Lo que el viento se llevó

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Publisher: RBA

4.5
(2169)

Language: Español | Number of Pages: 984 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Chi simplified , French , Italian , German , Dutch , Catalan , Portuguese , Greek , Hungarian , Russian , Finnish , Polish , Danish , Turkish , Farsi , Indonesian , Indian (Hindi) , Swedish

Isbn-10: 8447301400 | Isbn-13: 9788447301409 | Publish date: 

Translator: Juan G. de Luaces , J. Gómez de la Serna

Also available as: Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Book Description
Es la historia de amor de Scarlett O'Hara y Rhett Butler, ambientada en la época de la Guerra de Secesión de Estados Unidos, la aventura sentimental -en la que se conjugan romanticismo, pasión y dolor- y la epopeya de los combates configuran una reflexión sobre el herísmo y el honor. Singular obra maestra, ganadora del Premio Pulitzer, esta novela constituye uno de los mayores éxitos editoriales de todos los tiempos.Fue llevada al cine por Victor Fleming, en una película inolvidable protagonizada por Vivien Leigh y Clark Gable.
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  • 3

    (lettura in gdl su www.ilclubdellibro.it)
    Sono partita senza avere aspettative da questo libro, essendo io una delle poche a non avere mai visto il film. In complesso una lettura piacevole ma senza pr ...continue

    (lettura in gdl su www.ilclubdellibro.it)
    Sono partita senza avere aspettative da questo libro, essendo io una delle poche a non avere mai visto il film. In complesso una lettura piacevole ma senza pretese, per quello che aveva da dire sarebbero bastate la metà delle pagine. Mi son piaciute le parti più storiche, sulla guerra di secessione e sulla situazione politica dell'epoca anche se mi è sembrata spesso una visione di parte: le persone del sud appaiono meravigliose mentre gli yankee nordisti fanno una magra figura, come pure i "negri" liberati.
    Rossella è una protagonista spregevole, ne fa di cotte e di crude, egoista, bugiarda, ipocrita, affarista senza scrupoli: è proprio l'emblema di tutto ciò che non mi piace in una persona. Rhett se la cava un po' meglio, diciamo che qualche lato positivo ce l'ha, soprattutto verso la fine. Per fortuna c'è Melania a salvare l'umanità dalla barbarie.
    In complesso direi che è stato un gradevole polpettone sentimentale, sono contenta di averlo letto ma non rimarrà tra le mie letture preferite.

    said on 

  • 2

    purtroppo è stato uno di quei romanzi dalla lettura lentissima e faticosa. Nonostante mi piacciano da sempre i grandi romanzoni, Via col Vento non mi ha coinvolto per nulla. E ho dovuto fare una tirat ...continue

    purtroppo è stato uno di quei romanzi dalla lettura lentissima e faticosa. Nonostante mi piacciano da sempre i grandi romanzoni, Via col Vento non mi ha coinvolto per nulla. E ho dovuto fare una tirata finale per poter mettere la parola fine alla lettura e poter dire "Domani finalmente inizio un altro libro!".

    said on 

  • 5

    E poi siamo arrivati alla fine.
    Dico "noi" perché questo libro l'ho letto con un gruppo di lettura, il primo a cui aderisco, che col ritmo blando di cinque capitoli a settimana ci ha permesso di gusta ...continue

    E poi siamo arrivati alla fine.
    Dico "noi" perché questo libro l'ho letto con un gruppo di lettura, il primo a cui aderisco, che col ritmo blando di cinque capitoli a settimana ci ha permesso di gustarcelo per bene e ritrovarci man mano a parlare, scherzare, soffrire delle avventure di Rossella, Melania, Rhett e pure di quell'ameba di Ashley.
    In realtà ne abbiamo discusso così tanto tra di noi che fare un riepilogo qui di quanto detto mi pare riduttivo, anche perché non l'ho specificato ma stiamo parlando del Grande Romanzo Americano, perlomeno del XX secolo.
    Io per prima non avevo idea di cosa stavo per leggere, e in tutta sincerità quando s'è votato per scegliere quale libro iniziare avevo dato la mia preferenza ad altro ("Middlemarch", così, per simpatia e curiosità).
    Il fatto è che ho visto tante volte il film, e lo amo, perché è una storia d'amore struggentissima e perché è il trionfo del cinema hollywoodiano, del technicolor, della colonna sonora più famosa della storia, delle sopracciglia parlanti di Vivien Leigh; ma, in tutta sincerità, mai avrei pensato che il romanzo da cui è stato tratto potesse essere meglio.
    Invece è proprio così. La Mitchell ha scritto una cosa monumentale, un librone di più 1000 pagine (di media) in cui la trama è arricchita da approfondimenti psicologici su tutti i personaggi, da quelli minori — uno su tutti la signora Tarleton, assente nel film — ai protagonisti. L'esempio più significativo è Ashley, che non è semplicemente il gentiluomo del Sud troppo beneducato per far capire con le cattive a Rossella che non la vuole. L'Ashley del libro è un uomo combattuto, che ama la moglie ma desidera Rossella, pur essendo troppo onesto per andar oltre a un paio di baci. Ed è anche, purtroppo per lui, un perdente, ancorato al passato, al ricordo dei giorni sereni e sempre uguali tra la piantagione di famiglia e quelle dei vicini, a un mondo spazzato via dalla Guerra Civile. Ashley è un essere bisognoso di cure perché incapace di destreggiarsi nella società nuova e ancora meno di pensare al futuro: noi lettori lo vediamo chiaramente, tutti lo vedono chiaramente, tranne Rossella, e questo ci fa impazzire.
    Ma a proposito di Guerra Civile: l'altra cosa che qui c'è e nel film no è la Storia, nel senso di pagine e pagine di dettagli, notizie, spiegazioni su quello che ha portato alla guerra, sul suo svolgimento (non potrò mai dimenticare la narrazione dell'offensiva yankee e dell'esercito confederato che cede un miglio alla volta) e su come Atlanta e la Georgia abbiano subito la sconfitta e poco a poco si siano rialzate. Eppure questa parte non mi ha pesato per niente, anzi, trovo che arricchisca il romanzo e illumini di una luce nuova le vicende personali di Rossella e di chi come lei si è trovato all'improvviso a terra, catapultato in una realtà che non avrebbe mai immaginato, per cui non era stato educato, ma si è rimboccato le maniche e ha lottato per tornare in alto.
    Insomma, un capolavoro, 5 stelline, ma idealmente tutte quelle che stanno sulla bandiera americana, che oggi per fortuna è una e la schiavitù è un lontano ricordo (senza negare che durante la lettura si "capiscono", almeno in parte, le ragioni del Sud e che gli yankee non sempre ci fanno una gran figura).

    PS: se ho invogliato qualcuno alla lettura e non ha già il romanzo in casa, mi raccomando di prendere un'edizione nuova, che ha sempre la traduzione del 1937 (!) di Ada Salvatore e Enrico Piceni, ma sistemata e svecchiata. La mia edizione del 1989, per dire, ha refusi, nomi propri tradotti anche in 3 modi diversi (e sì, si fa un bel casino) e soprattutto cose tipo «Sperava che tutto andasse bene; altrimenti la cosa sarebbe stata difficile. Ma se Ashley non faceva il primo passo, lo farebbe lei».

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  • 4

    Partiamo dalle note dolenti....la mia edizione risale al 1991 e in alcuni punti è addirittura illeggibile,tempi verbali messi a caso che fanno perdere completamente il senso delle frasi.
    altra nota do ...continue

    Partiamo dalle note dolenti....la mia edizione risale al 1991 e in alcuni punti è addirittura illeggibile,tempi verbali messi a caso che fanno perdere completamente il senso delle frasi.
    altra nota dolente: si badrona,piccola badroncina io avere fatto tu avere detto ecc ecc questo linguaggio maccheronico da parte di servi e schiavi mi ha irritata ogni volta(capisco che si voleva rendere l'idea della diversa casta sociale,e comprendo anche quando sia stato scritto il romanzo,ma penso ci fossero altri modi).Credo che con un edizione più nuova e meglio riadattata darebbe più vigore al capolavoro che questo romanzo è.
    Note positive:
    I personaggi sono magnifici,ognuno si fa amare oppure odiare,Rossella per prima,volitiva,viziata,testarda,coraggiosa,incapac e di capire i propri sentimenti se non quando ormai è troppo tardi.Melania dolce ma forte come una roccia,signorile anche nella povertà.Ashley,il perfetto gentiluomo nel periodo sbagliato,ma pur sempre debole senza una donna che lo sappia sostenere.
    Rhett il mascalzone più nobile ed educato di tutta la Georgia,io sono impazzita d'amore per lui!!(in molti frangenti mi ha strappato delle grandissime risate,per esempio quando sbatte la porta al posto di Rossella )
    La Mitchell ha creato delle ambientazioni vive,reali,ci catapulta in questo mondo ed è inevitabile provare i sentimenti dei protagonisti,tanto quanto è inevitabile sentire il fruscio del vento tra le piante di cotone,la terra rossa che si sgretola sotto ai nostri piedi o l'odore del sangue,del sudore e le grida dei soldati feriti.
    Un romanzo fortemente evocativo.Una storia d'amore ma non solo,anche una storia che racconta generosità,rivalsa,orgoglio e onore.
    Bellissimo.

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  • 5

    Capolavoro

    Snobbato per anni, per quei pregiudizi insensati che a volte si hanno verso dei libri. Mai avrei pensato che finirlo mi avrebbe dato questo dolore, sia per la perdita, sia per l'amarezza che ti lascia ...continue

    Snobbato per anni, per quei pregiudizi insensati che a volte si hanno verso dei libri. Mai avrei pensato che finirlo mi avrebbe dato questo dolore, sia per la perdita, sia per l'amarezza che ti lascia.
    Rossella si aggiunge alla mia lista dei capolavori assoluti con protagonista una donna decisamente troppo odiosa, ma questo non è riuscito a rovinarmi una delle esperienze letterarie più intense della mia vita...

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  • 5

    Che strano questo romanzo.
    Mi è piaciuto dall’inizio e da subito mi ha appassionato, eppure mi sembrava sempre ci fosse qualcosa che non andasse del tutto. Forse ad un certo punto mi è sembrato tirass ...continue

    Che strano questo romanzo.
    Mi è piaciuto dall’inizio e da subito mi ha appassionato, eppure mi sembrava sempre ci fosse qualcosa che non andasse del tutto. Forse ad un certo punto mi è sembrato tirasse un po’ per le lunghe. Forse alcuni dialoghi mi irritavano, soprattutto quelli tra Rossella e Rhett perchè mi sembrava incredibile che due persone potessero non dire quello che pensano o dire il contrario per così tanto tempo e con tale violenza. Forse lo vedevo come una bella storia ma niente di più.
    Eppure...arrivata alla fine mi ha dato una grande soddisfazione generale, per tutto quello che è stato. Certo per le vicende dei vari personaggi, alcuni dei quali alla fine stupiscono per la loro forza e per i loro risvolti più nascosti. Ma anche per l’interessante quadro della situazione della Georgia nella seconda metà dell’Ottocento: il prima durante e dopo la Guerra Civile, la società e cosa voglia dire essere dei “signori” (ha senso restare fedeli ai valori e ai credo passati, oppure è meglio buttarsi a capofitto nel presente e trarne il meglio, anche a costo di dimenticare chi siamo stati?), il ruolo della donna mal vista se lavora o che addirittura è sconveniente se si mostra in giro quando è incinta...
    Ma soprattutto è stato molto interessate il tema della liberazione dei neri. Il Nord rende gli schiavi liberi e fornisce loro aiuti economici, addirittura li coinvolge nella vita politica, eppure continua a credere a dei luoghi comuni nei loro confronti, e non sa dare un aiuto concreto alla loro integrazione (nessuno si preoccupa della loro istruzione ed educazione a una vita da liberi). Il Sud è incredulo di fronte a questa liberazione, e ovviamente anche alle violenze e disordini che ne conseguono, eppure per certi versi ha un rispetto per i “suoi schiavi negri” che il Nord nemmeno si sogna. Gli schiavi sono parte della famiglia e tra schiavo e padrone a volte il legame di fedeltà è così forte da perdurare anche dopo la fine della guerra. Gli stessi ex schiavi vivono la liberazione in modo diverso. Certo con euforia, ma molti non riescono a sfruttare l’occasione e si ritrovano a vivere una vita di miseria e violenza, altri tornano (o non hanno mai abbandonato) i loro padroni e scelgono liberamente di continuare a lavorare per loro. E' sicuramente un tema interessante da approfondire.
    Infine c'è quel modo di Rossella di affrontare la vita, in particolare i problemi e i dolori...un rinviare a domani, perchè non è possibile farlo oggi, mancano le forze o le condizioni. Chi può dire con certezza se questo sia una reazione da vigliacchi o da deboli, oppure una reazione vincente, perchè solo così si riesce a sopportare il peso della vita e andare avanti a testa alta?

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Il romanzo (1055 pagine di goduria pura!) affronta varie tematiche come la nascita del Ku Klux Klan che non immaginavo certo in questa veste, le vicende suddiste dove il popolo è costretto a subire le ...continue

    Il romanzo (1055 pagine di goduria pura!) affronta varie tematiche come la nascita del Ku Klux Klan che non immaginavo certo in questa veste, le vicende suddiste dove il popolo è costretto a subire le conseguenze della propria arroganza (loro stessi affermeranno che in due cose sono superiori ai nordisti, nella lavorazione del cotone e nell’arroganza e che quest’ultima è la causa di tutte le loro disgrazie), riflessioni su quanto un essere umano è disposto a fare per la propria sopravvivenza, su come la vita ci cambi nonostante tutto.

    Ma sarà meglio partire dal principio.

    Rossella è una ragazza di sedici anni innamorata del suo bel principe dall’aria sciupata e dai capelli biondo paglierino, sempre piegato sui libri e purtroppo per lei fidanzato con l’insipida Melania. Suo padre è l’orgoglioso proprietario irlandese di Tara, un appezzamento di terreno nella zona delle Dodici Querce, sua madre una signora con la esse maiuscola di origini francesi; la sua tutrice si chiama Mamy ed è davvero inflessibile e severa nei confronti di Rossella perché vuole che la giovane sia pari alla madre nell’arte di sedurre un uomo alfine di poter ottenere un matrimonio stabile e vantaggioso. Rossella odia tale pressione ma ha imparato a usare gli insegnamenti della madre per poter far cascare gli uomini ai suoi piedi. L’unico che sembra non cadere nel tranello ma che anzi la smaschera è Rhett Butler, signorotto rinnegato dalla famiglia che vive speculando sulle disgrazie altrui e si beffa delle consuetudini sociali convinto che servano a poco o nulla.

    Insomma, Rhett la becca mentre lei abbandona gli insegnamenti della madre e si getta tra le braccia di un ragazzo fidanzato e da allora Rossella proverà ritegno nei suoi confronti. Di lì a poco scoppia la guerra di secessione che porterà al nord ricchezze e al sud miseria e frustrazione e la fanciulla non la smetterà di smentirsi sposando per capriccio un giovane smilzo appena conosciuto, fratello di Melania.

    Debbo ammettere che i capricci di Rossella sono così improvvisi e lampanti, così dettati dalla passione da considerarsi imprevedibili. Sono azioni molto stupide come Rossella stessa ammetterà mesi dopo.

    Sola e senza più amico con cui civettare perché tutti i giovani sono in guerra, si trasferisce in Atlanta. Quello è un momento fondamentale nella vita di Rossella: trovatasi di fronte alle tragedie della guerra, intrappolata e quasi soffocata dalla maschera di brava sposina/vedova affranta che per consuetudine deve indossare quando vorrebbe volteggiare con qualche cavaliere come tutte le altre fanciulle della sua età (“troppo giovane per fare la brava vedova e sedersi accanto alle donne più grandi”, troppo vecchia e compromessa per poter civettare con chiunque) intraprende una strada contraria a tutte le moralità vigenti: con l’aiuto del vecchio “amico” Rhett toglie il suo lutto bugiardo e inizia a comportarsi come se la sua volontà fosse al di sopra della morale comune, atteggiamento che manterrà per tutta la durata del romanzo arrivando a suscitare il biasimo e la critica della società: balla con il lutto, si sposerà più volte e spesso solo per profitto, andrà in giro gravida per occuparsi di un’azienda che appartiene solo a lei e di cui il secondo marito Franco non vuole proprio sapere, frequenta gli Yankeys e gli speculatori arricchiti che tanto odio suscitano nei suddisti e inizia ad adottare un gergo non idoneo alla sua posizione di donna perbene.

    Ma alla fine Rossella da fanciulla con grandi sogni e innamorata in eterno dell’uomo sbagliato, Ashley, collega, amico e marito di sua cognata, diviene un personaggio drammatico, una madre che non conosce i figli perché troppo occupata ad accumulare soldi e una donna che distrugge l’unico matrimonio stabile con le sue mani.

    E Rhett? Egli è l’emblema del trasformismo romanzesco, l’uomo che ingannò il mondo con la sua maschera da beffa umana, il finto malavitoso che non ha altri interessi che il profitto, il finto figlio scacciato dalla famiglia, il finto marito senza cuore e incapace di amare. Il suo vero io emerge nei momenti più drammatici della storia, quando per esempio, durante la fuga verso Tara vede un fanciullo in fin di vita che imbraccia un fucile e forse un po’ per orgoglio un po’ per rabbia abbandona Rossella e Melania, ormai quasi in salvo, per unirsi all’esercito suddista pur sapendo che avrebbero perso; oppure quando la perdita della figlia Diletta lo spinge a rifugiarsi nell’alcool e a diventare l’ombra di sé stesso.

    Incredibili sono le descrizioni belliche e strategiche dell’autrice, in grado di riportare finanche i particolari macabri e grotteschi di quella “messa in scena per pochi”, come vuol farla apparire. Difatti la Mitchell vede la guerra per quello che è: una disgrazia per molti, un profitto per pochi.

    said on 

  • 5

    Bello, coinvolgente ed emozionante!
    I personaggi sono agli antipodi, per meglio sottolineare i difetti degli uni e i pregi degli altri ma soprattutto sono umani. Per esempio, Rossella è odiosa, ma tro ...continue

    Bello, coinvolgente ed emozionante!
    I personaggi sono agli antipodi, per meglio sottolineare i difetti degli uni e i pregi degli altri ma soprattutto sono umani. Per esempio, Rossella è odiosa, ma trovo che sia parimenti determinata e vulnerabile verso quel che persegue e che le accade; ogni personaggio ha le sue qualità e mano a mano che si procede nella lettura si notano i vari percorsi di crescita di ciascuno, vengono calate molte maschere e viene mostrata la realtà dei fatti, spesso cruda e triste. Sullo sfondo, la guerra di Secessione e le privazioni che essa ha portato, sono ben argomentare e fanno da contraltare allo sfarzo che contraddistingue la Georgia e la Tara dei primi capitoli.
    Credo poi che questo passaggio renda bene una delle qualità che contraddistingue lo spirito del romanzo:

    "Non siamo come l'avena che quando è matura si irrigidisce e non si piega secondo il vento: siamo come il granturco che ondeggia, e quando il vento è passato si rialza dritto e forte quasi come prima."

    said on 

  • 5

    Un libro bellissimo che consiglio vivamente.
    Rossella si fa odiare e amare nello stesso tempo; è superficiale, cinica, un po' cattiva, ma con una grandissima determinazione.

    said on 

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