Lo scalpellino

Di

Editore: Marsilio (Farfalle)

3.9
(1882)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 574 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Svedese , Spagnolo , Catalano , Olandese , Francese , Portoghese , Inglese , Tedesco , Polacco

Isbn-10: 8831709089 | Isbn-13: 9788831709088 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Cangemi ; Illustratore o Matitista: Fabio Visintin

Disponibile anche come: eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Sono tanti anni che Frans Bengtsson si guadagna da vivere pescando aragoste per i turisti nel mare di Fjällbacka, sulla costa occidentale della Svezia. Ma un giorno, nella sua rete rimane impigliato il corpo senza vita di una bambina. Una scoperta terribile, che si dimostra ancora più agghiacciante quando l'autopsia rivela che non si è trattato di un incidente. Patrik Hedström e Erica Falck, genitori da poche settimane, indagano. Ancora una volta, l'idilliaca facciata di Fjällbacka nasconde un torbido dramma famigliare, una realtà di odio e conflitti che nasce da un'antica colpa.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Las hijasd el frio

    mi favorito hasta ahora, solo he leído los primeros tres, es la princesa de hielo. Este libro me tuvo mas alerta a la historia en segundo plano y desde un principio pensé un poco en la conclusion a la ...continua

    mi favorito hasta ahora, solo he leído los primeros tres, es la princesa de hielo. Este libro me tuvo mas alerta a la historia en segundo plano y desde un principio pensé un poco en la conclusion a la que llega al final la autora, pero no me tuvo muy contenta por ciertas partes ,sin embargo, creo qeu se maneja muy bien, al ver a patrick dar soluciones por ver un documental sobre mujeres (esposas) asesinas. Dejan inconlcusa la parte de las cenizas no se sabe exactamento porq ue las guarda , en el libro dice que para recordar que vivio en un lugar horrible , era lo que mas odiaba en la vida agnes ... Me mantuvo atenta a la historia alterna , Lo recomiendo, al final tendré que comprar el 4to libro te deja con una historia que continua en el libro numero 4

    ha scritto il 

  • 3

    Ancora in lettura, ma lo trovo ammantato da una tristezza sconfinata. La Läckberg non doveva essere in un gran periodo. Vedremo.

    Finito: Ok l'effetto addicted, che i gialli scandinavi mi danno, mi ha ...continua

    Ancora in lettura, ma lo trovo ammantato da una tristezza sconfinata. La Läckberg non doveva essere in un gran periodo. Vedremo.

    Finito: Ok l'effetto addicted, che i gialli scandinavi mi danno, mi ha fatto persistere ed è migliorato. Forse troppo lungo: indugia, inserisce personaggi e la sottotrama famigliare è costruita con l'intento di tenerti legato come ad una serie tv, ma va bene. Non sono certo queste letture che ampliano la mia cultura, comunque del buon tempo, passato lontano da uno schermo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    il secondo giallo che leggo di questa scrittrice.

    Dopo 'La pincipessa di ghiaccio', leggo il terzo episodio del duo Erika e Patrick. Ovviamente ha più o meno gli stessi difetti del primo. E' un giallo atipico. Una costante. Le indagini sono solo un p ...continua

    Dopo 'La pincipessa di ghiaccio', leggo il terzo episodio del duo Erika e Patrick. Ovviamente ha più o meno gli stessi difetti del primo. E' un giallo atipico. Una costante. Le indagini sono solo un pretesto per narrare le storie con i due protagonisti. Grandi analisi introspettive che non servono per scoprire il colpevole ma per analizzare l'animo umano. la soluzione del caso, l'omicidio di una bambina di sette anni, appare più casuale che frutto di un ragionamento logico. Patrick brancola nel buio, non sa come procedere finché un vede un telefilm che parla di casi risolti brillantemente. E qui scatta la molla. Il colpevole, o meglio la colpevole, si potrebbe intuire chi è quasi da subito. Diciamo che è lì a portata di mano ma alla fine più che a scoprire questo, ci si lascia prendere la mano dalla lettura sempre piacevole e impeccabile.
    Il finale lascia alquanto a desiderare. Alcuni personaggi scompaiono nel buio. Sembra quasi che l'autrice li voglia lasciare nel limbo dei ricordi, forse pensando di usarli nelle altre storie.

    ha scritto il 

  • 4

    Terzo romanzo della serie dell'ormai famosissima giallista svedese: ho letto questo libro in un giorno di quelli post-festivi, tra panettoni e grandi mangiate. Devo dire che, della Läckberg, avevo già ...continua

    Terzo romanzo della serie dell'ormai famosissima giallista svedese: ho letto questo libro in un giorno di quelli post-festivi, tra panettoni e grandi mangiate. Devo dire che, della Läckberg, avevo già letto, e mi convince a tratti, non in modo pieno, non in modo totale. Insomma, non la amo alla follia, ma devo ammettere che la leggo volentieri per rilassarmi: ogni tanto anche le Cattivissime prof lo fanno.
    Ci sono, fondamentalmente, due motivi che mi hanno ricondotta a leggere un altro libro della Läckberg. L’ambientazione, un paesino della Svezia, con paesaggi, abitudini e nordica umanità, che mi incuriosisce e da sempre mi attrae; l’attenzione per i personaggi femminili, quasi sempre al centro della vicenda, nel bene e nel male.
    Questo piccolo universo bianco e azzurro, descritto nel minimo dettaglio, questi personaggi così umani, molto lontani dallo stereotipo del nordico freddo e poco passionale, mi piacciono e mi inducono a seguire le vicende della coppia investigativa Erica e Patrik. In questo romanzo, alle prese con i loro personalissimi problemi di neogenitori della piccola Maja, sempre coinvolti nelle indagini anche a livello personale, oltre che professionale, fanno la conoscenza di una generazione di donne - madre, figlia e nipote - intorno alle quali ruota tutta la vicenda.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2016/01/lo-scalpellino-camilla-lackberg.html

    ha scritto il 

  • 3

    Giallo bello fino a tre quarti, poi si lascia andare a soluzioni narrative un po' troppo scontate ed eccessivi drammi più utili a creare shock che alla struttura narrativa (ad esempio la fine del raga ...continua

    Giallo bello fino a tre quarti, poi si lascia andare a soluzioni narrative un po' troppo scontate ed eccessivi drammi più utili a creare shock che alla struttura narrativa (ad esempio la fine del ragazzo autistico Morgan). Così così.

    ha scritto il 

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