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Lo scalpellino

Di

Editore: Marsilio (Farfalle)

3.9
(1634)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 574 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Svedese , Spagnolo , Catalano , Olandese , Francese , Portoghese , Inglese , Tedesco , Polacco

Isbn-10: 8831709089 | Isbn-13: 9788831709088 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Cangemi ; Illustratore o Matitista: Fabio Visintin

Disponibile anche come: eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Sono tanti anni che Frans Bengtsson si guadagna da vivere pescando aragoste per i turisti nel mare di Fjällbacka, sulla costa occidentale della Svezia. Ma un giorno, nella sua rete rimane impigliato il corpo senza vita di una bambina. Una scoperta terribile, che si dimostra ancora più agghiacciante quando l'autopsia rivela che non si è trattato di un incidente. Patrik Hedström e Erica Falck, genitori da poche settimane, indagano. Ancora una volta, l'idilliaca facciata di Fjällbacka nasconde un torbido dramma famigliare, una realtà di odio e conflitti che nasce da un'antica colpa.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    La terza indagine di Erica Falck e Patrik Hedström

    Quello che mi piace dei libri della Läckberg è che, oltre alla trama gialla, sono sviluppate altre tematiche.
    In questo terzo capitolo, ci ha dato la possibilità di riflettere, sulla depressione post parto, sulle malattie comportamentali e sul fatto che, spesso, sono viste più come difetti ...continua

    Quello che mi piace dei libri della Läckberg è che, oltre alla trama gialla, sono sviluppate altre tematiche.
    In questo terzo capitolo, ci ha dato la possibilità di riflettere, sulla depressione post parto, sulle malattie comportamentali e sul fatto che, spesso, sono viste più come difetti di carattere da condannare (tipo la pigrizia) o come deficit intellettivi, in entrambi i casi mai come vere e proprie malattie (e a quante pare, in questo, gli svedesi sono uguali a tanti altri).
    Per il resto, adoro la consueta ottima introspezione psicologica dei personaggi e mi è molto piaciuta l’alternanza tra le vicende del passato e del presente che, alla fine, si sono congiunte in un unico binario.
    Per quanto riguarda la parte thriller, devo dire che Camilla ha utilizzato una certa furbizia: ha celato al lettore il fulcro dei segreti e delle confessioni dei personaggi fino a quando i fatti non hanno reso necessario la loro rivelazione, tenendoti, in questo modo, legato alle pagine del libro fino alla fine. Questo però non ha evitato che i sospetti ricadessero su Lilian, anche perché le sue azioni facevano pensare che fosse affetta della Sindrome di Münchhausen per Procura.
    Certo che, per essere una piccola cittadina, Fjällbacka ha un concentrato di sfortune da record. Tralasciando i vari delitti, qui, tra vicini di casa, abbiamo: un pedofilo, una che ha la MSP, l’altro ha la sindrome di Asperger, l’altra ha l’ADHD e, imparentato al marito fedifrago, c’è pure il fanatico religioso.
    La fine del povero scalpellino e dei due gemellini è abbastanza prevedibile.
    Mi sono rimaste due domande senza risposta:
    1) Ma cos’è questo vizio degli svedesi di lasciare i bimbi nelle carrozzine a dormire fuori di casa?
    2) Ma perché Anna è tornata dal marito? Non mi sembrava un personaggio stupido, e il risultato della sua scelta non poteva che essere la morte di Lucas o la sua. La cosa triste è che sono situazioni che, purtroppo succedono anche nella realtà.
    E adesso sono curiosa di vedere in cosa germoglieranno i semi lanciati in questo terzo capitolo: l’arrivo della nuova poliziotta e soprattutto la vicenda di Anna.

    ha scritto il 

  • 0

    All’inizio il romanzo mi aveva suscitato una certa perplessità, sembrava il solito calderone degli ingredienti abusati nei gialli contemporanei: paranoie familiari, segreti del passato, una religione opprimente, i pregiudizi, un insistere sulla definizione – o meglio ri-definizione – della donna. ...continua

    All’inizio il romanzo mi aveva suscitato una certa perplessità, sembrava il solito calderone degli ingredienti abusati nei gialli contemporanei: paranoie familiari, segreti del passato, una religione opprimente, i pregiudizi, un insistere sulla definizione – o meglio ri-definizione – della donna.
    Del resto, è difficile scrivere gialli che abbiano elementi davvero originali e nuovi. L’importante è saperli impiegare con abilità.
    E sicuramente è questo il caso. Il prosieguo della lettura rivela un ottimo giallo, in cui spiegazioni e colpi di scena sono dosati con grande equilibrio fino alla spiegazione finale. Che dissipa ogni dubbio: perché tutte le questioni sul contesto vengono a cadere. In ultima analisi l’uomo – salvo il bambino corrotto, e davvero la corruzione dei piccoli è il crimine peggiore – ha sempre la possibilità di scegliere tra il bene e il male, non esiste un obbligo di compiere il male.
    E forse anche questo è una argomento trito e ritrito, ma alla fine è il più realistico di tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    Completo. Aunque la historia de la intriga policíaca en los países nórdicos está ya muy vista, no puede negarse que el libro engancha, mantiene viva la tensión y te conduce hacia un final que, no por esperado, deja de complacer al lector. Bien escrito y con los personajes principales bien definid ...continua

    Completo. Aunque la historia de la intriga policíaca en los países nórdicos está ya muy vista, no puede negarse que el libro engancha, mantiene viva la tensión y te conduce hacia un final que, no por esperado, deja de complacer al lector. Bien escrito y con los personajes principales bien definidos.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura che non delude!!!!

    Terzo libro della serie nel quale si seguono in parallelo le vicende di Erica e Patrick alle prese con la figlioletta appena nata e un omicidio che coinvolge più o meno direttamente alcune famiglie del paese.
    Ben sviluppato e avvincente.

    ha scritto il 

  • 5

    Wow che bell'insieme di personaggini simpatici.
    Non tralascia nulla la Läckberg: c'è il pedofilo, l'assassino seriale, l'adultero, l'invasato, il violento, il malvagio, l'incompetente ... e non sempre queste caratteristiche appartengono a persone distinte.
    Bello il parallelo tra stori ...continua

    Wow che bell'insieme di personaggini simpatici.
    Non tralascia nulla la Läckberg: c'è il pedofilo, l'assassino seriale, l'adultero, l'invasato, il violento, il malvagio, l'incompetente ... e non sempre queste caratteristiche appartengono a persone distinte.
    Bello il parallelo tra storia passata e presente anche se fino alla fine non ho capito il nesso;solo la cenere ha acceso una lampadina ma non sono stata in grado di relazionarla a nessun personaggio nel tempo presente.
    L'aura di malignita/meschinità mi è rimasta appiccicata addosso anche dopo la fine del romanzo tanto era concentrata in alcuni personaggi.
    Ho fatto davvero molta fatica a digerire la spiegazione della visione dell'amore da parte del pedofilo.... sarà che sono madre ma insomma...

    ha scritto il 

  • 4

    gradevole

    anche se matematico.
    Scomponibile.
    Tipo equazione di quale grado non ricordo. Però i suoi gialli sono un po' tutti uguali. Il fattore X, il tempo passato, il rancore di qualcuno.
    Però gradevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Una buona trama, belli i flashback che ritornano indietro nel tempo, una storia nella storia. Il libro è avvincente e come sempre riesce a prenderti fino all'ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello

    Classico giallo della Läckberg, terzo episodio della serie con Erica e Patrik.
    Complesso con moltipersonaggi e alcuni che spuntano anche molto avanti nel libro (es. il parroco... o Sebastian...), per cui (come diceva anche un altro lettore) ogni tanto si fa un po' fatica a capire "e chi era ...continua

    Classico giallo della Läckberg, terzo episodio della serie con Erica e Patrik.
    Complesso con moltipersonaggi e alcuni che spuntano anche molto avanti nel libro (es. il parroco... o Sebastian...), per cui (come diceva anche un altro lettore) ogni tanto si fa un po' fatica a capire "e chi era questo?".
    Però nell'insieme un bel giallo. Io non avevo capito il colpevole (ammetto!).
    Solo una nota: anche stavolta usa il doppio piano e la doppia narrazione presente / passato (con i capitoli scritti in corsivo). L'ho trovato un po' ripetitivo visto che è la stessa tecnica usata quanto meno in "Il predicatore".
    Simpatica e costruita bene la frase finale del libro (era lo stesso negli altri della Läckberg che ho letto finora) che crea un classico effetto cliffhanger per spingere a leggere il prossimo volume (con me funziona! :-) )

    ha scritto il 

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