Lo que el viento se llevó

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Publisher: RBA

4.5
(2153)

Language: Español | Number of Pages: 984 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Chi simplified , French , Italian , German , Dutch , Catalan , Portuguese , Greek , Hungarian , Russian , Finnish , Polish , Danish , Turkish , Farsi , Indonesian , Indian (Hindi) , Swedish

Isbn-10: 8447301400 | Isbn-13: 9788447301409 | Publish date: 

Translator: Juan G. de Luaces , J. Gómez de la Serna

Also available as: Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Book Description
Es la historia de amor de Scarlett O'Hara y Rhett Butler, ambientada en la época de la Guerra de Secesión de Estados Unidos, la aventura sentimental -en la que se conjugan romanticismo, pasión y dolor- y la epopeya de los combates configuran una reflexión sobre el herísmo y el honor. Singular obra maestra, ganadora del Premio Pulitzer, esta novela constituye uno de los mayores éxitos editoriales de todos los tiempos.Fue llevada al cine por Victor Fleming, en una película inolvidable protagonizada por Vivien Leigh y Clark Gable.
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  • 5

    Capolavoro

    Snobbato per anni, per quei pregiudizi insensati che a volte si hanno verso dei libri. Mai avrei pensato che finirlo mi avrebbe dato questo dolore, sia per la perdita, sia per l'amarezza che ti lascia ...continue

    Snobbato per anni, per quei pregiudizi insensati che a volte si hanno verso dei libri. Mai avrei pensato che finirlo mi avrebbe dato questo dolore, sia per la perdita, sia per l'amarezza che ti lascia.
    Rossella si aggiunge alla mia lista dei capolavori assoluti con protagonista una donna decisamente troppo odiosa, ma questo non è riuscito a rovinarmi una delle esperienze letterarie più intense della mia vita...

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  • 5

    Che strano questo romanzo.
    Mi è piaciuto dall’inizio e da subito mi ha appassionato, eppure mi sembrava sempre ci fosse qualcosa che non andasse del tutto. Forse ad un certo punto mi è sembrato tirass ...continue

    Che strano questo romanzo.
    Mi è piaciuto dall’inizio e da subito mi ha appassionato, eppure mi sembrava sempre ci fosse qualcosa che non andasse del tutto. Forse ad un certo punto mi è sembrato tirasse un po’ per le lunghe. Forse alcuni dialoghi mi irritavano, soprattutto quelli tra Rossella e Rhett perchè mi sembrava incredibile che due persone potessero non dire quello che pensano o dire il contrario per così tanto tempo e con tale violenza. Forse lo vedevo come una bella storia ma niente di più.
    Eppure...arrivata alla fine mi ha dato una grande soddisfazione generale, per tutto quello che è stato. Certo per le vicende dei vari personaggi, alcuni dei quali alla fine stupiscono per la loro forza e per i loro risvolti più nascosti. Ma anche per l’interessante quadro della situazione della Georgia nella seconda metà dell’Ottocento: il prima durante e dopo la Guerra Civile, la società e cosa voglia dire essere dei “signori” (ha senso restare fedeli ai valori e ai credo passati, oppure è meglio buttarsi a capofitto nel presente e trarne il meglio, anche a costo di dimenticare chi siamo stati?), il ruolo della donna mal vista se lavora o che addirittura è sconveniente se si mostra in giro quando è incinta...
    Ma soprattutto è stato molto interessate il tema della liberazione dei neri. Il Nord rende gli schiavi liberi e fornisce loro aiuti economici, addirittura li coinvolge nella vita politica, eppure continua a credere a dei luoghi comuni nei loro confronti, e non sa dare un aiuto concreto alla loro integrazione (nessuno si preoccupa della loro istruzione ed educazione a una vita da liberi). Il Sud è incredulo di fronte a questa liberazione, e ovviamente anche alle violenze e disordini che ne conseguono, eppure per certi versi ha un rispetto per i “suoi schiavi negri” che il Nord nemmeno si sogna. Gli schiavi sono parte della famiglia e tra schiavo e padrone a volte il legame di fedeltà è così forte da perdurare anche dopo la fine della guerra. Gli stessi ex schiavi vivono la liberazione in modo diverso. Certo con euforia, ma molti non riescono a sfruttare l’occasione e si ritrovano a vivere una vita di miseria e violenza, altri tornano (o non hanno mai abbandonato) i loro padroni e scelgono liberamente di continuare a lavorare per loro. E' sicuramente un tema interessante da approfondire.
    Infine c'è quel modo di Rossella di affrontare la vita, in particolare i problemi e i dolori...un rinviare a domani, perchè non è possibile farlo oggi, mancano le forze o le condizioni. Chi può dire con certezza se questo sia una reazione da vigliacchi o da deboli, oppure una reazione vincente, perchè solo così si riesce a sopportare il peso della vita e andare avanti a testa alta?

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Il romanzo (1055 pagine di goduria pura!) affronta varie tematiche come la nascita del Ku Klux Klan che non immaginavo certo in questa veste, le vicende suddiste dove il popolo è costretto a subire le ...continue

    Il romanzo (1055 pagine di goduria pura!) affronta varie tematiche come la nascita del Ku Klux Klan che non immaginavo certo in questa veste, le vicende suddiste dove il popolo è costretto a subire le conseguenze della propria arroganza (loro stessi affermeranno che in due cose sono superiori ai nordisti, nella lavorazione del cotone e nell’arroganza e che quest’ultima è la causa di tutte le loro disgrazie), riflessioni su quanto un essere umano è disposto a fare per la propria sopravvivenza, su come la vita ci cambi nonostante tutto.

    Ma sarà meglio partire dal principio.

    Rossella è una ragazza di sedici anni innamorata del suo bel principe dall’aria sciupata e dai capelli biondo paglierino, sempre piegato sui libri e purtroppo per lei fidanzato con l’insipida Melania. Suo padre è l’orgoglioso proprietario irlandese di Tara, un appezzamento di terreno nella zona delle Dodici Querce, sua madre una signora con la esse maiuscola di origini francesi; la sua tutrice si chiama Mamy ed è davvero inflessibile e severa nei confronti di Rossella perché vuole che la giovane sia pari alla madre nell’arte di sedurre un uomo alfine di poter ottenere un matrimonio stabile e vantaggioso. Rossella odia tale pressione ma ha imparato a usare gli insegnamenti della madre per poter far cascare gli uomini ai suoi piedi. L’unico che sembra non cadere nel tranello ma che anzi la smaschera è Rhett Butler, signorotto rinnegato dalla famiglia che vive speculando sulle disgrazie altrui e si beffa delle consuetudini sociali convinto che servano a poco o nulla.

    Insomma, Rhett la becca mentre lei abbandona gli insegnamenti della madre e si getta tra le braccia di un ragazzo fidanzato e da allora Rossella proverà ritegno nei suoi confronti. Di lì a poco scoppia la guerra di secessione che porterà al nord ricchezze e al sud miseria e frustrazione e la fanciulla non la smetterà di smentirsi sposando per capriccio un giovane smilzo appena conosciuto, fratello di Melania.

    Debbo ammettere che i capricci di Rossella sono così improvvisi e lampanti, così dettati dalla passione da considerarsi imprevedibili. Sono azioni molto stupide come Rossella stessa ammetterà mesi dopo.

    Sola e senza più amico con cui civettare perché tutti i giovani sono in guerra, si trasferisce in Atlanta. Quello è un momento fondamentale nella vita di Rossella: trovatasi di fronte alle tragedie della guerra, intrappolata e quasi soffocata dalla maschera di brava sposina/vedova affranta che per consuetudine deve indossare quando vorrebbe volteggiare con qualche cavaliere come tutte le altre fanciulle della sua età (“troppo giovane per fare la brava vedova e sedersi accanto alle donne più grandi”, troppo vecchia e compromessa per poter civettare con chiunque) intraprende una strada contraria a tutte le moralità vigenti: con l’aiuto del vecchio “amico” Rhett toglie il suo lutto bugiardo e inizia a comportarsi come se la sua volontà fosse al di sopra della morale comune, atteggiamento che manterrà per tutta la durata del romanzo arrivando a suscitare il biasimo e la critica della società: balla con il lutto, si sposerà più volte e spesso solo per profitto, andrà in giro gravida per occuparsi di un’azienda che appartiene solo a lei e di cui il secondo marito Franco non vuole proprio sapere, frequenta gli Yankeys e gli speculatori arricchiti che tanto odio suscitano nei suddisti e inizia ad adottare un gergo non idoneo alla sua posizione di donna perbene.

    Ma alla fine Rossella da fanciulla con grandi sogni e innamorata in eterno dell’uomo sbagliato, Ashley, collega, amico e marito di sua cognata, diviene un personaggio drammatico, una madre che non conosce i figli perché troppo occupata ad accumulare soldi e una donna che distrugge l’unico matrimonio stabile con le sue mani.

    E Rhett? Egli è l’emblema del trasformismo romanzesco, l’uomo che ingannò il mondo con la sua maschera da beffa umana, il finto malavitoso che non ha altri interessi che il profitto, il finto figlio scacciato dalla famiglia, il finto marito senza cuore e incapace di amare. Il suo vero io emerge nei momenti più drammatici della storia, quando per esempio, durante la fuga verso Tara vede un fanciullo in fin di vita che imbraccia un fucile e forse un po’ per orgoglio un po’ per rabbia abbandona Rossella e Melania, ormai quasi in salvo, per unirsi all’esercito suddista pur sapendo che avrebbero perso; oppure quando la perdita della figlia Diletta lo spinge a rifugiarsi nell’alcool e a diventare l’ombra di sé stesso.

    Incredibili sono le descrizioni belliche e strategiche dell’autrice, in grado di riportare finanche i particolari macabri e grotteschi di quella “messa in scena per pochi”, come vuol farla apparire. Difatti la Mitchell vede la guerra per quello che è: una disgrazia per molti, un profitto per pochi.

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  • 5

    Bello, coinvolgente ed emozionante!
    I personaggi sono agli antipodi, per meglio sottolineare i difetti degli uni e i pregi degli altri ma soprattutto sono umani. Per esempio, Rossella è odiosa, ma tro ...continue

    Bello, coinvolgente ed emozionante!
    I personaggi sono agli antipodi, per meglio sottolineare i difetti degli uni e i pregi degli altri ma soprattutto sono umani. Per esempio, Rossella è odiosa, ma trovo che sia parimenti determinata e vulnerabile verso quel che persegue e che le accade; ogni personaggio ha le sue qualità e mano a mano che si procede nella lettura si notano i vari percorsi di crescita di ciascuno, vengono calate molte maschere e viene mostrata la realtà dei fatti, spesso cruda e triste. Sullo sfondo, la guerra di Secessione e le privazioni che essa ha portato, sono ben argomentare e fanno da contraltare allo sfarzo che contraddistingue la Georgia e la Tara dei primi capitoli.
    Credo poi che questo passaggio renda bene una delle qualità che contraddistingue lo spirito del romanzo:

    "Non siamo come l'aveva che quando è matura si irrigidisce e non si piega secondo il vento: siamo come il granturco che ondeggia, e quando il vento è passato si rialza dritto e forte quasi come prima."

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  • 5

    Un libro bellissimo che consiglio vivamente.
    Rossella si fa odiare e amare nello stesso tempo; è superficiale, cinica, un po' cattiva, ma con una grandissima determinazione.

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  • 4

    Alla fine ti affezioni anche a ROSSELLA

    Non credevo potesse piacermi così tanto e invece...che sorpresa!! Un libro che alla fine mi è rimasto nel cuore, perchè così reale e concreto da risultare attuale anche nel 2015. I personaggi non sono ...continue

    Non credevo potesse piacermi così tanto e invece...che sorpresa!! Un libro che alla fine mi è rimasto nel cuore, perchè così reale e concreto da risultare attuale anche nel 2015. I personaggi non sono eroi, anzi Rossella è proprio una di quelle persone che nella vita reale odierei eppure il suo pragmatismo, le sue paure e la sua cattiveria, sono così vere che finisci per apprezzarle. Probabilmente questo è uno di quei libri che o lo ami o lo odi!

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  • 5

    IL RITRATTO DI UN MONDO CHE, ORMAI, È ANDATO “VIA COL VENTO”

    Ricordo ancora la prima volta che vidi Via col vento: ero poco più di una bambina, era uno di quei pomeriggi che avrei passato volentieri a vedere cartoni animati ma, purtroppo, mia madre fu più veloc ...continue

    Ricordo ancora la prima volta che vidi Via col vento: ero poco più di una bambina, era uno di quei pomeriggi che avrei passato volentieri a vedere cartoni animati ma, purtroppo, mia madre fu più veloce di me ad impossessarsi del telecomando. Vabbe’, quanto durerà mai? Duecentoquaranta minuti, pubblicità esclusa.

    Non scriverò qui il mio commento in merito, ma tutti voi potete immaginarlo bene. Mi misi sul divano a guardare questo film, prima arrabbiata, poi interessata, poi emozionata e, alla fine, commossa oltre ogni misura. Mamma ci aveva preso: da allora non perdo occasione per rivederlo e per innamorarmi sempre più di questa pellicola del 1939, diretta da diversi registi (Victor Fleming, George Cukor e Sam Wood) e prodotta da David O. Selznick (produttore, tra i tanti, anche di King Kong e Anna Karenina).

    La storia narra della sedicenne Rossella O’Hara (felice traduzione dell’originale Scarlett, che appunto significa rosso, vermiglio) che vive la sua vita agiata tra capricci, flirt e festicciole nella sua terra, Tara, in Georgia. L’equilibrio viene sconvolto dall’inizio della Guerra di Secessione, e proprio mentre tutti i giovani del posto sono riuniti per una festa alle Dodici Querce, di proprietà dei Wilkes. Rossella, circondata dagli ammiratori e infastidita dai discorsi sulla guerra, dichiara in segreto il suo amore ad Ashley Wilkes, che però le confida di essersi da poco fidanzato con sua cugina Melanie Hamilton, di Atlanta. Rossella, per capriccio, decide quindi di sposare Charles Hamilton, cognato di Ashley, che però morirà all’inizio della guerra. Rossella, giovanissima vedova, va a stare ad Atlanta con Melanie, in attesa del marito partito per il fronte, e zia Pittypat. Ad Atlanta, Rossella passa il suo tempo a curare i feriti all’ospedale e a tenere di malavoglia il lutto; la vita per lei sembra conclusa, ma in suo aiuto arriva il controverso Capitano Rhett Butler, un rinnegato molto ricco e pieno di buonsenso che aiuterà Rossella a infischiarsene delle chiacchiere delle persone e a fare ciò che sente di fare. Tra colpi di scena, morte, guerre, amori e conflitti, il percorso di crescita di Rossella è ricco di difficoltà che però, grazie al suo temperamento e alla sua caparbietà, riuscirà a superare perché dopotutto, domani è un altro giorno.

    La scelta degli attori non fu semplice: per il ruolo di Rhett Butler, che andò a Clark Gable, furono scelti inizialmente Errol Flynn e Gary Cooper. Per Rossella O’Hara, invece, le riprese iniziarono addirittura senza che l’attrice protagonista fosse stata scelta, Vivien Leigh superò il provino tra oltre 1400 attrici (tra le quali Bette Davis, Joan Crawford, Lara Turner e Katharine Hepburn).

    Il film richiese più di due anni di faticosa lavorazione, raggiungendo costi altissimi e richiedendo ritmi lavorativi assurdi ma alla fine ne valse la pena, se si pensa che il film non solo è stato pluripremiato con ben otto Oscar, ma è stato anche riconosciuto come uno dei film più famosi della storia del cinema.

    Grande fu la mia sorpresa nello scoprire, non molto tempo fa, che il film era basato sull’omonimo romanzo della scrittrice Margaret Mitchell. Per questo motivo, nonostante la voluminosità del libro, mi sono convinta a leggerlo. Già che c’ero, ho voluto provare l’ebbrezza di leggerlo in lingua originale ed è stata un’esperienza pazzesca!

    Margaret Mitchell, la scrittrice in questione, è stata in grado di dare vita a un capolavoro. Nata ad Atlanta nel 1900, è stata anche giornalista. Ha scritto Via col Vento nel 1936 e per questo romanzo ricevette, l’anno successivo, il Premio Pulitzer e la candidatura al Nobel per la Letteratura nel 1938.

    A parte i dialoghi dove parlavano gli schiavi, che erano fedelmente riprodotti e quindi di difficile comprensione per chi non è un madrelingua inglese, il libro è scorrevole e molto piacevole da leggere. Anche le numerose parti che descrivono con minuzia di dettagli il conflitto tra nordisti e sudisti sono interessanti e ben articolate. I personaggi sono vivi, caratterizzati benissimo tanto da essere quasi tridimensionali: abbiamo Scarlett che è una donna capricciosa e arrogante ma al tempo stesso capace di una forza d’animo e di un coraggio tale da risorgere, come una fenice, dalle proprie ceneri e passare in una situazione di agio dopo la fame patita durante la guerra. C’è Melanie Hamilton che è di una dolcezza disarmante, di animo nobile e puro che tutti ama e perdona quasi incondizionatamente, ma nasconde una ferocia leonina quando deve difendere gli affetti della sua vita. Rhett Butler, uomo senza scrupoli e senza limiti, che ama la figlia più di se stesso e la accudisce come se fosse lui la madre. Questa umanità dei personaggi, riportata in maniera impeccabile nel film, è accessibile in una maniera più intima leggendo il libro, dove i pensieri e le azioni dei personaggi sono messi su carta e rendono il quadro completo.

    Oltre a tutto questo, quello che spiazza è la crudezza e la veridicità della storia d’amore che viene narrata: è una storia che va bene in ogni epoca perché è sincera, dove l’amore non va dato per scontato e può anche finire. Ma se è vero amore si può sempre combattere per esso, ed è quello che Rossella intende fare, ma non oggi, dopo che una serie di lutti ha sconvolto la sua esistenza e l’amore della sua vita le ha detto che francamente se ne infischia di quello che potrebbe capitarle. Non abbiamo uno dei tanti sequel e prequel che oggi ammorbano le nostre esistenze, in un voyerismo malato dove sembra che al lettore sia dovuta una fine ben definita per i personaggi di un libro. Niente di tutto questo: sappiamo solo che Rossella tornerà a Tara, la sua terra tanto amata, da cui lei prende tutta la forza che le serve. Non penserà oggi a quello che potrebbe ucciderla dentro, se solo si fermasse un attimo.

    Noi, che abbiamo imparato a conoscere Rossella O’Hara e la sua forza, non possiamo fare altro che tifare per lei e sperare che ci sia un domani per lei e Rhett, anche lui testardo e difficile da far tornare indietro su una decisione. Conosciamo bene entrambi, ormai, e sappiamo che qualunque cosa potrebbe succedere. Ma non smettiamo di sperare per il meglio, come ha fatto Rossella nei momenti in cui la speranza sembrava abbandonarla del tutto. Perché dopotutto, domani è un altro giorno.

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  • 2

    non abbiatene a a male ma il libro non mi è piaciuto ( fin dove sono arrivata) perchè l'ho trovato molto pesante ... spero più avanto di poterlo riprendere e di cambiare idea...

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  • 5

    Non pensavo mi avrebbe preso cosi' tanto questo libro. Forse perchè ho sempre odiato tanto il film, che peraltro è datato inverosimilmente. Il libro invece è affascinante, Rossella è viziata, calcolat ...continue

    Non pensavo mi avrebbe preso cosi' tanto questo libro. Forse perchè ho sempre odiato tanto il film, che peraltro è datato inverosimilmente. Il libro invece è affascinante, Rossella è viziata, calcolatrice e molto odiosa, ma si finisce comunque ad amare il personaggio. Un libro di cui ti manca la presenza quando lo finisci.

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