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Lo scherzo

Di

Editore: Adelphi

4.0
(2256)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 358 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Ceco , Spagnolo , Catalano , Olandese , Giapponese , Lettone

Isbn-10: 8845908038 | Isbn-13: 9788845908033 | Data di pubblicazione:  | Edizione 12

Traduttore: Antonio Barbato , Giuseppe Dierna

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Medicine , Philosophy

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Descrizione del libro
<<Con Lo scherzo, il "tono" di Kundera è già nato splendidamente: quel dono di unire la rabbia e il gioco, l'odio e la tenerezza, la solidità e il capriccio, la disperazione e la melodia, il nichilismo e il sogno... Quello che non finisce di avvincerci è la fluidità: il dono supremo del narratore. Questa fluidità nasce da una totale dedizione ed effusione del corpo, della mente e dell'anima: incanta e conquista il Tempo, il Tempo della narrazione e del mondo, dove si istalla come signore; e di lì, dal cuore stesso del tempo, si rivolge ad ognuno di noi, come diceva Tolstoj, per contagiarci, come se ciascuno di noi fosse il più fraterno dei complici>>.
PIETRO CITATI
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  • 3

    LA VENDETTA É FONTE DI DOLORE E NON DI GIUSTIZIA

    Questo libro è una picocla svolta, insegna che cambiare non è male e che spesso è un bene e che necessario disfassiri delle zavorre che ci avvelenano l'anima; insegna che la vendetta è fonte di dolre e non di giustizia e che alle volte può ritorcersi contro noi stessi. Peccato per le tante scene ...continua

    Questo libro è una picocla svolta, insegna che cambiare non è male e che spesso è un bene e che necessario disfassiri delle zavorre che ci avvelenano l'anima; insegna che la vendetta è fonte di dolre e non di giustizia e che alle volte può ritorcersi contro noi stessi. Peccato per le tante scene di sesso (anche se attinenti con il racconto) poteva essere un libro da 5 stelle!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    "Perchè Lucie [...] era in realtà la dea della fuga, la dea della rincorsa vana, la dea delle brume; e ancora tiene la mia testa nelle sue mani."

    Lucie e l'incompreso scherzo di cui Ludvìk si è reso protagonista da studente sono le due condanne del protagonista: la prima, così impalpabile eppure così concreta; il secondo, così privo di importanza ma in realtà così determinante. Il passato di Ludvìk è per lui ancora il presente ma la vendet ...continua

    Lucie e l'incompreso scherzo di cui Ludvìk si è reso protagonista da studente sono le due condanne del protagonista: la prima, così impalpabile eppure così concreta; il secondo, così privo di importanza ma in realtà così determinante. Il passato di Ludvìk è per lui ancora il presente ma la vendetta che attua risulta inutile e dannosa: il passato rimane passato agli occhi di tutti tranne che ai suoi, ancora ancorati al pensiero di Lucie, di quell'unica donna amata e mai pienamente conosciuta; tutto ciò che resta è il ricordo, non solo di lei ma anche degli anni felici prima di quel fantomatico scherzo che ha rovinato la vita di Ludvìk.

    ha scritto il 

  • 4

    La vendetta è un piatto che va servito caldo.
    La vendetta è un piatto che va servito tiepido.
    La vendetta è un piatto che va servito freddo.
    La vendetta è un piatto che va servito.
    E serviamola 'sta vendetta!
    Solo che a volte il piatto cade nel tragitto tra cucina e ...continua

    La vendetta è un piatto che va servito caldo.
    La vendetta è un piatto che va servito tiepido.
    La vendetta è un piatto che va servito freddo.
    La vendetta è un piatto che va servito.
    E serviamola 'sta vendetta!
    Solo che a volte il piatto cade nel tragitto tra cucina e tavolo.

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo dal sapore agrodolce, che si sviluppa dalle trame di uno scherzo riuscito decisamente male, è un esordio di impensabile bravura, spirito ed ironia.
    Una semplice bravata che cambia la vita di un uomo per sempre e un contorno di personaggi che vi ruotano attorno. Questo è Kundera. ...continua

    Romanzo dal sapore agrodolce, che si sviluppa dalle trame di uno scherzo riuscito decisamente male, è un esordio di impensabile bravura, spirito ed ironia.
    Una semplice bravata che cambia la vita di un uomo per sempre e un contorno di personaggi che vi ruotano attorno. Questo è Kundera.

    Per la mia recensione completa cliccate qui: http://ildilemmadelporcospino.wordpress.com/2014/03/10/lunedi-narrativa-lo-scherzo/

    ha scritto il 

  • 4

    "Je vivais une pause"

    Kundera avrebbe voluto che fosse una storia d'amore. Invece, soprattutto all'estero, "La Plaisanterie", uscito alla fine degli anni Sessanta, venne accolto come un romanzo politico, sui 20 anni più travagliati della Repubblica Ceca.
    Lo stesso Louis Aragon, grazie al quale il libro, sottopos ...continua

    Kundera avrebbe voluto che fosse una storia d'amore. Invece, soprattutto all'estero, "La Plaisanterie", uscito alla fine degli anni Sessanta, venne accolto come un romanzo politico, sui 20 anni più travagliati della Repubblica Ceca.
    Lo stesso Louis Aragon, grazie al quale il libro, sottoposto alla censura ceca, giunse in Francia, non si prese la briga di leggerlo e ne scrisse un'introduzione dove magnifica la puntualità storica e il carattere sovversivo del romanzo. Ultima, ma non meno importante, tra le beffe, la traduzione francese, che stravolse completamente il testo, facendo della scrittura limpida di Kundera un racconto ampolloso e appesantito da metafore e immagini improbabili.

    Rivista meticolosamente dall'autore, la versione francese definitiva è completata negli anni Ottanta: "La plaisanterie", che non è solo il motto di spirito contro gli ottimisti che segna per sempre il destino del protagonista, ma un'intera categoria della vita, ritorna quello che avrebbe dovuto essere sin dagli inizi: solo e soltanto un romanzo.

    "Les sectateurs de la joie étaient, pour la plupart, les gens les plus tristes".

    "Je voulais véritablement porter ma dissemblance : continuer à être celui qu'on avait décidé que je n'étais pas".

    "Rien me répugne comme lorsque les gens fraternisent parce que chacun voit dans l'autre sa propre bassesse".

    "Ce n'est pas pour rien que l'imagerie existe. C'est elle qui fait de notre foyer un chez-soi".

    "Mon incrédulité est à ce point invétérée que si quelqu'un me confie ce qu'il aime ou ce qu'il n'aime pas, je ne rends pas du tout cela au sérieux ou, plus exactement, je en vois là qu'un simple témoignage de l'image qu'il veut donner de lui-même".

    "C'est parce que je n'appartenais pas à ces lieux que ma vraie place était ici, dans cette consternante métropole des incompatibilités, dans cette ville dont l'étreinte implacable enchaînait ensemble tout ce qui était l'un à l'autre étranger".

    ha scritto il 

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