzo della scrittrice Margaret Mitchell. Per questo motivo, nonostante la voluminosità del libro, mi sono convinta a leggerlo. Già che c’ero, ho voluto provare l’ebbrezza di leggerlo in lingua originale ed è stata un’esperienza pazzesca!

    Margaret Mitchell, la scrittrice in questione, è stata in grado di dare vita a un capolavoro. Nata ad Atlanta nel 1900, è stata anche giornalista. Ha scritto Via col Vento nel 1936 e per questo romanzo ricevette, l’anno successivo, il Premio Pulitzer e la candidatura al Nobel per la Letteratura nel 1938.

    A parte i dialoghi dove parlavano gli schiavi, che erano fedelmente riprodotti e quindi di difficile comprensione per chi non è un madrelingua inglese, il libro è scorrevole e molto piacevole da leggere. Anche le numerose parti che descrivono con minuzia di dettagli il conflitto tra nordisti e sudisti sono interessanti e ben articolate. I personaggi sono vivi, caratterizzati benissimo tanto da essere quasi tridimensionali: abbiamo Scarlett che è una donna capricciosa e arrogante ma al tempo stesso capace di una forza d’animo e di un coraggio tale da risorgere, come una fenice, dalle proprie ceneri e passare in una situazione di agio dopo la fame patita durante la guerra. C’è Melanie Hamilton che è di una dolcezza disarmante, di animo nobile e puro che tutti ama e perdona quasi incondizionatamente, ma nasconde una ferocia leonina quando deve difendere gli affetti della sua vita. Rhett Butler, uomo senza scrupoli e senza limiti, che ama la figlia più di se stesso e la accudisce come se fosse lui la madre. Questa umanità dei personaggi, riportata in maniera impeccabile nel film, è accessibile in una maniera più intima leggendo il libro, dove i pensieri e le azioni dei personaggi sono messi su carta e rendono il quadro completo.

    Oltre a tutto questo, quello che spiazza è la crudezza e la veridicità della storia d’amore che viene narrata: è una storia che va bene in ogni epoca perché è sincera, dove l’amore non va dato per scontato e può anche finire. Ma se è vero amore si può sempre combattere per esso, ed è quello che Rossella intende fare, ma non oggi, dopo che una serie di lutti ha sconvolto la sua esistenza e l’amore della sua vita le ha detto che francamente se ne infischia di quello che potrebbe capitarle. Non abbiamo uno dei tanti sequel e prequel che oggi ammorbano le nostre esistenze, in un voyerismo malato dove sembra che al lettore sia dovuta una fine ben definita per i personaggi di un libro. Niente di tutto questo: sappiamo solo che Rossella tornerà a Tara, la sua terra tanto amata, da cui lei prende tutta la forza che le serve. Non penserà oggi a quello che potrebbe ucciderla dentro, se solo si fermasse un attimo.

    Noi, che abbiamo imparato a conoscere Rossella O’Hara e la sua forza, non possiamo fare altro che tifare per lei e sperare che ci sia un domani per lei e Rhett, anche lui testardo e difficile da far tornare indietro su una decisione. Conosciamo bene entrambi, ormai, e sappiamo che qualunque cosa potrebbe succedere. Ma non smettiamo di sperare per il meglio, come ha fatto Rossella nei momenti in cui la speranza sembrava abbandonarla del tutto. Perché dopotutto, domani è un altro giorno.

    said on 

  • 2

    non abbiatene a a male ma il libro non mi è piaciuto ( fin dove sono arrivata) perchè l'ho trovato molto pesante ... spero più avanto di poterlo riprendere e di cambiare idea...

    said on 

  • 5

    Non pensavo mi avrebbe preso cosi' tanto questo libro. Forse perchè ho sempre odiato tanto il film, che peraltro è datato inverosimilmente. Il libro invece è affascinante, Rossella è viziata, calcolat ...continue

    Non pensavo mi avrebbe preso cosi' tanto questo libro. Forse perchè ho sempre odiato tanto il film, che peraltro è datato inverosimilmente. Il libro invece è affascinante, Rossella è viziata, calcolatrice e molto odiosa, ma si finisce comunque ad amare il personaggio. Un libro di cui ti manca la presenza quando lo finisci.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Se dovessi archiviare questa recensione in poche parole, direi che Via col vento è stato una lettura fantastica. Siamo solo ad Agosto ma il premio Book of the Year 2015, per quanto riguarda le mie let ...continue

    Se dovessi archiviare questa recensione in poche parole, direi che Via col vento è stato una lettura fantastica. Siamo solo ad Agosto ma il premio Book of the Year 2015, per quanto riguarda le mie letture, lo vince lui.
    Per una volta nella vita sono contenta di aver visto prima il film, semplicemente perché ho affrontato la lettura con le facce di Clark Gable e Vivien Leigh in ogni scena. Vidi il film per la prima volta a 15 anni, e mi piacque così tanto da attaccarmi alla tv ogni volta che trasmettevano la replica. Ho amato il film ma ancora di più il libro, perché ci sono più dettagli ed è riuscito a togliermi dei dubbi che mi erano rimasti.

    Via col vento è un romanzo storico-drammatico-romantico, anche se molte volte viene ricordato solo per il lato romantico e la mole non indifferente del libro (per non parlare della durata del film). Ma Via col vento non è solo una storia d'amore. L'ho amato per il lato storico, l'ho amato per il dramma, l'ho amato per il romanticismo che si respira e l'ho amato anche per la mole. Mi sono immersa completamente in questo libro, anche se conoscevo la storia, e ho sofferto e soffro per il distacco improvviso una volta finito.
    Ambientato nel sud degli Stati Uniti durante la guerra di secessione, mostra come le vite di vari personaggi vengono modificate dalla guerra. La novità sta nel mostrare la guerra dal lato degli sconfitti, e ciò prova ancora che non tutto è bianco o nero e non è facile archiviare la storia raccontandola semplicemente da un solo lato.

    Rossella O'Hara è tra le mie eroine (o antieroine) preferite. Non per forza le eroine devono essere perfette e Rossella ne è la prova. Testarda, orgogliosa, vanitosa e spesso ignorante e superficiale, nutre solo i suoi interessi; ma questi difetti rappresentano anche la sua forza e l'hanno fatta diventare la persona caparbia che è e che in fondo è sempre stata fin da bambina. La conosciamo all'età di 16 anni, come una giovane donna che si preoccupa solo di vestiti, capellini e di aver un numero di corteggiatori superiore alle altre ragazze della contea. Per lei la guerra è una brutta cosa solo perché i giovanotti non parlano d'altro e potrebbe trovarsi senza nemmeno un corteggiatore da un giorno all'altro. La vita la pone di fronte a varie difficoltà che, nella bolla perfetta in cui viveva a Tara, non le avevano mai dato da pensare: la fame, la malattia, la morte la abbattano ma non la uccidono e per tutto il romanzo per ogni disgrazia che le capita sembra quasi che lei tragga forza da essa.

    Essenzialmente Rossella non è buona con gli altri; le sole persone che ama sono suo padre e sua madre, la sua Mammy e il suo adorato Ashley, il sogno di giovinezza che non è mai riuscita ad archiviare. Le azioni buone che compie per gli altri in realtà le fa per il proprio tornaconto personale o per il pensiero della madre Elena. La madre di Rossella è un esempio di bontà per tutti, una figura alla quale vorrebbe aspirare ma che non cerca mai veramente di raggiungere, proprio perché la natura delle due donne è troppo diversa. Rossella è selvaggia e indomita, passionale e spesso crudele. Ha un fiuto infallibile per un buon affare ma non ha il dono di capire gli altri e se stessa, come molti le fanno notare. È una persona materiale, che la fame e la miseria hanno temprato e indurito, rendendola più arida di quello che era, e inducendola a rafforzare la maschera che ha sempre portato, perché Rossella non deve mai farsi vedere bisognosa, molto meglio escogitare qualche sotterfugio per farsi aiutare. Detto così potrebbe sembrare una persona senza cuore, ma in realtà soffre anche lei, solo che lo nasconde e le dà forza il suo "ci penserò domani".
    Fino ad ora non avevo mai veramente compreso il suo continuo rincorrere Ashley, così come non ho mai capito lui. Rossella e Ashley sono diversi ma anche uguali per certi aspetti. Entrambi hanno rincorso un sogno di gioventù pensando che fosse qualcos'altro, entrambi non hanno riconosciuto il vero valore delle persone che avevano affianco, se non quando era troppo tardi. Rossella non ha mai capito che una personalità come la sua avrebbe annientato Ashley, così come ha fatto con i primi due mariti, uno sposato per ripicca e l'altro per interesse. Rossella non l'ha mai capito e lui non è mai stato onesto con se stesso, con lei e con Melania. Rossella sarebbe stata sprecata con un uomo come lui. Sono due anime troppo diverse.
    Il personaggio contrapposto a Rossella è Melania, dolce e gentile e con una buona parola per tutti. Rossella ha sempre ha nutrito una certa antipatia per lei, perché la considerava una figurina debole, e l'antipatia è cresciuta quando ha sposato Ashley. Melania invece è una donna decisa, pronta a sfidare tutti per le persone che ama e ha sempre messo per prima la sua amica Rossella, anche prima del suo amato marito. Melania è stata per tutti come un faro in mezzo a un mare in tempesta, una seconda Elena.

    Infine c'è Rhett. Il mio personaggio preferito dalla prima volta che ho visto il film. Rhett è una sorta di Rossella al maschile, è un uomo scaltro, furbo e schietto, un personaggio scomodo per la buona società di Atlanta. Rhett fa tanto scalpore perché si mostra al mondo per com'è, anche esagerando un po' perché in fondo prova piacere a rappresentare uno scandalo per quel piccolo mondo. A differenza di Rossella che cerca invece di nascondere la sua vera natura al resto del mondo.

    Io credo che Rossella e Rhett siano fatti l'uno per l'altra, e non penso che due persone troppo simili non possano andare d'accordo, come afferma lui. Credo invece a queste altre sue parole.

    Dio salvi l'uomo che vi ama davvero. Perché voi spezzereste il suo cuore, tesoro, da quella gattina perversa e crudele che siete, così incurante e sicura che non si prende neanche il disturbo di nascondere i suoi artigli.

    Rhett è l'unico che la capisce veramente, con il quale non deve mai mentire, anche perché lui la conosce troppo bene e non le permette di usare i soliti trucchetti che ha usato con gli altri uomini. La ammira perché è diversa, per il suo sfidare la società e perché ha così poco di una signora. È l'unico che riconosce il valore della sua persona e del suo essere donna.

    Rhett è il solo uomo che le fa presente i suoi difetti e sa essere tagliente con le sue verità, l'unico che le ha fatto conoscere il vero amore e la passione. Ma si sono anche rovinati a vicenda. Lui perché nascondeva sotto una buone dose di sarcasmo ciò che provava per lei; lei perché come al solito era troppo ottusa per vedere ciò che aveva. Anche nella sofferenza sono rimasti soli, perché Rossella traeva le forze da se stessa, mentre lui si è lasciato dilaniare dall'interno.
    Non so come sia possibile ma, da eterna romantica, ho comunque sperato fine alla fine che finisse in un altro modo, anche se conosco la storia a memoria e so che non sarebbe potuto finire diversamente, perché Rossella non può averla sempre vinta e perché le sue azioni le si dovevano pur ritorcere contro, prima o poi.

    Rossella è un personaggio scomodo, difficile da comprendere proprio perché lei è la prima a non capirsi. L'ho ammirata per la sua forza, per la sua voglia di indipendenza, per il suo andare contro la società dell'epoca, ma mi ha fatto imbestialire per altri mille motivi, per il suo calpestare gli altri solo perché restano ancorati al passato e non riescono ad andare avanti. Anche lei pensa ai tempi passati, alla tranquillità delle feste alle Dodici Querce, ma non resta a commiserarsi come fanno molti, ad esempio lo stesso Ashley, rimpiangendo ciò che è stato perso e le sofferenze affrontate. Resta comunque un grande personaggio della letteratura moderna, un personaggio indimenticabile con cui sarebbe bello confrontarsi almeno una volta nella vita.

    Di Via col vento c'è troppo da dire. È un quadro ricco di personaggi caratterizzati alla perfezione, e per quelli che ho nominato ci sarebbero tante altre parole. Pensavo di impiegare molto più tempo per leggerlo, invece il numero di pagine non è stato eccessivo. Non l'ho mai trovato pesante nelle descrizioni delle parti storiche e dei personaggi e avrei voluto altre mille pagine, anche se ho tanti altri libri a cui dovrei dedicarmi.

    said on 

  • 5

    epico

    Quando l'ho iniziato non credevo mi prendesse così tanto. Mille e passa pagine, che ho comperato nel 1997 in un'edizione de I miti Mondadori e che ho divorato in dieci giorni, grazie anche alla poca m ...continue

    Quando l'ho iniziato non credevo mi prendesse così tanto. Mille e passa pagine, che ho comperato nel 1997 in un'edizione de I miti Mondadori e che ho divorato in dieci giorni, grazie anche alla poca memoria che avevo del film. La cattiveria di Rossella, la sua avidità, i suoi cattivi pensieri, i suoi capricci e il suo relazionarsi con un mondo che cambia durante la guerra di secessione; il suo interagire con personaggi che rappresentano lo "splendore pacato" del vecchio sud; e il fascino irresistibile e schietto di Rhett; tutto questo diventa parte del lettore, e alla fine dell'ultima parola riesce anche a sentirne la mancanza.
    È uno scorcio di mondo che ho trovato molto formativo circa la questione afroamericana, e che avrei voluto leggere prima.

    said on 

  • 5

    Rossella O’Hara non era una bellezza; ma raramente gli uomini se ne accorgevano

    Ambientato durante la guerra di secessione americana Via col vento non è solo una storia di amore e di guerra, ma è una vera epopea. I personaggi si susseguono uno dopo l’altro, ognuno con la propri ...continue

    Ambientato durante la guerra di secessione americana Via col vento non è solo una storia di amore e di guerra, ma è una vera epopea. I personaggi si susseguono uno dopo l’altro, ognuno con la propria personalità e il proprio ruolo. Protagonista assoluta, egocentrica ed egoista, è Rossella, né bella né buona, che da ragazza viziata e coccolata dovrà imparare che nella vita non si ottiene sempre quello che si desidera. Indimenticabile la figura di Melania, dolce e leale amica di Rossella, probabilmente l’unica che ha, nonostante quasi certamente conosca l’amore di Rossella per il proprio marito. Ashley, figura insipida, uomo distrutto dalla vita. Mami con il suo buon senso e la sua praticità, che considera Rossella e Rhett dei muli con i finimenti d’oro, e infine Rhett, emblema dei ladri e dei truffatori, uomo dalle mille risorse, che mostra tutta la sua dolcezza nel suo rapporto con la piccola Diletta. Una commedia umana di personaggi, per citare Balzac. Sullo sfondo una guerra che osserviamo dalla parte degli sconfitti e la voglia di andare avanti.

    said on 

  • 5

    Domani è un altro giorno

    Avrò visto il film decine di volte. Il libro, cartaceo, giaceva da anni sulla mia libreria.
    Finalmente, con l'ausilio del mio Kindle, ho letto questo capolavoro. C'è poco da dire: bellissimo sotto ogn ...continue

    Avrò visto il film decine di volte. Il libro, cartaceo, giaceva da anni sulla mia libreria.
    Finalmente, con l'ausilio del mio Kindle, ho letto questo capolavoro. C'è poco da dire: bellissimo sotto ogni punto di vista, personaggi profondi, veri, una civiltà che viene spazzata via che fa da cornice a una storia d'amore mai banale e a tratti divertente.

    said on 

Sorting by